FAQ su Angeli e Demoni e gli Illuminati: ma gli Illuminati esistono davvero?
di Massimo Introvigne
Angeli e Demoni di Dan Brown è l’ultimo fra molti romanzi che affermano che gli Illuminati sono, o sono stati, una potentissima società segreta. Ma è solo un romanzo?
Non secondo lo stesso Dan Brown. Nel suo sito Web il romanziere americano sostiene che: “Società segrete come gli Illuminati ricorrono alle misure più estreme per rimanere nascoste. Benché molti rapporti di servizi segreti siano stati scritti su questa società, pochi sono stati pubblicati. Le teorie sul complotto degli Illuminati parlano di un’infiltrazione del Parlamento inglese e del Dipartimento del Tesoro americano, di un collegamento segreto con la massoneria, di un’affiliazione con sette sataniche clandestine, e perfino della rinascita del loro antico proposito di distruggere il Vaticano. Separare la realtà dalla finzione a proposito degli Illuminati può essere difficile a causa della massiccia quantità di disinformazione che è stata diffusa su questa società segreta. Alcuni pensano che questa pletora di disinformazione sia stata creata dagli Illuminati stessi per screditare in anticipo ogni informazione fattuale che possa essere venuta alla luce. Questa tattica per occultare i fatti – nota come ‘semina di notizie’ – è spesso usata dai servizi segreti americani”. Dan Brown sembra qui più credulone quanto all’esistenza ai giorni nostri e al potere degli Illuminati del suo stesso personaggio Robert Langdon.
Eppure l’esistenza degli Illuminati è un fatto storico, vero?
Sì. L’Ordine degli Illuminati è fondato il 1° maggio 1776 all’Università di Ingolstadt, allora parte del Regno di Baviera, in Germania, da un professore di diritto, Adam Weishaupt (1748-1830). Gli Illuminati costituivano un’interessante organizzazione, che da una parte offriva ai suoi membri rituali esoterici, dall’altra aveva uno scopo politico e mirava a rovesciare il regime monarchico, cattolico e piuttosto conservatore, del Regno di Baviera, sostituendolo con una repubblica ispirata alle idee dell’Illuminismo.
Ma l’Ordine degli Illuminati era una branca della massoneria?
All’origine Weishaupt è piuttosto critico nei confronti della massoneria, e si propone di fondare un ordine autonomo con rituali diversi. Tuttavia, i suoi primi rituali non riescono ad attirare un numero sufficiente di seguaci, e nel febbraio 1777 Weishaupt si fa iniziare come massone in una loggia di Monaco di Baviera chiamata Zur Behutsamkeit (“Alla Prudenza”). Nel 1780 un personaggio già piuttosto noto nella massoneria tedesca, il barone Adolf Franz Friedrich Ludwig von Knigge (1752-1796), aderisce agli Illuminati e nel periodo gennaio 1781 – gennaio 1782 ne rielabora i rituali in una forma più propriamente massonica. Ma, se è vero che questi rituali sono di tipo massonico e che molti dei membri degli Illuminati sono massoni, tecnicamente non si può affermare che l’Ordine degli Illuminati sia “una branca” della massoneria, trattandosi piuttosto di un ordine indipendente.
E gli Illuminati hanno avuto successo?
In un certo senso, sì. I nuovi rituali di Knigge attirano parecchi membri, e gli Illuminati nel corso della loro storia iniziano circa 2.500 persone in Baviera e in numerosi altri Stati europei, un numero non piccolo per gli ordini iniziatici in generale. In un altro senso, però, gli Illuminati falliscono: non riescono a realizzare il loro progetto politico. Tra il 1784 e il 1787 la polizia bavarese si impadronisce di parecchi documenti compromettenti che provano come quello degli Illuminati sia in effetti un complotto che mira a rovesciare il governo. Alcuni membri sono arrestati, ma non sono trattati troppo severamente: se la cavano con qualche mese di prigione o con forti multe. Weishaupt fugge dalla Baviera e conduce un’esistenza piuttosto pacifica in altri Stati della Germania fino alla morte nel 1830. Gli Illuminati sopravvivono per qualche anno fuori della Baviera grazie a uno dei loro dirigenti, Johann Joachim Christoph Bode (1730-1793), ma nel 1790 cessano ogni attività.
Nei piani degli Illuminati c’è veramente qualche cosa di sinistro?
Sì. I loro scopi politici non sono perseguiti solo con mezzi legali. Nell’ottobre 1786 la polizia perquisisce la residenza di un importante membro degli Illuminati, il diplomatico Franz Xavier von Zwack (1755-1843), e sequestra documenti che mostrano come l’Ordine progetti di usare il veleno contro i suoi nemici, ancorché non ci siano prove che questi piani siano mai stati messi in esecuzione.
Ma gli Illuminati non dichiarano che il loro Ordine è ben più antico del 1776?
Certo. All’inizio, Weishaupt spiega che gli Illuminati sono stati fondati dall’ultimo re di Persia che ha professato la religione zoroastriana, Yadzegerd III (†651 d.C.), che egli confonde peraltro con Yadzegerd II (†457 d.C., re di Persia dal 438 al 457), e a partire di qui costruisce una complessa genealogia in cui coinvolge molti noti personaggi storici. Quando Knigge aderisce all’Ordine, chiede a Weishaupt le prove di questa genealogia. Weishaupt gli risponde con una lettera del gennaio 1781 in cui afferma che la genealogia è una “innocente mistificazione”, necessaria perché ben pochi sarebbero interessati a un ordine che si presentasse come appena fondato (cfr. René Le Forestier, Les Illuminés de Bavière et la franc-maçonnerie allemande, Hachette, Parigi 1914, p. 227 – questo volume, che deriva dalla tesi di laurea di un illustre storico francese, costituisce ancora oggi la fonte primaria per quanto riguarda gli Illuminati). Invece di offendersi, Knigge è d’accordo sul fatto che una genealogia mitica sia necessaria, e ne costruisce una nuova di zecca dove dichiara che gli Illuminati sono stati fondati da Noè e “risvegliati” (il termine è di origine massonica) dopo un periodo di declino da san Giovanni Evangelista.
E i templari? Non c’entrano anche loro con gli Illuminati?
Sì, ma solo secondo la genealogia di Knigge. In realtà tutta la massoneria tedesca dell’epoca rivendica i templari come antenati. La spiegazione sta nel fatto che, quando la massoneria penetra nell’Europa continentale dalla Gran Bretagna, molti nobili europei cui è proposta l’adesione sono riluttanti a entrare in un’organizzazione le cui reali origini si situano nelle corporazioni dei “liberi muratori” che comprendevano, accanto agli architetti, anche i semplici operai edili. Nel 1736 il cavaliere André Michel de Ramsay (1686-1743) assicura in un famoso discorso ai nobili francesi che spera di reclutare nella massoneria che in realtà le corporazioni di liberi muratori britanniche hanno dato ricetto a “cavalieri perseguitati”, creando così un’origine del tutto mitica – ma più accettabile – per le logge massoniche. In Germania, dove già da anni corrono speculazioni su una pretesa continuazione segreta dell’Ordine dei Templari dopo la soppressione del 1307, i “cavalieri perseguitati” di Ramsay sono rapidamente identificati, appunto, con i templari. È vero che dopo il 1307 i templari hanno continuato a esistere per qualche tempo in alcuni paesi europei, ma l’idea di una loro prosecuzione dopo il XV secolo è considerata dagli specialisti accademici della loro storia “completamente demenziale” e legata a leggende “uniformemente sciocche” (così si esprime la storica francese Régine Pernoud [1909-1998] nel suo I Templari, trad. it., Effedieffe, Milano 1993, p. 11). In verità tutte le organizzazioni esoteriche fondate dal XVIII secolo a oggi si dotano di genealogie mitiche che risalgono ai templari, a Noè, a san Giovanni o a Salomone e passano per personaggi famosi della storia, della letteratura e dell’arte. In genere i loro membri meno sprovveduti sono consapevoli del carattere meramente simbolico e mitico di queste genealogie. Certamente sia Weishaupt sia Knigge sanno bene che le genealogie che propongono ai membri degli Illuminati sono “simboliche” o, per esprimersi più semplicemente, inventate da loro. Non esistono Illuminati prima del 1776.
Ma allora non sono stati gli Illuminati a progettare e guidare la Rivoluzione francese?
Non è proprio così. Autori ostili alla Rivoluzione, come il protestante John Robison (1739-1805) e il cattolico padre Augustin Barruel (1741-1820), sostengono dopo il 1789 che la Rivoluzione è frutto di un complotto massonico nel corso del quale la massoneria francese è stata diretta dagli Illuminati. In questa sede non è necessario sciogliere i complessi nodi storici relativi ai rapporti fra massoneria, Illuminismo e Rivoluzione francese. Possiamo però affermare con sicurezza che gli Illuminati, che nel 1789 stavano per cessare la loro esistenza, non hanno guidato la Rivoluzione francese, e non hanno neppure dato un contributo importante alla sua progettazione. I legami fra l’Ordine bavarese e la massoneria francese esistono, ma sono piuttosto tenui. La maggioranza dei massoni francesi (peraltro nel XVIII secolo assai divisi fra loro) non ama gli Illuminati, né sarebbe comunque disposta a farsi “dirigere” da un ordine tedesco. Per una serie di ragioni politiche, gli scritti di Robison hanno tuttavia particolare successo negli Stati Uniti, dove il presidente Thomas Jefferson (1743-1826) è ripetutamente accusato dai suoi avversari di essere un membro degli Illuminati.
Tuttavia, non è forse vero che il retro del sigillo ufficiale degli Stati Uniti – quello che compare tuttora sulle banconote da un dollaro e raffigura una piramide tronca sormontata da un occhio in un triangolo – è un simbolo degli Illuminati?
No, non è vero, nonostante si continui a ripeterlo quasi ovunque. Il simbolo con la piramide tronca e l’occhio nel triangolo non si ritrova affatto presso gli Illuminati. In realtà non è neppure un simbolo massonico, anche se nella massoneria del XVIII e XIX secolo, che è affascinata da tutto quanto riguarda l’Egitto, si trovano talora simboli simili. La specifica piramide usata nel simbolo americano è tratta dalla Pyramidographia, un volume pubblicato nel 1646 a Londra da John Greaves (1602-1652) dopo un viaggio in Egitto. L’occhio nel triangolo è presentato dal segretario del Congresso americano, Charles Thomson (1729-1824) – che tra l’altro non è mai stato massone –, nel suo discorso nel 1792 che precede il voto con cui il Congresso adotta ufficialmente il Sigillo, come un simbolo cristiano, l’“occhio della Provvidenza” trinitaria che presiede ai destini degli Stati Uniti. Come tale, il simbolo si ritrova nell’iconografia cristiana non solo a prescindere ma anche ben prima del suo uso in alcune fonti massoniche.
Eppure molti hanno accettato la teoria secondo cui gli Illuminati guidano il mondo, o almeno gli Stati Uniti…
In realtà l’hanno accettata in pochi prima del 1975. Dalla metà del secolo XIX al la teoria del “grande complotto degli Illuminati” si ritrova solo presso una minoranza di autori “complottisti” non particolarmente noti al grande pubblico. Nel 1975 è pubblicata la trilogia Illuminatus di cui sono autori Robert Joseph Shea (1933-1994) e Robert Anton Wilson (nato nel 1932). I tre romanzi sono scritti in tono satirico, e Shea e Wilson fanno parte del gruppo neo-pagano (difficile da capire se non lo si inquadra nella controcultura hippie da cui nasce) dei Discordiani, che venerano Eris, dea della Discordia e del Caos, giocando “scherzi cosmici” al mondo intero. Si tratta in realtà di romanzi libertari, dove Weishaupt non muore in Germania ma emigra nelle colonie britanniche del Nuovo Mondo, dove prende il nome di George Washington e diventa il primo presidente degli Stati Uniti. Quando questi si rivelano uno Stato reazionario e repressivo guidato dagli Illuminati, i Discordiani organizzano la resistenza in nome del Disordine, del Caos e della Grande Dea Eris. Solo dopo la trilogia di Shea e Wilson gli Illuminati cominciano ad apparire pressoché dovunque, dal Pendolo di Foucault di Umberto Eco (1988) al film Lara Croft: Tomb Raider (2001), e in innumerevoli altre pellicole, romanzi, fumetti, giochi di ruolo. Purtroppo non tutti si rendono conto della natura della trilogia Illuminatus, anzi alcuni sostengono esplicitamente che Shea e Wilson fingendo di scherzare hanno fornito informazioni assolutamente accurate. Queste teorie hanno un certo successo in ambienti fondamentalisti protestanti americani. Sono esposte in particolare da Milton William Cooper (1943-2001), che muore il 5 novembre 2001 in uno scontro a fuoco con agenti di polizia. Cooper si rifiutava di pagare le tasse al governo degli Stati Uniti, sostenendo che era controllato dagli Illuminati.
E la Skull and Bones (“Teschio e Ossa”), la famosa società segreta che riunisce studenti ed ex-alunni dell’Università di Yale? Si sente spesso dire che è una branca degli Illuminati…
In realtà le due organizzazioni non hanno niente a che fare. La società Skull and Bones è fondata nel 1832 da William Huntington Russell (1809-1885), quando come abbiamo visto gli Illuminati non esistono più da oltre quarant’anni. Alcune vaghe somiglianze derivano dal fatto che sia gli Illuminati di Weishaupt sia la Skull and Bones di Russell hanno tratto elementi dalle società “segrete” studentesche che esistevano nelle università tedesche fin dal XVIII secolo. Tra parentesi, molte leggende che circolano sulla società Skull and Bones sono prive di fondamento. È vero che ne fanno parte persone ricche e potenti, ma è anche vero che le persone ricche e potenti non sono precisamente rare tra gli ex-alunni di un’università come Yale. La Skull and Bones è la species di Yale di un genus, la società “segreta” studentesca, ancora molto diffuso negli Stati Uniti ma scomparso in Europa da così tanto tempo che ci riesce difficile capirlo. Tra l’altro, nel 1986 è stato definitivamente accertato che il famoso teschio che entra nel nome della Skull and Bones non è quello del leggendario capo indiano Geronimo (1829-1909). Gli Apache, cui la società era disponibile a restituire il teschio, lo hanno fatto esaminare, hanno concluso che non ha niente a che fare con Geronimo, e hanno rifiutato di prenderlo in consegna.
Tuttavia un Ordine degli Illuminati ricompare nel XX secolo, non è vero?
Sì. Nel quadro del cosiddetto “risveglio dell’occultismo” tedesco che inizia nell’ultimo decennio del XIX secolo, Leopold Engel (1858-1931) “risveglia” l’Ordine degli Illuminati il 12 marzo 1901. Engel e il co-fondatore Theodor Reuss (1855-1923) – che più tardi diventerà famoso per le sue attività nel campo della magia sessuale e la sua collaborazione (non sempre pacifica) con il famoso magista inglese Aleister Crowley (1875-1947) – avevano cominciato a parlare di un “risveglio” dell’Ordine dal 1896. Più tardi cercheranno di retrodatare questo “risveglio” al 1880, una data certamente falsa. Come sempre avviene in questi casi, Engel e Reuss assicurano ai membri del neonato ordine sia che le sue origini sono molto antiche, sia che si tratta di una legittima ripresa degli Illuminati di Baviera, la cui successione si sarebbe trasmessa di padre in figlio all’interno della famiglia di Reuss. Si afferma che gli Illuminati trovano le loro origini in India e poi in Egitto, hanno ispirato il Rinascimento e la successiva fioritura delle arti e delle scienze in Italia (da cui i riferimenti a Gian Lorenzo Bernini [1598-1680] e Galileo Galilei [1564-1642], ben noti ai lettori di Angeli e Demoni), e hanno avuto tra i loro membri un numero impressionante di personaggi storici famosi, dal mitico Ulisse e da Aristotele (384-322 a.C.) fino allo stesso Thomas Jefferson. Ma anche stavolta Engel finisce per ammettere – per iscritto – che tutta questa genealogia ha un carattere mitico e simbolico e non va presa alla lettera. Engel più tardi dichiarerà pure che l’idea di una successione dagli Illuminati di Baviera trasmessa all’interno della famiglia di Reuss è semplicemente scaturita dalla fervida fantasia di quest’ultimo.
Ma chi era in realtà Leopold Engel?
Un personaggio piuttosto interessante. Lo si può definire un membro della cerchia più interna del gruppo di seguaci (organizzato come network più che come vero movimento religioso) del visionario e mistico austriaco Jakob Lorber (1800-1864). Engel “riceve” grazie alle sue doti medianiche l’undicesimo volume che completa l’incompiuto Grande Vangelo di Giovanni di Lorber. Ancora oggi molti lorberiani (non tutti) accettano questo volume come parte integrante del corpus di Lorber. Engel è anche un prolifico autore di romanzi di fantascienza e di racconti per fascicoli popolari, un genere un tempo disprezzato ma oggi riscoperto dai critici. In effetti, sembra che Engel viva una doppia vita come seguace di Lorber e come fondatore degli Illuminati, mantenendo separate le sue due attività, anche se nel materiale che predispone per il suo Ordine degli Illuminati non è difficile notare un’influenza lorberiana.
E gli Illuminati di Engel esistono ancora?
Sì, benché ridotti a poca cosa Perseguitati nella Germania nazista, gli Illuminati sopravvivono in Svizzera grazie all’attività di Felix Lazerus Pinkus (1881-1947), un ricco economista di idee socialiste. Pinkus sostiene, non solo economicamente, Hermann Joseph Metzger (1919-1990), un ex-panettiere e ipnotista da teatro, che mantiene in vita l’Ordine degli Illuminati fino alla sua morte nel 1990 e ne stabilisce un centro a Stein, nel Cantone svizzero dell’Appenzello Esterno. Un piccolo numero di suoi discepoli vive o almeno si riunisce periodicamente ancora oggi a Stein, e si tratta degli unici eredi legittimi dell’Ordine degli Illuminati di Engel. Beninteso, oggi chiunque può aderire a un ampio numero di “Ordini degli Illuminati”, alcuni addirittura via Internet (purché sia fornito di carta di credito), ma si tratta di ordini che esistono solo sulla carta e in ogni caso non hanno neppure quella “legittimità” che deriva da una successione che origina da Engel.
Dan Brown ha ragione quando definisce gli Illuminati come i protagonisti di un complotto per “distruggere il Vaticano” in nome della ragione e della scienza?
Come si è visto, i nomi di scienziati famosi citati come membri degli Illuminati fanno parte di genealogie mitiche che non hanno nessuna base storica. Gli Illuminati di Baviera reclutavano principalmente fra avvocati, funzionari governativi, e anche membri del clero di idee illuministe, e avevano fra i loro membri pochissimi “scienziati” di professione, se pure ne avevano qualcuno. Alle loro nuove reclute insegnavano una blanda versione dell’Illuminismo, vicina alla filosofia di Immanuel Kant (1724-1804). Weishaupt assicurava loro di essere contro la sempre insidiosa influenza dei Gesuiti (benché questi fossero stati soppressi – non definitivamente, come diventerà chiaro solo più tardi – nel 1773), ma non contro la Chiesa cattolica o il cristianesimo in generale. Tuttavia, chi arrivava a fare parte della sua cerchia interna si trovava esposto a insegnamenti dal tono decisamente anticlericale e anti-cattolico, e alcuni documenti propagandavano apertamente la lotta contro la religione e l’ateismo. Anche nell’Ordine degli Illuminati di Engel c’erano aspetti anticlericali, benché non si trattasse di un tema cui era dedicata particolare attenzione. Di qui a sostenere che gli Ordini degli Illuminati storicamente esistiti si proponessero di “distruggere il Vaticano” c’è un salto logico, e la pretesa sarebbe stata obiettivamente ridicola considerando le forze reali che gli Illuminati – anche quelli di Baviera – potevano davvero mettere in campo.
Gli Illuminati sono, o almeno sono stati, una società segreta molto potente?
Certo non lo sono oggi. Il massimo che può sperare il gruppo di Stein, ridotto a una dozzina di membri, è sopravvivere. Né l’Ordine degli Illuminati di Engel ha mai avuto un particolare potere. Ha avuto, questa sì, una certa influenza culturale, e due romanzieri di qualche fama, Gustav Meyrink (1868-1932) e Franz Spunda (1890-1963), ne hanno fatto parte. Si tratta però di un’influenza in gran parte limitata alla subcultura esoterica. Le cose stanno diversamente per gli Illuminati di Baviera, un’organizzazione molto più rilevante che merita più di una nota a pié di pagina nella storia tedesca. Gli Illuminati di Weishaupt riescono a reclutare perfino tre teste coronate, il duca Carlo Augusto di Sassonia-Weimar (1757-1828), il duca Ernesto II di Sassonia-Gotha (1745-1804), e il duca Carlo Guglielmo Ferdinando di Brunswick (1735-1806). Ed è Carlo Augusto di Sassonia-Weimar a persuadere ad affiliarsi agli Illuminati, nel 1783, le loro due reclute più famose: Johann Wolfgang Goethe (1749-1832) e Johann Gottfried von Herder (1744-1803), i due più importanti intellettuali tedeschi dell’epoca, che peraltro si fanno iniziare per compiacere il duca ma non diventano mai veramente attivi nell’Ordine. È anche certo che Weishaupt e i suoi più stretti collaboratori, senza che le teste coronate e i grandi letterati lo sappiano, utilizzano gli Illuminati per un complotto politico rivoluzionario molto reale, che avrebbe potuto avere successo. Detto questo, è anche importante ribadire che l’influenza degli Illuminati – modestissima fuori della Germania – non va esagerata, e che nel 1790 le loro attività cessano definitivamente. Coloro che vogliono convincerci che un grande complotto degli Illuminati spiega tutta la storia mondiale dal XVIII secolo – se non dal Rinascimento – fino a oggi hanno l’onere di una prova che non hanno mai neppure cominciato a fornire.
http://www.cesnur.org/2005/mi_illuminati_it.htm
ARTICOLI CHE PARLANO DI OPERE CONTRO LA FEDE CRISTIANA E ARTICOLI CHE DIFENDONO LA FEDE CRISTIANA.
domenica 3 maggio 2009
Angeli e Demoni di Dan Brown
Angeli e Demoni di Dan Brown:
altre mistificazioni storiche dopo quelle del Codice Da Vinci
di Andrea Menegotto (1 dicembre 2004)
Dan Brown ci ha ormai abituati all'idea che per lui l'oggettività dei fatti storici è un'opinione, se non che ha la pretesa di raccontare ai suoi lettori - e cioè è grave dal punto di vista dell'onestà intellettuale - che tutto quanto nei suoi romanzi potrebbe in maniera innocua passare sotto l'etichetta di fiction ed essere così soggetto alla pura valutazione di carattere estetico (fatto salvo un ulteriore giudizio di lettori e critica circa il buon gusto in riferimento alle tematiche affrontate), si fonda in realtà su fonti storiche autorevoli e sulla sua stessa competenza in ambito di ricerca storico-artistica
Se sulla sua prima opera pubblicata in edizione italiana, Il Codice Da Vinci, si è già detto moltissimo (cfr. Massimo Introvigne, «Il Codice Da Vinci»: ma la storia è un'altra cosa), la fama che Brown si è costruito presso gli studiosi di storia dei movimenti magico-esoterici non si smentisce neppure con Angeli e Demoni, uscito nelle nostre librerie per i tipi di Mondadori il 30 novembre ed erroneamente presentato al pubblico come la continuazione del Codice.
Il romanzo, che in realtà risale al 2000 e quindi precede l'opera che ha fatto conoscere Brown al grande pubblico, fu pressoché ignorato da lettori e critica al suo apparire negli Stati Uniti. La storia ha lo stesso protagonista principale de Il Codice Da Vinci: lo studioso di simbologia dell'Università di Harvard, Robert Langdon, e tratta di un complotto teso - almeno all'apparenza - a distruggere il Vaticano attraverso un campione esplosivo di anti-materia mentre si sta svolgendo il Conclave per l'elezione di un nuovo Papa.
Fin qui Brown gioca lecitamente sul piano del fantasy, ma l'autore prende da subito un grosso granchio quando va oltre, attribuendo il piano all'opera di una «setta», quella degli Illuminati, le cui origini sarebbero antiche e risalirebbero almeno al periodo rinascimentale. Gli Illuminati, arruolando nelle loro fila importanti personaggi del mondo della cultura, dell'arte e della scienza, avrebbe combattuto da sempre la Chiesa cattolica in nome della scienza e della libertà.
Coerentemente alla linea intrapresa con la pubblicazione dell'opera che lo ha reso celebre, Brown non rinuncia ad affermare pubblicamente (e anche sul suo sito Web ufficiale: www.danbrown.com) che se personaggi come Robert Langdon sono frutto della sua fantasia, tutto quanto si trova ne sue opere relativamente a massoneria, Rosacroce, Illuminati, Priorato di Sion ma anche alle più cupe - e peraltro ripetutamente smentite - «leggende nere» sull'Opus Dei si basa su notizie storiche veritiere e verificabili.
Come già in occasione della pubblicazione de Il Codice Da Vinci, un contributo serio e volto a sfatare le mistificazioni di Brown è frutto del lavoro del direttore del Centro Studi sulle Nuove Religioni (www.cesnur.org), Massimo Introvigne, che in un articolo pubblicato sul numero di dicembre 2004 del National Geographic (cfr. M. Introvigne, «Illuminati tra mito e realtà», in National Geographic Italia, Grandangolo, vol.14 - n. 6, dicembre 2004) riprende e aggiorna i risultati delle sue ricerche riguardanti la storia e l'organizzazione delle correnti magiche dell'epoca moderna e contemporanea realizzate in occasione della pubblicazione del volume Il cappello del mago. I nuovi movimenti magici dallo spiritismo al satanismo, (SugarCo, Milano 1990).
Se è vero che l'espressione «illuminatus» si ritrova in tutto il mondo delle organizzazioni esoteriche, a partire dagli ordini rosicruciani fino alla preistoria della massoneria e sta ad indicare un iniziato o un detentore di segreti esoterici, lungi dall'avere antiche origini rinascimentali, gli Illuminati (noti pure come «Illuminati di Baviera») sono identificabili come membri di una specifica organizzazione solo a partire dal 1776, quando Adam Weishaupt (1748-1830), docente di Diritto all'Università di Ingolstadt, fonda l'Ordine degli Illuminati con la finalità di diffondere segretamente nella cattolica Baviera il suo illuminismo filosofico e politico radicale. Dalla fondazione in avanti, la storia dell'organizzazione è complessa: se all'origine non si tratta di un'organizzazione massonica, il contatto fra il fondatore e un personaggio di spicco della massoneria, il barone Adolph von Knigge (1752-1796), che diviene il vero organizzatore degli illuminati, trasforma l'Organizzazione in società segreta con finalità anche politiche ricalcanti il più radicale illuminismo anti-clericale. Questa evoluzione fa sì che già nel 1784-85 la polizia bavarese arresti quasi tutti i congiurati.
Tuttavia, è piuttosto tipico delle organizzazioni segrete del XVIII secolo essere caratterizzate da un ulteriore livello: all'attività politica rivoluzionaria e critica verso la religione in nome del razionalismo, si accompagna spesso la ricerca di alternative alle religioni dominanti che sfociano nella magia e nell'occultismo. Così, nei loro gradi più alti, gli Illuminati insegnano una forma di «alchimia spirituale» (che utilizza l'evocazione di spiriti e tecniche magiche di tipo sessuale per raggiungere stati alterati di coscienza) appresa da un'organizzazione occultista tedesca, i Fratelli d'Asia.
Comunque sia, con la morte dell'ultimo membro, Johann Johachim Bode (1730-1793), gli Illuminati cessano di esistere finché, verosimilmente negli anni 1895-1896, un Ordine degli Illuminati viene «risvegliato» da Leopold Engel (1858-1931) in collaborazione con Theodor Reuss (1855-1923), il quale diverrà noto come dirigente dell'Ordo Templi Orientis (O.T.O.), che - fondato in Germania - acquisterà fama mondiale dopo che ne entrerà a far parte (e cercherà di impadronirsene) il famoso occultista inglese Aleister (pseudonimo di Edward Alexander) Crowley (1875-1947), organizzazione quest'ultima con forti interessi nell'ambito della magia sessuale, a cui l'Ordine è sempre più legato al punto dal rendere pressoché impossibile distinguere dove finisca la ritualità dell'uno e cominci quella dell'altro. Peraltro, Engel fornisce un corpus dottrinale agli Illuminati partendo dalle rivelazioni - di sapore vagamente biblico - del visionario austriaco Jakob Lorber (1800-1864) e aggiungendo ad esse quanto lui stesso riceve da una «voce interiore».
Dopo la morte di Engel, nonostante si dichiari «ariano» ed espella gli ebrei, l'Ordine degli Illuminati è sciolto e i membri perseguitati dal nazismo. Viva e vitale rimane solo la branca svizzera, presieduta dal 1947 Hermann Joseph Metzger (1919-1990), il quale nel 1943 aveva aderito alla sezione svizzera dell’O.T.O., la quale - sotto la gestione di Metzger - dagli anni 1970 rinuncia ad ogni genere di magia sessuale e ai riferimenti crowleyani, assumendo toni prevalentemente ispirati ai rituali di tipo massonico di Theodor Reuss.
Sulla scia di Metzger branche dell'Ordine degli Illuminati sono «risvegliate», a partire dal 1949, in vari Paesi. Tali branche, nel 1963, accettano lo stesso Metzger come presidente di una Lega Mondiale degli Illuminati. In seguito, altre realtà si discostano dalla Lega Mondiale rivendicando diritti sul marchio, ma la «linea-Metzger» risulta quella più autorevole e credibile quanto a successione. Oggigiorno, qualche centinaio di persone al mondo fa parte di organizzazioni che vantano la sigla di Ordine degli Illuminati, organizzazioni che in genere sono collegate alle locali sedi dell'O.T.O.
Dunque, la storia degli ordini esoterici ci racconta che le vicende reali sono più complesse di quanto Dan Brown narra nei suoi romanzi; in ogni caso, senza ombra di dubbio, la minuziosa ricostruzione storica di Introvigne smentisce le pretese di verità del romanziere americano su più fronti.
Innanzitutto, non è sostenibile l'idea per cui gli Illuminati sono un potente ordine la cui fondazione risale al Rinascimento: si tratta, piuttosto, di un'espressione di qualche rilievo (nella loro storia radunano qualche centinaio di persone) della cosiddetta «corrente calda», interessata alla magia e all'occultismo, del mondo legato alla massoneria, laddove per «corrente fredda» si deve intendere il filone più razionalista, che ha la meglio a livello di organizzazioni massoniche ufficiali soprattutto all'epoca della Rivoluzione francese. Come tali, le origini dell'Ordine degli Illuminati non si possono ritrovare in date antecedenti alla fine del XVIII secolo.
In secondo luogo, le affermazioni di Dan Brown relative all'appartenenza all'Ordine di celebrità quali Gian Lorenzo Bernini (1598-1680) - il «maestro ignoto» della «setta» secondo l'autore - Galileo Galilei (1564- 1642), Benvenuto Cellini (1500- 1571), Wolfgang Amadeus Mozart (1756- 1791) e Johann Wolfgang Goethe (1749-1832) rappresentano solo una leggenda senza fondamento, il cui inventore è lo stesso Leopold Engel nello sforzo da lui perseguito di dimostrare le origini antichissime dell'Ordine degli Illuminati.
Inoltre, l'ipotesi per cui gli Illuminati avrebbero controllato la costruzione del monastero teosofico di Monte Verità presso Ascona (in Svizzera) è un'invenzione di esoteristi e avventurieri americani del secondo dopoguerra (vi è testimonianza del passaggio di Reuss ad Ascona, ma nulla più). Attribuibile a questa origine è pure la teoria, su cui Brown pare voglia concepire un nuovo romanzo - francamente, viste le premesse, ci sentiamo di sconsigliarglielo... - che vuole la pianta della città di Washington disegnata dagli Illuminati.
Sic stantibus rebus, non resta che rilevare come le «notizie storiche attendibili» vantate come background da Dan Brown siano in realtà, oltre alle costruzioni ad hoc di Leopold Engel per sostenere l'antichità e il prestigio del suo Ordine, la peggiore paccottiglia in tema di complotti massonici di dimensioni planetarie, già ampiamente utilizzata negli Stati Uniti (e in una certa misura ripresa anche nel nostro Paese) prima di Brown da parte della letteratura e di un certo mondo sia politicamente di sinistra o legato a un complottismo di stile New Age, sia cristiano fondamentalista che ama sostenere l'esistenza di tanto grandi quanto non reali trame nascoste da parte di potenti ma di fatto inesistenti organizzazioni.
http://www.cesnur.org/2004/am_dan.htm
altre mistificazioni storiche dopo quelle del Codice Da Vinci
di Andrea Menegotto (1 dicembre 2004)
Dan Brown ci ha ormai abituati all'idea che per lui l'oggettività dei fatti storici è un'opinione, se non che ha la pretesa di raccontare ai suoi lettori - e cioè è grave dal punto di vista dell'onestà intellettuale - che tutto quanto nei suoi romanzi potrebbe in maniera innocua passare sotto l'etichetta di fiction ed essere così soggetto alla pura valutazione di carattere estetico (fatto salvo un ulteriore giudizio di lettori e critica circa il buon gusto in riferimento alle tematiche affrontate), si fonda in realtà su fonti storiche autorevoli e sulla sua stessa competenza in ambito di ricerca storico-artistica
Se sulla sua prima opera pubblicata in edizione italiana, Il Codice Da Vinci, si è già detto moltissimo (cfr. Massimo Introvigne, «Il Codice Da Vinci»: ma la storia è un'altra cosa), la fama che Brown si è costruito presso gli studiosi di storia dei movimenti magico-esoterici non si smentisce neppure con Angeli e Demoni, uscito nelle nostre librerie per i tipi di Mondadori il 30 novembre ed erroneamente presentato al pubblico come la continuazione del Codice.
Il romanzo, che in realtà risale al 2000 e quindi precede l'opera che ha fatto conoscere Brown al grande pubblico, fu pressoché ignorato da lettori e critica al suo apparire negli Stati Uniti. La storia ha lo stesso protagonista principale de Il Codice Da Vinci: lo studioso di simbologia dell'Università di Harvard, Robert Langdon, e tratta di un complotto teso - almeno all'apparenza - a distruggere il Vaticano attraverso un campione esplosivo di anti-materia mentre si sta svolgendo il Conclave per l'elezione di un nuovo Papa.
Fin qui Brown gioca lecitamente sul piano del fantasy, ma l'autore prende da subito un grosso granchio quando va oltre, attribuendo il piano all'opera di una «setta», quella degli Illuminati, le cui origini sarebbero antiche e risalirebbero almeno al periodo rinascimentale. Gli Illuminati, arruolando nelle loro fila importanti personaggi del mondo della cultura, dell'arte e della scienza, avrebbe combattuto da sempre la Chiesa cattolica in nome della scienza e della libertà.
Coerentemente alla linea intrapresa con la pubblicazione dell'opera che lo ha reso celebre, Brown non rinuncia ad affermare pubblicamente (e anche sul suo sito Web ufficiale: www.danbrown.com) che se personaggi come Robert Langdon sono frutto della sua fantasia, tutto quanto si trova ne sue opere relativamente a massoneria, Rosacroce, Illuminati, Priorato di Sion ma anche alle più cupe - e peraltro ripetutamente smentite - «leggende nere» sull'Opus Dei si basa su notizie storiche veritiere e verificabili.
Come già in occasione della pubblicazione de Il Codice Da Vinci, un contributo serio e volto a sfatare le mistificazioni di Brown è frutto del lavoro del direttore del Centro Studi sulle Nuove Religioni (www.cesnur.org), Massimo Introvigne, che in un articolo pubblicato sul numero di dicembre 2004 del National Geographic (cfr. M. Introvigne, «Illuminati tra mito e realtà», in National Geographic Italia, Grandangolo, vol.14 - n. 6, dicembre 2004) riprende e aggiorna i risultati delle sue ricerche riguardanti la storia e l'organizzazione delle correnti magiche dell'epoca moderna e contemporanea realizzate in occasione della pubblicazione del volume Il cappello del mago. I nuovi movimenti magici dallo spiritismo al satanismo, (SugarCo, Milano 1990).
Se è vero che l'espressione «illuminatus» si ritrova in tutto il mondo delle organizzazioni esoteriche, a partire dagli ordini rosicruciani fino alla preistoria della massoneria e sta ad indicare un iniziato o un detentore di segreti esoterici, lungi dall'avere antiche origini rinascimentali, gli Illuminati (noti pure come «Illuminati di Baviera») sono identificabili come membri di una specifica organizzazione solo a partire dal 1776, quando Adam Weishaupt (1748-1830), docente di Diritto all'Università di Ingolstadt, fonda l'Ordine degli Illuminati con la finalità di diffondere segretamente nella cattolica Baviera il suo illuminismo filosofico e politico radicale. Dalla fondazione in avanti, la storia dell'organizzazione è complessa: se all'origine non si tratta di un'organizzazione massonica, il contatto fra il fondatore e un personaggio di spicco della massoneria, il barone Adolph von Knigge (1752-1796), che diviene il vero organizzatore degli illuminati, trasforma l'Organizzazione in società segreta con finalità anche politiche ricalcanti il più radicale illuminismo anti-clericale. Questa evoluzione fa sì che già nel 1784-85 la polizia bavarese arresti quasi tutti i congiurati.
Tuttavia, è piuttosto tipico delle organizzazioni segrete del XVIII secolo essere caratterizzate da un ulteriore livello: all'attività politica rivoluzionaria e critica verso la religione in nome del razionalismo, si accompagna spesso la ricerca di alternative alle religioni dominanti che sfociano nella magia e nell'occultismo. Così, nei loro gradi più alti, gli Illuminati insegnano una forma di «alchimia spirituale» (che utilizza l'evocazione di spiriti e tecniche magiche di tipo sessuale per raggiungere stati alterati di coscienza) appresa da un'organizzazione occultista tedesca, i Fratelli d'Asia.
Comunque sia, con la morte dell'ultimo membro, Johann Johachim Bode (1730-1793), gli Illuminati cessano di esistere finché, verosimilmente negli anni 1895-1896, un Ordine degli Illuminati viene «risvegliato» da Leopold Engel (1858-1931) in collaborazione con Theodor Reuss (1855-1923), il quale diverrà noto come dirigente dell'Ordo Templi Orientis (O.T.O.), che - fondato in Germania - acquisterà fama mondiale dopo che ne entrerà a far parte (e cercherà di impadronirsene) il famoso occultista inglese Aleister (pseudonimo di Edward Alexander) Crowley (1875-1947), organizzazione quest'ultima con forti interessi nell'ambito della magia sessuale, a cui l'Ordine è sempre più legato al punto dal rendere pressoché impossibile distinguere dove finisca la ritualità dell'uno e cominci quella dell'altro. Peraltro, Engel fornisce un corpus dottrinale agli Illuminati partendo dalle rivelazioni - di sapore vagamente biblico - del visionario austriaco Jakob Lorber (1800-1864) e aggiungendo ad esse quanto lui stesso riceve da una «voce interiore».
Dopo la morte di Engel, nonostante si dichiari «ariano» ed espella gli ebrei, l'Ordine degli Illuminati è sciolto e i membri perseguitati dal nazismo. Viva e vitale rimane solo la branca svizzera, presieduta dal 1947 Hermann Joseph Metzger (1919-1990), il quale nel 1943 aveva aderito alla sezione svizzera dell’O.T.O., la quale - sotto la gestione di Metzger - dagli anni 1970 rinuncia ad ogni genere di magia sessuale e ai riferimenti crowleyani, assumendo toni prevalentemente ispirati ai rituali di tipo massonico di Theodor Reuss.
Sulla scia di Metzger branche dell'Ordine degli Illuminati sono «risvegliate», a partire dal 1949, in vari Paesi. Tali branche, nel 1963, accettano lo stesso Metzger come presidente di una Lega Mondiale degli Illuminati. In seguito, altre realtà si discostano dalla Lega Mondiale rivendicando diritti sul marchio, ma la «linea-Metzger» risulta quella più autorevole e credibile quanto a successione. Oggigiorno, qualche centinaio di persone al mondo fa parte di organizzazioni che vantano la sigla di Ordine degli Illuminati, organizzazioni che in genere sono collegate alle locali sedi dell'O.T.O.
Dunque, la storia degli ordini esoterici ci racconta che le vicende reali sono più complesse di quanto Dan Brown narra nei suoi romanzi; in ogni caso, senza ombra di dubbio, la minuziosa ricostruzione storica di Introvigne smentisce le pretese di verità del romanziere americano su più fronti.
Innanzitutto, non è sostenibile l'idea per cui gli Illuminati sono un potente ordine la cui fondazione risale al Rinascimento: si tratta, piuttosto, di un'espressione di qualche rilievo (nella loro storia radunano qualche centinaio di persone) della cosiddetta «corrente calda», interessata alla magia e all'occultismo, del mondo legato alla massoneria, laddove per «corrente fredda» si deve intendere il filone più razionalista, che ha la meglio a livello di organizzazioni massoniche ufficiali soprattutto all'epoca della Rivoluzione francese. Come tali, le origini dell'Ordine degli Illuminati non si possono ritrovare in date antecedenti alla fine del XVIII secolo.
In secondo luogo, le affermazioni di Dan Brown relative all'appartenenza all'Ordine di celebrità quali Gian Lorenzo Bernini (1598-1680) - il «maestro ignoto» della «setta» secondo l'autore - Galileo Galilei (1564- 1642), Benvenuto Cellini (1500- 1571), Wolfgang Amadeus Mozart (1756- 1791) e Johann Wolfgang Goethe (1749-1832) rappresentano solo una leggenda senza fondamento, il cui inventore è lo stesso Leopold Engel nello sforzo da lui perseguito di dimostrare le origini antichissime dell'Ordine degli Illuminati.
Inoltre, l'ipotesi per cui gli Illuminati avrebbero controllato la costruzione del monastero teosofico di Monte Verità presso Ascona (in Svizzera) è un'invenzione di esoteristi e avventurieri americani del secondo dopoguerra (vi è testimonianza del passaggio di Reuss ad Ascona, ma nulla più). Attribuibile a questa origine è pure la teoria, su cui Brown pare voglia concepire un nuovo romanzo - francamente, viste le premesse, ci sentiamo di sconsigliarglielo... - che vuole la pianta della città di Washington disegnata dagli Illuminati.
Sic stantibus rebus, non resta che rilevare come le «notizie storiche attendibili» vantate come background da Dan Brown siano in realtà, oltre alle costruzioni ad hoc di Leopold Engel per sostenere l'antichità e il prestigio del suo Ordine, la peggiore paccottiglia in tema di complotti massonici di dimensioni planetarie, già ampiamente utilizzata negli Stati Uniti (e in una certa misura ripresa anche nel nostro Paese) prima di Brown da parte della letteratura e di un certo mondo sia politicamente di sinistra o legato a un complottismo di stile New Age, sia cristiano fondamentalista che ama sostenere l'esistenza di tanto grandi quanto non reali trame nascoste da parte di potenti ma di fatto inesistenti organizzazioni.
http://www.cesnur.org/2004/am_dan.htm
ANGELI E DEMONI-UN FILM INGIUSTO E FALSO CHE OFFENDE LA CHIESA CATTOLICA

ANGELI E DEMONI
Prima mondiale del kolossal di Dan Brown con Tom Hanks, diretto da Ron Howard
Un thriller esplosivo e dietrologico, arricchito dalla bellezza della "città eterna"
Adrenalina, riti e il fascino di Roma
'Angeli e demoni', quante pressioni
Il regista respinge le critiche cattoliche: "E' frustrante, ci giudicano senza vedere il film"
E poi accusa: "Ci hanno condizionati anche quando giravamo nella capitale..."
di CLAUDIA MORGOGLIONE
ROMA - Adrenalina, suspence, esplosioni, sangue, corsa contro il tempo per evitare una catastrofe. E poi il fascino arcano della Santa Sede: la rottura dell'anello alla morte di un Papa, il Conclave nella Cappella Sistina, i rituali della Guardia svizzera. E ancora la bellezza mozzafiato di Roma, con le sue chiese e i suoi enigmi. Tre aspetti diversi per un unico superfilm: "Angeli e demoni", tratto dall'omonimo libro di Dan Brown, con Tom Hanks protagonista. Una pellicola che svela i suoi segreti nel pieno di una polemica "preventiva" da parte cattolica, come già accaduto col "Codice da Vinci". "La cosa più frustrante - dichiara il regista, Ron Howard - è che chi critica non lo ha visto, né andrà a vederlo. Pazienza: tanto nella lista delle cartoline d'auguri del Vaticano non ci sono mai stato...".
L'occasione, per parlare con autori e interpreti del film, è la prima mondiale riservata alla stampa che si è tenuta ieri sera al cinema Warner Moderno di Roma. Seguita, oggi, dalle interviste ai protagonisti, e domani dalla proiezione ufficiale, con le star a sfilare sul tappeto rosso. E con grande spiegamento di mezzi: presenti 260 giornalisti di paesi diversi, per una campagna promozionale che, nel complesso, è costata la cifra record di 4,1 milioni di dollari.
Differenze col libro. Anche coloro che non hanno amato la trama per molti aspetti inverosimile di "Angeli e demoni" romanzo, scopriranno che il film, almeno per chi apprezza il genere thriller e colpi di scena, regge. Forse perché in sede di sceneggiatura alcune della assurdità più palesi del libro sono state tolte. Anche l'elemento più controverso rispetto alla sensibilità cattolica, e cioè la scoperta che il Papa ha un figlio naturale, qui sparisce. "Nel 'Codice' sono stato forse un po' troppo fedele al romanzo - ammette Howard - stavolta ci siamo presi grande libertà creativa. Ma mai per compiacere le gerarchie ecclesiastiche". Concetto ribadito da Dan Brown: "Eravamo al servizio della storia, senza porci problemi etici o opportunistici".
La trama. Dal Cern di Ginevra viene rubato un cilindro di antimateria: a farlo sono gli eredi di un'antica setta anti-cattolica, gli Illumati. Che proprio mentre sta per svolgersi il conclave per eleggere il nuovo Papa rapisce i quattro cardinali in pole position, per il soglio pontificio e minaccia di far saltare in aria San Pietro. A tentare di fermarli ci pensano il camerlengo (Ewan McGregor) del Pontefice appena morto; il capo della Guardia svizzere (il divo svedese Stellan Skarsgard); il capo della gerdarmeria vaticana (Pierfrancesco Favino); una scienziata italiana del Cern (l'attrice Israeliana Ayelet Zurer). E naturalmente lui, Robert Langdon, l'esperto di simboli interpretato ancora una volta - dopo il "Codice"- da Tom Hanks.
Cartoline romane. Anche chi vive nella capitale d'Italia resterà colpito dall'amore con cui la città viene mostrata, nel film. Affascinante, a tratti oscura, all'altezza della sua storia millenaria e per certi versi misteriosa. "Far risaltare la sua incredibile bellezza, antica e moderna insieme era uno dei nostri obiettivi", ammette Howard. Che aggiunge però come nel girare in città, e in prossimità delle chiese, qualche problema ci sia stato: "Forse dal Vaticano è stata fatta pressione" dice, ma senza specificare meglio di che tipo. L'italiano Favino, comunque, si dice convinto della bontà dell'operazione: "Spero che la pellicola possa essere uno straordinario spot pubblicitario per Roma, a livello internazionale".
Polemiche. Già un mese e mezzo fa il quotidiano dei vescovi, l'Avvenire, aveva anticipato che il Vaticano non avrebbe "approvato" il film. Poi l'invito a non vederlo è giunto dai cattolici americani. E adesso il vescovo di Potenza Antonio Rosario Mennonna, di 103 anni, ha presentato una denuncia presso le procure della Repubblica di Roma e del capoluogo lucano, sostenendo che "Angeli e demoni" diffama la Chiesa.
Le repliche. Comincia Howard, respingendo le critiche al mittente. Educatamente, ma con decisione: "Rivendico la libertà artistica con cui abbiamo affrontato questa materia - attacca - l'unica frustrazione è che nessuno di quelli che ci punta l'indice contro ha visto il film. Molti personaggi della gerarchia cattolica sono stati invitati all'anteprima vip di domani, ma tutti hanno rifiutato. Certo, in parte mi aspettavo complicazioni, ma sono più interessato al pubblico che alle reazioni vaticane. E poi vari preti o teologi con cui ho parlato mi hanno detto che pur non condividendo le tesi del film sono contenti perché la gente è spinta a pensare a ciò in cui crede. Per non parlare del valore pubblicitario di simili controversie". Più sbrigativo Hanks: "Non piace questo genere? Benissimo. Chi non lo apprezza non vada a vedere il film: il cinema non deve essere una forma di tortura...".
Il prossimo libro. Dan Brown mantiene la bocca cucita sul romanzo che sta per pubblicare: "Posso dire solo che si svolge nell'arco di dodici ore, e che Ron Howard (che non lo ha ancora letto, ndr) ne potrebbe trarre trarrà un film grandioso". "Fantastico - ribatte Tom Hanks - ma per favore, stavolta potremmo ambientarlo alle Bahamas?".
(3 maggio 2009)
http://www.repubblica.it/2009/03/sezioni/spettacoli_e_cultura/angeli-demoni/prima-mondiale/prima-mondiale.html
MONS.MENNONNA CONTRO IL FILM " ANGELI E DEMONI "
Il vescovo più anziano del mondo
contro il film 'Angeli e Demoni'
Monsignor Mennonna, 103 anni, ha firmato un esposto per "denunciare il contenuto altamente denigratorio, diffamatorio e offensivo per i valori della Chiesa". La pellicola, diretta da Ron Howard, uscirà nelle sale italiane il 13 maggio
Potenza, 2 maggio 2009 - 'Angeli e Demoni', il nuovo film del regista Ron Howard con Tom Hanks, uscirà nelle sale italiane solo il 13 maggio ma le polemiche sono già scoppiate. Contro la pellicola si è già schierato il vescovo più anziano al mondo, monsignor Antonio Rosario Mennonna, che il 27 maggio compirà 103 anni.
Il vescovo emerito di Nardò-Gallipoli, secondo quanto rivaleno i suoi legali Giacinto Canzona e Anna Orecchioni, è tra i firmatari di un esposto contro il film tratto dall’omonimo libro dello scrittore Dan Brown, già autore del best seller 'Il Codice da Vinci'.
"L’esposto - hanno dichiarato gli avvocati - è un atto significativo per denunciare il contenuto altamente denigratorio, diffamatorio ed offensivo per i valori della Chiesa e per il prestigio della Santa Sede. Con questo gesto - hanno continuato - i firmatari intendono invitare tutti i vescovi della Chiesa cattolica cristiana a fare altrettanto nei rispettivi Paesi”.
L’esposto di monsignor Mennonna, presentato alle Procure della Repubblica di Roma e Potenza, è stato emesso “nei confronti di tutti gli eventuali responsabili che hanno concorso alla realizzazione, alla produzione, alla diffusione e alla distribuzione in Italia del film, che non ha alcuna limitazione per i minorenni”. L’anziano vescovo ha dichiarato tramite i suoi avvocati di essere “rimasto profondamente turbato dalla visione del film”.
http://quotidianonet.ilsole24ore.com/spettacoli/2009/05/02/171505-vescovo_anziano_mondo.shtml
contro il film 'Angeli e Demoni'
Monsignor Mennonna, 103 anni, ha firmato un esposto per "denunciare il contenuto altamente denigratorio, diffamatorio e offensivo per i valori della Chiesa". La pellicola, diretta da Ron Howard, uscirà nelle sale italiane il 13 maggio
Potenza, 2 maggio 2009 - 'Angeli e Demoni', il nuovo film del regista Ron Howard con Tom Hanks, uscirà nelle sale italiane solo il 13 maggio ma le polemiche sono già scoppiate. Contro la pellicola si è già schierato il vescovo più anziano al mondo, monsignor Antonio Rosario Mennonna, che il 27 maggio compirà 103 anni.
Il vescovo emerito di Nardò-Gallipoli, secondo quanto rivaleno i suoi legali Giacinto Canzona e Anna Orecchioni, è tra i firmatari di un esposto contro il film tratto dall’omonimo libro dello scrittore Dan Brown, già autore del best seller 'Il Codice da Vinci'.
"L’esposto - hanno dichiarato gli avvocati - è un atto significativo per denunciare il contenuto altamente denigratorio, diffamatorio ed offensivo per i valori della Chiesa e per il prestigio della Santa Sede. Con questo gesto - hanno continuato - i firmatari intendono invitare tutti i vescovi della Chiesa cattolica cristiana a fare altrettanto nei rispettivi Paesi”.
L’esposto di monsignor Mennonna, presentato alle Procure della Repubblica di Roma e Potenza, è stato emesso “nei confronti di tutti gli eventuali responsabili che hanno concorso alla realizzazione, alla produzione, alla diffusione e alla distribuzione in Italia del film, che non ha alcuna limitazione per i minorenni”. L’anziano vescovo ha dichiarato tramite i suoi avvocati di essere “rimasto profondamente turbato dalla visione del film”.
http://quotidianonet.ilsole24ore.com/spettacoli/2009/05/02/171505-vescovo_anziano_mondo.shtml
IL GESU' DI NANNI GARELA E' FALSO BLASFEMO E INUTILE
Il Vangelo (secondo Matteo) di Nanni Garella
Arena del Sole – Teatro Stabile di Bologna e l’Associazione Arte e Salute onlus presenteranno all’Arena del Sole
dal 5 al 17 maggio
Il Vangelo secondo Matteo
ispirato al film di Pier Paolo Pasolini
Il Vangelo secondo Matteo
uno spettacolo scritto e diretto da Nanni Garella - ispirato all’opera di Pier Paolo Pasolini
- scene Antonio Fiorentino - luci Gigi Saccomandi - regista assistente Gabriele Tesauri
“IL VANGELO SECONDO MATTEO” IN PRIMA NAZIONALE In uno spazio scenico allargato, con la platea svuotata completamente,
Il Vangelo secondo Matteo restituisce ancora più di altre opere l’afflato “religioso” e lirico del poeta di Casarsa (Pasolini).
Rifiutando ogni esito agiografico ed esponendo le vicende in modo scarno e realistico, la figura di Cristo conserva tutta intera la carica umana
e rivoluzionaria di chi si muove nella storia tra la gente, consapevole di avvertire la propria predestinazione, l’indifferenza,
l’incomprensione altrui.
«Vogliamo ricreare un rapporto nuovo col pubblico – afferma il regista Nanni Garella – riportando Gesù Cristo sulla terra,
letteralmente, inondando il palco con della terra, togliendo quanto c’è di soprannaturale e restituendo alle sue parole la vivezza e il vigore.
Vediamo Gesù e i suoi discepoli prima di avere l’aureola, quando sono ancora uomini, quindi più facili da mettere in scena».
Il Vangelo di Matteo, la sua esposizione scarna, realistica, è servito a Pasolini da tessuto sul quale distendere una testimonianza su avvenimenti raccontati con l’ansia di un’antica cronaca.
La figura di Cristo conserva tutta intera la carica rivoluzionaria di chi si muove nella storia tra la gente, consapevole di durare oltre l’età breve, di chi avverte la propria predestinazione, l’indifferenza, l’incomprensione altrui. Il passaggio di Cristo attraverso questo mondo di miseria, di pregiudizi, di umiliazione è visto come il passaggio di un vento rinnovatore, suscitatore di tempesta e di ribellioni. Un umile portatore di verità tra gli umili. Quale soggetto migliore per gli attori di Arte e salute? Nanni Garella
Estratto da
http://www.nonsolocinema.com/Il-Vangelo-secondo-Matteo-di-Nanni_16341.html
********************************************************************************************************************
CENTRO ANTI-BLASFEMIA
L'IPOCRISIA DI NANNI GARELLA
Nanni chiama Vangelo Secondo Matteo un opera teatrale blasfema dove Gesù è un uomo comune,
mentre nel Vangelo Secondo Matteo Gesù è Dio incarnato.
Quindi si tratta di un altro Vangelo falso inventato dagli uomini, il Vangelo secondo Nanni Garella.
Questa fissazione del Gesù solo uomo, ma a noi Gesù solo uomo, un falso Messia non ci salva e non interessa !
Da notare che il Gesù di Pasolini, sebbene umanizzato è sempre divino, con miracoli e profezie.
Pasolini ha solo rappresentato male il Vangelo Secondo Matteo, ma non ha cambiato il contenuto.
http://groups.google.com/group/centro-anti-blasfemia?hl=it
Arena del Sole – Teatro Stabile di Bologna e l’Associazione Arte e Salute onlus presenteranno all’Arena del Sole
dal 5 al 17 maggio
Il Vangelo secondo Matteo
ispirato al film di Pier Paolo Pasolini
Il Vangelo secondo Matteo
uno spettacolo scritto e diretto da Nanni Garella - ispirato all’opera di Pier Paolo Pasolini
- scene Antonio Fiorentino - luci Gigi Saccomandi - regista assistente Gabriele Tesauri
“IL VANGELO SECONDO MATTEO” IN PRIMA NAZIONALE In uno spazio scenico allargato, con la platea svuotata completamente,
Il Vangelo secondo Matteo restituisce ancora più di altre opere l’afflato “religioso” e lirico del poeta di Casarsa (Pasolini).
Rifiutando ogni esito agiografico ed esponendo le vicende in modo scarno e realistico, la figura di Cristo conserva tutta intera la carica umana
e rivoluzionaria di chi si muove nella storia tra la gente, consapevole di avvertire la propria predestinazione, l’indifferenza,
l’incomprensione altrui.
«Vogliamo ricreare un rapporto nuovo col pubblico – afferma il regista Nanni Garella – riportando Gesù Cristo sulla terra,
letteralmente, inondando il palco con della terra, togliendo quanto c’è di soprannaturale e restituendo alle sue parole la vivezza e il vigore.
Vediamo Gesù e i suoi discepoli prima di avere l’aureola, quando sono ancora uomini, quindi più facili da mettere in scena».
Il Vangelo di Matteo, la sua esposizione scarna, realistica, è servito a Pasolini da tessuto sul quale distendere una testimonianza su avvenimenti raccontati con l’ansia di un’antica cronaca.
La figura di Cristo conserva tutta intera la carica rivoluzionaria di chi si muove nella storia tra la gente, consapevole di durare oltre l’età breve, di chi avverte la propria predestinazione, l’indifferenza, l’incomprensione altrui. Il passaggio di Cristo attraverso questo mondo di miseria, di pregiudizi, di umiliazione è visto come il passaggio di un vento rinnovatore, suscitatore di tempesta e di ribellioni. Un umile portatore di verità tra gli umili. Quale soggetto migliore per gli attori di Arte e salute? Nanni Garella
Estratto da
http://www.nonsolocinema.com/Il-Vangelo-secondo-Matteo-di-Nanni_16341.html
********************************************************************************************************************
CENTRO ANTI-BLASFEMIA
L'IPOCRISIA DI NANNI GARELLA
Nanni chiama Vangelo Secondo Matteo un opera teatrale blasfema dove Gesù è un uomo comune,
mentre nel Vangelo Secondo Matteo Gesù è Dio incarnato.
Quindi si tratta di un altro Vangelo falso inventato dagli uomini, il Vangelo secondo Nanni Garella.
Questa fissazione del Gesù solo uomo, ma a noi Gesù solo uomo, un falso Messia non ci salva e non interessa !
Da notare che il Gesù di Pasolini, sebbene umanizzato è sempre divino, con miracoli e profezie.
Pasolini ha solo rappresentato male il Vangelo Secondo Matteo, ma non ha cambiato il contenuto.
http://groups.google.com/group/centro-anti-blasfemia?hl=it
venerdì 1 maggio 2009
NANNI GARELLA-BIOGRAFIA

BIOGRAFIA: Nanni Garella
Nanni Garella è nato a Campobasso il 6 agosto 1951, si è laureato in Giurisprudenza all'Università di Bologna e diplomato all'Accademia Antoniana di Arte Drammatica di Bologna.
Attore dal '74 al '76 al Teatro Stabile di Torino con Aldo Trionfo, regista assistente dal '77 all'81 con Virginio Puecher e Massimo Castri.
Dall'82 all'88 realizza al Centro Teatrale Bresciano molti spettacoli come regista e attore, tra i quali: Veronica, di Ettore Capriolo e Nanni Garella, 1982; Elettra, di Nanni Garella, 1983; Ricorda con rabbia, di John Osborne, 1985; Masnadieri, di Nanni Garella, da Schiller, 1986; Agamennone, di Vittorio Alfieri, 1988.
L'attività di regista prosegue con: Una vita nel teatro, di David Mamet, Comp. Glauco Mauri, Asti, 1987; Signorina Giulia, di August Strindberg, Teatro dell'Elfo, Milano, 1989; La finta luna, di Nanni Garella, musica di Giancarlo Facchinetti, Teatro Grande, Brescia, 1989; Ista laus..., di Nanni Garella, dai laudarii del '300, Spoleto, 1990; Didone abbandonata, di Pietro Metastasio, progetto speciale, Gardone, 1991; Con la penna d'oro, di Italo Svevo, Teatro Filodrammatici, Milano, 1991; Jack lo sventratore, di Vittorio Franceschi, Spoleto, 1992; A piacer vostro, di William Shakespeare, Teatro Filodrammatici, Milano, 1992.
Dal 1993 collabora con Nuova Scena a Bologna, dove realizza: Gli innamorati, di Carlo Goldoni, e Sei personaggi in cerca d'autore, di Luigi Pirandello.
A partire dalla stagione 1993-94 dirige la compagnia del Teatro Stabile Friuli-Venezia Giulia, in: Anatol, di Arthur Schnitzler, 1993; Intrigo e amore, di Friedrich Schiller, 1994; Medea, di Franz Grillparzer, 1994; L'avventura di Maria, di Italo Svevo, 1995.
Dal 1995 è regista stabile all'Arena del Sole di Bologna: Ista laus, di Nanni Garella, dai laudari umbri del '300, 1995; Arlecchino servitore di due padroni, di Carlo Goldoni, 1995; Lo spettro blu cabaret, di Giuseppe Di Leva e Nanni Garella, 1996; Woyzeck, di George Büchner, 1997; Woyzeck laboratorio, con artisti disabili, 1998; Il campiello, di Carlo Goldoni, 1999; Miseria e nobiltà, di Eduardo Scarpetta, in coproduzione con ERT, 2000.
Realizza inoltre, negli stessi anni: Ermengarda, da Adelchi, di Alessandro Manzoni, CTB, Brescia, 1995; Esuli, di James Joyce, CTB, Brescia, 1996; Il campiello, da Goldoni, musica di Ermanno Wolf-Ferrari, Teatro Comunale di Bologna, 1998.
Dal 1999 dirige la compagnia teatrale Arte e Salute e mette in scena: Sogno di una notte di mezza estate, di William Shakespeare, Bologna, 2000, Fantasmi, di Luigi Pirandello, Bologna, 2001; I giganti della montagna, di Luigi Pirandello, Bologna, 2002; A piacer vostro, di William Shakespeare, Bologna, 2003.
Con Emilia Romagna Teatro mette in scena: Sei personaggi in cerca d'autore, di Luigi Pirandello, Scutari (Albania), 2002; Dinner Party, di Pier Vittorio Tondelli, Scutari (Albania) 2002, Correggio, 2003.
Attività didattica:
Atti unici, di Harold Pinter, Civica Scuola di Arte Drammatica, Milano, 1985;
La cucina, di Arnold Wesker, Officina Teatrale, CTB, Brescia 1986;
Mentre morivo, di William Faulkner, Officina Teatrale, CTB, Brescia, 1987;
Boheme, di Puccini, a.s.l.i.c.o., Milano, 1991;
Ista laus..., dai laudari del '300, La bottega teatrale, Firenze, 1991;
Zio Vanja, di Anton Cechov, Accademia dei Filodrammatici, Milano, 1991;
Gli innamorati, di Carlo Goldoni, Scuola di Teatro di Bologna, 1992;
Atti unici, di August Strindberg, Accademia dei Filodrammatici, Milano, 1992;
Sei personaggi in cerca d'autore, di Luigi Pirandello, Scuola di Teatro di Bologna, 1993.
http://www.emiliaromagnateatro.com/biografie.asp?P_Bgr_CID=138
--------------------------------------------------------------------------------
IL VANGELO SECONDO NANNI GARELLA-UN'ALTRA OPERA BLASFEMA CONTRO GESU'
Testo tratto dalla rivista online
NonSoloCinema anno V n. 15 - © 2009
web site: http://www.nonsolocinema.com
e-mail: redazione@nonsolocinema.com
Il Vangelo secondo Matteo di Nanni Garella
Nel mese di maggio Nuova Scena – Arena del Sole – Teatro Stabile di Bologna e l’Associazione Arte e Salute onlus presenteranno all’Arena del Sole due spettacoli scritti e diretti da Nanni Garella ispirati a sceneggiature cinematografiche di Pier Paolo Pasolini: Il Vangelo secondo Matteo (in prima nazionale dal 5 al 17 maggio) e Edipo (che ha debuttato nel marzo 2008 e verrà ripreso dal 19 al 24 maggio). In scena, assieme ad alcuni interpreti provenienti da percorsi formativi tradizionali, c’è il folto gruppo degli attori-pazienti psichiatrici di Arte e Salute.
Comunicato stampa pubblicato mercoledì 29 aprile 2009
Nuova Scena – Arena del Sole – Teatro Stabile di Bologna Associazione Arte e Salute onlus
Il Vangelo secondo Matteo
uno spettacolo scritto e diretto da Nanni Garella - ispirato all’opera di Pier Paolo Pasolini - scene Antonio Fiorentino - luci Gigi Saccomandi - regista assistente Gabriele Tesauri
con Nicola Berti, Giorgia Bolognini, Giulio Canestrelli, Luigi Cilli, Luca Formica, Pamela Giannasi, Camillo Grandi, Maria Rosa Iattoni, Teresa Liberatore, Iole Mazzetti, Fabio Molinari, Mirco Nanni, Woody Neri, Cristina Nuvoli, Lucio Palazzi, Deborah Quintavalle, Moreno Rimondi, Roberto Risi, Roberto Rizzi, Mirko Rizzotto, Gabriele Tesauri
--------------------------------------------------------------------------------
Prosegue così la collaborazione tra il Teatro Stabile di Bologna e Arte e Salute, associazione nata con lo scopo di coniugare il lavoro artistico con il lavoro nel campo della salute mentale, nel quadro di Arte e Salute nell’Arena del Sole – progetto di residenza della compagnia teatrale di Arte e Salute all’Arena del Sole – realizzato in collaborazione con Regione Emilia-Romagna e Servizio Sanitario Regionale - Azienda Unità Sanitaria Locale di Bologna. La condivisione di questo percorso iniziato nel 1999 e che ha già riscosso notevoli successi e riconoscimenti tra cui il Premio Ubu – si è consolidata in un lungo percorso di sperimentazione di un modello operativo inconsueto e innovativo, che mette a confronto un importante teatro nazionale con una realtà artistica nata nell’ambito del disagio e dell’esclusione sociale.
“IL VANGELO SECONDO MATTEO” IN PRIMA NAZIONALE In uno spazio scenico allargato, con la platea svuotata completamente, Il Vangelo secondo Matteo restituisce ancora più di altre opere l’afflato “religioso” e lirico del poeta di Casarsa. Rifiutando ogni esito agiografico ed esponendo le vicende in modo scarno e realistico, la figura di Cristo conserva tutta intera la carica umana e rivoluzionaria di chi si muove nella storia tra la gente, consapevole di avvertire la propria predestinazione, l’indifferenza, l’incomprensione altrui. «Vogliamo ricreare un rapporto nuovo col pubblico – afferma il regista Nanni Garella – riportando Gesù Cristo sulla terra, letteralmente, inondando il palco con della terra, togliendo quanto c’è di soprannaturale e restituendo alle sue parole la vivezza e il vigore. Vediamo Gesù e i suoi discepoli prima di avere l’aureola, quando sono ancora uomini, quindi più facili da mettere in scena». (A fine documento, i dati artistici completi e le note integrali di Nanni Garella dal programma di sala)
L’INCONTRO PUBBLICO SU PASOLINI Mercoledì 6 maggio alle ore 16, l’Arena del Sole, in collaborazione con Cineteca di Bologna e Edizioni Ubulibri, realizzerà, nella Sala InterAction un incontro pubblico (ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili), dal titolo Pier Paolo Pasolini: con le armi del teatro e del cinema, con la partecipazione di Paolo Cacchioli, Stefano Casi, Roberto Chiesi, Franco Quadri, Sergio Colomba, Nanni Garella. Si affronterà la poliedrica personalità artistica di Pasolini focalizzando due aspetti in particolare: la centralità del teatro e del cinema nel suo pensiero e nella sua opera e la forte attenzione alle trasformazioni della società viste dalla parte dei più umili, dei perdenti, degli emarginati nel degrado delle periferie urbane. Durante l’incontro verrà proiettata una selezione di spezzoni tratti da interviste televisive a Pasolini. Tra il 5 il 28 maggio al Cinema Lumière è prevista una rassegna di film di Pasolini (Il Vangelo secondo Matteo, Edipo Re, Accattone, Salò o le 120 giornate di Sodoma), affiancati da Una vita violenta di Brunello Rondi e Paolo Heusch tratto dall’omonimo romanzo di Pasolini.
IL PROGETTO EUROPEO Venerdì 8 maggio, sempre all’Arena del Sole, si terrà un meeting a cui parteciperanno alcuni teatri europei per il lancio ufficiale di un progetto di coproduzione internazionale, anch’esso focalizzato su Pasolini. Tale progetto avrà come nucleo portante gli attori-pazienti psichiatrici, già rivelatisi “pasoliniani” per eccellenza, perché portatori di una splendida naturalezza, quasi neorealistica, nel recitare e tuttavia forniti di una buona tecnica artistica che li preserva dal dilettantismo. Il loro essere profondo è legato, per le storie personali e per l’estrazione della maggior parte di loro, all’ambiente delle periferie urbane e della esclusione sociale e culturale. Una conferenza stampa di presentazione del progetto si terrà lo stesso 8 maggio alle ore 12.30.
--------------------------------------------------------------------------------
Tentato dalla storia di Cristo, di cui aveva dato anticipazioni in Accattone e ne La ricotta, nel Vangelo secondo Matteo Pasolini si è ispirato alle sacre rappresentazioni popolari, ma vi ha sommato tutta la sua vasta e sicura conoscenza figurativa, il suo amore per il “pastiche” culturale: dal neorealismo italiano a citazioni di Dreyer e Eisenstein, Prokofiev e gli spirituals. Ha ritenuto, forte di una robusta preparazione e di un gusto sicuro, che nessun materiale antico o moderno fosse estraneo alla composizione del suo Vangelo. È toccato a Pasolini, peccatore confesso, cattolico tormentato dal dubbio, marxista angosciato, darci uno dei pochi film religiosi del cinema italiano. Da tutti i tentativi precedenti il Vangelo pasoliniano si stacca per il netto rifiuto dell’agiografia, per la passione contemporanea che alimenta le sue immagini.
Dopo l’episodio La ricotta del film Rogopag – gli altri episodi sono firmati da Ugo Gregoretti, Jean-Luc Godard, Roberto Rossellini – la poesia dolorosa di Pier Paolo Pasolini doveva approdare ai temi di un’epica religiosa che riflettessero i caratteri popolari e nazionali, ideologici e civili del suo impegno. Il Vangelo di Matteo, la sua esposizione scarna, realistica, è servito a Pasolini da tessuto sul quale distendere una testimonianza su avvenimenti raccontati con l’ansia di un’antica cronaca. La realtà si dilata oltre il dato geografico; la rappresentazione ricorda il carattere popolare delle rappresentazioni paesane, pur non essendovi estranei gli apporti figurativi di Piero della Francesca o di Mantegna o di Masaccio.
La figura di Cristo conserva tutta intera la carica rivoluzionaria di chi si muove nella storia tra la gente, consapevole di durare oltre l’età breve, di chi avverte la propria predestinazione, l’indifferenza, l’incomprensione altrui. Il passaggio di Cristo attraverso questo mondo di miseria, di pregiudizi, di umiliazione è visto come il passaggio di un vento rinnovatore, suscitatore di tempesta e di ribellioni. Un umile portatore di verità tra gli umili. Quale soggetto migliore per gli attori di Arte e salute? Nanni Garella
Informazioni, prenotazioni e vendita biglietti: Arena del Sole, Via Indipendenza 44, Bologna Tel. 051.2910.910 • info e vendita on-line biglietti www.arenadelsole.it ORARI BIGLIETTERIA: giorni feriali ore 15.30 – 19.00 Teleprenotazioni con carta di credito: tel. 051.648.63.87 (feriali ore 15.30 - 18.30)
Testo tratto dalla rivista online - NonSoloCinema - anno V n. 15 - © 2009
Sito Internet realizzato da HCE s.r.l.
http://www.nonsolocinema.com/Il-Vangelo-secondo-Matteo-di-Nanni_16341.html
**************************************************************************************************
CENTRO ANTI-BLASFEMIA
L'IPOCRISIA DI NANNI GARELLA
Nanni chiama Vangelo Secondo Matteo un opera teatrale blasfema dove Gesù è un uomo comune,
mentre nel Vangelo Secondo Matteo Gesù è Dio incarnato.
Quindi si tratta di un altro Vangelo falso inventato dagli uomini, il Vangelo secondo Nanni Garella.
Da notare che il Gesù di Pasolini, sebbene umanizzato è sempre divino, con miracoli e profezie.
Pasolini ha solo rappresentato male il Vangelo Secondo Matteo, ma non ha cambiato il contenuto.
http://groups.google.com/group/centro-anti-blasfemia?hl=it
NonSoloCinema anno V n. 15 - © 2009
web site: http://www.nonsolocinema.com
e-mail: redazione@nonsolocinema.com
Il Vangelo secondo Matteo di Nanni Garella
Nel mese di maggio Nuova Scena – Arena del Sole – Teatro Stabile di Bologna e l’Associazione Arte e Salute onlus presenteranno all’Arena del Sole due spettacoli scritti e diretti da Nanni Garella ispirati a sceneggiature cinematografiche di Pier Paolo Pasolini: Il Vangelo secondo Matteo (in prima nazionale dal 5 al 17 maggio) e Edipo (che ha debuttato nel marzo 2008 e verrà ripreso dal 19 al 24 maggio). In scena, assieme ad alcuni interpreti provenienti da percorsi formativi tradizionali, c’è il folto gruppo degli attori-pazienti psichiatrici di Arte e Salute.
Comunicato stampa pubblicato mercoledì 29 aprile 2009
Nuova Scena – Arena del Sole – Teatro Stabile di Bologna Associazione Arte e Salute onlus
Il Vangelo secondo Matteo
uno spettacolo scritto e diretto da Nanni Garella - ispirato all’opera di Pier Paolo Pasolini - scene Antonio Fiorentino - luci Gigi Saccomandi - regista assistente Gabriele Tesauri
con Nicola Berti, Giorgia Bolognini, Giulio Canestrelli, Luigi Cilli, Luca Formica, Pamela Giannasi, Camillo Grandi, Maria Rosa Iattoni, Teresa Liberatore, Iole Mazzetti, Fabio Molinari, Mirco Nanni, Woody Neri, Cristina Nuvoli, Lucio Palazzi, Deborah Quintavalle, Moreno Rimondi, Roberto Risi, Roberto Rizzi, Mirko Rizzotto, Gabriele Tesauri
--------------------------------------------------------------------------------
Prosegue così la collaborazione tra il Teatro Stabile di Bologna e Arte e Salute, associazione nata con lo scopo di coniugare il lavoro artistico con il lavoro nel campo della salute mentale, nel quadro di Arte e Salute nell’Arena del Sole – progetto di residenza della compagnia teatrale di Arte e Salute all’Arena del Sole – realizzato in collaborazione con Regione Emilia-Romagna e Servizio Sanitario Regionale - Azienda Unità Sanitaria Locale di Bologna. La condivisione di questo percorso iniziato nel 1999 e che ha già riscosso notevoli successi e riconoscimenti tra cui il Premio Ubu – si è consolidata in un lungo percorso di sperimentazione di un modello operativo inconsueto e innovativo, che mette a confronto un importante teatro nazionale con una realtà artistica nata nell’ambito del disagio e dell’esclusione sociale.
“IL VANGELO SECONDO MATTEO” IN PRIMA NAZIONALE In uno spazio scenico allargato, con la platea svuotata completamente, Il Vangelo secondo Matteo restituisce ancora più di altre opere l’afflato “religioso” e lirico del poeta di Casarsa. Rifiutando ogni esito agiografico ed esponendo le vicende in modo scarno e realistico, la figura di Cristo conserva tutta intera la carica umana e rivoluzionaria di chi si muove nella storia tra la gente, consapevole di avvertire la propria predestinazione, l’indifferenza, l’incomprensione altrui. «Vogliamo ricreare un rapporto nuovo col pubblico – afferma il regista Nanni Garella – riportando Gesù Cristo sulla terra, letteralmente, inondando il palco con della terra, togliendo quanto c’è di soprannaturale e restituendo alle sue parole la vivezza e il vigore. Vediamo Gesù e i suoi discepoli prima di avere l’aureola, quando sono ancora uomini, quindi più facili da mettere in scena». (A fine documento, i dati artistici completi e le note integrali di Nanni Garella dal programma di sala)
L’INCONTRO PUBBLICO SU PASOLINI Mercoledì 6 maggio alle ore 16, l’Arena del Sole, in collaborazione con Cineteca di Bologna e Edizioni Ubulibri, realizzerà, nella Sala InterAction un incontro pubblico (ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili), dal titolo Pier Paolo Pasolini: con le armi del teatro e del cinema, con la partecipazione di Paolo Cacchioli, Stefano Casi, Roberto Chiesi, Franco Quadri, Sergio Colomba, Nanni Garella. Si affronterà la poliedrica personalità artistica di Pasolini focalizzando due aspetti in particolare: la centralità del teatro e del cinema nel suo pensiero e nella sua opera e la forte attenzione alle trasformazioni della società viste dalla parte dei più umili, dei perdenti, degli emarginati nel degrado delle periferie urbane. Durante l’incontro verrà proiettata una selezione di spezzoni tratti da interviste televisive a Pasolini. Tra il 5 il 28 maggio al Cinema Lumière è prevista una rassegna di film di Pasolini (Il Vangelo secondo Matteo, Edipo Re, Accattone, Salò o le 120 giornate di Sodoma), affiancati da Una vita violenta di Brunello Rondi e Paolo Heusch tratto dall’omonimo romanzo di Pasolini.
IL PROGETTO EUROPEO Venerdì 8 maggio, sempre all’Arena del Sole, si terrà un meeting a cui parteciperanno alcuni teatri europei per il lancio ufficiale di un progetto di coproduzione internazionale, anch’esso focalizzato su Pasolini. Tale progetto avrà come nucleo portante gli attori-pazienti psichiatrici, già rivelatisi “pasoliniani” per eccellenza, perché portatori di una splendida naturalezza, quasi neorealistica, nel recitare e tuttavia forniti di una buona tecnica artistica che li preserva dal dilettantismo. Il loro essere profondo è legato, per le storie personali e per l’estrazione della maggior parte di loro, all’ambiente delle periferie urbane e della esclusione sociale e culturale. Una conferenza stampa di presentazione del progetto si terrà lo stesso 8 maggio alle ore 12.30.
--------------------------------------------------------------------------------
Tentato dalla storia di Cristo, di cui aveva dato anticipazioni in Accattone e ne La ricotta, nel Vangelo secondo Matteo Pasolini si è ispirato alle sacre rappresentazioni popolari, ma vi ha sommato tutta la sua vasta e sicura conoscenza figurativa, il suo amore per il “pastiche” culturale: dal neorealismo italiano a citazioni di Dreyer e Eisenstein, Prokofiev e gli spirituals. Ha ritenuto, forte di una robusta preparazione e di un gusto sicuro, che nessun materiale antico o moderno fosse estraneo alla composizione del suo Vangelo. È toccato a Pasolini, peccatore confesso, cattolico tormentato dal dubbio, marxista angosciato, darci uno dei pochi film religiosi del cinema italiano. Da tutti i tentativi precedenti il Vangelo pasoliniano si stacca per il netto rifiuto dell’agiografia, per la passione contemporanea che alimenta le sue immagini.
Dopo l’episodio La ricotta del film Rogopag – gli altri episodi sono firmati da Ugo Gregoretti, Jean-Luc Godard, Roberto Rossellini – la poesia dolorosa di Pier Paolo Pasolini doveva approdare ai temi di un’epica religiosa che riflettessero i caratteri popolari e nazionali, ideologici e civili del suo impegno. Il Vangelo di Matteo, la sua esposizione scarna, realistica, è servito a Pasolini da tessuto sul quale distendere una testimonianza su avvenimenti raccontati con l’ansia di un’antica cronaca. La realtà si dilata oltre il dato geografico; la rappresentazione ricorda il carattere popolare delle rappresentazioni paesane, pur non essendovi estranei gli apporti figurativi di Piero della Francesca o di Mantegna o di Masaccio.
La figura di Cristo conserva tutta intera la carica rivoluzionaria di chi si muove nella storia tra la gente, consapevole di durare oltre l’età breve, di chi avverte la propria predestinazione, l’indifferenza, l’incomprensione altrui. Il passaggio di Cristo attraverso questo mondo di miseria, di pregiudizi, di umiliazione è visto come il passaggio di un vento rinnovatore, suscitatore di tempesta e di ribellioni. Un umile portatore di verità tra gli umili. Quale soggetto migliore per gli attori di Arte e salute? Nanni Garella
Informazioni, prenotazioni e vendita biglietti: Arena del Sole, Via Indipendenza 44, Bologna Tel. 051.2910.910 • info e vendita on-line biglietti www.arenadelsole.it ORARI BIGLIETTERIA: giorni feriali ore 15.30 – 19.00 Teleprenotazioni con carta di credito: tel. 051.648.63.87 (feriali ore 15.30 - 18.30)
Testo tratto dalla rivista online - NonSoloCinema - anno V n. 15 - © 2009
Sito Internet realizzato da HCE s.r.l.
http://www.nonsolocinema.com/Il-Vangelo-secondo-Matteo-di-Nanni_16341.html
**************************************************************************************************
CENTRO ANTI-BLASFEMIA
L'IPOCRISIA DI NANNI GARELLA
Nanni chiama Vangelo Secondo Matteo un opera teatrale blasfema dove Gesù è un uomo comune,
mentre nel Vangelo Secondo Matteo Gesù è Dio incarnato.
Quindi si tratta di un altro Vangelo falso inventato dagli uomini, il Vangelo secondo Nanni Garella.
Da notare che il Gesù di Pasolini, sebbene umanizzato è sempre divino, con miracoli e profezie.
Pasolini ha solo rappresentato male il Vangelo Secondo Matteo, ma non ha cambiato il contenuto.
http://groups.google.com/group/centro-anti-blasfemia?hl=it
Iscriviti a:
Post (Atom)

