LA CIRCONCISIONE IL SEGNO DELL'ALLEANZA TRA DIO E IL SUO POPOLO ELETTO
Analisi di Martino Gerber e Giuliano Lattes studiosi biblisti
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LA CIRCONCISIONE NEL VECCHIO TESTAMENTO
LA CIRCONCISIONE E' OBBLIGATORIA PER GLI EBREI!
La circoncisione nella carne è il segno dell'alleanza tra Dio e il suo popolo.
L'ebreo che non si circoncide va punito con la morte.
GENESI 17: 9-14
17-9Disse Dio ad Abramo: "Da parte tua devi osservare la mia alleanza, tu e la tua discendenza dopo di te di generazione in generazione. 10Questa è la mia alleanza che dovete osservare, alleanza tra me e voi e la tua discendenza dopo di te: sia circonciso tra di voi ogni maschio. 11Vi lascerete circoncidere la carne del vostro membro e ciò sarà il segno dell'alleanza tra me e voi. 12Quando avrà otto giorni, sarà circonciso tra di voi ogni maschio di generazione in generazione, tanto quello nato in casa come quello comperato con denaro da qualunque straniero che non sia della tua stirpe. 13Deve essere circonciso chi è nato in casa e chi viene comperato con denaro; così la mia alleanza sussisterà nella vostra carne come alleanza perenne. 14Il maschio non circonciso, di cui cioè non sarà stata circoncisa la carne del membro, sia eliminato dal suo popolo: ha violato la mia alleanza".
Mosè non aveva circonciso il figlio e stava per morire, ma sua moglie intervenne e lo salvò.
ESODO4: 24-26
4-24Mentre si trovava in viaggio, nel luogo dove pernottava, il Signore gli venne contro e cercò di farlo morire. 25Allora Zippora prese una selce tagliente, recise il prepuzio del figlio e con quello gli toccò i piedi e disse: "Tu sei per me uno sposo di sangue". 26Allora si ritirò da lui. Essa aveva detto sposo di sangue a causa della circoncisione.
Chi non è circonciso non può mangiare la pasqua.
ESODO 12:43- 48
12-43Il Signore disse a Mosè e ad Aronne: "Questo è il rito della pasqua: nessun straniero ne deve mangiare.
44Quanto a ogni schiavo acquistato con denaro, lo circonciderai e allora ne potrà mangiare.
45L'avventizio e il mercenario non ne mangeranno.
46In una sola casa si mangerà: non ne porterai la carne fuori di casa; non ne spezzerete alcun osso.
47Tutta la comunità d'Israele la celebrerà. 48Se un forestiero è domiciliato presso di te e vuol celebrare la pasqua del Signore, sia circonciso ogni suo maschio:
allora si accosterà per celebrarla e sarà come un nativo del paese. Ma nessun non circonciso ne deve mangiare.
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LA CIRCONCISIONE NEL NUOVO TESTAMENTO
Vediamo che nel Nuovo Testamento la circoncisione non viene abolita, ma solo non viene imposta ai gentili che si fanno cristiani.
GESU' FU CIRCONCISO
LUCA 2: 1
2-21Quando furon passati gli otto giorni prescritti per la circoncisione, gli fu messo nome Gesù, come era stato chiamato dall'angelo prima di essere concepito nel grembo della madre.
Luca ci parla anche della circoncisione di Giovanni il Battista; Luca 1: 57-60
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GESU' NON ABOLI' LA CIRCONCISIONE
GIOVANNI 7:21-24
Rispose Gesù: "Un'opera sola ho compiuto, e tutti ne siete stupiti.
Mosè vi ha dato la circoncisione - non che essa venga da Mosè, ma dai patriarchi - e voi circoncidete un uomo anche di sabato.
Ora se un uomo riceve la circoncisione di sabato perché non sia trasgredita la Legge di Mosè,
voi vi sdegnate contro di me perché ho guarito interamente un uomo di sabato?
Dai Vangeli sappiamo che Gesù è venuto non ad abolire la religione ebraica, ma a completarla;
Matteo 5: 17-20
Gesù era ebreo e perfino all'inizio della sua missione si rivolge esclusivamente al popolo eletto;
Matteo 10: 5-6; Matteo 15:24
Solo dopo la sua risurrezione Gesù invia i suoi discepoli in tutto il mondo;
Matteo 28:18-20
Gesù insegnava agli ebrei nelle sinagoghe e nel Tempio, era ebreo e si rivolgeva al suo popolo;
Matteo 4: 23; Matteo 21: 23.
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LA CIRCONCISIONE NON E' PIU' NECESSARIA PER I GENTILI CHE SI CONVERTISCONO
ATTI 15: 1-21
15-1Ora alcuni, venuti dalla Giudea, insegnavano ai fratelli questa dottrina: "Se non vi fate circoncidere secondo l'uso di Mosè, non potete esser salvi".
2Poiché Paolo e Bàrnaba si opponevano risolutamente e discutevano animatamente contro costoro, fu stabilito che Paolo e Bàrnaba e alcuni altri di loro andassero a Gerusalemme dagli apostoli e dagli anziani per tale questione. 3Essi dunque, scortati per un tratto dalla comunità, attraversarono la Fenicia e la Samarìa raccontando la conversione dei pagani e suscitando grande gioia in tutti i fratelli. 4Giunti poi a Gerusalemme, furono ricevuti dalla Chiesa, dagli apostoli e dagli anziani e riferirono tutto ciò che Dio aveva compiuto per mezzo loro.
5Ma si alzarono alcuni della setta dei farisei, che erano diventati credenti, affermando: è necessario circonciderli e ordinar loro di osservare la legge di Mosè.
6Allora si riunirono gli apostoli e gli anziani per esaminare questo problema. 7Dopo lunga discussione, Pietro si alzò e disse:
"Fratelli, voi sapete che già da molto tempo Dio ha fatto una scelta fra voi, perché i pagani ascoltassero per bocca mia la parola del vangelo e venissero alla fede. 8E Dio, che conosce i cuori, ha reso testimonianza in loro favore concedendo anche a loro lo Spirito Santo, come a noi; 9e non ha fatto nessuna discriminazione tra noi e loro, purificandone i cuori con la fede. 10Or dunque, perché continuate a tentare Dio, imponendo sul collo dei discepoli un giogo che né i nostri padri, né noi siamo stati in grado di portare? 11Noi crediamo che per la grazia del Signore Gesù siamo salvati e nello stesso modo anche loro".
12Tutta l'assemblea tacque e stettero ad ascoltare Bàrnaba e Paolo che riferivano quanti miracoli e prodigi Dio aveva compiuto tra i pagani per mezzo loro.
13Quand'essi ebbero finito di parlare, Giacomo aggiunse: 14"Fratelli, ascoltatemi. Simone ha riferito come fin da principio Dio ha voluto scegliere tra i pagani un popolo per consacrarlo al suo nome. 15Con questo si accordano le parole dei profeti, come sta scritto:
16Dopo queste cose ritornerò e riedificherò la tenda di
Davide che era caduta; ne riparerò le rovine e la rialzerò,
17perché anche gli altri uomini cerchino il Signore
e tutte le genti sulle quali è stato invocato il mio nome,
18dice il Signore che fa queste cose da lui conosciute
dall'eternità.
19Per questo io ritengo che non si debba importunare quelli che si convertono a Dio tra i pagani, 20ma solo si ordini loro di astenersi dalle sozzure degli idoli, dalla impudicizia, dagli animali soffocati e dal sangue. 21Mosè infatti, fin dai tempi antichi, ha chi lo predica in ogni città, poiché viene letto ogni sabato nelle sinagoghe".
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Dopo questo concilio, i gentili che diventavano cristiani non erano più obbligati a circoncidrsi, ma gli ebrei anche se diventavano cristiani
erano tenuti a circoncidersi.
ATTI 16: 1-3
16-1Paolo si recò a Derbe e a Listra. C'era qui un discepolo chiamato Timòteo, figlio di una donna giudea credente e di padre greco; 2egli era assai stimato dai fratelli di Listra e di Icònio. 3Paolo volle che partisse con lui, lo prese e lo fece circoncidere per riguardo ai Giudei che si trovavano in quelle regioni; tutti infatti sapevano che suo padre era greco.
Vediamo che il discepolo Timoteo, essendo di madre giudea, era ebreo e non greco come suo padre per la Legge ebraica, quindi dovette circoncidersi.
Vediamo che gli Apostoli si dividono i compiti, ci sono quelli che vanno a predicare agli ebrei, e quelli che vanno dai pagani.
In principio gli ebrei-cristiani osservanti non si univano con i gentili-cristiani, tanto ancora era grande la diffidenza.
GALATI 2: 1-15
1Dopo quattordici anni, andai di nuovo a Gerusalemme in compagnia di Bàrnaba, portando con me anche Tito: 2vi andai però in seguito ad una rivelazione. Esposi loro il vangelo che io predico tra i pagani, ma lo esposi privatamente alle persone più ragguardevoli, per non trovarmi nel rischio di correre o di aver corso invano. 3Ora neppure Tito,(Tito era pagano prima di diventare cristiano, non fu obbligato a circoncidersi), che era con me, sebbene fosse greco, fu obbligato a farsi circoncidere. 4E questo proprio a causa dei falsi fratelli che si erano intromessi a spiare la libertà che abbiamo in Cristo Gesù, allo scopo di renderci schiavi. 5Ad essi però non cedemmo, per riguardo, neppure un istante, perché la verità del vangelo continuasse a rimanere salda tra di voi.
6Da parte dunque delle persone più ragguardevoli - quali fossero allora non m'interessa, perché Dio non bada a persona alcuna - a me, da quelle persone ragguardevoli, non fu imposto nulla di più. 7Anzi, visto che a me era stato affidato il vangelo per i non circoncisi, come a Pietro quello per i circoncisi - 8poiché colui che aveva agito in Pietro per farne un apostolo dei circoncisi aveva agito anche in me per i pagani - 9e riconoscendo la grazia a me conferita, Giacomo, Cefa e Giovanni, ritenuti le colonne, diedero a me e a Bàrnaba la loro destra in segno di comunione, perché noi andassimo verso i pagani ed essi verso i circoncisi. 10Soltanto ci pregarono di ricordarci dei poveri: ciò che mi sono proprio preoccupato di fare.
11Ma quando Cefa venne ad Antiochia, mi opposi a lui a viso aperto perché evidentemente aveva torto. 12Infatti, prima che giungessero alcuni da parte di Giacomo, egli prendeva cibo insieme ai pagani; ma dopo la loro venuta, cominciò a evitarli e a tenersi in disparte, per timore dei circoncisi. 13E anche gli altri Giudei lo imitarono nella simulazione, al punto che anche Bàrnaba si lasciò attirare nella loro ipocrisia. 14Ora quando vidi che non si comportavano rettamente secondo la verità del vangelo, dissi a Cefa in presenza di tutti: "Se tu, che sei Giudeo, vivi come i pagani e non alla maniera dei Giudei, come puoi costringere i pagani a vivere alla maniera dei Giudei?
15Noi che per nascita siamo Giudei e non pagani peccatori, 16sapendo tuttavia che l'uomo non è giustificato dalle opere della legge ma soltanto per mezzo della fede in Gesù Cristo, abbiamo creduto anche noi in Gesù Cristo per essere giustificati dalla fede in Cristo e non dalle opere della legge; poiché dalle opere della legge non verrà mai giustificato nessuno".
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PAOLO APOSTOLO DELLE GENTI
Paolo andando a predicare ai gentili, insegnerà sempre di più l'inutilità della circoncisione per loro.
ROMANI 2: 25
2-25La circoncisione è utile, sì, se osservi la legge; ma se trasgredisci la legge, con la tua circoncisione sei come uno non circonciso. 26Se dunque chi non è circonciso osserva le prescrizioni della legge, la sua non circoncisione non gli verrà forse contata come circoncisione? 27E così, chi non è circonciso fisicamente, ma osserva la legge, giudicherà te che, nonostante la lettera della legge e la circoncisione, sei un trasgressore della legge. 28Infatti, Giudeo non è chi appare tale all'esterno, e la circoncisione non è quella visibile nella carne; 29ma Giudeo è colui che lo è interiormente e la circoncisione è quella del cuore, nello spirito e non nella lettera; la sua gloria non viene dagli uomini ma da Dio.
ROMANI 4: 9-17
9Orbene, questa beatitudine riguarda chi è circonciso o anche chi non è circonciso? Noi diciamo infatti che la fede fu accreditata ad Abramo come giustizia. 10Come dunque gli fu accreditata? Quando era circonciso o quando non lo era? Non certo dopo la circoncisione, ma prima. 11Infatti egli ricevette il segno della circoncisione quale sigillo della giustizia derivante dalla fede che aveva già ottenuta quando non era ancora circonciso; questo perché fosse padre di tutti i non circoncisi che credono e perché anche a loro venisse accreditata la giustizia 12e fosse padre anche dei circoncisi, di quelli che non solo hanno la circoncisione, ma camminano anche sulle orme della fede del nostro padre Abramo prima della sua circoncisione.
13Non infatti in virtù della legge fu data ad Abramo o alla sua discendenza la promessa di diventare erede del mondo, ma in virtù della giustizia che viene dalla fede; 14poiché se diventassero eredi coloro che provengono dalla legge, sarebbe resa vana la fede e nulla la promessa. 15La legge infatti provoca l'ira; al contrario, dove non c'è legge, non c'è nemmeno trasgressione. 16Eredi quindi si diventa per la fede, perché ciò sia per grazia e così la promessa sia sicura per tutta la discendenza, non soltanto per quella che deriva dalla legge, ma anche per quella che deriva dalla fede di Abramo, il quale è padre di tutti noi. 17Infatti sta scritto: Ti ho costituito padre di molti popoli; è nostro padre davanti al Dio nel quale credette, che dà vita ai morti e chiama all'esistenza le cose che ancora non esistono.
I CORINZI 7: 18-19
7-18Qualcuno è stato chiamato quando era circonciso? Non lo nasconda! È stato chiamato quando non era ancora circonciso? Non si faccia circoncidere!
19La circoncisione non conta nulla, e la non circoncisione non conta nulla; conta invece l'osservanza dei comandamenti di Dio.
FILIPPESI 3: 1-6
3-1Per il resto, fratelli mei, state lieti nel Signore. A me non pesa e a voi è utile che vi scriva le stesse cose: 2guardatevi dai cani, guardatevi dai cattivi operai, guardatevi da quelli che si fanno circoncidere! 3Siamo infatti noi i veri circoncisi, noi che rendiamo il culto mossi dallo Spirito di Dio e ci gloriamo in Cristo Gesù, senza avere fiducia nella carne, 4sebbene io possa vantarmi anche nella carne. Se alcuno ritiene di poter confidare nella carne, io più di lui: 5circonciso l'ottavo giorno, della stirpe d'Israele, della tribù di Beniamino, ebreo da Ebrei, fariseo quanto alla legge; 6quanto a zelo, persecutore della Chiesa; irreprensibile quanto alla giustizia che deriva dall'osservanza della legge.
COLOSSESI 2: 9-14
2-9È in Cristo che abita corporalmente tutta la pienezza della divinità, 10e voi avete in lui parte alla sua pienezza, di lui cioè che è il capo di ogni Principato e di ogni Potestà. 11In lui voi siete stati anche circoncisi, di una circoncisione però non fatta da mano di uomo, mediante la spogliazione del nostro corpo di carne, ma della vera circoncisione di Cristo. 12Con lui infatti siete stati sepolti insieme nel battesimo, in lui anche siete stati insieme risuscitati per la fede nella potenza di Dio, che lo ha risuscitato dai morti. 13Con lui Dio ha dato vita anche a voi, che eravate morti per i vostri peccati e per l'incirconcisione della vostra carne, perdonandoci tutti i peccati, 14annullando il documento scritto del nostro debito, le cui condizioni ci erano sfavorevoli.
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Quindi mentre per gli ebrei che accettano Gesù come Figlio di Dio e Salvatore, la circoncisione non è abolita, ai gentili che si convertono al cristianesimo non viene più imposta.
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Citazioni Bibbia di Gersalemme
http://www.liberliber.it/biblioteca/b/bibbia/la_sacra_bibbia/html/index.htm
https://sites.google.com/site/lesacrescritture/
https://sites.google.com/site/lesacrescritture/Home/la-circoncisione-il-segno-dell-alleanza-tra-dio-e-il-suo-popolo-eletto
ARTICOLI CHE PARLANO DI OPERE CONTRO LA FEDE CRISTIANA E ARTICOLI CHE DIFENDONO LA FEDE CRISTIANA.
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lunedì 22 novembre 2010
domenica 3 febbraio 2008
BLASFEMO-CRISTIANI PORNOFILI-J.WIJNGAARDS
Fantasie sessuali?
Avere fantasie sessuali significa coltivare immagini mentali di attività sessuale o di oggetti sessuali.
E’ peccato avere fantasie sessuali?
Gesù, nel testo seguente (Matteo 5,27-30), sembra parlare delle fantasie sessuali:
“Avete udito ciò che è stato detto: ‘Non commettere adulterio’.
Ma io vi dico: chiunque (a) guardi una donna (b) per desiderarla, ha già (c) commesso adulterio con lei nel suo cuore.
Se il vostro occhio destro è causa di peccato, strappatelo e gettatelo via; poiché sarà meglio per voi perdere un occhio piuttosto che il vostro intero corpo sia gettato all’inferno.
E, se la vostra mano destra vi farà peccare, tagliatela e gettatela via; poiché sarà meglio per voi perdere una mano piuttosto che il vostro intero corpo sia gettato all’inferno.”
Questo viene tradizionalmente interpretato così: una persona che guarda un’altra persona nuda o che fantastica sul fare l’amore con un’altra persona, ha commesso un peccato equivalente all’adulterio. Ma questa interpretazione è corretta?
Cosa dice Gesù?
‘Chi guarda una donna’.
La Bibbia sottolinea in diverse storie che guardare una donna con concupiscenza spesso conduce ad atti di adulterio. Un esempio è David che osserva Betsabea, moglie di Uria, mentre fa il bagno, e che poi commette adulterio con lei e fa uccidere Uria per coprire il misfatto (2 Samuele 11,2-27). Un altro è quello dei due vecchi lascivi che vedono Susanna al bagno e tentano di forzarla a fare sesso con loro (Daniele 13,15-22). Gesù sta parlando del guardare con l’intenzione di commettere adulterio.
‘per desiderarla’.
Questo si riferisce al decimo comandamento: “Non desiderare la casa d’altri, la donna d’altri, o i loro schiavi, maschi o femmine, o il loro asino, o qualsiasi cosa che sia loro” (Esodo 20,17). La parola ebraica per ‘desiderare’ (chamad) significa un desiderio che include l’intenzione di prendere un determinato bene e di appropriarsene. Ciò ricollega il ‘guardare’ all’atto di adulterio, che era considerato come rubare una donna al proprio marito.
‘ha già commesso adulterio con lei nel suo cuore’. Questo è il punto centrale dell’affermazione di Gesù. La prassi giuridica ebraica ai tempi di Gesù definiva l’adulterio nel puro atto esterno, che doveva essere provato da testimoni. In linea con tutte le altre affermazioni del Sermone della Montagna, Gesù dichiara che, non solo l’atto esteriore, ma la stessa intenzione intima di commettere atto di adulterio è peccato.
Conclusione.
Matteo 5, 27-30 non si riferisce alle fantasie sessuali in senso generale. Egli predica sull’importanza di ciò che avviene nel nostro cuore. Il peccato di adulterio sta nell’intenzione di commettere adulterio, piuttosto che nell’atto esterno. La maggior parte delle fantasie sessuali è esente da intenzione di adulterio.
Quando interpretiamo le Scritture, dobbiamo prestare attenzione allo scopo che l’autore originale si prefiggeva, non al senso letterale delle parole.
Altrimenti dovremmo anche prendere alla lettera le parole ‘strappatevi un occhio’ o ‘tagliatevi la mano’ ! O altri passi della scrittura che prescrivono alle donne di indossare il velo in chiesa ( 1 Corinzi 11,2-16), che proibiscono abiti misti di lana e cotone (Deuteronomio 22,11), di mangiare il maiale, i gamberi e le polpette di carne (Levitico 11,1-12), o che regolano la schiavitù (Efesini 6,5-9).
Allora, come giudicare le fantasie sessuali?
Gli studiosi di morale e i professionisti della salute mentale sono arrivati alla conclusione che le fantasie sessuali in se stesse possono essere normali e salutari. Di solito non sono dannose.
Fantasie come immaginare di avere rapporti con una persona spesso sorgono spontanee.
L’attrazione sessuale verso altre persone è naturale e, fino ad un certo punto, è una reazione automatica e inevitabile. Se non c’è l’intenzione di un rapporto reale, non comporta peccato.
E allora, la ‘pornografia’?
Le fantasie sessuali sono spesso aiutate dall’uso della pornografia, cioè dal guardare figure di uomini o donne nudi, o coppie impegnate nell’atto sessuale. Questo è più comune tra gli uomini che tra le donne, perché gli uomini si eccitano più facilmente attraverso mezzi visivi .
Ci sono forme di pornografia che dovrebbero essere respinte.
Tutte le forme di pornografia che includono o presuppongono violenza, stupro, pedofilia e così via, ovviamente non dovrebbero essere tollerate.
La pornografia che incoraggia la gratificazione sessuale fine a sé stessa può essere dannosa a lungo termine e dovrebbe essere evitata.
Tuttavia, in certi casi, può esserci giustificazione al guardare figure di uomini o donne nude e immagini sessuali. Citerò alcuni esempi:
La ricerca ha mostrato che nelle società occidentali l’uso della ‘pornografia’ è frequente tra i giovani e gli adolescenti, che attraversano una fase di scoperta del sesso.
Questo è in parte dovuto alla mancanza di un’adeguata educazione sessuale, che a volte costringe i giovani ad ottenere le necessarie informazioni da ogni genere di fonte. I giovani in questione possono anche usare il materiale in maniera responsabile.
Il guardare immagini sessuali è frequente anche tra le persone di mezza età e gli anziani - più spesso tra gli uomini che tra le donne – che compensano così la mancanza di sesso attivo nella loro vita.
La ragione può essere la carenza di sesso nel proprio passato, a causa di un’infanzia inibita e puritana, oppure un tentativo di tener testa alla diminuita prestanza sessuale. Alcuni studi hanno mostrato che questo periodico volgersi al materiale pornografico solo in rarissimi casi porta alla violenza contro altre persone. Né esso implica necessariamente una ‘degradazione della donna da parte dell’uomo’, come alcune femministe sono sempre troppo pronte ad asserire. E’ qualcosa che dovrebbe essere giudicato secondo la coscienza individuale, nel contesto delle circostanze specifiche in cui la persona si trova.
Le immagini sessuali di mezzi pornografici qualche volta sono di aiuto allo stimolo di una sana attività sessuale all’interno di una relazione d’amore.
In alcune persone l’impulso sessuale ha bisogno di essere risvegliato o agevolato per funzionare normalmente nel rapporto sessuale. Gli psicoterapeuti possono raccomandare l’uso di immagini ‘pornografiche’ al posto dei farmaci, o le persone stesse possono sentire che questo le aiuta a liberarsi dalle proprie inibizioni.
Il naturismo è per un cattolico una pratica spirituale e fisica perfettamente salutare da seguire. Esso abitua a considerare normale la vista di persone nude e a relazionarsi normalmente con loro.
Anche alcuni naturisti, come chiunque altro, possono a volte (raramente) indulgere ad atti indecenti, ma l’impressione di molti hanno sui naturisti, cioè che siano persone sessualmente meno sensibili o responsabili delle altre, è assolutamente infondata. La maggior parte dei naturisti adotta un elevato codice etico e sessuale. Inoltre, non c’è niente di sbagliato nel celebrare la bellezza del corpo nudo.
L’illustrazione della nudità e dell’intimità sessuale è una componente naturale dell’arte.
Ai nostri tempi questo vale non solo per la pittura e la scultura, ma anche per il teatro e per il cinema. Se crediamo veramente nella bontà del corpo umano e nel suo ruolo essenziale nelle relazioni umane, è inevitabile che un’espressione completa di questa realtà includa scene esplicite. I film che includono scene di questo tipo non dovrebbero, solo per questo, essere giudicati ‘pornografici’ nel senso peggiorativo del termine. Se i film descrivono la vita, necessariamente dovranno descrivere anche il sesso.
Per tutte queste ragioni, non possiamo indiscriminatamente bollare ogni uso di nudità o di immagini sessuali come ‘pornografico’; o condannarlo senza valutarne il contesto.
John Wijngaards
http://www.womenpriests.org/it/body/fantasy.asp
Avere fantasie sessuali significa coltivare immagini mentali di attività sessuale o di oggetti sessuali.
E’ peccato avere fantasie sessuali?
Gesù, nel testo seguente (Matteo 5,27-30), sembra parlare delle fantasie sessuali:
“Avete udito ciò che è stato detto: ‘Non commettere adulterio’.
Ma io vi dico: chiunque (a) guardi una donna (b) per desiderarla, ha già (c) commesso adulterio con lei nel suo cuore.
Se il vostro occhio destro è causa di peccato, strappatelo e gettatelo via; poiché sarà meglio per voi perdere un occhio piuttosto che il vostro intero corpo sia gettato all’inferno.
E, se la vostra mano destra vi farà peccare, tagliatela e gettatela via; poiché sarà meglio per voi perdere una mano piuttosto che il vostro intero corpo sia gettato all’inferno.”
Questo viene tradizionalmente interpretato così: una persona che guarda un’altra persona nuda o che fantastica sul fare l’amore con un’altra persona, ha commesso un peccato equivalente all’adulterio. Ma questa interpretazione è corretta?
Cosa dice Gesù?
‘Chi guarda una donna’.
La Bibbia sottolinea in diverse storie che guardare una donna con concupiscenza spesso conduce ad atti di adulterio. Un esempio è David che osserva Betsabea, moglie di Uria, mentre fa il bagno, e che poi commette adulterio con lei e fa uccidere Uria per coprire il misfatto (2 Samuele 11,2-27). Un altro è quello dei due vecchi lascivi che vedono Susanna al bagno e tentano di forzarla a fare sesso con loro (Daniele 13,15-22). Gesù sta parlando del guardare con l’intenzione di commettere adulterio.
‘per desiderarla’.
Questo si riferisce al decimo comandamento: “Non desiderare la casa d’altri, la donna d’altri, o i loro schiavi, maschi o femmine, o il loro asino, o qualsiasi cosa che sia loro” (Esodo 20,17). La parola ebraica per ‘desiderare’ (chamad) significa un desiderio che include l’intenzione di prendere un determinato bene e di appropriarsene. Ciò ricollega il ‘guardare’ all’atto di adulterio, che era considerato come rubare una donna al proprio marito.
‘ha già commesso adulterio con lei nel suo cuore’. Questo è il punto centrale dell’affermazione di Gesù. La prassi giuridica ebraica ai tempi di Gesù definiva l’adulterio nel puro atto esterno, che doveva essere provato da testimoni. In linea con tutte le altre affermazioni del Sermone della Montagna, Gesù dichiara che, non solo l’atto esteriore, ma la stessa intenzione intima di commettere atto di adulterio è peccato.
Conclusione.
Matteo 5, 27-30 non si riferisce alle fantasie sessuali in senso generale. Egli predica sull’importanza di ciò che avviene nel nostro cuore. Il peccato di adulterio sta nell’intenzione di commettere adulterio, piuttosto che nell’atto esterno. La maggior parte delle fantasie sessuali è esente da intenzione di adulterio.
Quando interpretiamo le Scritture, dobbiamo prestare attenzione allo scopo che l’autore originale si prefiggeva, non al senso letterale delle parole.
Altrimenti dovremmo anche prendere alla lettera le parole ‘strappatevi un occhio’ o ‘tagliatevi la mano’ ! O altri passi della scrittura che prescrivono alle donne di indossare il velo in chiesa ( 1 Corinzi 11,2-16), che proibiscono abiti misti di lana e cotone (Deuteronomio 22,11), di mangiare il maiale, i gamberi e le polpette di carne (Levitico 11,1-12), o che regolano la schiavitù (Efesini 6,5-9).
Allora, come giudicare le fantasie sessuali?
Gli studiosi di morale e i professionisti della salute mentale sono arrivati alla conclusione che le fantasie sessuali in se stesse possono essere normali e salutari. Di solito non sono dannose.
Fantasie come immaginare di avere rapporti con una persona spesso sorgono spontanee.
L’attrazione sessuale verso altre persone è naturale e, fino ad un certo punto, è una reazione automatica e inevitabile. Se non c’è l’intenzione di un rapporto reale, non comporta peccato.
E allora, la ‘pornografia’?
Le fantasie sessuali sono spesso aiutate dall’uso della pornografia, cioè dal guardare figure di uomini o donne nudi, o coppie impegnate nell’atto sessuale. Questo è più comune tra gli uomini che tra le donne, perché gli uomini si eccitano più facilmente attraverso mezzi visivi .
Ci sono forme di pornografia che dovrebbero essere respinte.
Tutte le forme di pornografia che includono o presuppongono violenza, stupro, pedofilia e così via, ovviamente non dovrebbero essere tollerate.
La pornografia che incoraggia la gratificazione sessuale fine a sé stessa può essere dannosa a lungo termine e dovrebbe essere evitata.
Tuttavia, in certi casi, può esserci giustificazione al guardare figure di uomini o donne nude e immagini sessuali. Citerò alcuni esempi:
La ricerca ha mostrato che nelle società occidentali l’uso della ‘pornografia’ è frequente tra i giovani e gli adolescenti, che attraversano una fase di scoperta del sesso.
Questo è in parte dovuto alla mancanza di un’adeguata educazione sessuale, che a volte costringe i giovani ad ottenere le necessarie informazioni da ogni genere di fonte. I giovani in questione possono anche usare il materiale in maniera responsabile.
Il guardare immagini sessuali è frequente anche tra le persone di mezza età e gli anziani - più spesso tra gli uomini che tra le donne – che compensano così la mancanza di sesso attivo nella loro vita.
La ragione può essere la carenza di sesso nel proprio passato, a causa di un’infanzia inibita e puritana, oppure un tentativo di tener testa alla diminuita prestanza sessuale. Alcuni studi hanno mostrato che questo periodico volgersi al materiale pornografico solo in rarissimi casi porta alla violenza contro altre persone. Né esso implica necessariamente una ‘degradazione della donna da parte dell’uomo’, come alcune femministe sono sempre troppo pronte ad asserire. E’ qualcosa che dovrebbe essere giudicato secondo la coscienza individuale, nel contesto delle circostanze specifiche in cui la persona si trova.
Le immagini sessuali di mezzi pornografici qualche volta sono di aiuto allo stimolo di una sana attività sessuale all’interno di una relazione d’amore.
In alcune persone l’impulso sessuale ha bisogno di essere risvegliato o agevolato per funzionare normalmente nel rapporto sessuale. Gli psicoterapeuti possono raccomandare l’uso di immagini ‘pornografiche’ al posto dei farmaci, o le persone stesse possono sentire che questo le aiuta a liberarsi dalle proprie inibizioni.
Il naturismo è per un cattolico una pratica spirituale e fisica perfettamente salutare da seguire. Esso abitua a considerare normale la vista di persone nude e a relazionarsi normalmente con loro.
Anche alcuni naturisti, come chiunque altro, possono a volte (raramente) indulgere ad atti indecenti, ma l’impressione di molti hanno sui naturisti, cioè che siano persone sessualmente meno sensibili o responsabili delle altre, è assolutamente infondata. La maggior parte dei naturisti adotta un elevato codice etico e sessuale. Inoltre, non c’è niente di sbagliato nel celebrare la bellezza del corpo nudo.
L’illustrazione della nudità e dell’intimità sessuale è una componente naturale dell’arte.
Ai nostri tempi questo vale non solo per la pittura e la scultura, ma anche per il teatro e per il cinema. Se crediamo veramente nella bontà del corpo umano e nel suo ruolo essenziale nelle relazioni umane, è inevitabile che un’espressione completa di questa realtà includa scene esplicite. I film che includono scene di questo tipo non dovrebbero, solo per questo, essere giudicati ‘pornografici’ nel senso peggiorativo del termine. Se i film descrivono la vita, necessariamente dovranno descrivere anche il sesso.
Per tutte queste ragioni, non possiamo indiscriminatamente bollare ogni uso di nudità o di immagini sessuali come ‘pornografico’; o condannarlo senza valutarne il contesto.
John Wijngaards
http://www.womenpriests.org/it/body/fantasy.asp
BLASFEMO-CRISTIANI NUDISTI-J.WIJNGAARDS
Nudi senza vergogna
di John Wijngaards
da MISSION TODAY, Summer 1995, pp. 12 - 13.
Dopo una liturgia del Venerdì Santo, qualcuno mi chiese in tutta confidenza se il crocifisso che usavamo era fedele alle Scritture, poiché aveva imparato a scuola che Gesù era morto nudo sulla croce.
In realtà, non è facile stabilire con certezza cosa successe a questo proposito quando Gesù fu crocifisso. Il Vangelo di Nicodemo, apocrifo, afferma che Gesù indossava un panno attorno ai fianchi (Nicod 1:10). Questo Vangelo, tuttavia, fu scritto secoli dopo l’evento, e non è affidabile. Esso trae la descrizione della crocifissione da una fonte devozionale ma leggendaria: i cosiddetti Atti di Pilato, composti verso la fine del secondo secolo.
Alcuni studiosi della Scrittura ritengono che questo panno sui fianchi fosse una speciale concessione fatta dai Romani ai Giudei per non urtare la loro sensibilità. La somministrazione di droghe anestetizzanti prima della crocifissione poteva essere un’altra concessione di questo tipo. Anche a Gesù ne fu offerta una, ma egli rifiutò di berla (Matt. 27:34; Marco 15:23).
Non abbiamo, però, alcuna specifica conferma di una simile concessione riguardo alla nudità. Dai quattro Vangeli si ha l’impressione che i soldati togliessero a Gesù tutti i vestiti e se li dividessero come bottino.
Come trattavano, i Romani, quelli che venivano crocifissi? Dalle descrizioni lasciateci da scrittori contemporanei come Artemidoro e Arnano si deduce che le disgraziate vittime, in effetti, fossero lasciate completamente nude. Le meditazioni di alcuni Padri della Chiesa, come S. Cipriano e S. Agostino, sulla nudità di Gesù mostrano la loro convinzione che la nudità totale fosse una delle umiliazioni inflittegli. Soppesando le testimonianze, ritengo molto probabile che Gesù non indossasse un panno attorno ai fianchi.
E’ comprensibile che si eviti un realismo estremo nelle nostre crocifissioni e in altre rappresentazioni della passione, ma questo non dovrebbe farci dimenticare gli orrori della crocifissione. Per amor nostro, come dice Paolo (Fil 2:7), Gesù rinunciò a tutto ciò che possedeva. Insieme al dolore fisico, egli soffrì anche l’atroce umiliazione di essere esposto pubblicamente, nudo e vulnerabile, alla "colonna infame". Questo non vale forse, di per sé, una meditazione e una parola di ringraziamento?
Ma può essere importante, poi, prendere in considerazione anche la nudità. A causa del nostro passato vittoriano e puritano, nella nostra spiritualità abbiamo ancora tracce di sentimenti ostili al corpo. Ricordo che una volta un’infermiera mi riferì che, mentre faceva il bagno ad un paziente cattolico, questi le disse: "Sorella, dev’esser duro per lei vedere tanto peccato".
""Che cosa vuole dire?", gli chiese lei.
"Beh, toccare il corpo e roba del genere".
L’osservazione celava probabilmente un complesso di nozioni errate: quasi che una parte del nostro corpo fosse meno santa o rispettabile di altre; come se la nostra sessualità fosse semplicemente tollerata da Dio come male minore; o quasi che, come ho sentito da alcuni, il peccato originale si trasmettesse attraverso il rapporto sessuale. Figuratevi: il legame più meraviglioso al mondo, attraverso il quale marito e moglie cooperano alla creazione divina, visto come canale del peccato!
Nella nostra cultura, in cui del sesso si parla più apertamente, e in cui al tempo stesso la nudità è spesso sfruttata dai media a scopi commerciali, troviamo fianco a fianco l’antica vergogna puritana del corpo, un’insana preoccupazione per il sesso, e la ricerca di una libertà responsabile. Oggi è essenziale che noi cristiani ri-affermiamo le nostre convinzioni sul corpo.
Il corpo umano è bello. In esso non c’è niente che sia peccato, o di cui dobbiamo vergognarci. Il corpo mantiene la sua dignità e bellezza anche nella vecchiaia. Ai tempi di Gesù la gente era molto più naturale di noi sotto questo aspetto: Pietro era nudo quando lavorava sulla sua barca (Giov. 21:7); i Greci e i Romani praticavano i loro sport senza vestiti (la parola greca gymnos significa “nudo”, e la troviamo ancora in termini come “ginnastica” e “ginnasio”).
Possiamo provare un pudore sano e prudente nei confronti della nostra nudità, ma abbiamo anche ereditato un pudore sbagliato: come se fossimo Adamo ed Eva che, dopo aver peccato, d’improvviso scoprono di essere nudi (Gen 3:7). Una buona educazione cristiana dovrebbe aiutarci a scoprire la vera bellezza del corpo umano e del sesso. E’ proprio per il nostro profondo rispetto del corpo, tempio dello Spirito Santo, che dobbiamo evitare di farne un semplice strumento di piacere (1 Cor 6:18-20).
Trovo che la nudità di Gesù sulla croce sia significativa in questo contesto. Nel suo corpo Gesù ha portato tutte le cicatrici del nostro mondo, incluse la nostra smania e le nostre aberrazioni sessuali. Ci ha redento, e attraverso il suo corpo risorto ci permette di portare il nostro con un rinnovato senso di felicità e rispetto. "Questo sono io, è il mio corpo", ci dice quando riceviamo la santa comunione. Allora si riversano in noi la sua passione e la sua umiliazione, ma anche la sua resurrezione.
http://www.womenpriests.org/it/body/nakedwos.asp
di John Wijngaards
da MISSION TODAY, Summer 1995, pp. 12 - 13.
Dopo una liturgia del Venerdì Santo, qualcuno mi chiese in tutta confidenza se il crocifisso che usavamo era fedele alle Scritture, poiché aveva imparato a scuola che Gesù era morto nudo sulla croce.
In realtà, non è facile stabilire con certezza cosa successe a questo proposito quando Gesù fu crocifisso. Il Vangelo di Nicodemo, apocrifo, afferma che Gesù indossava un panno attorno ai fianchi (Nicod 1:10). Questo Vangelo, tuttavia, fu scritto secoli dopo l’evento, e non è affidabile. Esso trae la descrizione della crocifissione da una fonte devozionale ma leggendaria: i cosiddetti Atti di Pilato, composti verso la fine del secondo secolo.
Alcuni studiosi della Scrittura ritengono che questo panno sui fianchi fosse una speciale concessione fatta dai Romani ai Giudei per non urtare la loro sensibilità. La somministrazione di droghe anestetizzanti prima della crocifissione poteva essere un’altra concessione di questo tipo. Anche a Gesù ne fu offerta una, ma egli rifiutò di berla (Matt. 27:34; Marco 15:23).
Non abbiamo, però, alcuna specifica conferma di una simile concessione riguardo alla nudità. Dai quattro Vangeli si ha l’impressione che i soldati togliessero a Gesù tutti i vestiti e se li dividessero come bottino.
Come trattavano, i Romani, quelli che venivano crocifissi? Dalle descrizioni lasciateci da scrittori contemporanei come Artemidoro e Arnano si deduce che le disgraziate vittime, in effetti, fossero lasciate completamente nude. Le meditazioni di alcuni Padri della Chiesa, come S. Cipriano e S. Agostino, sulla nudità di Gesù mostrano la loro convinzione che la nudità totale fosse una delle umiliazioni inflittegli. Soppesando le testimonianze, ritengo molto probabile che Gesù non indossasse un panno attorno ai fianchi.
E’ comprensibile che si eviti un realismo estremo nelle nostre crocifissioni e in altre rappresentazioni della passione, ma questo non dovrebbe farci dimenticare gli orrori della crocifissione. Per amor nostro, come dice Paolo (Fil 2:7), Gesù rinunciò a tutto ciò che possedeva. Insieme al dolore fisico, egli soffrì anche l’atroce umiliazione di essere esposto pubblicamente, nudo e vulnerabile, alla "colonna infame". Questo non vale forse, di per sé, una meditazione e una parola di ringraziamento?
Ma può essere importante, poi, prendere in considerazione anche la nudità. A causa del nostro passato vittoriano e puritano, nella nostra spiritualità abbiamo ancora tracce di sentimenti ostili al corpo. Ricordo che una volta un’infermiera mi riferì che, mentre faceva il bagno ad un paziente cattolico, questi le disse: "Sorella, dev’esser duro per lei vedere tanto peccato".
""Che cosa vuole dire?", gli chiese lei.
"Beh, toccare il corpo e roba del genere".
L’osservazione celava probabilmente un complesso di nozioni errate: quasi che una parte del nostro corpo fosse meno santa o rispettabile di altre; come se la nostra sessualità fosse semplicemente tollerata da Dio come male minore; o quasi che, come ho sentito da alcuni, il peccato originale si trasmettesse attraverso il rapporto sessuale. Figuratevi: il legame più meraviglioso al mondo, attraverso il quale marito e moglie cooperano alla creazione divina, visto come canale del peccato!
Nella nostra cultura, in cui del sesso si parla più apertamente, e in cui al tempo stesso la nudità è spesso sfruttata dai media a scopi commerciali, troviamo fianco a fianco l’antica vergogna puritana del corpo, un’insana preoccupazione per il sesso, e la ricerca di una libertà responsabile. Oggi è essenziale che noi cristiani ri-affermiamo le nostre convinzioni sul corpo.
Il corpo umano è bello. In esso non c’è niente che sia peccato, o di cui dobbiamo vergognarci. Il corpo mantiene la sua dignità e bellezza anche nella vecchiaia. Ai tempi di Gesù la gente era molto più naturale di noi sotto questo aspetto: Pietro era nudo quando lavorava sulla sua barca (Giov. 21:7); i Greci e i Romani praticavano i loro sport senza vestiti (la parola greca gymnos significa “nudo”, e la troviamo ancora in termini come “ginnastica” e “ginnasio”).
Possiamo provare un pudore sano e prudente nei confronti della nostra nudità, ma abbiamo anche ereditato un pudore sbagliato: come se fossimo Adamo ed Eva che, dopo aver peccato, d’improvviso scoprono di essere nudi (Gen 3:7). Una buona educazione cristiana dovrebbe aiutarci a scoprire la vera bellezza del corpo umano e del sesso. E’ proprio per il nostro profondo rispetto del corpo, tempio dello Spirito Santo, che dobbiamo evitare di farne un semplice strumento di piacere (1 Cor 6:18-20).
Trovo che la nudità di Gesù sulla croce sia significativa in questo contesto. Nel suo corpo Gesù ha portato tutte le cicatrici del nostro mondo, incluse la nostra smania e le nostre aberrazioni sessuali. Ci ha redento, e attraverso il suo corpo risorto ci permette di portare il nostro con un rinnovato senso di felicità e rispetto. "Questo sono io, è il mio corpo", ci dice quando riceviamo la santa comunione. Allora si riversano in noi la sua passione e la sua umiliazione, ma anche la sua resurrezione.
http://www.womenpriests.org/it/body/nakedwos.asp
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