Ormai usano perfino Gesù versione porno-sado-maso per la pubblicita'
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tv: bufera su spot nodis-per aiart offende il sentimento religioso
Milano, 22 apr. - (Adnkronos) - E' bufera sulla pubblicita' Nodis andata in onda la settimana scorsa su Italia 1. Lo spot pubblicizza degli auricolari proponendo l'immagine di un uomo impegnato in una pratica sadomaso con le braccia legate alla testata di un letto e a torso nudo, che chiede attraverso l'auricolare aiuto al 'padre'. La pubblicita' ha scatenato molte reazioni facendo scattare persino una denuncia alla Procura della Repubblica in quanto ritenuta "offensiva per il sentimento religioso dei telespettatori".
L'Aiart, Associazione italiana ascoltatori radio e televisione, 'accusa' i pubblicitari e l'emittente che ha mandato in onda lo spot di aver ferito la sensibilita' dei credenti, mostrando la figura di Cristo in una situazione 'disdicevole' e 'volgare' e annuncia attraverso un comunicato pubblicato sul proprio sito di aver "presentato alla Procura della Repubblica di Roma la denuncia contro Italia1 per aver mandato piu' volte in onda lo spot pubblicitario di auricolari marca Nodis".
Ma non solo, la pubblicita', ritenuta dall'Aiart "blasfema" viene definita "squallida e brutalmente insultante per chi crede in Gesu' Cristo" dal direttore di Avvenire, Marco Tarquinio. Secondo il direttore del quotidiano della Conferenza Episcopale Italiana, lo spot e' "un'offesa gratuita ai cristiani, e' un'autentica vergogna per chi l'ha concepita e prodotta". Ma chi l'ha ideato? Lo spot porta la firma di un team di pubblicitari dell'agenzia di comunicazione Wake Up che fa sapere che la decisione della messa in onda "spetta all'azienda" e assicura che dietro alla pubblicita', concepita "circa 3 mesi fa" non c'era alcuna "intenzione di fare riferimento a Gesu'".
22/04/2011
http://www.libero-news.it/articolo.jsp?id=721857
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Ormai usano perfino Gesù versione porno-sado-maso per la pubblicita'
L’Istituto di autodisciplina blocca lo spot che offende i cristiani
2 maggio, 2011
La crisi della pubblicità ha portato a progettare nuove strategie di vendita. E chi è più interessante di Gesù Cristo? Così l’azienda di accessori per la telefonia Nodis di Cinisello Balsamo (Milano) ha pensato bene di strumentalizzare la Sua figura per la nuova campagna promozionale.
Si sono però levate moltissime proteste perché lo spot offende palesemente il sentimento religioso. Si vede infatti un uomo legato a un letto in una posizione che richiama l’iconografia del Cristo in croce, e torturato da una donna in abiti succinti con frustino in mano. L’uomo rivolge lo sguardo verso l’alto, chiedendo aiuto al padre.
L’Istituto dell’Autodisciplina pubblicitaria, dopo le giuste e inevitabili valanghe di proteste, ha deciso di intervenire obbligando Mediaset e l’azienda a “desistere dalla diffusione” dello spot andato in onda durante il mese di aprile, a causa dei suoi contenuti offensivi del sentimento religioso, «che si vorrebbe invece immune da attacchi completamente immotivati, come quelli portati a meri fini di strumentalizzazione commerciale».
La notizia è riportata su Avvenire, quotidiano fra i promotori delle proteste. «È evidente – scrive l’Iap - la volgarizzazione di figure connotate da forte sacralità e spiritualità, che vengono invece banalizzate dallo spot contestato e connotate di aspetti fortemente terreni e provocatoriamente maliziosi e trasgressivi».
http://www.uccronline.it/2011/05/02/listituto-di-autodisciplina-blocca-lo-spot-che-offende-i-cristiani/
GESÙ 'CROCEFISSO' A LETTO:
BUFERA SULLO SPOT -VIDEO
Lunedì 18 Aprile 2011 - 13:21
Ultimo aggiornamento: 13:21
ROMA - «L'Aiart presenterà un esposto alla Procura del Repubblica contro lo spot della Nodis andato in onda su Italia1». Lo annuncia, in una nota, l'associazione di telespettatori cattolici presieduta da Luca Borgomeo. Lo spot pubblicizza degli auricolari e propone l'immagine di un uomo legato, braccia in croce e torso nudo, alla testata di un letto con una donna che gli si avvicina. «Nei fatti si offende il sentimento religioso, il richiamo a Cristo è esplicito, e chiediamo quindi alla magistratura di indagare -afferma l'Aiart- Purtroppo i pubblicitari troppo spesso non tengono conto di chi è davanti alla tv. »Ma ci chiediamo anche perchè i dirigenti di Italia1 non abbiano battuto ciglio, perchè i sentimenti religiosi, che sono alla base della nostra cultura e che non dovrebbero essere professati solo a parole, vengano sistematicamente violati. Il nostro è anche un appello ai massimi dirigenti Mediaset, nessuno escluso«, conclude l'Aiart.
http://www.leggo.it/articolo.php?m=20110418_132141&id=117306
VIDEO
http://www.leggo.it/video.php?idv=9470&id_news=117306
https://sites.google.com/site/centroantiblasfemia/Home/tv-bufera-su-spot-nodis-per-aiart-offende-il-sentimento-religioso
ARTICOLI CHE PARLANO DI OPERE CONTRO LA FEDE CRISTIANA E ARTICOLI CHE DIFENDONO LA FEDE CRISTIANA.
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giovedì 5 maggio 2011
lunedì 22 novembre 2010
GESU’ E’ STATO CIRCONCISO MA I CATTOLICI LO IGNORANO!
GESU’ E’ STATO CIRCONCISO MA I CATTOLICI LO IGNORANO!
GESU’ E’ STATO CIRCONCISO MA I CATTOLICI LO IGNORANO!
Don Gabriele Pedrina direttore Centro padovano comunicazione sociale della Diocesi di Padova,
è davvero ignorante in Vangelo e fede cristiana, dichiara che i Vangeli non parlano della circoncisione di Gesù:
“Approfittando del fatto che i vangeli non parlano della circoncisione di Gesù, il regista racconta che Maria chiese a Giuseppe di non circonciderlo per risparmiargli una inutile violenza.”
http://www.saledellacomunita.it/sale_della_comunita/news___mediacenter/00002384_Cosa_ti_dice_il_cuore.html
Invece il Vangelo parla della circoncisione di Gesù chiaramente:
GESU’ E’ STATO CIRCONCISO
Riguardo la circoncisione di Gesù, non esiste nemmeno con la più grande fantasia ed immaginazione, che genitori ebrei
non facevano circoncidere il figlio, la circoncisione è il segno dell’alleanza di Dio con il suo popolo, l’incirconciso era considerato impuro,
ed estraneo al popolo eletto. Per essere ebrei e frequentare la Sinagoga ed il Tempio gli uomini ebrei dovevano circoncidersi.
Un Gesù incirconciso non sarebbe ebreo, non potrebbe recarsi in Sinagoga ed al Tempio, non potrebbe essere maestro, profeta per gli ebrei,
e assolutamente non potrebbe essere il Messia Figlio di Dio.
Quindi questa invenzione di un Gesù incirconciso è davvero demenziale.
Dai Vangeli sapiamo che i genitori di Gesù erano osservanti della Legge, e si recavano ogni anno a Gerusalemme per il rito pasquale.
Maria e Giuseppe erano religiosi ed osservanti e vediamo che rispettano tutti i riti religiosi; Luca 2: 39.
Maria e Giuseppe fecerò circoncidere Gesù e poi lo presentarono al tempio; Luca 2: 21-24.
Maria e Giuseppe essendo osservanti educarono Gesù nell’osservanza della legge, e Gesù obbediva; Luca 2: 51.
https://sites.google.com/site/centroantiblasfemia/Home/-io-sono-con-te-di-guido-chiesa-un-film-contro-la-sacra-famiglia
La circoncisione di Gesù è ben documentata in Luca 2: 21-24
Quando furon passati gli otto giorni prescritti per la circoncisione, gli fu messo nome Gesù,
come era stato chiamato dall’angelo prima di essere concepito nel grembo della madre.
Quando venne il tempo della loro purificazione secondo la Legge di Mosè, portarono il bambino a Gerusalemme per offrirlo al Signore,
come è scritto nella Legge del Signore: ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore;
e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o di giovani colombi, come prescrive la Legge del Signore
https://sites.google.com/site/lesacrescritture/Home/il-vangelo-secondo-l-ateo-guido-choiesa
Circoncisione di Gesù
Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.
La circoncisione di Gesù è un evento narrato dal Vangelo secondo Luca (2,21): otto giorni dopo la sua nascita, Gesù venne circonciso secondo la prassi ebraica della Milah.
L’evento viene ricordato dalla Chiesa ortodossa con la corrispondente festa liturgica celebrata il 1º gennaio del calendario giuliano, corrispondente al 14 gennaio dell’universale calendario gregoriano.
La Festa della Circoncisione di Nostro Signore è una celebrazione religiosa nell’ottavo giorno dopo la nascita di Gesù.
È osservato come il giorno in cui Gesù fu circonciso, come da tradizione ebraica, e in cui ricevette il nome di “Gesù” che deriva dalla lingua ebraica, in cui significa “salvezza” o “salvatore”.[1] [2] Per i credenti, è una festa che celebra non soltanto Gesù, il “Donatore della Torah“, ma anche la prima volta che Gesù donò il sangue per l’umanità. Tutto ciò dimostra non soltanto l’obbedienza di Gesù a Dio, ma anche la profezia della Risurrezione di Gesù. Il giorno di festa è celebrato dalla Chiesa ortodossa, dalla Chiesa cattolica e da alcune chiese della comunione anglicana il 1º gennaio[3] (o il 14 gennaio, che corrisponde al 1º gennaio del tradizionale Calendario Giuliano per coloro che continuano a usarlo).[4]
Anche le Chiese ortodosse orientali celebrano questa festa il 1º gennaio o del Calendario Gregoriano o del Calendario Giuliano, a seconda di quale venga utilizzato in ogni chiesa. In Russia, il giorno della Circoncisione (14 gennaio secondo il Calendario Gregoriano nei secoli XX e XXI) è conosciuto come il “Nuovo Vecchio Anno”, perché prima del 1918 era il giorno di Capodanno. La festa è celebrata con una veglia notturna, e i festeggiamenti sono combinati con quelli per San Basilio Magno. Dopo la liturgia, i russi ortodossi spesso celebrano il nuovo anno.
La Festa della Circoncisione era precedentemente celebrata dalla Chiesa cattolica come festa di precetto.[5] Come gli Ortodossi orientali, i cattolici ancora celebrano questa festa sotto questo nome, ma molti cattolici, con la riforma portata dal Concilio Vaticano II, celebrano il 1º gennaio la Solennità di Maria, la Madre di Dio, pur rimanendo festa di precetto. In questo giorno si celebrano attualmente entrambe le ricorrenze, oltre all’Ottavo giorno dopo Natale, e la liturgia include elementi di riflessione su tutte e tre le festività.
Note
^ Luke 2:21 (King James Version) “Quando furono compiuti gli otto giorni prescritti per la circoncisione, gli fu messo nome GESU’, come era stato chiamato dall’angelo pria che fosse concepito nel grembo”.
^ Catholic Encyclopedia: Feast of the Circumcision
^ Greek Orthodox Archdiocese calendar of Holy Days
^ Russian Orthodox Church, Patriarchate of Moscow
^ Liguorian, luglio-Agosto 2007
http://it.wikipedia.org/wiki/Circoncisione_di_Ges%C3%B9
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Riccardo Pacifici presidente comunità ebraica romana:
GUIDO CHIESA SBAGLIA GESU’ FU CIRCONCISO
Strano fare un film in cui si mostra Gesu’ come un bambino ebreo non circonciso”. Riccardo Pacifici, presidente della Comunita’ ebraica romana, commenta la scelta del regista Guido Chiesa nel film ‘Io sono con te’, oggi in concorso al Festival internazionale di Roma. Nella pellicola, Chiesa racconta una storia di Maria di Nazareth particolare, dove la Madonna viene vista come una ‘rivoluzionaria’ che disubbidisce alle regole della comunita’ israelitica e, prima fra tutte, quella della circoncisione imposta ai neonati all’ottavo giorno di vita.
“Fino agli anni ‘80 il capodanno era celebrato come il giorno della circoncisione di Cristo spiega ancora Pacifici che veniva appunto entro otto giorni dalla nascita. Il capodanno era considerato la notte della veglia della circoncisione del neonato”. (AGI) Cau
http://www.agi.it/spettacolo/festival–del-cinema-di-roma-2010/elenco-notizie/201011031800-spe-rt10304-roma_film_fest_pacifici_guido_chiesa_sbaglia_gesu__fu_circonciso
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http://antiblasfemia.altervista.org/
GESU’ E’ STATO CIRCONCISO MA I CATTOLICI LO IGNORANO!
Don Gabriele Pedrina direttore Centro padovano comunicazione sociale della Diocesi di Padova,
è davvero ignorante in Vangelo e fede cristiana, dichiara che i Vangeli non parlano della circoncisione di Gesù:
“Approfittando del fatto che i vangeli non parlano della circoncisione di Gesù, il regista racconta che Maria chiese a Giuseppe di non circonciderlo per risparmiargli una inutile violenza.”
http://www.saledellacomunita.it/sale_della_comunita/news___mediacenter/00002384_Cosa_ti_dice_il_cuore.html
Invece il Vangelo parla della circoncisione di Gesù chiaramente:
GESU’ E’ STATO CIRCONCISO
Riguardo la circoncisione di Gesù, non esiste nemmeno con la più grande fantasia ed immaginazione, che genitori ebrei
non facevano circoncidere il figlio, la circoncisione è il segno dell’alleanza di Dio con il suo popolo, l’incirconciso era considerato impuro,
ed estraneo al popolo eletto. Per essere ebrei e frequentare la Sinagoga ed il Tempio gli uomini ebrei dovevano circoncidersi.
Un Gesù incirconciso non sarebbe ebreo, non potrebbe recarsi in Sinagoga ed al Tempio, non potrebbe essere maestro, profeta per gli ebrei,
e assolutamente non potrebbe essere il Messia Figlio di Dio.
Quindi questa invenzione di un Gesù incirconciso è davvero demenziale.
Dai Vangeli sapiamo che i genitori di Gesù erano osservanti della Legge, e si recavano ogni anno a Gerusalemme per il rito pasquale.
Maria e Giuseppe erano religiosi ed osservanti e vediamo che rispettano tutti i riti religiosi; Luca 2: 39.
Maria e Giuseppe fecerò circoncidere Gesù e poi lo presentarono al tempio; Luca 2: 21-24.
Maria e Giuseppe essendo osservanti educarono Gesù nell’osservanza della legge, e Gesù obbediva; Luca 2: 51.
https://sites.google.com/site/centroantiblasfemia/Home/-io-sono-con-te-di-guido-chiesa-un-film-contro-la-sacra-famiglia
La circoncisione di Gesù è ben documentata in Luca 2: 21-24
Quando furon passati gli otto giorni prescritti per la circoncisione, gli fu messo nome Gesù,
come era stato chiamato dall’angelo prima di essere concepito nel grembo della madre.
Quando venne il tempo della loro purificazione secondo la Legge di Mosè, portarono il bambino a Gerusalemme per offrirlo al Signore,
come è scritto nella Legge del Signore: ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore;
e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o di giovani colombi, come prescrive la Legge del Signore
https://sites.google.com/site/lesacrescritture/Home/il-vangelo-secondo-l-ateo-guido-choiesa
Circoncisione di Gesù
Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.
La circoncisione di Gesù è un evento narrato dal Vangelo secondo Luca (2,21): otto giorni dopo la sua nascita, Gesù venne circonciso secondo la prassi ebraica della Milah.
L’evento viene ricordato dalla Chiesa ortodossa con la corrispondente festa liturgica celebrata il 1º gennaio del calendario giuliano, corrispondente al 14 gennaio dell’universale calendario gregoriano.
La Festa della Circoncisione di Nostro Signore è una celebrazione religiosa nell’ottavo giorno dopo la nascita di Gesù.
È osservato come il giorno in cui Gesù fu circonciso, come da tradizione ebraica, e in cui ricevette il nome di “Gesù” che deriva dalla lingua ebraica, in cui significa “salvezza” o “salvatore”.[1] [2] Per i credenti, è una festa che celebra non soltanto Gesù, il “Donatore della Torah“, ma anche la prima volta che Gesù donò il sangue per l’umanità. Tutto ciò dimostra non soltanto l’obbedienza di Gesù a Dio, ma anche la profezia della Risurrezione di Gesù. Il giorno di festa è celebrato dalla Chiesa ortodossa, dalla Chiesa cattolica e da alcune chiese della comunione anglicana il 1º gennaio[3] (o il 14 gennaio, che corrisponde al 1º gennaio del tradizionale Calendario Giuliano per coloro che continuano a usarlo).[4]
Anche le Chiese ortodosse orientali celebrano questa festa il 1º gennaio o del Calendario Gregoriano o del Calendario Giuliano, a seconda di quale venga utilizzato in ogni chiesa. In Russia, il giorno della Circoncisione (14 gennaio secondo il Calendario Gregoriano nei secoli XX e XXI) è conosciuto come il “Nuovo Vecchio Anno”, perché prima del 1918 era il giorno di Capodanno. La festa è celebrata con una veglia notturna, e i festeggiamenti sono combinati con quelli per San Basilio Magno. Dopo la liturgia, i russi ortodossi spesso celebrano il nuovo anno.
La Festa della Circoncisione era precedentemente celebrata dalla Chiesa cattolica come festa di precetto.[5] Come gli Ortodossi orientali, i cattolici ancora celebrano questa festa sotto questo nome, ma molti cattolici, con la riforma portata dal Concilio Vaticano II, celebrano il 1º gennaio la Solennità di Maria, la Madre di Dio, pur rimanendo festa di precetto. In questo giorno si celebrano attualmente entrambe le ricorrenze, oltre all’Ottavo giorno dopo Natale, e la liturgia include elementi di riflessione su tutte e tre le festività.
Note
^ Luke 2:21 (King James Version) “Quando furono compiuti gli otto giorni prescritti per la circoncisione, gli fu messo nome GESU’, come era stato chiamato dall’angelo pria che fosse concepito nel grembo”.
^ Catholic Encyclopedia: Feast of the Circumcision
^ Greek Orthodox Archdiocese calendar of Holy Days
^ Russian Orthodox Church, Patriarchate of Moscow
^ Liguorian, luglio-Agosto 2007
http://it.wikipedia.org/wiki/Circoncisione_di_Ges%C3%B9
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Riccardo Pacifici presidente comunità ebraica romana:
GUIDO CHIESA SBAGLIA GESU’ FU CIRCONCISO
Strano fare un film in cui si mostra Gesu’ come un bambino ebreo non circonciso”. Riccardo Pacifici, presidente della Comunita’ ebraica romana, commenta la scelta del regista Guido Chiesa nel film ‘Io sono con te’, oggi in concorso al Festival internazionale di Roma. Nella pellicola, Chiesa racconta una storia di Maria di Nazareth particolare, dove la Madonna viene vista come una ‘rivoluzionaria’ che disubbidisce alle regole della comunita’ israelitica e, prima fra tutte, quella della circoncisione imposta ai neonati all’ottavo giorno di vita.
“Fino agli anni ‘80 il capodanno era celebrato come il giorno della circoncisione di Cristo spiega ancora Pacifici che veniva appunto entro otto giorni dalla nascita. Il capodanno era considerato la notte della veglia della circoncisione del neonato”. (AGI) Cau
http://www.agi.it/spettacolo/festival–del-cinema-di-roma-2010/elenco-notizie/201011031800-spe-rt10304-roma_film_fest_pacifici_guido_chiesa_sbaglia_gesu__fu_circonciso
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LA VITA DI MARIA SECONDO IL CORANO
LA VITA DI MARIA SECONDO IL CORANO
TESTI MARIANI DEL CORANO
Le sure che contengono il più gran numero di elementi mariani sono la 19, la 3 e la 5:
- La sura 19, chiamata "di Maria", si compone di 98 versetti e si divide in due parti: i versetti 1-56 riguardano i profeti Zaccaria, Maria, Abramo, Mosè, Idris; i versetti 57-98 contengono una parte parenetica e comminatoria contri coloro che associano altri dei al "Misericordioso";
- La sura 3 detta "della Famiglia di Imran" comprende 200 versetti ed è ricca di elementi cristologici e contiene molti elementi che riguardano la generazione e la missione di Gesù.
- Gli episodi della vita di Maria che il Corano conosce sono cinque: 1. Natività di Maria; 2. Ritiro nel Tempio; 3. L’Annunciazione; 4. Il parto; 5. Difesa da una atroce calunnia.
LA NASCITA DI MARIA
Dalla sura 3:
33. Dio ha eletto Adamo e Noè e la gente di Abramo e la gente di Imran sopra il creato,
34. progenie dopo progenie. E Dio ascolta e conosce.
35. Rammenta quanto la moglie di Imran disse: "Signore mio, io voto a te ciò che è nel mio seno; sarà libero dal mondo e dato a te; accettalo, tu che sei Colui che ascolta e conosce!"
36. Quando l’ebbe partorita disse: "Signore mio, ho partorito una femmina! Ma Dio sapeva meglio di lei chi aveva partorito. E il maschio non è come la femmina. L’ho chiamata Maria, la raccomando a te, lei e la sua progenie, contro Satana, il reietto".
37. Il Signore l’accetto, d’accettazione buona, la fece crescere rigogliosa e l’affido a Zaccaria.
Spiegazione
- Protagonista del racconto è la moglie di Imran, capostipite della famiglia. Il Corano ignora il nome di Gioacchino e non pronuncia mai il nome di Anna:
- Imran è inserito nell’elenco degli eletto accanto ad Adamo, Noè e Abramo e forse il Corano lo confonde con Amram padre di Mosè e di Aronne (Es 6,20), confondendo anche Myriam figlia di Amram e sorella di Aronne, con Maria, madre di Gesù. Solo più tardi gli autori musulmani chiamano Gioacchino ed Anna col loro nome, attingendo chiaramente alle fonti cristiane e affermando categoricamente che la sura parla di Maria madre di Gesù;
- "Maria" vuol dire per i musulmani "devota", "pia";
- Viene confermata nel versetto 37 la protezione di Dio sulla neonata bambina. Egli la farà crescere mirabilmente, somministrandole il necessario perché diventi adulta e matura e progredisca nella bontà, castità e obbedienza, tutta dedita agli esercizi di pietà.
IL RITIRO DI MARIA NEL TEMPIO
Ne parlano le sure 19 e 3:
Sura 19:
16. Rammenta nel libro di Maria, quando si appartò dalla sua gente, in un luogo ad oriente,
17. e prese di fronte a loro il velo.
Sura 3:
37. Il Signore…l’affidò a Zaccaria. Ogniqualvolta Zaccaria entrava da lei nel mihrab, vi trovava del cibo e chiedeva: "O Maria, donde hai questo?" Gli rispondeva: "Proviene da Dio. Poiché Dio sostenta chi vuole, senza misura".
42. Rammenta ancora quando gli angeli dissero a Maria: "O Maria, Dio ti ha scelto e ti ha reso pura e ti ha eletta al di sopra delle donne dell’universo!
43. O Maria, sii devota verso il tuo Signore, prostrati e inchinati con quelli che si inchinano".
44. Questo è un segreto che ti riveliamo, perché non eri con loro quando essi gettavano le loro canne per sapere a chi Maria sarebbe stata affidata, e non eri presente durante la disputa.
Spiegazione
- Luogo ad oriente è da identificarsi con il Mihrab della sura 3 e sarebbe una costruzione annessa al Tempio e destinata ad abitazione;
- E’ Maria che si ritira nel Tempio, adempiendo il voto della madre;
- il velo "higiab" ha un significato spirituale: Dio protegge la solitudine di Maria e ne favorisce la riservatezza e il pudore, sottraendola agli sguardi indiscreti:
- E’ Zaccaria che ha il compito di custodire e proteggere Maria, compito impegnativo e onorifico toccato a lui dopo aver vinto una sfida contro altri pretendenti;
- le canne tirate: l’episodio non si trova nemmeno nei libri apocrifi. Secondo alcuni studiosi musulmani si sarebbe trattato di dare un sostituto a Zaccaria, divenuto vecchio e malato; secondo altri riguarderebbe la discussione di 27 pretendenti, che alla fine si sarebbero recati sulle sponde del fiume Giordano e vi avrebbero gettato i propri calami, quelli con cui scrivevano la Torà. L’unico che sarebbe riaffiorato dalle acque sarebbe stato quello di Zaccaria.
- Maria visse lunghi anni nel Mihrab. Copiosamente provveduta da Dio veniva da lui prodigiosamente nutrita, stava in compagnia degli angeli e di Gabriele il cui compito era quello di farle prendere coscienza della sua dignità e della sua posizione nel disegno di salvezza, della sua predestinazione e della sua eminente dignità.
L’ANNUNCIAZIONE
Ne parlano le sure 19 e 3:
Sura 19:
17…..Noi le inviammo il nostro Spirito, che le apparve in tutto simile ad un uomo.
18. Essa disse:"Mi protegga da te il Misericordioso, se di Dio non sei timoroso!".
19. Rispose: "Altro non sono che un messaggero del tuo Signore, per donarti un fanciullo puro".
20. Essa disse: "Come avrò un figlio, se nessun uomo mi ha toccata, né sono una donna dissoluta?"
21. Egli rispose: "Così vuole il tuo Signore, che dice: Questa è cosa facile per me. Faremo inoltre di lui un segno per gli uomini, un atto della nostra clemenza. E’ una cosa decretata!"
Sura 3:
45. E quando gli angeli dissero a Maria: "O Maria, Dio ti annuncia il suo Verbo, il cui nome è il Messia, Gesù figlio di Maria, eminente in questo mondo e nell’altro e tra i più favoriti.
46. Egli parlerà agli uomini in culla e da adulto e sarà uno dei buoni".
47. Rispose (Maria): "Signore mio, come potrei avere un figlio, se nessun uomo mi ha toccata?" Rispose (l’Angelo): "Dio crea ciò che vuole, quando egli decide una cosa, egli non ha altro da dire: Sii, ed essa è!
48. Egli gli insegnerà il Libro, la saggezza, la Torà e il Vangelo,
49. e sarà il suo messaggero presso i figli di Israele, ai quali dirà: Io vi porto un segno del vostro Signore: vi foggerò un uccello con del fango e soffierò sopra e diventerà, con il permesso di Dio, un uccello. Guarirò pure, col permesso di Dio, il cieco nato ed il lebbroso, e risusciterò i morti. Vi svelerò inoltre ciò che mangiate e le provviste che tenete nelle vostre case. Tutto questo sarà un segno per voi, se siete dei credenti.
50. Io sono venuto per confermare la Torà e permettervi l’uso di certe cose, che vi erano state interdette. Vengo a voi con un segno del vostro Signore. Temete Dio ed ubbiditemi.
51. Dio è davvero mio e vostro Signore: adoratelo, questa è la retta via".
Spiegazione
- Lo spirito di cui si parla non è lo Spirito Santo, ma uno spirito angelico identificato dagli esegeti con Gabriele;
- Obiettivo dell’annuncio è la nascita di un figlio chiamato "Verbo", termine che per gli esegeti musulmani vuol dire "Fiat", cioè l’imperativo categorico col quale Dio ha fatto venire all’esistenza Gesù, figlio di Maria;
- Maria mostra sorpresa e invoca la sua verginità, ma l’angelo le dice che tutto è volontà di Dio, per cui non può non accettare una cosa da lui decretata;
- L’angelo Gabriele si sarebbe presentato a Maria nel giorno più lungo e più caldo dell’anno, mentre si trovava fuori del Mihrab. Le versioni, circa i motivi per cui era fuori, sono tre:
a) Per prendere una boccata d’aria fresca sul lato orientale del Tempio;
b) Per purgarsi in un fresco bagno dalle sue regole;
c) Per attingere l’acqua da una fontana, all’interno di una grotta;
- Gabriele si presenta a Maria come un giovane gagliardo, imberbe, luminoso, attraente, con capelli neri e ricciuti, tratto elegante e dignitoso, in modo da colpire la sensibilità di Maria e influire su tutto il suo essere;
- In che modo Maria resta incinta? Alcuni autori dicono che Gabriele soffiò dentro la manica e la fessura della tunica e quando Maria se ne rivestì, l’umidità del soffio raggiunse il suo grembo e lo rese fecondo. Altri commentatori pensano a Gabriele che soffia direttamente nella bocca di Maria e il soffio angelico penetra e rende fecondo il seno verginale di lei.
- Il primo ad accorgersi che Maria è incinta è suo cugino e compagno di lavoro nel Tempio, Giuseppe il falegname che notò subito la stanchezza, la magrezza e il pallore di lei e ne ebbe scandalo; pur riconoscendo le virtù e volendone tutelare l’innocenza, egli fu tentato di disfarsene ed ucciderla. A rassicurare Giuseppe fu Gabriele ma anche Gesù stesso che il giorno della sua nascita, gli spiega quello che è successo in Maria per opera di Dio;
- Al momento dell’annunciazione Maria aveva 17 anni per alcuni, per altri 13 o addirittura 10 anni. In ogni caso ella avrebbe sperimentato soltanto due volte il fenomeno delle mestruazioni. Quando era sola, durante la gestazione, si intratteneva con Gesù, ancora chiuso nel suo grembo, in amorosi e reciproci colloqui.
IL PARTO DI MARIA
Ne parla la sura 19:
22. Essa lo concepì e si appartò in una località lontana.
23. I dolori del parto la costrinsero a rifugiarsi presso il tronco di una palma, ove esclamò: "Fossi morta prima che avvenisse, e fossi del tutto dimenticata!".
24. Da sotto le pervenne una voce: "Non rattristarti, il tuo Signore ha posto ai tuoi piedi un ruscello.
25. Scuoti verso di te il tronco della palma, che farà cadere su di te datteri maturi.
26. Mangiane, bevi e consolati. Qualora vedessi qualche uomo, digli: "Ho votato al Misericordioso di digiunare e non parlerò oggi con alcun uomo".
Spiegazione
- Il luogo del parto, non sarebbe una città ben precisa, né una stalla o una grotta, ma esso sarebbe avvenuto all’aperto, vicino ad una palma;
- I dolori del parto: il lamento di Maria è sorprendente e sconcertante, ma il Corano non precisa se si tratta di dolore fisico o morale. Secondo alcuni commentatori musulmani si tratta di dolore morale e quindi il Corano affermerebbe la verginità nel parto di Maria;
- Maria difesa dal figlio: il neonato interviene a consolare la madre, invitandola a cibarsi dei datteri e a dissetarsi ad una sorgente fatta scaturire da Dio ai suoi piedi;
- Il giorno della nascita: secondo alcuni commentatori sarebbe un giorno d’inverno, la 24esima notte di dicembre, un mercoledì;
- Quando è avvenuto il parto? Le opinioni degli esegeti sono contrastanti. La nascita sarebbe avvenuta:
a) dopo la normale gestazione di nove mesi;
b) al settimo o al sesto mese di gravidanza;
c) in sole tre ore: concepimento, formazione del corpo e nascita sarebbero avvenute di seguito, alla distanza di un’ora l’uno dall’altra;
d) in un’ora soltanto: concepimento, formazione del corpo e nascita sarebbero avvenute all’ora del tramonto. Maria avrebbe avvertito in anticipo i sintomi del parto e per pudore si sarebbe allontanata dalla casa, fuggendo verso Oriente, in una località distante dalla sua abitazione;
- La palma sarebbe stata un tronco arido, privo di chioma e di frutti, prodigiosamente rinverdito e caricato di datteri al momento del parto;
- Appena nato Gesù, gli idoli si trovarono ovunque rovesciati a terra e tutti i demoni provarono un indicibile spavento. Satana stesso andò in giro per rendersi conto del fatto, ma passando vicino al luogo dove Gesù era nato, non potè accorgersi di nulla, perché gli angeli si erano stretti in cerchio attorno a Maria per proteggere il neonato bambino, toccando con le spalle il limitare del cielo e con i piedi i confini della terra.
LA DIFESA DA UN’ATROCE CALUNNIA
Ne parla solo la sura 19:
27. Lo portò quindi presso la sua gente. Quelli le dissero: "O Maria, che strana cosa hai fatto?
28. O sorella di Aronne, tuo padre non fu mai malvagio, né tua madre dissoluta!".
29. Essa lo additò. E quelli dissero: "Dobbiamo parlare con chi è ancora nella culla bambino?"
30. Disse (il bambino): "Sono il servo di Dio, che mi ha dato il libro e mi ha costituito profeta.
31. Mi ha anche benedetto ovunque mi trovi e mi ha ingiunto la preghiera e l’elemosina, finché sarò in vita,
32 e di essere ossequiente verso mia madre, e non mi ha fatto superbo né ribelle.
33. La pace sia con me il giorno in cui sono nato, nel giorno della mia morte, e nel giorno in cui sarò resuscitato a vita.
Spiegazione
- Maria ritorna a casa dopo il parto e la reazione dei suoi parenti è indignata a vederla con un bambino senza essere sposata;
- L’intervento di Gesù è sbalorditivo: la sua è una confutazione indiretta, ma che rende giustizia all’innocenza della madre, così come Dio ne aveva dimostrato la rettitudine con una sua particolare provvidenza al momento del parto;
- Il prodigioso bambino si rivela subito come "servo" (‘Abd) e come "messaggero" (Rasul) di Dio.
III. IL PROFILO SPIRITUALE DI MARIA NEL CORANO
MARIA SEGNO (AYAT) PER L’UNIVERSO
Sono due i luoghi coranici in cui Maria è presentata come Ayat o "segno":
Sura 21:
91. Rammenta pure colei che preservò la sua verginità, si che alitammo in lei il nostro spirito, e facemmo di lei e di suo figlio un segno per l’universo.
Sura 23:
50. Facemmo pure del figlio di Maria e di sua madre un segno e demmo loro ricovero su una altura tranquilla e irrigata di fonti.
Spiegazione
- Ayat ricorre 360 volte nel Corano con significati diversi, ma con un denominatore comune che è questo: segno di riconoscimento dato da Dio per far cogliere un suo intervento volto ad attirare alla fede o a promuovere il benessere anche temporale, come la giustizia e la pace, tra gli uomini. Nel caso di Maria, al pari di Gesù, il termine esprime e manifesta un intervento eccezionale della sapienza e della onnipotenza di Dio che si concretizza, sul piano della realtà storica, in prerogative speciali concesse a Maria.
- Queste prerogative sono quattro:
1. La predestinazione di Maria
Sura 3:
9. O Maria, Dio ti ha scelta (istafaki)…al di sopra delle donne dell’universo
Questa frase è posta in bocca agli angeli che conversano con lei nel Mihrab. Prove di questa predestinazione sono:
- la sua discendenza da stirpe privilegiata;
- la sollecitudine di Dio per la sua vita interiore;
- la sua accoglienza nel Tempio, malgrado fosse donna;
- il suo affidamento a Zaccaria;
- la fornitura di cibo da parte degli angeli e la sua familiarità con essi;
- il sostegno al suo parto;
- la difesa della sua innocenza dalle calunnie;
- la riserva per lei e Gesù di una amena collina per passarvi gli ultimi giorni.
2. La purificazione di Maria
Sura 3:
42. O Maria, Dio ti ha scelta e ti ha resa pura, al di sopra delle donne dell’universo
Il termine usato è "Tahhara" che vuol dire: purificare, purgare, disinfettare da:
- macchia legale, da far sparire con un’oblazione rituale;
- macchia fisiologica, derivante dal fenomeno periodico delle regole, dei rapporti sessuali o dalla semplice soddisfazione dei bisogni naturali;
- macchia religiosa, derivante dal culto idolatrico, frequentazione degli infedeli ed empi, ecc.;
- macchia morale, derivante da turpitudini e azioni immonde ecc.
L’applicazione a Maria è da intendersi non solo in senso fisiologico, come assenza di ogni contatto carnale e permanenza della verginità, ma soprattutto in senso religioso in quanto Dio ne irradiò l’animo di tanta luce interiore da impedire in lei ogni macchia di idolatria e in senso morale, in quanto Dio ne rettificò la volontà e le altre potenze contro ogni perversa inclinazione, così da renderla esemplare di onestà e di rettitudine.
- Per descrivere questo stato di Maria, il Corano non usa il termine "Qiddisa" = santa, ma il vocabolo "Siddiqua" che vuol dire: credente, giusto, fedele, virtuoso, sinonimo, quindi di "Salih", buono, santo e giusto. Dice la sura 5:
75. Il Messia, figlio di Maria, altro non è che un apostolo, preceduto da altri apostoli, e sua madre era una Siddiqua.
- Ma che purificazione è? Secondo alcuni esegeti che si avvalgono di un Hadith riferito a Maometto, solo Gesù e Maria sono stati preservati dal "tocco di Satana" al momento della loro rispettiva nascita. Secondo questo Hadith ogni neonato, al momento di lasciare il grembo materno, emette uno strillo perché Satana lo tocca con un dito, lo comprime una o due volte, lo colpisce con un dardo. Nel caso di Gesù e Maria, il colpo satanico andò a vuoto perché invece di colpire la loro persona, colpì il velo che li proteggeva. Alcuni autori cattolici, leggono in questo evento l’esenzione di Maria dal peccato originale (Roschini), percependovi un eco del dogma cattolico dell’Immacolata Concezione (Haddad).
3. La maternità di Maria
Secondo il Corano, la maternità di Maria è una maternità:
- vera: Gesù è detto per ben 23 volte "figlio di Maria";
- fisica: cioè con vero concepimento (19,22); parto reale (19,23) e cure materne per il figlio (19,27);
- verginale:
a) verginità prima del parto: Gesù è detto "figlio di Maria" senza riferimento ad alcun padre (3,41; 19,20); Maria è descritta come segregata dal mondo, fisicamente vergine al momento dell’annunciazione e la formazione di Gesù nel suo grembo, è paragonata dal Corano alla creazione di Adamo (3,59; 21,91; 3,47);
b) verginità nel parto: sebbene non risulti dal Corano, molti commentatori interpretano i dolori di Maria nel parto come dolori morali e non fisici, affermando implicitamente il parto verginale;
c) verginità dopo il parto: non è affermata chiaramente, ma può essere dedotta dalla convergenza di più indizi coranici: silenzio ermeneutico intorno ad uno sposo; le esimie qualità morali e le nobili disposizioni d’animo di Maria, che lasciano pensare che ella non agì mai contro quelle abitudini di pudore, riservatezza e gelosa custodia della sua verginità, più volte esaltate dal Corano;
- non divina: per il semplice fatto che Gesù non è Dio. Il Corano nega assolutamente questa possibilità, come nega l’esistenza della Trinità, affermando sempre l’assoluta unicità della persona di Dio:
Sura 6:
101. Creatore nuovissimo dei cieli e della terra, come potrebbe avere un figlio, se non ha una Sahiba (Compagna) e se è lui solo che ha creato tutte le cose?
Sura 4:
171. O gente del Libro, non eccedete nella vostra religione, né dite, riguardo a Dio, se non la verità. Certo il Messia Gesù figlio di Maria, è l’apostolo di Dio, il suo Verbo, che egli gettò in Maria, e suo Spirito. Credete dunque in Dio e nei suoi apostoli, e non dite tre! Smettetela, sarà certo meglio per voi. Dio è l’unico. Lontano dalla sua gloria che egli abbia un figlio! A lui appartiene ciò che è nei cieli e sulla terra, e basta Dio per protettore!.
4. La suprema dignità di Maria
Il Corano riconosce a Maria una suprema dignità, espressa già nel versetto citato della sura 3:
42. "O Maria, Dio ti ha scelta e ti ha resa pura, al di sopra delle donne dell’universo (Alamin)".
- Il fatto che Dio scelga, è già elemento di grandissima dignità;
- "al di sopra delle donne dell’universo" mette in rilievo l’elezione di Maria sopra tutte le donne. Il termine "Alamin" ha senso collettivo e designa tutti quanti gli esseri creati: angeli, ginn, uomini, animali, vegetali e minerali. La dignità di Maria è perciò suprema, nel senso che tra le donne nessuna le è superiore, nemmeno Fatima, la figlia del Profeta, né le sue mogli compresa Khadigia;
- La dignità di Maria deriva dalla dignità di Gesù, al quale è intimamente unita. Nel Corano Maria è menzionata 11 volte da sola, ma ben 23 volte in unione con Gesù che è detto: "Cristo figlio di Maria" (5), "Gesù figlio di Maria (13), "Cristo Gesù figlio di Maria (3). Il Corano vede perciò Maria in stretta relazione col figlio e, sempre in relazione a lui, è descritta come madre di "un personaggio illustre", "un profeta", "un apostolo" ecc. Gesù e, quindi, il motivo fondamentale della grandezza di Maria
- Il Corano sembra avere tutti gli elementi per rendere un culto a Maria: culto di venerazione, di invocazione e soprattutto di imitazione, dato che la Madre di Gesù è presentata come "segno" e come "modello" del credente.
MARIA MODELLO (MATHAL) DEI CREDENTI
Il testo coranico che ci interessa è il versetto 12 della sura 66, preceduto dai similari 10 e 11:
10. Dio propose come esempio a quanti credono la moglie di Noè e la moglie di Lot, che erano sottoposte a due dei nostri servitori buoni, ma li tradirono, ed essi non hanno potuto fare nulla per loro presso Dio. Per questo esse si sono sentite dire: "Entrate nel fuoco con quanti vi entrano!".
11. Dio inoltre, propone ad esempio a quanti credono la moglie del Faraone, allorché disse: "Signore mio, edifica a me, presso di te, una casa nel paradiso, salvami dal Faraone e dalla sua opera e liberami dalla gente iniqua".
12. E Maria, figlia di Imran, la quale custodì la propria verginità; sì che noi soffiammo nel suo seno del nostro spirito, ed ella credette nelle parole del suo Signore e nei suoi Libri, e fu una delle devote.
- "Mathal" ricorre spesso nel Corano con sensi diversi quali: esempio - paragone, esempio - similitudine, esempio - parabola, esempio - monito, esempio - modello. Nel versetto 10, va interpretato come "monito" in quanto riguarda la giustizia di Dio che castiga e tormenta ( 2,211 e 2,165). Nei versetti 11 e 12, invece ha il significato di "modello" di fede da seguire e imitare.
- Il versetto 12 indica quali sono le qualità di Maria da imitare: verginità, devozione a Dio, fede autenticamente musulmana. Nel resto del Corano vengono ancora esaltate la fede in Dio (66,12); la fiducia illimitata nella divina provvidenza (19,18); l’abbandono al suo divino volere (3,47); il ricorso istintivo a Dio Misericordioso (3,37); la devozione (66,12); l’integrità dei costumi (5,75); il verginale pudore (21,91); il raccoglimento (19,17); lo spirito di preghiera (3,43); il digiuno (19,26). Da tutto questo si desume che Maria è un perfetto modello del musulmano credente:
1. Maria modello di fede
- Essere credente, significa essere "Muslim" cioè "avere fede in Dio": credere a Lui e in Lui, al suo messaggio salvifico, trasmesso dai suoi inviati:
a) Maria prestò fede alla parola del Signore, aderendo interiormente a Dio senza indecisione o esitazione ma con fermezza, riconoscendo la veracità di Dio e delle verità da Lui rivelate;
b) Maria mantenne per tutta la vita questa fede, accogliendo nella mente e nella volontà tutto quello che Dio si era degnato di comunicare all’uomo lungo tutta la storia della salvezza e nei libri sacri;
c) Maria rivestì la sua fede di tutte le caratteristiche musulmane: sottomissione assoluta al potere sovrano di Dio; dono incondizionato di sé; consegna totale della sua persona, anima e corpo, a lui per attuare i suoi disegni.
2. Maria modello di religiosità
La sura 5 proclama:
110. O Gesù, figlio di Maria, ricordati del mio favore verso di te e verso la madre tua.
- Il richiamo alla benevolenza divina è fatto spesso dal Corano in senso collettivo: agli uomini (35,3); ai figli di Israele (2,47); ai seguaci del profeta (5,7). In termini individuali esso è fatto soltanto per Gesù e Maria.
- Maria ha corrisposto pienamente all’amore gratuito di Dio, mostrandosi sempre religiosa e devota verso di lui. Espressioni di questa perfetta religiosità sono:
a) fu votata a Dio prima della sua nascita e appena nata, Dio la fornì della sua speciale assistenza;
b) visse e si mantenne sempre alla presenza di Dio e nel suo perenne ricordo, facendo di questo un programma di vita e la principale occupazione della sua giornata;
c) visse nella preghiera, seguendo la raccomandazione degli angeli: "O Maria, sii devota verso il tuo Signore, prostrati e chinati con quelli che si inchinano" (3,43);
- praticò il digiuno che Maometto le raccomandò: "Quando vedrai qualche uomo dirgli: Ho votato al Misericordioso di digiunare e non parlerò oggi con nessun uomo" (16,26).
3. Maria modello della donna musulmana
Affascinato dalla verginità di Maria, Maometto ha avuto la delicatezza di farla muovere in un’atmosfera satura di pudore, castigatezza, riservatezza, vedendo in lei il modello perfetto e l’ideale della donna musulmana che deve:
- vivere in accordo e armonia dentro la sua casa (33,23);
- indugiare in luoghi appartati (33,35);
- non mostrarsi in pubblico se non velata o ricoperta dei propri mantelli (33,39) mentre può intrattenersi liberamente con i propri familiari (33,54);
- evitare la familiarità con gli estranei e conversare con loro solo attraverso una cortina o una tenda (33,53).
4. Maria è solo una creatura e non una dea
Il Corano afferma che Maria è una creatura umana, madre di Gesù e non madre di Dio e perciò priva di qualsiasi titolo che possa legarla in qualche modo alla divinità unica e inaccessibile (61).
IV. MARIA NELLA TRADIZIONE ISLAMICA
La tradizione islamica, ha assunto senza alterazioni il dato coranico su Maria, pur cercando di chiarirlo, completarlo e spiegarlo.
I COMMENTATORI DEL CORANO
I commentatori cercano di completare i dati relativi alla vita di Maria, attingendo anche a fonti cristiane, sia Vangeli canonici che libri apocrifi. Il grande commentatore coranico Tafani (+923) dedica, per esempio, una bellissima pagina ricca di poesia al dialogo tra Maria e Giuseppe, ne momento in cui questi si accorge che Maria è Madre. Altri commentatori aggiungono via via la Fuga in Egitto, le Nozze di Cana, l’Apparizione del Figlio a Maria dopo la sua "elevazione" al cielo e non tralasciano nemmeno di parlare della morte di Maria, avvenuta esattamente otto anni dopo l’Elevazione di Gesù, all’età di 51 anni.
Tutti i commentatori aggiungono i dettagli più inverosimili alla vita di Maria, convinti come sono della grandiosa figura di Lei, così come risulta dal Corano.
I TEOLOGI MUSULMANI
1. Essi sottolineano i privilegi e le virtù di Maria. Il teologo Baidawi (+ 1291) formula, ad esempio, una lista divenuta classica dei privilegi concessi da Dio a Maria:
- Fu accettata al servizio del Tempio pur essendo femmina;
- Fu preservata dall’impurità delle altre donne;
- Fu guidata sulla retta via;
- Conversò familiarmente con gli angeli;
- Fu madre vergine;
- Fu giustificata dal Figlio appena nato, dall’infamante accusa degli Ebrei;
- Divenne un segno per il creato;
- E’ modello della donna.
2. I teologi discutono anche sul ruolo di Maria e cioè su quale posto Ella occupi nella gerarchia degli esseri e se sia profetessa.
a) Circa il posto nella gerarchia degli esseri, tutti considerano Maria la più degna di tutte le donne e la prima di tutte le creature. Due correnti comunque, ordinano in questo modo la gerarchia delle donne:
Khadigia – Aishia – Fatima – Maria;
Maria – Khadigia – Aishia – Fatima.
Altri teologi affermano che Maria, oltre ad essere la prima delle donne, è da considerarsi anche la "Regina del paradiso".
b) Non uniformi sono i pareri sul ruolo di Maria come profetessa. In generale si ritiene che Maria sia una "profetessa" (Nabiya) a cui Dio ha parlato, ma non è una "messa" (Rasula), dato che non è stata "inviata" a nessun popolo in particolare.
ANTONINO GRASSO
Tratto dalla rivista "Laòs" dell'Istituto Superiore di Scienze Religiose "San Luca" di Catania - n°2/2002
http://www.rocciadibelpasso.it/marianelcorano.htm
TESTI MARIANI DEL CORANO
Le sure che contengono il più gran numero di elementi mariani sono la 19, la 3 e la 5:
- La sura 19, chiamata "di Maria", si compone di 98 versetti e si divide in due parti: i versetti 1-56 riguardano i profeti Zaccaria, Maria, Abramo, Mosè, Idris; i versetti 57-98 contengono una parte parenetica e comminatoria contri coloro che associano altri dei al "Misericordioso";
- La sura 3 detta "della Famiglia di Imran" comprende 200 versetti ed è ricca di elementi cristologici e contiene molti elementi che riguardano la generazione e la missione di Gesù.
- Gli episodi della vita di Maria che il Corano conosce sono cinque: 1. Natività di Maria; 2. Ritiro nel Tempio; 3. L’Annunciazione; 4. Il parto; 5. Difesa da una atroce calunnia.
LA NASCITA DI MARIA
Dalla sura 3:
33. Dio ha eletto Adamo e Noè e la gente di Abramo e la gente di Imran sopra il creato,
34. progenie dopo progenie. E Dio ascolta e conosce.
35. Rammenta quanto la moglie di Imran disse: "Signore mio, io voto a te ciò che è nel mio seno; sarà libero dal mondo e dato a te; accettalo, tu che sei Colui che ascolta e conosce!"
36. Quando l’ebbe partorita disse: "Signore mio, ho partorito una femmina! Ma Dio sapeva meglio di lei chi aveva partorito. E il maschio non è come la femmina. L’ho chiamata Maria, la raccomando a te, lei e la sua progenie, contro Satana, il reietto".
37. Il Signore l’accetto, d’accettazione buona, la fece crescere rigogliosa e l’affido a Zaccaria.
Spiegazione
- Protagonista del racconto è la moglie di Imran, capostipite della famiglia. Il Corano ignora il nome di Gioacchino e non pronuncia mai il nome di Anna:
- Imran è inserito nell’elenco degli eletto accanto ad Adamo, Noè e Abramo e forse il Corano lo confonde con Amram padre di Mosè e di Aronne (Es 6,20), confondendo anche Myriam figlia di Amram e sorella di Aronne, con Maria, madre di Gesù. Solo più tardi gli autori musulmani chiamano Gioacchino ed Anna col loro nome, attingendo chiaramente alle fonti cristiane e affermando categoricamente che la sura parla di Maria madre di Gesù;
- "Maria" vuol dire per i musulmani "devota", "pia";
- Viene confermata nel versetto 37 la protezione di Dio sulla neonata bambina. Egli la farà crescere mirabilmente, somministrandole il necessario perché diventi adulta e matura e progredisca nella bontà, castità e obbedienza, tutta dedita agli esercizi di pietà.
IL RITIRO DI MARIA NEL TEMPIO
Ne parlano le sure 19 e 3:
Sura 19:
16. Rammenta nel libro di Maria, quando si appartò dalla sua gente, in un luogo ad oriente,
17. e prese di fronte a loro il velo.
Sura 3:
37. Il Signore…l’affidò a Zaccaria. Ogniqualvolta Zaccaria entrava da lei nel mihrab, vi trovava del cibo e chiedeva: "O Maria, donde hai questo?" Gli rispondeva: "Proviene da Dio. Poiché Dio sostenta chi vuole, senza misura".
42. Rammenta ancora quando gli angeli dissero a Maria: "O Maria, Dio ti ha scelto e ti ha reso pura e ti ha eletta al di sopra delle donne dell’universo!
43. O Maria, sii devota verso il tuo Signore, prostrati e inchinati con quelli che si inchinano".
44. Questo è un segreto che ti riveliamo, perché non eri con loro quando essi gettavano le loro canne per sapere a chi Maria sarebbe stata affidata, e non eri presente durante la disputa.
Spiegazione
- Luogo ad oriente è da identificarsi con il Mihrab della sura 3 e sarebbe una costruzione annessa al Tempio e destinata ad abitazione;
- E’ Maria che si ritira nel Tempio, adempiendo il voto della madre;
- il velo "higiab" ha un significato spirituale: Dio protegge la solitudine di Maria e ne favorisce la riservatezza e il pudore, sottraendola agli sguardi indiscreti:
- E’ Zaccaria che ha il compito di custodire e proteggere Maria, compito impegnativo e onorifico toccato a lui dopo aver vinto una sfida contro altri pretendenti;
- le canne tirate: l’episodio non si trova nemmeno nei libri apocrifi. Secondo alcuni studiosi musulmani si sarebbe trattato di dare un sostituto a Zaccaria, divenuto vecchio e malato; secondo altri riguarderebbe la discussione di 27 pretendenti, che alla fine si sarebbero recati sulle sponde del fiume Giordano e vi avrebbero gettato i propri calami, quelli con cui scrivevano la Torà. L’unico che sarebbe riaffiorato dalle acque sarebbe stato quello di Zaccaria.
- Maria visse lunghi anni nel Mihrab. Copiosamente provveduta da Dio veniva da lui prodigiosamente nutrita, stava in compagnia degli angeli e di Gabriele il cui compito era quello di farle prendere coscienza della sua dignità e della sua posizione nel disegno di salvezza, della sua predestinazione e della sua eminente dignità.
L’ANNUNCIAZIONE
Ne parlano le sure 19 e 3:
Sura 19:
17…..Noi le inviammo il nostro Spirito, che le apparve in tutto simile ad un uomo.
18. Essa disse:"Mi protegga da te il Misericordioso, se di Dio non sei timoroso!".
19. Rispose: "Altro non sono che un messaggero del tuo Signore, per donarti un fanciullo puro".
20. Essa disse: "Come avrò un figlio, se nessun uomo mi ha toccata, né sono una donna dissoluta?"
21. Egli rispose: "Così vuole il tuo Signore, che dice: Questa è cosa facile per me. Faremo inoltre di lui un segno per gli uomini, un atto della nostra clemenza. E’ una cosa decretata!"
Sura 3:
45. E quando gli angeli dissero a Maria: "O Maria, Dio ti annuncia il suo Verbo, il cui nome è il Messia, Gesù figlio di Maria, eminente in questo mondo e nell’altro e tra i più favoriti.
46. Egli parlerà agli uomini in culla e da adulto e sarà uno dei buoni".
47. Rispose (Maria): "Signore mio, come potrei avere un figlio, se nessun uomo mi ha toccata?" Rispose (l’Angelo): "Dio crea ciò che vuole, quando egli decide una cosa, egli non ha altro da dire: Sii, ed essa è!
48. Egli gli insegnerà il Libro, la saggezza, la Torà e il Vangelo,
49. e sarà il suo messaggero presso i figli di Israele, ai quali dirà: Io vi porto un segno del vostro Signore: vi foggerò un uccello con del fango e soffierò sopra e diventerà, con il permesso di Dio, un uccello. Guarirò pure, col permesso di Dio, il cieco nato ed il lebbroso, e risusciterò i morti. Vi svelerò inoltre ciò che mangiate e le provviste che tenete nelle vostre case. Tutto questo sarà un segno per voi, se siete dei credenti.
50. Io sono venuto per confermare la Torà e permettervi l’uso di certe cose, che vi erano state interdette. Vengo a voi con un segno del vostro Signore. Temete Dio ed ubbiditemi.
51. Dio è davvero mio e vostro Signore: adoratelo, questa è la retta via".
Spiegazione
- Lo spirito di cui si parla non è lo Spirito Santo, ma uno spirito angelico identificato dagli esegeti con Gabriele;
- Obiettivo dell’annuncio è la nascita di un figlio chiamato "Verbo", termine che per gli esegeti musulmani vuol dire "Fiat", cioè l’imperativo categorico col quale Dio ha fatto venire all’esistenza Gesù, figlio di Maria;
- Maria mostra sorpresa e invoca la sua verginità, ma l’angelo le dice che tutto è volontà di Dio, per cui non può non accettare una cosa da lui decretata;
- L’angelo Gabriele si sarebbe presentato a Maria nel giorno più lungo e più caldo dell’anno, mentre si trovava fuori del Mihrab. Le versioni, circa i motivi per cui era fuori, sono tre:
a) Per prendere una boccata d’aria fresca sul lato orientale del Tempio;
b) Per purgarsi in un fresco bagno dalle sue regole;
c) Per attingere l’acqua da una fontana, all’interno di una grotta;
- Gabriele si presenta a Maria come un giovane gagliardo, imberbe, luminoso, attraente, con capelli neri e ricciuti, tratto elegante e dignitoso, in modo da colpire la sensibilità di Maria e influire su tutto il suo essere;
- In che modo Maria resta incinta? Alcuni autori dicono che Gabriele soffiò dentro la manica e la fessura della tunica e quando Maria se ne rivestì, l’umidità del soffio raggiunse il suo grembo e lo rese fecondo. Altri commentatori pensano a Gabriele che soffia direttamente nella bocca di Maria e il soffio angelico penetra e rende fecondo il seno verginale di lei.
- Il primo ad accorgersi che Maria è incinta è suo cugino e compagno di lavoro nel Tempio, Giuseppe il falegname che notò subito la stanchezza, la magrezza e il pallore di lei e ne ebbe scandalo; pur riconoscendo le virtù e volendone tutelare l’innocenza, egli fu tentato di disfarsene ed ucciderla. A rassicurare Giuseppe fu Gabriele ma anche Gesù stesso che il giorno della sua nascita, gli spiega quello che è successo in Maria per opera di Dio;
- Al momento dell’annunciazione Maria aveva 17 anni per alcuni, per altri 13 o addirittura 10 anni. In ogni caso ella avrebbe sperimentato soltanto due volte il fenomeno delle mestruazioni. Quando era sola, durante la gestazione, si intratteneva con Gesù, ancora chiuso nel suo grembo, in amorosi e reciproci colloqui.
IL PARTO DI MARIA
Ne parla la sura 19:
22. Essa lo concepì e si appartò in una località lontana.
23. I dolori del parto la costrinsero a rifugiarsi presso il tronco di una palma, ove esclamò: "Fossi morta prima che avvenisse, e fossi del tutto dimenticata!".
24. Da sotto le pervenne una voce: "Non rattristarti, il tuo Signore ha posto ai tuoi piedi un ruscello.
25. Scuoti verso di te il tronco della palma, che farà cadere su di te datteri maturi.
26. Mangiane, bevi e consolati. Qualora vedessi qualche uomo, digli: "Ho votato al Misericordioso di digiunare e non parlerò oggi con alcun uomo".
Spiegazione
- Il luogo del parto, non sarebbe una città ben precisa, né una stalla o una grotta, ma esso sarebbe avvenuto all’aperto, vicino ad una palma;
- I dolori del parto: il lamento di Maria è sorprendente e sconcertante, ma il Corano non precisa se si tratta di dolore fisico o morale. Secondo alcuni commentatori musulmani si tratta di dolore morale e quindi il Corano affermerebbe la verginità nel parto di Maria;
- Maria difesa dal figlio: il neonato interviene a consolare la madre, invitandola a cibarsi dei datteri e a dissetarsi ad una sorgente fatta scaturire da Dio ai suoi piedi;
- Il giorno della nascita: secondo alcuni commentatori sarebbe un giorno d’inverno, la 24esima notte di dicembre, un mercoledì;
- Quando è avvenuto il parto? Le opinioni degli esegeti sono contrastanti. La nascita sarebbe avvenuta:
a) dopo la normale gestazione di nove mesi;
b) al settimo o al sesto mese di gravidanza;
c) in sole tre ore: concepimento, formazione del corpo e nascita sarebbero avvenute di seguito, alla distanza di un’ora l’uno dall’altra;
d) in un’ora soltanto: concepimento, formazione del corpo e nascita sarebbero avvenute all’ora del tramonto. Maria avrebbe avvertito in anticipo i sintomi del parto e per pudore si sarebbe allontanata dalla casa, fuggendo verso Oriente, in una località distante dalla sua abitazione;
- La palma sarebbe stata un tronco arido, privo di chioma e di frutti, prodigiosamente rinverdito e caricato di datteri al momento del parto;
- Appena nato Gesù, gli idoli si trovarono ovunque rovesciati a terra e tutti i demoni provarono un indicibile spavento. Satana stesso andò in giro per rendersi conto del fatto, ma passando vicino al luogo dove Gesù era nato, non potè accorgersi di nulla, perché gli angeli si erano stretti in cerchio attorno a Maria per proteggere il neonato bambino, toccando con le spalle il limitare del cielo e con i piedi i confini della terra.
LA DIFESA DA UN’ATROCE CALUNNIA
Ne parla solo la sura 19:
27. Lo portò quindi presso la sua gente. Quelli le dissero: "O Maria, che strana cosa hai fatto?
28. O sorella di Aronne, tuo padre non fu mai malvagio, né tua madre dissoluta!".
29. Essa lo additò. E quelli dissero: "Dobbiamo parlare con chi è ancora nella culla bambino?"
30. Disse (il bambino): "Sono il servo di Dio, che mi ha dato il libro e mi ha costituito profeta.
31. Mi ha anche benedetto ovunque mi trovi e mi ha ingiunto la preghiera e l’elemosina, finché sarò in vita,
32 e di essere ossequiente verso mia madre, e non mi ha fatto superbo né ribelle.
33. La pace sia con me il giorno in cui sono nato, nel giorno della mia morte, e nel giorno in cui sarò resuscitato a vita.
Spiegazione
- Maria ritorna a casa dopo il parto e la reazione dei suoi parenti è indignata a vederla con un bambino senza essere sposata;
- L’intervento di Gesù è sbalorditivo: la sua è una confutazione indiretta, ma che rende giustizia all’innocenza della madre, così come Dio ne aveva dimostrato la rettitudine con una sua particolare provvidenza al momento del parto;
- Il prodigioso bambino si rivela subito come "servo" (‘Abd) e come "messaggero" (Rasul) di Dio.
III. IL PROFILO SPIRITUALE DI MARIA NEL CORANO
MARIA SEGNO (AYAT) PER L’UNIVERSO
Sono due i luoghi coranici in cui Maria è presentata come Ayat o "segno":
Sura 21:
91. Rammenta pure colei che preservò la sua verginità, si che alitammo in lei il nostro spirito, e facemmo di lei e di suo figlio un segno per l’universo.
Sura 23:
50. Facemmo pure del figlio di Maria e di sua madre un segno e demmo loro ricovero su una altura tranquilla e irrigata di fonti.
Spiegazione
- Ayat ricorre 360 volte nel Corano con significati diversi, ma con un denominatore comune che è questo: segno di riconoscimento dato da Dio per far cogliere un suo intervento volto ad attirare alla fede o a promuovere il benessere anche temporale, come la giustizia e la pace, tra gli uomini. Nel caso di Maria, al pari di Gesù, il termine esprime e manifesta un intervento eccezionale della sapienza e della onnipotenza di Dio che si concretizza, sul piano della realtà storica, in prerogative speciali concesse a Maria.
- Queste prerogative sono quattro:
1. La predestinazione di Maria
Sura 3:
9. O Maria, Dio ti ha scelta (istafaki)…al di sopra delle donne dell’universo
Questa frase è posta in bocca agli angeli che conversano con lei nel Mihrab. Prove di questa predestinazione sono:
- la sua discendenza da stirpe privilegiata;
- la sollecitudine di Dio per la sua vita interiore;
- la sua accoglienza nel Tempio, malgrado fosse donna;
- il suo affidamento a Zaccaria;
- la fornitura di cibo da parte degli angeli e la sua familiarità con essi;
- il sostegno al suo parto;
- la difesa della sua innocenza dalle calunnie;
- la riserva per lei e Gesù di una amena collina per passarvi gli ultimi giorni.
2. La purificazione di Maria
Sura 3:
42. O Maria, Dio ti ha scelta e ti ha resa pura, al di sopra delle donne dell’universo
Il termine usato è "Tahhara" che vuol dire: purificare, purgare, disinfettare da:
- macchia legale, da far sparire con un’oblazione rituale;
- macchia fisiologica, derivante dal fenomeno periodico delle regole, dei rapporti sessuali o dalla semplice soddisfazione dei bisogni naturali;
- macchia religiosa, derivante dal culto idolatrico, frequentazione degli infedeli ed empi, ecc.;
- macchia morale, derivante da turpitudini e azioni immonde ecc.
L’applicazione a Maria è da intendersi non solo in senso fisiologico, come assenza di ogni contatto carnale e permanenza della verginità, ma soprattutto in senso religioso in quanto Dio ne irradiò l’animo di tanta luce interiore da impedire in lei ogni macchia di idolatria e in senso morale, in quanto Dio ne rettificò la volontà e le altre potenze contro ogni perversa inclinazione, così da renderla esemplare di onestà e di rettitudine.
- Per descrivere questo stato di Maria, il Corano non usa il termine "Qiddisa" = santa, ma il vocabolo "Siddiqua" che vuol dire: credente, giusto, fedele, virtuoso, sinonimo, quindi di "Salih", buono, santo e giusto. Dice la sura 5:
75. Il Messia, figlio di Maria, altro non è che un apostolo, preceduto da altri apostoli, e sua madre era una Siddiqua.
- Ma che purificazione è? Secondo alcuni esegeti che si avvalgono di un Hadith riferito a Maometto, solo Gesù e Maria sono stati preservati dal "tocco di Satana" al momento della loro rispettiva nascita. Secondo questo Hadith ogni neonato, al momento di lasciare il grembo materno, emette uno strillo perché Satana lo tocca con un dito, lo comprime una o due volte, lo colpisce con un dardo. Nel caso di Gesù e Maria, il colpo satanico andò a vuoto perché invece di colpire la loro persona, colpì il velo che li proteggeva. Alcuni autori cattolici, leggono in questo evento l’esenzione di Maria dal peccato originale (Roschini), percependovi un eco del dogma cattolico dell’Immacolata Concezione (Haddad).
3. La maternità di Maria
Secondo il Corano, la maternità di Maria è una maternità:
- vera: Gesù è detto per ben 23 volte "figlio di Maria";
- fisica: cioè con vero concepimento (19,22); parto reale (19,23) e cure materne per il figlio (19,27);
- verginale:
a) verginità prima del parto: Gesù è detto "figlio di Maria" senza riferimento ad alcun padre (3,41; 19,20); Maria è descritta come segregata dal mondo, fisicamente vergine al momento dell’annunciazione e la formazione di Gesù nel suo grembo, è paragonata dal Corano alla creazione di Adamo (3,59; 21,91; 3,47);
b) verginità nel parto: sebbene non risulti dal Corano, molti commentatori interpretano i dolori di Maria nel parto come dolori morali e non fisici, affermando implicitamente il parto verginale;
c) verginità dopo il parto: non è affermata chiaramente, ma può essere dedotta dalla convergenza di più indizi coranici: silenzio ermeneutico intorno ad uno sposo; le esimie qualità morali e le nobili disposizioni d’animo di Maria, che lasciano pensare che ella non agì mai contro quelle abitudini di pudore, riservatezza e gelosa custodia della sua verginità, più volte esaltate dal Corano;
- non divina: per il semplice fatto che Gesù non è Dio. Il Corano nega assolutamente questa possibilità, come nega l’esistenza della Trinità, affermando sempre l’assoluta unicità della persona di Dio:
Sura 6:
101. Creatore nuovissimo dei cieli e della terra, come potrebbe avere un figlio, se non ha una Sahiba (Compagna) e se è lui solo che ha creato tutte le cose?
Sura 4:
171. O gente del Libro, non eccedete nella vostra religione, né dite, riguardo a Dio, se non la verità. Certo il Messia Gesù figlio di Maria, è l’apostolo di Dio, il suo Verbo, che egli gettò in Maria, e suo Spirito. Credete dunque in Dio e nei suoi apostoli, e non dite tre! Smettetela, sarà certo meglio per voi. Dio è l’unico. Lontano dalla sua gloria che egli abbia un figlio! A lui appartiene ciò che è nei cieli e sulla terra, e basta Dio per protettore!.
4. La suprema dignità di Maria
Il Corano riconosce a Maria una suprema dignità, espressa già nel versetto citato della sura 3:
42. "O Maria, Dio ti ha scelta e ti ha resa pura, al di sopra delle donne dell’universo (Alamin)".
- Il fatto che Dio scelga, è già elemento di grandissima dignità;
- "al di sopra delle donne dell’universo" mette in rilievo l’elezione di Maria sopra tutte le donne. Il termine "Alamin" ha senso collettivo e designa tutti quanti gli esseri creati: angeli, ginn, uomini, animali, vegetali e minerali. La dignità di Maria è perciò suprema, nel senso che tra le donne nessuna le è superiore, nemmeno Fatima, la figlia del Profeta, né le sue mogli compresa Khadigia;
- La dignità di Maria deriva dalla dignità di Gesù, al quale è intimamente unita. Nel Corano Maria è menzionata 11 volte da sola, ma ben 23 volte in unione con Gesù che è detto: "Cristo figlio di Maria" (5), "Gesù figlio di Maria (13), "Cristo Gesù figlio di Maria (3). Il Corano vede perciò Maria in stretta relazione col figlio e, sempre in relazione a lui, è descritta come madre di "un personaggio illustre", "un profeta", "un apostolo" ecc. Gesù e, quindi, il motivo fondamentale della grandezza di Maria
- Il Corano sembra avere tutti gli elementi per rendere un culto a Maria: culto di venerazione, di invocazione e soprattutto di imitazione, dato che la Madre di Gesù è presentata come "segno" e come "modello" del credente.
MARIA MODELLO (MATHAL) DEI CREDENTI
Il testo coranico che ci interessa è il versetto 12 della sura 66, preceduto dai similari 10 e 11:
10. Dio propose come esempio a quanti credono la moglie di Noè e la moglie di Lot, che erano sottoposte a due dei nostri servitori buoni, ma li tradirono, ed essi non hanno potuto fare nulla per loro presso Dio. Per questo esse si sono sentite dire: "Entrate nel fuoco con quanti vi entrano!".
11. Dio inoltre, propone ad esempio a quanti credono la moglie del Faraone, allorché disse: "Signore mio, edifica a me, presso di te, una casa nel paradiso, salvami dal Faraone e dalla sua opera e liberami dalla gente iniqua".
12. E Maria, figlia di Imran, la quale custodì la propria verginità; sì che noi soffiammo nel suo seno del nostro spirito, ed ella credette nelle parole del suo Signore e nei suoi Libri, e fu una delle devote.
- "Mathal" ricorre spesso nel Corano con sensi diversi quali: esempio - paragone, esempio - similitudine, esempio - parabola, esempio - monito, esempio - modello. Nel versetto 10, va interpretato come "monito" in quanto riguarda la giustizia di Dio che castiga e tormenta ( 2,211 e 2,165). Nei versetti 11 e 12, invece ha il significato di "modello" di fede da seguire e imitare.
- Il versetto 12 indica quali sono le qualità di Maria da imitare: verginità, devozione a Dio, fede autenticamente musulmana. Nel resto del Corano vengono ancora esaltate la fede in Dio (66,12); la fiducia illimitata nella divina provvidenza (19,18); l’abbandono al suo divino volere (3,47); il ricorso istintivo a Dio Misericordioso (3,37); la devozione (66,12); l’integrità dei costumi (5,75); il verginale pudore (21,91); il raccoglimento (19,17); lo spirito di preghiera (3,43); il digiuno (19,26). Da tutto questo si desume che Maria è un perfetto modello del musulmano credente:
1. Maria modello di fede
- Essere credente, significa essere "Muslim" cioè "avere fede in Dio": credere a Lui e in Lui, al suo messaggio salvifico, trasmesso dai suoi inviati:
a) Maria prestò fede alla parola del Signore, aderendo interiormente a Dio senza indecisione o esitazione ma con fermezza, riconoscendo la veracità di Dio e delle verità da Lui rivelate;
b) Maria mantenne per tutta la vita questa fede, accogliendo nella mente e nella volontà tutto quello che Dio si era degnato di comunicare all’uomo lungo tutta la storia della salvezza e nei libri sacri;
c) Maria rivestì la sua fede di tutte le caratteristiche musulmane: sottomissione assoluta al potere sovrano di Dio; dono incondizionato di sé; consegna totale della sua persona, anima e corpo, a lui per attuare i suoi disegni.
2. Maria modello di religiosità
La sura 5 proclama:
110. O Gesù, figlio di Maria, ricordati del mio favore verso di te e verso la madre tua.
- Il richiamo alla benevolenza divina è fatto spesso dal Corano in senso collettivo: agli uomini (35,3); ai figli di Israele (2,47); ai seguaci del profeta (5,7). In termini individuali esso è fatto soltanto per Gesù e Maria.
- Maria ha corrisposto pienamente all’amore gratuito di Dio, mostrandosi sempre religiosa e devota verso di lui. Espressioni di questa perfetta religiosità sono:
a) fu votata a Dio prima della sua nascita e appena nata, Dio la fornì della sua speciale assistenza;
b) visse e si mantenne sempre alla presenza di Dio e nel suo perenne ricordo, facendo di questo un programma di vita e la principale occupazione della sua giornata;
c) visse nella preghiera, seguendo la raccomandazione degli angeli: "O Maria, sii devota verso il tuo Signore, prostrati e chinati con quelli che si inchinano" (3,43);
- praticò il digiuno che Maometto le raccomandò: "Quando vedrai qualche uomo dirgli: Ho votato al Misericordioso di digiunare e non parlerò oggi con nessun uomo" (16,26).
3. Maria modello della donna musulmana
Affascinato dalla verginità di Maria, Maometto ha avuto la delicatezza di farla muovere in un’atmosfera satura di pudore, castigatezza, riservatezza, vedendo in lei il modello perfetto e l’ideale della donna musulmana che deve:
- vivere in accordo e armonia dentro la sua casa (33,23);
- indugiare in luoghi appartati (33,35);
- non mostrarsi in pubblico se non velata o ricoperta dei propri mantelli (33,39) mentre può intrattenersi liberamente con i propri familiari (33,54);
- evitare la familiarità con gli estranei e conversare con loro solo attraverso una cortina o una tenda (33,53).
4. Maria è solo una creatura e non una dea
Il Corano afferma che Maria è una creatura umana, madre di Gesù e non madre di Dio e perciò priva di qualsiasi titolo che possa legarla in qualche modo alla divinità unica e inaccessibile (61).
IV. MARIA NELLA TRADIZIONE ISLAMICA
La tradizione islamica, ha assunto senza alterazioni il dato coranico su Maria, pur cercando di chiarirlo, completarlo e spiegarlo.
I COMMENTATORI DEL CORANO
I commentatori cercano di completare i dati relativi alla vita di Maria, attingendo anche a fonti cristiane, sia Vangeli canonici che libri apocrifi. Il grande commentatore coranico Tafani (+923) dedica, per esempio, una bellissima pagina ricca di poesia al dialogo tra Maria e Giuseppe, ne momento in cui questi si accorge che Maria è Madre. Altri commentatori aggiungono via via la Fuga in Egitto, le Nozze di Cana, l’Apparizione del Figlio a Maria dopo la sua "elevazione" al cielo e non tralasciano nemmeno di parlare della morte di Maria, avvenuta esattamente otto anni dopo l’Elevazione di Gesù, all’età di 51 anni.
Tutti i commentatori aggiungono i dettagli più inverosimili alla vita di Maria, convinti come sono della grandiosa figura di Lei, così come risulta dal Corano.
I TEOLOGI MUSULMANI
1. Essi sottolineano i privilegi e le virtù di Maria. Il teologo Baidawi (+ 1291) formula, ad esempio, una lista divenuta classica dei privilegi concessi da Dio a Maria:
- Fu accettata al servizio del Tempio pur essendo femmina;
- Fu preservata dall’impurità delle altre donne;
- Fu guidata sulla retta via;
- Conversò familiarmente con gli angeli;
- Fu madre vergine;
- Fu giustificata dal Figlio appena nato, dall’infamante accusa degli Ebrei;
- Divenne un segno per il creato;
- E’ modello della donna.
2. I teologi discutono anche sul ruolo di Maria e cioè su quale posto Ella occupi nella gerarchia degli esseri e se sia profetessa.
a) Circa il posto nella gerarchia degli esseri, tutti considerano Maria la più degna di tutte le donne e la prima di tutte le creature. Due correnti comunque, ordinano in questo modo la gerarchia delle donne:
Khadigia – Aishia – Fatima – Maria;
Maria – Khadigia – Aishia – Fatima.
Altri teologi affermano che Maria, oltre ad essere la prima delle donne, è da considerarsi anche la "Regina del paradiso".
b) Non uniformi sono i pareri sul ruolo di Maria come profetessa. In generale si ritiene che Maria sia una "profetessa" (Nabiya) a cui Dio ha parlato, ma non è una "messa" (Rasula), dato che non è stata "inviata" a nessun popolo in particolare.
ANTONINO GRASSO
Tratto dalla rivista "Laòs" dell'Istituto Superiore di Scienze Religiose "San Luca" di Catania - n°2/2002
http://www.rocciadibelpasso.it/marianelcorano.htm
SAN GIUSEPPE PADRE TERRENO DI GESU' FIGLIO DI DIO
SAN GIUSEPPE PADRE TERRENO DI GESU' FIGLIO DI DIO
Grande, eppure ancor oggi piuttosto sconosciuto. Il nascondimento, nel corso della sua intera vita come dopo la sua morte, sembra quasi essere la “cifra”, il segno distintivo di san Giuseppe. Come giustamente ha osservato Vittorio Messori, “lo starsene celato ed emergere solo pian piano con il tempo sembra far parte dello straordinario ruolo che gli è stato attribuito nella storia della salvezza”. Il Nuovo Testamento non attribuisce a san Giuseppe neppure una parola. Quando comincia la vita pubblica di Gesù, egli è probabilmente già scomparso (alle nozze di Cana, infatti, non è menzionato), ma noi non sappiamo né dove nè quando sia morto; non conosciamo la sua tomba, mentre ci è nota quella di Abramo che è più vecchia di secoli. Il Vangelo gli conferisce l’appellativo di Giusto. Nel linguaggio biblico è detto “giusto” chi ama lo spirito e la lettera della Legge, come espressione della volontà di Dio. Giuseppe discende dalla casa di David, di lui sappiamo che era un artigiano che lavorava il legno. Non era affatto vecchio, come la tradizione agiografica e certa iconografia ce lo presentano, secondo il cliché del “buon vecchio Giuseppe” che prese in sposa la Vergine di Nazareth per fare da padre putativo al Figlio di Dio. Al contrario, egli era un uomo nel fiore degli anni, dal cuore generoso e ricco di fede, indubbiamente innamorato di Maria. Con lei si fidanzò secondo gli usi e i costumi del suo tempo. Il fidanzamento per gli ebrei equivaleva al matrimonio, durava un anno e non dava luogo a coabitazione né a vita coniugale tra i due; alla fine si teneva la festa durante la quale s’introduceva la fidanzata in casa del fidanzato ed iniziava così la vita coniugale. Se nel frattempo veniva concepito un figlio, lo sposo copriva del suo nome il neonato; se la sposa era ritenuta colpevole di infedeltà poteva essere denunciata al tribunale locale. La procedura da rispettare era a dir poco infamante: la morte all’adultera era comminata mediante la lapidazione. Ora appunto nel Vangelo di Matteo leggiamo che “Maria, essendo promessa sposa a Giuseppe, si trovò incinta per virtù dello Spirito Santo, prima di essere venuti ad abitare insieme. Giuseppe, suo sposo, che era un uomo giusto e non voleva esporla all’infamia, pensò di rimandarla in segreto”(Mt 18-19). Mentre era ancora incerto sul da farsi, ecco l’Angelo del Signore a rassicurarlo: “Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa, perché quel che è generato in lei viene dallo Spirito Santo. Ella partorirà un figlio, e tu lo chiamerai Gesù; egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati” (Mt 1,20-21). Giuseppe può accettare o no il progetto di Dio. In ogni vocazione che si rispetti, al mistero della chiamata fa sempre da contrappunto l’esercizio della libertà, giacché il Signore non violenta mai l’intimità delle sue creature né mai interferisce sul loro libero arbitrio. Giuseppe allora può accettare o no. Per amore di Maria accetta, nelle Scritture leggiamo che “fece come l’Angelo del Signore gli aveva ordinato, e prese sua moglie con sé”(Mt 1, 24). Egli ubbidì prontamente all’Angelo e in questo modo disse il suo sì all’opera della Redenzione. Perciò quando noi guardiamo al sì di Maria dobbiamo anche pensare al sì di Giuseppe al progetto di Dio. Forzando ogni prudenza terrena, e andando al di là delle convenzioni sociali e dei costumi del suo tempo, egli seppe far vincere l’amore, mostrandosi accogliente verso il mistero dell’Incarnazione del Verbo. Nella schiera dei suoi fedeli il primo in ordine di tempo oltre che di grandezza è lui: san Giuseppe è senz’ombra di dubbio il primo devoto di Maria. Una volta conosciuta la sua missione, si consacrò a lei con tutte le sue forze. Fu sposo, custode, discepolo, guida e sostegno: tutto di Maria. (…) Quello di Maria e Giuseppe fu un vero matrimonio? E’ la domanda che affiora più frequentemente sulle labbra sia di dotti che di semplici fedeli. Sappiamo che la loro fu una convivenza matrimoniale vissuta nella verginità (cfr. Mt 1, 18-25), ossia un matrimonio verginale, ma un matrimonio comunque vissuto nella comunione più piena e più vera: “una comunione di vita al di là dell’eros, una sponsalità implicante un amore profondo ma non orientato al sesso e alla generazione” (S. De Fiores). Se Maria vive di fede, Giuseppe non le è da meno. Se Maria è modello di umiltà, in questa umiltà si specchia anche quella del suo sposo. Maria amava il silenzio, Giuseppe anche: tra loro due esisteva, né poteva essere diversamente, una comunione sponsale che era vera comunione dei cuori, cementata da profonde affinità spirituali. “
Fonte
http://www.santiebeati.it/dettaglio/20200
Grande, eppure ancor oggi piuttosto sconosciuto. Il nascondimento, nel corso della sua intera vita come dopo la sua morte, sembra quasi essere la “cifra”, il segno distintivo di san Giuseppe. Come giustamente ha osservato Vittorio Messori, “lo starsene celato ed emergere solo pian piano con il tempo sembra far parte dello straordinario ruolo che gli è stato attribuito nella storia della salvezza”. Il Nuovo Testamento non attribuisce a san Giuseppe neppure una parola. Quando comincia la vita pubblica di Gesù, egli è probabilmente già scomparso (alle nozze di Cana, infatti, non è menzionato), ma noi non sappiamo né dove nè quando sia morto; non conosciamo la sua tomba, mentre ci è nota quella di Abramo che è più vecchia di secoli. Il Vangelo gli conferisce l’appellativo di Giusto. Nel linguaggio biblico è detto “giusto” chi ama lo spirito e la lettera della Legge, come espressione della volontà di Dio. Giuseppe discende dalla casa di David, di lui sappiamo che era un artigiano che lavorava il legno. Non era affatto vecchio, come la tradizione agiografica e certa iconografia ce lo presentano, secondo il cliché del “buon vecchio Giuseppe” che prese in sposa la Vergine di Nazareth per fare da padre putativo al Figlio di Dio. Al contrario, egli era un uomo nel fiore degli anni, dal cuore generoso e ricco di fede, indubbiamente innamorato di Maria. Con lei si fidanzò secondo gli usi e i costumi del suo tempo. Il fidanzamento per gli ebrei equivaleva al matrimonio, durava un anno e non dava luogo a coabitazione né a vita coniugale tra i due; alla fine si teneva la festa durante la quale s’introduceva la fidanzata in casa del fidanzato ed iniziava così la vita coniugale. Se nel frattempo veniva concepito un figlio, lo sposo copriva del suo nome il neonato; se la sposa era ritenuta colpevole di infedeltà poteva essere denunciata al tribunale locale. La procedura da rispettare era a dir poco infamante: la morte all’adultera era comminata mediante la lapidazione. Ora appunto nel Vangelo di Matteo leggiamo che “Maria, essendo promessa sposa a Giuseppe, si trovò incinta per virtù dello Spirito Santo, prima di essere venuti ad abitare insieme. Giuseppe, suo sposo, che era un uomo giusto e non voleva esporla all’infamia, pensò di rimandarla in segreto”(Mt 18-19). Mentre era ancora incerto sul da farsi, ecco l’Angelo del Signore a rassicurarlo: “Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa, perché quel che è generato in lei viene dallo Spirito Santo. Ella partorirà un figlio, e tu lo chiamerai Gesù; egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati” (Mt 1,20-21). Giuseppe può accettare o no il progetto di Dio. In ogni vocazione che si rispetti, al mistero della chiamata fa sempre da contrappunto l’esercizio della libertà, giacché il Signore non violenta mai l’intimità delle sue creature né mai interferisce sul loro libero arbitrio. Giuseppe allora può accettare o no. Per amore di Maria accetta, nelle Scritture leggiamo che “fece come l’Angelo del Signore gli aveva ordinato, e prese sua moglie con sé”(Mt 1, 24). Egli ubbidì prontamente all’Angelo e in questo modo disse il suo sì all’opera della Redenzione. Perciò quando noi guardiamo al sì di Maria dobbiamo anche pensare al sì di Giuseppe al progetto di Dio. Forzando ogni prudenza terrena, e andando al di là delle convenzioni sociali e dei costumi del suo tempo, egli seppe far vincere l’amore, mostrandosi accogliente verso il mistero dell’Incarnazione del Verbo. Nella schiera dei suoi fedeli il primo in ordine di tempo oltre che di grandezza è lui: san Giuseppe è senz’ombra di dubbio il primo devoto di Maria. Una volta conosciuta la sua missione, si consacrò a lei con tutte le sue forze. Fu sposo, custode, discepolo, guida e sostegno: tutto di Maria. (…) Quello di Maria e Giuseppe fu un vero matrimonio? E’ la domanda che affiora più frequentemente sulle labbra sia di dotti che di semplici fedeli. Sappiamo che la loro fu una convivenza matrimoniale vissuta nella verginità (cfr. Mt 1, 18-25), ossia un matrimonio verginale, ma un matrimonio comunque vissuto nella comunione più piena e più vera: “una comunione di vita al di là dell’eros, una sponsalità implicante un amore profondo ma non orientato al sesso e alla generazione” (S. De Fiores). Se Maria vive di fede, Giuseppe non le è da meno. Se Maria è modello di umiltà, in questa umiltà si specchia anche quella del suo sposo. Maria amava il silenzio, Giuseppe anche: tra loro due esisteva, né poteva essere diversamente, una comunione sponsale che era vera comunione dei cuori, cementata da profonde affinità spirituali. “
Fonte
http://www.santiebeati.it/dettaglio/20200
SAN GIUSEPPE NEI VANGELI DELL'INFANZIA DI GESU'
SAN GIUSEPPE NEI VANGELI DELL'INFANZIA DI GESU'
Analisi di Martino Gerber e Giuliano Lattes studiosi biblisti
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GIUSEPPE DAL VANGELO SECONDO MATTEO
Matteo1: 18 fino 2: 23
1-18Ecco come avvenne la nascita di Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. 19Giuseppe suo sposo, che era giusto e non voleva ripudiarla, decise di licenziarla in segreto. 20Mentre però stava pensando a queste cose, ecco che gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: "Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa, perché quel che è generato in lei viene dallo Spirito Santo. 21Essa partorirà un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati".
22Tutto questo avvenne perché si adempisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta:
23Ecco, la vergine concepirà e partorirà un figlio
che sarà chiamato Emmanuele,
che significa Dio con noi. 24Destatosi dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l'angelo del Signore e prese con sé la sua sposa, 25la quale, senza che egli la conoscesse, partorì un figlio, che egli chiamò Gesù.
2
1Gesù nacque a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode. Alcuni Magi giunsero da oriente a Gerusalemme e domandavano: 2"Dov'è il re dei Giudei che è nato? Abbiamo visto sorgere la sua stella, e siamo venuti per adorarlo". 3All'udire queste parole, il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme. 4Riuniti tutti i sommi sacerdoti e gli scribi del popolo, s'informava da loro sul luogo in cui doveva nascere il Messia. 5Gli risposero: "A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta:
6E tu, Betlemme, terra di Giuda,
non sei davvero il più piccolo capoluogo di Giuda:
da te uscirà infatti un capo
che pascerà il mio popolo, Israele.
7Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire con esattezza da loro il tempo in cui era apparsa la stella 8e li inviò a Betlemme esortandoli: "Andate e informatevi accuratamente del bambino e, quando l'avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch'io venga ad adorarlo".
9Udite le parole del re, essi partirono. Ed ecco la stella, che avevano visto nel suo sorgere, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. 10Al vedere la stella, essi provarono una grandissima gioia. 11Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, e prostratisi lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra. 12Avvertiti poi in sogno di non tornare da Erode, per un'altra strada fecero ritorno al loro paese.
13Essi erano appena partiti, quando un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: "Alzati, prendi con te il bambino e sua madre e fuggi in Egitto, e resta là finché non ti avvertirò, perché Erode sta cercando il bambino per ucciderlo".
14Giuseppe, destatosi, prese con sé il bambino e sua madre nella notte e fuggì in Egitto, 15dove rimase fino alla morte di Erode, perché si adempisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta:
Dall'Egitto ho chiamato il mio figlio.
16Erode, accortosi che i Magi si erano presi gioco di lui, s'infuriò e mandò ad uccidere tutti i bambini di Betlemme e del suo territorio dai due anni in giù, corrispondenti al tempo su cui era stato informato dai Magi. 17Allora si adempì quel che era stato detto per mezzo del profeta Geremia:
18Un grido è stato udito in Rama,
un pianto e un lamento grande;
Rachele piange i suoi figli
e non vuole essere consolata, perché non sono più.
19Morto Erode, un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe in Egitto 20e gli disse: "Alzati, prendi con te il bambino e sua madre e va' nel paese d'Israele; perché sono morti coloro che insidiavano la vita del bambino". 21Egli, alzatosi, prese con sé il bambino e sua madre, ed entrò nel paese d'Israele. 22Avendo però saputo che era re della Giudea Archelào al posto di suo padre Erode, ebbe paura di andarvi. Avvertito poi in sogno, si ritirò nelle regioni della Galilea 23e, appena giunto, andò ad abitare in una città chiamata Nàzaret, perché si adempisse ciò che era stato detto dai profeti: "Sarà chiamato Nazareno".
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GIUSEPPE DAL VANGELO SECONDO LUCA
Luca 2: 1-52
2-1In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. 2Questo primo censimento fu fatto quando era governatore della Siria Quirinio. 3Andavano tutti a farsi registrare, ciascuno nella sua città. 4Anche Giuseppe, che era della casa e della famiglia di Davide, dalla città di Nàzaret e dalla Galilea salì in Giudea alla città di Davide, chiamata Betlemme, 5per farsi registrare insieme con Maria sua sposa, che era incinta. 6Ora, mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. 7Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia, perché non c'era posto per loro nell'albergo.
8C'erano in quella regione alcuni pastori che vegliavano di notte facendo la guardia al loro gregge. 9Un angelo del Signore si presentò davanti a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande spavento, 10ma l'angelo disse loro: "Non temete, ecco vi annunzio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: 11oggi vi è nato nella città di Davide un salvatore, che è il Cristo Signore. 12Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, che giace in una mangiatoia". 13E subito apparve con l'angelo una moltitudine dell'esercito celeste che lodava Dio e diceva:
14"Gloria a Dio nel più alto dei cieli
e pace in terra agli uomini che egli ama".
15Appena gli angeli si furono allontanati per tornare al cielo, i pastori dicevano fra loro: "Andiamo fino a Betlemme, vediamo questo avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere". 16Andarono dunque senz'indugio e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, che giaceva nella mangiatoia. 17E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro. 18Tutti quelli che udirono, si stupirono delle cose che i pastori dicevano. 19Maria, da parte sua, serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore.
20I pastori poi se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com'era stato detto loro.
21Quando furon passati gli otto giorni prescritti per la circoncisione, gli fu messo nome Gesù, come era stato chiamato dall'angelo prima di essere concepito nel grembo della madre.
22Quando venne il tempo della loro purificazione secondo la Legge di Mosè, portarono il bambino a Gerusalemme per offrirlo al Signore, 23come è scritto nella Legge del Signore: ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore; 24e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o di giovani colombi, come prescrive la Legge del Signore.
25Ora a Gerusalemme c'era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e timorato di Dio, che aspettava il conforto d'Israele; 26lo Spirito Santo che era sopra di lui, gli aveva preannunziato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Messia del Signore. 27Mosso dunque dallo Spirito, si recò al tempio; e mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per adempiere la Legge, 28lo prese tra le braccia e benedisse Dio:
29"Ora lascia, o Signore, che il tuo servo
vada in pace secondo la tua parola;
30perché i miei occhi han visto la tua salvezza,
31preparata da te davanti a tutti i popoli,
32luce per illuminare le genti
e gloria del tuo popolo Israele".
33Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. 34Simeone li benedisse e parlò a Maria, sua madre: "Egli è qui per la rovina e la risurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione 35perché siano svelati i pensieri di molti cuori. E anche a te una spada trafiggerà l'anima".
36C'era anche una profetessa, Anna, figlia di Fanuèle, della tribù di Aser. Era molto avanzata in età, aveva vissuto col marito sette anni dal tempo in cui era ragazza, 37era poi rimasta vedova e ora aveva ottantaquattro anni. Non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere. 38Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme.
39Quando ebbero tutto compiuto secondo la legge del Signore, fecero ritorno in Galilea, alla loro città di Nàzaret. 40Il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era sopra di lui.
41I suoi genitori si recavano tutti gli anni a Gerusalemme per la festa di Pasqua. 42Quando egli ebbe dodici anni, vi salirono di nuovo secondo l'usanza; 43ma trascorsi i giorni della festa, mentre riprendevano la via del ritorno, il fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero. 44Credendolo nella carovana, fecero una giornata di viaggio, e poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti; 45non avendolo trovato, tornarono in cerca di lui a Gerusalemme. 46Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai dottori, mentre li ascoltava e li interrogava. 47E tutti quelli che l'udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte. 48Al vederlo restarono stupiti e sua madre gli disse: "Figlio, perché ci hai fatto così? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo". 49Ed egli rispose: "Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?". 50Ma essi non compresero le sue parole.
51Partì dunque con loro e tornò a Nàzaret e stava loro sottomesso. Sua madre serbava tutte queste cose nel suo cuore. 52E Gesù cresceva in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini.
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Citazioni Bibbia di Gerusalemme
http://www.liberliber.it/biblioteca/b/bibbia/la_sacra_bibbia/html/05_01.htm
https://sites.google.com/site/lesacrescritture/
Analisi di Martino Gerber e Giuliano Lattes studiosi biblisti
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GIUSEPPE DAL VANGELO SECONDO MATTEO
Matteo1: 18 fino 2: 23
1-18Ecco come avvenne la nascita di Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. 19Giuseppe suo sposo, che era giusto e non voleva ripudiarla, decise di licenziarla in segreto. 20Mentre però stava pensando a queste cose, ecco che gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: "Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa, perché quel che è generato in lei viene dallo Spirito Santo. 21Essa partorirà un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati".
22Tutto questo avvenne perché si adempisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta:
23Ecco, la vergine concepirà e partorirà un figlio
che sarà chiamato Emmanuele,
che significa Dio con noi. 24Destatosi dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l'angelo del Signore e prese con sé la sua sposa, 25la quale, senza che egli la conoscesse, partorì un figlio, che egli chiamò Gesù.
2
1Gesù nacque a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode. Alcuni Magi giunsero da oriente a Gerusalemme e domandavano: 2"Dov'è il re dei Giudei che è nato? Abbiamo visto sorgere la sua stella, e siamo venuti per adorarlo". 3All'udire queste parole, il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme. 4Riuniti tutti i sommi sacerdoti e gli scribi del popolo, s'informava da loro sul luogo in cui doveva nascere il Messia. 5Gli risposero: "A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta:
6E tu, Betlemme, terra di Giuda,
non sei davvero il più piccolo capoluogo di Giuda:
da te uscirà infatti un capo
che pascerà il mio popolo, Israele.
7Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire con esattezza da loro il tempo in cui era apparsa la stella 8e li inviò a Betlemme esortandoli: "Andate e informatevi accuratamente del bambino e, quando l'avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch'io venga ad adorarlo".
9Udite le parole del re, essi partirono. Ed ecco la stella, che avevano visto nel suo sorgere, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. 10Al vedere la stella, essi provarono una grandissima gioia. 11Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, e prostratisi lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra. 12Avvertiti poi in sogno di non tornare da Erode, per un'altra strada fecero ritorno al loro paese.
13Essi erano appena partiti, quando un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: "Alzati, prendi con te il bambino e sua madre e fuggi in Egitto, e resta là finché non ti avvertirò, perché Erode sta cercando il bambino per ucciderlo".
14Giuseppe, destatosi, prese con sé il bambino e sua madre nella notte e fuggì in Egitto, 15dove rimase fino alla morte di Erode, perché si adempisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta:
Dall'Egitto ho chiamato il mio figlio.
16Erode, accortosi che i Magi si erano presi gioco di lui, s'infuriò e mandò ad uccidere tutti i bambini di Betlemme e del suo territorio dai due anni in giù, corrispondenti al tempo su cui era stato informato dai Magi. 17Allora si adempì quel che era stato detto per mezzo del profeta Geremia:
18Un grido è stato udito in Rama,
un pianto e un lamento grande;
Rachele piange i suoi figli
e non vuole essere consolata, perché non sono più.
19Morto Erode, un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe in Egitto 20e gli disse: "Alzati, prendi con te il bambino e sua madre e va' nel paese d'Israele; perché sono morti coloro che insidiavano la vita del bambino". 21Egli, alzatosi, prese con sé il bambino e sua madre, ed entrò nel paese d'Israele. 22Avendo però saputo che era re della Giudea Archelào al posto di suo padre Erode, ebbe paura di andarvi. Avvertito poi in sogno, si ritirò nelle regioni della Galilea 23e, appena giunto, andò ad abitare in una città chiamata Nàzaret, perché si adempisse ciò che era stato detto dai profeti: "Sarà chiamato Nazareno".
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GIUSEPPE DAL VANGELO SECONDO LUCA
Luca 2: 1-52
2-1In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. 2Questo primo censimento fu fatto quando era governatore della Siria Quirinio. 3Andavano tutti a farsi registrare, ciascuno nella sua città. 4Anche Giuseppe, che era della casa e della famiglia di Davide, dalla città di Nàzaret e dalla Galilea salì in Giudea alla città di Davide, chiamata Betlemme, 5per farsi registrare insieme con Maria sua sposa, che era incinta. 6Ora, mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. 7Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia, perché non c'era posto per loro nell'albergo.
8C'erano in quella regione alcuni pastori che vegliavano di notte facendo la guardia al loro gregge. 9Un angelo del Signore si presentò davanti a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande spavento, 10ma l'angelo disse loro: "Non temete, ecco vi annunzio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: 11oggi vi è nato nella città di Davide un salvatore, che è il Cristo Signore. 12Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, che giace in una mangiatoia". 13E subito apparve con l'angelo una moltitudine dell'esercito celeste che lodava Dio e diceva:
14"Gloria a Dio nel più alto dei cieli
e pace in terra agli uomini che egli ama".
15Appena gli angeli si furono allontanati per tornare al cielo, i pastori dicevano fra loro: "Andiamo fino a Betlemme, vediamo questo avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere". 16Andarono dunque senz'indugio e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, che giaceva nella mangiatoia. 17E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro. 18Tutti quelli che udirono, si stupirono delle cose che i pastori dicevano. 19Maria, da parte sua, serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore.
20I pastori poi se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com'era stato detto loro.
21Quando furon passati gli otto giorni prescritti per la circoncisione, gli fu messo nome Gesù, come era stato chiamato dall'angelo prima di essere concepito nel grembo della madre.
22Quando venne il tempo della loro purificazione secondo la Legge di Mosè, portarono il bambino a Gerusalemme per offrirlo al Signore, 23come è scritto nella Legge del Signore: ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore; 24e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o di giovani colombi, come prescrive la Legge del Signore.
25Ora a Gerusalemme c'era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e timorato di Dio, che aspettava il conforto d'Israele; 26lo Spirito Santo che era sopra di lui, gli aveva preannunziato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Messia del Signore. 27Mosso dunque dallo Spirito, si recò al tempio; e mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per adempiere la Legge, 28lo prese tra le braccia e benedisse Dio:
29"Ora lascia, o Signore, che il tuo servo
vada in pace secondo la tua parola;
30perché i miei occhi han visto la tua salvezza,
31preparata da te davanti a tutti i popoli,
32luce per illuminare le genti
e gloria del tuo popolo Israele".
33Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. 34Simeone li benedisse e parlò a Maria, sua madre: "Egli è qui per la rovina e la risurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione 35perché siano svelati i pensieri di molti cuori. E anche a te una spada trafiggerà l'anima".
36C'era anche una profetessa, Anna, figlia di Fanuèle, della tribù di Aser. Era molto avanzata in età, aveva vissuto col marito sette anni dal tempo in cui era ragazza, 37era poi rimasta vedova e ora aveva ottantaquattro anni. Non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere. 38Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme.
39Quando ebbero tutto compiuto secondo la legge del Signore, fecero ritorno in Galilea, alla loro città di Nàzaret. 40Il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era sopra di lui.
41I suoi genitori si recavano tutti gli anni a Gerusalemme per la festa di Pasqua. 42Quando egli ebbe dodici anni, vi salirono di nuovo secondo l'usanza; 43ma trascorsi i giorni della festa, mentre riprendevano la via del ritorno, il fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero. 44Credendolo nella carovana, fecero una giornata di viaggio, e poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti; 45non avendolo trovato, tornarono in cerca di lui a Gerusalemme. 46Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai dottori, mentre li ascoltava e li interrogava. 47E tutti quelli che l'udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte. 48Al vederlo restarono stupiti e sua madre gli disse: "Figlio, perché ci hai fatto così? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo". 49Ed egli rispose: "Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?". 50Ma essi non compresero le sue parole.
51Partì dunque con loro e tornò a Nàzaret e stava loro sottomesso. Sua madre serbava tutte queste cose nel suo cuore. 52E Gesù cresceva in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini.
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Citazioni Bibbia di Gerusalemme
http://www.liberliber.it/biblioteca/b/bibbia/la_sacra_bibbia/html/05_01.htm
https://sites.google.com/site/lesacrescritture/
MARIA NEI VANGELI DAL PRINCIPIO ALLA FINE
MARIA NEI VANGELI DAL PRINCIPIO ALLA FINE
Maria madre di Gesù la incontriamo all'inizio dei Vangeli fino alla nascita della Chiesa Cristiana
Analisi di Martino Gerber e Giuliano Lattes studiosi biblisti
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MARIA NEI VANGELI DELL'INFANZIA DI GESU'
L'ANNUNCIAZIONE
Luca 1: 26-56
26Nel sesto mese, l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, 27a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. 28Entrando da lei, disse: "Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te". 29A queste parole ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto. 30L'angelo le disse: "Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. 31Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. 32Sarà grande e chiamato Figlio dell'Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre 33e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine".
34Allora Maria disse all'angelo: "Come è possibile? Non conosco uomo". 35Le rispose l'angelo: "Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell'Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio. 36Vedi: anche Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia, ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile: 37nulla è impossibile a Dio". 38Allora Maria disse: "Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto". E l'angelo partì da lei.
39In quei giorni Maria si mise in viaggio verso la montagna e raggiunse in fretta una città di Giuda. 40Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. 41Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino le sussultò nel grembo. Elisabetta fu piena di Spirito Santo 42ed esclamò a gran voce: "Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! 43A che debbo che la madre del mio Signore venga a me? 44Ecco, appena la voce del tuo saluto è giunta ai miei orecchi, il bambino ha esultato di gioia nel mio grembo. 45E beata colei che ha creduto nell'adempimento delle parole del Signore".
46Allora Maria disse:
"L'anima mia magnifica il Signore
47e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
48perché ha guardato l'umiltà della sua serva.
D'ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.
49Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente
e Santo è il suo nome:
50di generazione in generazione la sua misericordia
si stende su quelli che lo temono.
51Ha spiegato la potenza del suo braccio,
ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;
52ha rovesciato i potenti dai troni,
ha innalzato gli umili;
53ha ricolmato di beni gli affamati,
ha rimandato a mani vuote i ricchi.
54Ha soccorso Israele, suo servo,
ricordandosi della sua misericordia,
55come aveva promesso ai nostri padri,
ad Abramo e alla sua discendenza,
per sempre".
56Maria rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua.
Matteo 1: 18-25
18Ecco come avvenne la nascita di Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. 19Giuseppe suo sposo, che era giusto e non voleva ripudiarla, decise di licenziarla in segreto. 20Mentre però stava pensando a queste cose, ecco che gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: "Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa, perché quel che è generato in lei viene dallo Spirito Santo. 21Essa partorirà un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati".
22Tutto questo avvenne perché si adempisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta:
23Ecco, la vergine concepirà e partorirà un figlio
che sarà chiamato Emmanuele,
che significa Dio con noi. 24Destatosi dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l'angelo del Signore e prese con sé la sua sposa, 25la quale, senza che egli la conoscesse, partorì un figlio, che egli chiamò Gesù.
LA NASCITA DI GESU'
Luca 2: 1-38
1In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. 2Questo primo censimento fu fatto quando era governatore della Siria Quirinio. 3Andavano tutti a farsi registrare, ciascuno nella sua città. 4Anche Giuseppe, che era della casa e della famiglia di Davide, dalla città di Nàzaret e dalla Galilea salì in Giudea alla città di Davide, chiamata Betlemme, 5per farsi registrare insieme con Maria sua sposa, che era incinta. 6Ora, mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. 7Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia, perché non c'era posto per loro nell'albergo.
8C'erano in quella regione alcuni pastori che vegliavano di notte facendo la guardia al loro gregge. 9Un angelo del Signore si presentò davanti a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande spavento, 10ma l'angelo disse loro: "Non temete, ecco vi annunzio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: 11oggi vi è nato nella città di Davide un salvatore, che è il Cristo Signore. 12Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, che giace in una mangiatoia". 13E subito apparve con l'angelo una moltitudine dell'esercito celeste che lodava Dio e diceva:
14"Gloria a Dio nel più alto dei cieli
e pace in terra agli uomini che egli ama".
15Appena gli angeli si furono allontanati per tornare al cielo, i pastori dicevano fra loro: "Andiamo fino a Betlemme, vediamo questo avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere". 16Andarono dunque senz'indugio e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, che giaceva nella mangiatoia. 17E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro. 18Tutti quelli che udirono, si stupirono delle cose che i pastori dicevano. 19Maria, da parte sua, serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore.
20I pastori poi se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com'era stato detto loro.
21Quando furon passati gli otto giorni prescritti per la circoncisione, gli fu messo nome Gesù, come era stato chiamato dall'angelo prima di essere concepito nel grembo della madre.
22Quando venne il tempo della loro purificazione secondo la Legge di Mosè, portarono il bambino a Gerusalemme per offrirlo al Signore, 23come è scritto nella Legge del Signore: ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore; 24e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o di giovani colombi, come prescrive la Legge del Signore.
25Ora a Gerusalemme c'era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e timorato di Dio, che aspettava il conforto d'Israele; 26lo Spirito Santo che era sopra di lui, gli aveva preannunziato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Messia del Signore. 27Mosso dunque dallo Spirito, si recò al tempio; e mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per adempiere la Legge, 28lo prese tra le braccia e benedisse Dio:
29"Ora lascia, o Signore, che il tuo servo
vada in pace secondo la tua parola;
30perché i miei occhi han visto la tua salvezza,
31preparata da te davanti a tutti i popoli,
32luce per illuminare le genti
e gloria del tuo popolo Israele".
33Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. 34Simeone li benedisse e parlò a Maria, sua madre: "Egli è qui per la rovina e la risurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione 35perché siano svelati i pensieri di molti cuori. E anche a te una spada trafiggerà l'anima".
36C'era anche una profetessa, Anna, figlia di Fanuèle, della tribù di Aser. Era molto avanzata in età, aveva vissuto col marito sette anni dal tempo in cui era ragazza, 37era poi rimasta vedova e ora aveva ottantaquattro anni. Non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere. 38Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme.
LA VISITA DEI RE MAGI
Matteo 2: 1-23
1Gesù nacque a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode. Alcuni Magi giunsero da oriente a Gerusalemme e domandavano: 2"Dov'è il re dei Giudei che è nato? Abbiamo visto sorgere la sua stella, e siamo venuti per adorarlo". 3All'udire queste parole, il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme. 4Riuniti tutti i sommi sacerdoti e gli scribi del popolo, s'informava da loro sul luogo in cui doveva nascere il Messia. 5Gli risposero: "A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta:
6E tu, Betlemme, terra di Giuda,
non sei davvero il più piccolo capoluogo di Giuda:
da te uscirà infatti un capo
che pascerà il mio popolo, Israele.
7Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire con esattezza da loro il tempo in cui era apparsa la stella 8e li inviò a Betlemme esortandoli: "Andate e informatevi accuratamente del bambino e, quando l'avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch'io venga ad adorarlo".
9Udite le parole del re, essi partirono. Ed ecco la stella, che avevano visto nel suo sorgere, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. 10Al vedere la stella, essi provarono una grandissima gioia. 11Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, e prostratisi lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra. 12Avvertiti poi in sogno di non tornare da Erode, per un'altra strada fecero ritorno al loro paese.
13Essi erano appena partiti, quando un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: "Alzati, prendi con te il bambino e sua madre e fuggi in Egitto, e resta là finché non ti avvertirò, perché Erode sta cercando il bambino per ucciderlo".
14Giuseppe, destatosi, prese con sé il bambino e sua madre nella notte e fuggì in Egitto, 15dove rimase fino alla morte di Erode, perché si adempisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta:
Dall'Egitto ho chiamato il mio figlio.
16Erode, accortosi che i Magi si erano presi gioco di lui, s'infuriò e mandò ad uccidere tutti i bambini di Betlemme e del suo territorio dai due anni in giù, corrispondenti al tempo su cui era stato informato dai Magi. 17Allora si adempì quel che era stato detto per mezzo del profeta Geremia:
18Un grido è stato udito in Rama,
un pianto e un lamento grande;
Rachele piange i suoi figli
e non vuole essere consolata, perché non sono più.
19Morto Erode, un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe in Egitto 20e gli disse: "Alzati, prendi con te il bambino e sua madre e va' nel paese d'Israele; perché sono morti coloro che insidiavano la vita del bambino". 21Egli, alzatosi, prese con sé il bambino e sua madre, ed entrò nel paese d'Israele. 22Avendo però saputo che era re della Giudea Archelào al posto di suo padre Erode, ebbe paura di andarvi. Avvertito poi in sogno, si ritirò nelle regioni della Galilea 23e, appena giunto, andò ad abitare in una città chiamata Nàzaret, perché si adempisse ciò che era stato detto dai profeti: "Sarà chiamato Nazareno".
LA VITA A NAZARETH
Luca 2: 39-52
39Quando ebbero tutto compiuto secondo la legge del Signore, fecero ritorno in Galilea, alla loro città di Nàzaret. 40Il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era sopra di lui.
41I suoi genitori si recavano tutti gli anni a Gerusalemme per la festa di Pasqua. 42Quando egli ebbe dodici anni, vi salirono di nuovo secondo l'usanza; 43ma trascorsi i giorni della festa, mentre riprendevano la via del ritorno, il fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero. 44Credendolo nella carovana, fecero una giornata di viaggio, e poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti; 45non avendolo trovato, tornarono in cerca di lui a Gerusalemme. 46Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai dottori, mentre li ascoltava e li interrogava. 47E tutti quelli che l'udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte. 48Al vederlo restarono stupiti e sua madre gli disse: "Figlio, perché ci hai fatto così? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo". 49Ed egli rispose: "Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?". 50Ma essi non compresero le sue parole.
51Partì dunque con loro e tornò a Nàzaret e stava loro sottomesso. Sua madre serbava tutte queste cose nel suo cuore. 52E Gesù cresceva in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini.
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MARIA NEI VANGELI DELLA VITA PUBBLICA DI GESU'
MARIA INTERVIENE NEL PRIMO MIRACOLO PUBBLICO DI GESU'
Giovanni 2: 1-12
1Tre giorni dopo, ci fu uno sposalizio a Cana di Galilea e c'era la madre di Gesù. 2Fu invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli. 3Nel frattempo, venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: "Non hanno più vino". 4E Gesù rispose: "Che ho da fare con te, o donna? Non è ancora giunta la mia ora". 5La madre dice ai servi: "Fate quello che vi dirà".
6Vi erano là sei giare di pietra per la purificazione dei Giudei, contenenti ciascuna due o tre barili. 7E Gesù disse loro: "Riempite d'acqua le giare"; e le riempirono fino all'orlo. 8Disse loro di nuovo: "Ora attingete e portatene al maestro di tavola". Ed essi gliene portarono. 9E come ebbe assaggiato l'acqua diventata vino, il maestro di tavola, che non sapeva di dove venisse (ma lo sapevano i servi che avevano attinto l'acqua), chiamò lo sposo 10e gli disse: "Tutti servono da principio il vino buono e, quando sono un po' brilli, quello meno buono; tu invece hai conservato fino ad ora il vino buono". 11Così Gesù diede inizio ai suoi miracoli in Cana di Galilea, manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui.
12Dopo questo fatto, discese a Cafàrnao insieme con sua madre, i fratelli e i suoi discepoli e si fermarono colà solo pochi giorni.
GESU' PARLA DI SUA MADRE
Matteo 12: 46-50
46Mentre egli parlava ancora alla folla, sua madre e i suoi fratelli, stando fuori in disparte, cercavano di parlargli. 47Qualcuno gli disse: "Ecco di fuori tua madre e i tuoi fratelli che vogliono parlarti". 48Ed egli, rispondendo a chi lo informava, disse: "Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?". 49Poi stendendo la mano verso i suoi discepoli disse: "Ecco mia madre ed ecco i miei fratelli; 50perché chiunque fa la volontà del Padre mio che è nei cieli, questi è per me fratello, sorella e madre".
Luca 11: 27-28
27Mentre diceva questo, una donna alzò la voce di mezzo alla folla e disse: "Beato il ventre che ti ha portato e il seno da cui hai preso il latte!". 28Ma egli disse: "Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano!".
MARIA ACCANTO GESU' CROCIFISSO
Giovanni 19: 25-27
25Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria di Clèofa e Maria di Màgdala. 26Gesù allora, vedendo la madre e lì accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: "Donna, ecco il tuo figlio!". 27Poi disse al discepolo: "Ecco la tua madre!". E da quel momento il discepolo la prese nella sua casa.
MARIA NEL CENACOLO
Atti 1: 13-14
13Entrati in città salirono al piano superiore dove abitavano. C'erano Pietro e Giovanni, Giacomo e Andrea, Filippo e Tommaso, Bartolomeo e Matteo, Giacomo di Alfeo e Simone lo Zelòta e Giuda di Giacomo. 14Tutti questi erano assidui e concordi nella preghiera, insieme con alcune donne e con Maria, la madre di Gesù e con i fratelli di lui.
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Citazioni Bibbia
"La Bibbia di Gerusalemme"
http://www.liberliber.it/biblioteca/b/bibbia/la_sacra_bibbia/html/index.htm
https://sites.google.com/site/lesacrescritture/
Maria madre di Gesù la incontriamo all'inizio dei Vangeli fino alla nascita della Chiesa Cristiana
Analisi di Martino Gerber e Giuliano Lattes studiosi biblisti
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MARIA NEI VANGELI DELL'INFANZIA DI GESU'
L'ANNUNCIAZIONE
Luca 1: 26-56
26Nel sesto mese, l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, 27a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. 28Entrando da lei, disse: "Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te". 29A queste parole ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto. 30L'angelo le disse: "Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. 31Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. 32Sarà grande e chiamato Figlio dell'Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre 33e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine".
34Allora Maria disse all'angelo: "Come è possibile? Non conosco uomo". 35Le rispose l'angelo: "Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell'Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio. 36Vedi: anche Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia, ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile: 37nulla è impossibile a Dio". 38Allora Maria disse: "Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto". E l'angelo partì da lei.
39In quei giorni Maria si mise in viaggio verso la montagna e raggiunse in fretta una città di Giuda. 40Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. 41Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino le sussultò nel grembo. Elisabetta fu piena di Spirito Santo 42ed esclamò a gran voce: "Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! 43A che debbo che la madre del mio Signore venga a me? 44Ecco, appena la voce del tuo saluto è giunta ai miei orecchi, il bambino ha esultato di gioia nel mio grembo. 45E beata colei che ha creduto nell'adempimento delle parole del Signore".
46Allora Maria disse:
"L'anima mia magnifica il Signore
47e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
48perché ha guardato l'umiltà della sua serva.
D'ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.
49Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente
e Santo è il suo nome:
50di generazione in generazione la sua misericordia
si stende su quelli che lo temono.
51Ha spiegato la potenza del suo braccio,
ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;
52ha rovesciato i potenti dai troni,
ha innalzato gli umili;
53ha ricolmato di beni gli affamati,
ha rimandato a mani vuote i ricchi.
54Ha soccorso Israele, suo servo,
ricordandosi della sua misericordia,
55come aveva promesso ai nostri padri,
ad Abramo e alla sua discendenza,
per sempre".
56Maria rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua.
Matteo 1: 18-25
18Ecco come avvenne la nascita di Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. 19Giuseppe suo sposo, che era giusto e non voleva ripudiarla, decise di licenziarla in segreto. 20Mentre però stava pensando a queste cose, ecco che gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: "Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa, perché quel che è generato in lei viene dallo Spirito Santo. 21Essa partorirà un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati".
22Tutto questo avvenne perché si adempisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta:
23Ecco, la vergine concepirà e partorirà un figlio
che sarà chiamato Emmanuele,
che significa Dio con noi. 24Destatosi dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l'angelo del Signore e prese con sé la sua sposa, 25la quale, senza che egli la conoscesse, partorì un figlio, che egli chiamò Gesù.
LA NASCITA DI GESU'
Luca 2: 1-38
1In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. 2Questo primo censimento fu fatto quando era governatore della Siria Quirinio. 3Andavano tutti a farsi registrare, ciascuno nella sua città. 4Anche Giuseppe, che era della casa e della famiglia di Davide, dalla città di Nàzaret e dalla Galilea salì in Giudea alla città di Davide, chiamata Betlemme, 5per farsi registrare insieme con Maria sua sposa, che era incinta. 6Ora, mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. 7Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia, perché non c'era posto per loro nell'albergo.
8C'erano in quella regione alcuni pastori che vegliavano di notte facendo la guardia al loro gregge. 9Un angelo del Signore si presentò davanti a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande spavento, 10ma l'angelo disse loro: "Non temete, ecco vi annunzio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: 11oggi vi è nato nella città di Davide un salvatore, che è il Cristo Signore. 12Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, che giace in una mangiatoia". 13E subito apparve con l'angelo una moltitudine dell'esercito celeste che lodava Dio e diceva:
14"Gloria a Dio nel più alto dei cieli
e pace in terra agli uomini che egli ama".
15Appena gli angeli si furono allontanati per tornare al cielo, i pastori dicevano fra loro: "Andiamo fino a Betlemme, vediamo questo avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere". 16Andarono dunque senz'indugio e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, che giaceva nella mangiatoia. 17E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro. 18Tutti quelli che udirono, si stupirono delle cose che i pastori dicevano. 19Maria, da parte sua, serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore.
20I pastori poi se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com'era stato detto loro.
21Quando furon passati gli otto giorni prescritti per la circoncisione, gli fu messo nome Gesù, come era stato chiamato dall'angelo prima di essere concepito nel grembo della madre.
22Quando venne il tempo della loro purificazione secondo la Legge di Mosè, portarono il bambino a Gerusalemme per offrirlo al Signore, 23come è scritto nella Legge del Signore: ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore; 24e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o di giovani colombi, come prescrive la Legge del Signore.
25Ora a Gerusalemme c'era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e timorato di Dio, che aspettava il conforto d'Israele; 26lo Spirito Santo che era sopra di lui, gli aveva preannunziato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Messia del Signore. 27Mosso dunque dallo Spirito, si recò al tempio; e mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per adempiere la Legge, 28lo prese tra le braccia e benedisse Dio:
29"Ora lascia, o Signore, che il tuo servo
vada in pace secondo la tua parola;
30perché i miei occhi han visto la tua salvezza,
31preparata da te davanti a tutti i popoli,
32luce per illuminare le genti
e gloria del tuo popolo Israele".
33Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. 34Simeone li benedisse e parlò a Maria, sua madre: "Egli è qui per la rovina e la risurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione 35perché siano svelati i pensieri di molti cuori. E anche a te una spada trafiggerà l'anima".
36C'era anche una profetessa, Anna, figlia di Fanuèle, della tribù di Aser. Era molto avanzata in età, aveva vissuto col marito sette anni dal tempo in cui era ragazza, 37era poi rimasta vedova e ora aveva ottantaquattro anni. Non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere. 38Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme.
LA VISITA DEI RE MAGI
Matteo 2: 1-23
1Gesù nacque a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode. Alcuni Magi giunsero da oriente a Gerusalemme e domandavano: 2"Dov'è il re dei Giudei che è nato? Abbiamo visto sorgere la sua stella, e siamo venuti per adorarlo". 3All'udire queste parole, il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme. 4Riuniti tutti i sommi sacerdoti e gli scribi del popolo, s'informava da loro sul luogo in cui doveva nascere il Messia. 5Gli risposero: "A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta:
6E tu, Betlemme, terra di Giuda,
non sei davvero il più piccolo capoluogo di Giuda:
da te uscirà infatti un capo
che pascerà il mio popolo, Israele.
7Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire con esattezza da loro il tempo in cui era apparsa la stella 8e li inviò a Betlemme esortandoli: "Andate e informatevi accuratamente del bambino e, quando l'avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch'io venga ad adorarlo".
9Udite le parole del re, essi partirono. Ed ecco la stella, che avevano visto nel suo sorgere, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. 10Al vedere la stella, essi provarono una grandissima gioia. 11Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, e prostratisi lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra. 12Avvertiti poi in sogno di non tornare da Erode, per un'altra strada fecero ritorno al loro paese.
13Essi erano appena partiti, quando un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: "Alzati, prendi con te il bambino e sua madre e fuggi in Egitto, e resta là finché non ti avvertirò, perché Erode sta cercando il bambino per ucciderlo".
14Giuseppe, destatosi, prese con sé il bambino e sua madre nella notte e fuggì in Egitto, 15dove rimase fino alla morte di Erode, perché si adempisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta:
Dall'Egitto ho chiamato il mio figlio.
16Erode, accortosi che i Magi si erano presi gioco di lui, s'infuriò e mandò ad uccidere tutti i bambini di Betlemme e del suo territorio dai due anni in giù, corrispondenti al tempo su cui era stato informato dai Magi. 17Allora si adempì quel che era stato detto per mezzo del profeta Geremia:
18Un grido è stato udito in Rama,
un pianto e un lamento grande;
Rachele piange i suoi figli
e non vuole essere consolata, perché non sono più.
19Morto Erode, un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe in Egitto 20e gli disse: "Alzati, prendi con te il bambino e sua madre e va' nel paese d'Israele; perché sono morti coloro che insidiavano la vita del bambino". 21Egli, alzatosi, prese con sé il bambino e sua madre, ed entrò nel paese d'Israele. 22Avendo però saputo che era re della Giudea Archelào al posto di suo padre Erode, ebbe paura di andarvi. Avvertito poi in sogno, si ritirò nelle regioni della Galilea 23e, appena giunto, andò ad abitare in una città chiamata Nàzaret, perché si adempisse ciò che era stato detto dai profeti: "Sarà chiamato Nazareno".
LA VITA A NAZARETH
Luca 2: 39-52
39Quando ebbero tutto compiuto secondo la legge del Signore, fecero ritorno in Galilea, alla loro città di Nàzaret. 40Il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era sopra di lui.
41I suoi genitori si recavano tutti gli anni a Gerusalemme per la festa di Pasqua. 42Quando egli ebbe dodici anni, vi salirono di nuovo secondo l'usanza; 43ma trascorsi i giorni della festa, mentre riprendevano la via del ritorno, il fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero. 44Credendolo nella carovana, fecero una giornata di viaggio, e poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti; 45non avendolo trovato, tornarono in cerca di lui a Gerusalemme. 46Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai dottori, mentre li ascoltava e li interrogava. 47E tutti quelli che l'udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte. 48Al vederlo restarono stupiti e sua madre gli disse: "Figlio, perché ci hai fatto così? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo". 49Ed egli rispose: "Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?". 50Ma essi non compresero le sue parole.
51Partì dunque con loro e tornò a Nàzaret e stava loro sottomesso. Sua madre serbava tutte queste cose nel suo cuore. 52E Gesù cresceva in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini.
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MARIA NEI VANGELI DELLA VITA PUBBLICA DI GESU'
MARIA INTERVIENE NEL PRIMO MIRACOLO PUBBLICO DI GESU'
Giovanni 2: 1-12
1Tre giorni dopo, ci fu uno sposalizio a Cana di Galilea e c'era la madre di Gesù. 2Fu invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli. 3Nel frattempo, venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: "Non hanno più vino". 4E Gesù rispose: "Che ho da fare con te, o donna? Non è ancora giunta la mia ora". 5La madre dice ai servi: "Fate quello che vi dirà".
6Vi erano là sei giare di pietra per la purificazione dei Giudei, contenenti ciascuna due o tre barili. 7E Gesù disse loro: "Riempite d'acqua le giare"; e le riempirono fino all'orlo. 8Disse loro di nuovo: "Ora attingete e portatene al maestro di tavola". Ed essi gliene portarono. 9E come ebbe assaggiato l'acqua diventata vino, il maestro di tavola, che non sapeva di dove venisse (ma lo sapevano i servi che avevano attinto l'acqua), chiamò lo sposo 10e gli disse: "Tutti servono da principio il vino buono e, quando sono un po' brilli, quello meno buono; tu invece hai conservato fino ad ora il vino buono". 11Così Gesù diede inizio ai suoi miracoli in Cana di Galilea, manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui.
12Dopo questo fatto, discese a Cafàrnao insieme con sua madre, i fratelli e i suoi discepoli e si fermarono colà solo pochi giorni.
GESU' PARLA DI SUA MADRE
Matteo 12: 46-50
46Mentre egli parlava ancora alla folla, sua madre e i suoi fratelli, stando fuori in disparte, cercavano di parlargli. 47Qualcuno gli disse: "Ecco di fuori tua madre e i tuoi fratelli che vogliono parlarti". 48Ed egli, rispondendo a chi lo informava, disse: "Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?". 49Poi stendendo la mano verso i suoi discepoli disse: "Ecco mia madre ed ecco i miei fratelli; 50perché chiunque fa la volontà del Padre mio che è nei cieli, questi è per me fratello, sorella e madre".
Luca 11: 27-28
27Mentre diceva questo, una donna alzò la voce di mezzo alla folla e disse: "Beato il ventre che ti ha portato e il seno da cui hai preso il latte!". 28Ma egli disse: "Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano!".
MARIA ACCANTO GESU' CROCIFISSO
Giovanni 19: 25-27
25Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria di Clèofa e Maria di Màgdala. 26Gesù allora, vedendo la madre e lì accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: "Donna, ecco il tuo figlio!". 27Poi disse al discepolo: "Ecco la tua madre!". E da quel momento il discepolo la prese nella sua casa.
MARIA NEL CENACOLO
Atti 1: 13-14
13Entrati in città salirono al piano superiore dove abitavano. C'erano Pietro e Giovanni, Giacomo e Andrea, Filippo e Tommaso, Bartolomeo e Matteo, Giacomo di Alfeo e Simone lo Zelòta e Giuda di Giacomo. 14Tutti questi erano assidui e concordi nella preghiera, insieme con alcune donne e con Maria, la madre di Gesù e con i fratelli di lui.
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Citazioni Bibbia
"La Bibbia di Gerusalemme"
http://www.liberliber.it/biblioteca/b/bibbia/la_sacra_bibbia/html/index.htm
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LA CIRCONCISIONE DI GESU' E LA SUA PRESENTAZIONE AL TEMPIO
IL VANGELO DELL'INFANZIA
LA CIRCONCISIONE DI GESU' E LA SUA PRESENTAZIONE AL TEMPIO
(Luca 2, 21-40)
LA CIRCONCISIONE DI GESU' (2, 21)
Scrive Luca «E quando furono compiuti gli otto giorni in capo ai quali Egli doveva essere circonciso, gli fu imposto il nome di Gesù, che gli era stato dato dall'angelo, prima che Egli fosse concepito nel seno»: questo accenno fato da Luca al rito della circoncisione di Gesù vuole informarci, oltreché del rito stesso a cui il bambino fu sottoposto come qualsiasi bambino ebreo, anche della imposizione del nome "Gesù", secondo quanto comunicato dall'angelo sia a Maria (Luca 1, 31) che a Giuseppe (Matteo 1, 21).
Alcune informazioni sul rito ebraico della circoncisione sono state date a proposito della circoncisione di Giovanni il Battezzatore (Luca 1, 59-63).
Qui aggiungeremo solo che la circoncisione non fu per la prima volta usata in Oriente dagli Ebrei per ordine di Dio (Genesi 17, 9-14), perché si tratta di una pratica molto più antica un uso presso i popoli orientali (semiti) sia per motivi presumibilmente igienici, sia come rito magico-propiziatorio per consacrare alla divinità la facoltà generativa, mediante cui si trasmette la vita.
Tra gli ebrei, però essa ebbe fin dall'inizio un significato religioso, cioè di appartenenza al popolo di Dio, legato a Dio dall'alleanza (Genesi 17, 2; Levitico 12, 3).
LA PRESENTAZIONE DI GESU' AL TEMPIO (2, 22-24)
In questa pericope Luca narra che Maria e Giuseppe ottemperarono a due precetti della Legge mosaica: al precetto dell'offerta del primogenito a Signore, che secondo Numeri 18, 15 doveva essere riscattato al 31° giorno dalla nascita, mediante il pagamento di 5 sicli; e al precetto della purificazione di Maria, che il Levitico 12, 2-8 imponeva alla donna di fare, presentasi al tempio entro 40 giorni, se il neonato era maschio, oppure entro 80, se femmina.
«E quando furono compiuti i giorni della loro purificazione, secondo la legge di Mosè »; a chi si riferisce il pronome "loro"? Grammaticalmente sembra riferirsi ai genitori, che sono il soggetto del verbo seguente "portarono". Ma, poiché in nessun passo dell'Antico Testamento si fa mai menzione o allusione a una qualche impurità che avrebbe contratto il padre alla nascita di un figlio, sembra evidente che il pronome "loro" si riferisca a Maria e Gesù, protagonisti della cerimonia.
Il termine "purificazione" (greco: kaqari\smo\j = katharìsmòs = riscatto, o semplicemente: espiazione) è stato scelto a causa di Maria, ma in modo da convenire meglio a Gesù (infatti la Settanta per indicare la purificazione della partoriente usa il termine tecnico "kathàeseos").
La legge del Levitico (12, 6-8) prescriveva che la donna nel giorno della sua purificazione offrisse in olocausto un agnello di un anno e una colomba o tortora, ma, se era povera, era sufficiente che offrisse due colombi o tortore, come fece appunto Maria.
La cerimonia della purificazione si svolgeva così: giunta la donna al tempio presso la porta di Nicanore, il sacerdote di turno l'aspergeva con sangue e recitava su di essa alcune preghiere; quindi seguiva l'offerta stabilita per la purificazione e il pagamento dei cinque sicli per il riscatto del primogenito, che apparteneva a Dio (Esodo 13, 2.12.15; 22, 29; 34, 19; Numeri 3, 13; 8, 16-17; 18, 15). Perché Gesù, concepito per opera dello Spirito Santo e Figlio di Dio, e Dio lui stesso, che non era perciò tenuto ad offrire al Padre né a se stesso alcun riscatto, e perché Maria, che, non avendo concepito col concorso d'uomo, non aveva contratto alcuna impurità legale alla nascita del Figlio, si sottoponeva alla luce comune a tutti i figli maschi primogeniti?
Probabilmente, perché il mistero della nascita miracolosa di Gesù e della sua divina natura non doveva essere rivelato. D'altra parte la Legge parlava chiaro di quest'obbligo per tutti i primogeniti (Numeri 8, 16) e Gesù si trovava in questa condizione. Per questo Maria e Gesù si sottomisero alla Legge (Numeri 18, 15-16).
Mentre Maria e Giuseppe erano nel tempio col bambino Gesù, avvennero due fatti singolari.
L'APPARIZIONE DI SIMEONE E ANNA NEL TEMPIO (Luca 2, 25-38).
Viveva in quel tempo a Gerusalemme « un uomo di nome Simeone» (o Simone, ebraico: esaudimento?), di cui si dice che «era giusto e timorato di Dio », cioè osservante della Legge e pio, avanzato d'età, il quale aveva una fede talmente forte, malgrado le umiliazioni del popolo sottomesso ai Romani, «aspettava la consolazione d'Israele»; questa è un'espressione astratta per indicare Colui che i profeti avevano annunziato come "Consolatore, cioè il Messia (cfr. Isaia 41, 1.3; 66, 13; Aggeo 2, 7-9).
«E lo Spirito Santo era sopra di lui»: si tratta dello Spirito di profezia, che era tornato, dopo 400 anni circa, a risvegliare l'attesa messianica tra gli Ebrei e prepararli alla venuta del Messia.
A Simeone «era stato rivelato dallo Spirito Santo che non vedrebbe la morte prima d'aver veduto (coi suoi occhi) il Cristo (cioè l'Unto) del Signore: "vedere la morte" è un'espressione semitica per dire "morire".
Egli, quel giorno, « mosso dallo Spirito, venne nel tempio», cioè nel recinto del tempio (greco: iero/n = ieròn; mentre il tempio propriamente detto, riservato ai soli sacerdoti, era detto nao\j = naòs), e vi giunse proprio mentre « i genitori vi portavano il bambino Gesù», cioè appena vi erano appena entrati.
Egli, per illuminazione divina, comprese che quel bambino era l'Atteso di Israele, perciò « se lo prese anch'egli tra le braccia e benedisse Iddio», cioè lo ringraziò per averlo privilegiato non solo di vedere ma anche di toccare e tenere tra le braccia il bambino, cioè il Messia.
Esplose così nel cantico, chiamato "Nunc Dimittis", dalle prime parole in latino.
Informazioni sulla paternità di Simeone di questo cantico possono trovarsi in articoli precedenti a proposito del cantico di Zaccaria ("Benedictus") e di Maria ("Magnificat").
«Ora, o mio (manca nel testo greco) Signore tu lasci andare in pace il tuo servo, secondo la tua parola»: da notare il contrasto tra "Signore" (greco: despo\thj = despòtes, cioè padrone assoluto e proprietario) e "servo" (dou\loj = doùlos = schiavo servitore). Inoltre "tu lascia andare in pace": in greco c'è il verbo "apolùeis", usato spesso per indicare la liberazione di un prigioniero, il congedo di truppe, il cambio della sentinella, ma il cui significato è "disciogli": Simeone infatti sembra ritenere la morte come uno scioglimento di lacci, una liberazione dalle pene della vita, e se stesso, essendo Dio padrone dell'uomo, come uno schiavo ubbidiente disposto a fare la sua volontà.
"La parola", a cui Simeone allude, è senza dubbio quella con cui lo Spirito Santo gli aveva dichiarato che non sarebbe morto prima di aver veduto il Messia (Cristo) Signore. Questa promessa gli aveva riempito l'anima di una tale gioia e pace, che ora non desiderava vivere più a lungo, avendo visto realizzate le sue speranze.
«Poiché gli occhi miei han veduto la tua salvezza»: "salvezza" (in greco: swthri/an = soterìan), poiché nel Messia si realizzavano tutte le promesse messianiche e si accumulavano tutte le benedizioni della redenzione.
Ma questa salvezza è detta "tua", perché Dio ne ha formato il disegno e tutto ha fatto cooperare al suo adempimento (Romani 3, 22).
«Che hai preparato dinanzi a tutti i popoli»: quindi, non solo per gli ebrei, come avevano annunziato anche i profeti antichi (Isaia 2, 2-3; 11, 10 ecc.; Ezechiele 16, 61; Amos 9, 12; Michea 4, 1-2 ecc.).
«Per essere luce da illuminare le genti e gloria del tuo popolo Israele»: il salvatore fu "luce" per i gentili, che difettavano della rivelazione soprannaturale, data agli Ebrei, mediante la verità che ha annunziato (2 Corinzi 3, 14-18), e che ha mostrato loro la via della pace; fu "gloria" invece per gli Ebrei, perché il Messia è provenuto da loro.
«E il padre e la madre di Gesù restavano meravigliati delle cose che diceva di lui (cioè del loro bambino)»: tale meraviglia proveniva loro dall'armonia straordinaria di testimonianze sullo stesso soggetto proveniente da fatti verificatisi nei più diversi ambienti e dalle parole dette dalle persone più diverse (angelo, sogno di Giuseppe, messaggio ai pastori, e le affermazioni di Simeone).
«E Simeone li benedisse (cioè si rallegrò e congratulò con loro, chiamandoli "beati") e disse a Maria, madre di lui: Ecco, questi è posto a caduta e rialzamento di molti in Israele»: è chiara l'allusione a Isaia 8, 14-15.18; 28, 16.
Chi crederà in Cristo otterrà salvezza ("rialzamento"), chi non crederà cadrà e si perderà (Romani 9, 33; 1 Pietro 2, 6-8).
Questa della "pietra" è la prima delle immagini.
«E per segno a cui si contraddirà»: è questa la seconda immagine o paragone.
"il segno" o vessillo si innalza per annunziare un avvenimento o segnalare un pericolo, e attorno ad esso si riuniscono tutti. Cristo sarà un segno per l'umanità, come lo sarà per gli ebrei: tutti di fronte a Lui dovranno assumere la loro posizione, o pro o contro di lui.
Come "segno" che dividerà l'umanità in due campi, il Messia farà in modo che « i pensieri di molti cuori siano rivelati»: "i pensieri" (greco : dialogismo\i = dialoghismòi) sono da intendersi come pensieri non buoni, malvagi, intenti cattivi.
«E a te stessa una spada trapasserà l'anima»: è la terza immagine o paragone.
"La spada" (greco: r¥onfai¢a = romphaia) è la spada a doppio taglio, acuto e penetrante che in genere è identificata con la Parola di Dio (Apocalisse 19, 13; Ebrei 4, 12). Questo inciso, riguardante Maria, si trova in un contesto, che riguarda "i pensieri", e malvagi per giunta; sembra quindi che la "spada" servirà a mettere a nudo i pensieri di Maria.
Anche essa, infatti, durante la vita, andò soggetta a dubbi circa suo Figlio, se fosse o no il Messia (cfr. Luca 2, 50; Marco 3, 21.31-35; Matteo 10, 36; Giovanni 7, 5). Quindi queste parole non profetizzano la sofferenza di Maria assieme a Gesù.
In quel tempo viveva « anche Anna» (ebraico: grazia, misericordia), « profetessa» (come Maria, sorella di Mosè, Esodo 15, 20; come Debora, Giudici 4, 4; come Hulda 2 Re 22, 14; 2 Cronache 24, 22), quindi conosceva e predicava l'avvenire e difendeva la Legge di Dio nei suoi discorsi o colloqui, riprendendo il vizio e incoraggiando la virtù; « figliuola di Fanuel (ebraico: faccia di Dio), della tribù di Aser, la quale era molto attempata», cioè molto avanti con gli anni. « Dopo esser vissuta col marito sette anni della sua verginità, era rimasta vedova ed aveva raggiunto gli ottantaquattro anni»: espressione che rende incerto se voglia dire che aveva 84 anni, oppure se era vissuta 84 anni dopo la morte del marito col quale era stata sposata sette anni (in questo caso 84 di vedovanza, più sette di matrimonio, più quindici oppure 13 di verginità, darebbe un'età di 106/104 anni.
«Ella non si dipartiva mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e orazioni »: secondo alcuni Anna avrebbe abitato assieme ad altre donne in una delle abitazioni annesse ai cortili del tempio, perché addette ad alcuni servizi ("sodo 38, 8; 1 Samuele 1, 22; Numeri 4, 23; 8, 24); ma sembra meglio ritenere che Luca voglia dire che passava gran parte del giorno nel tempio, avendo consacrato tutta la sua vita al Signore e trascorrendola in preghiera giorno e notte e nei digiuni.
«Sopraggiunta in quella stessa ora» dove si trovavano Simeone, Maria e Giuseppe col bambino Gesù, «lodava anch'ella Dio », perché dava compimento alle profezie con l'invio dell'atteso Messia, «e parlava del bambino », cioè del Messia, «a tutti quelli che aspettavano la redenzione (cioè il redentore) di Gerusalemme » (altri leggono: a tutti quelli che in Gerusalemme aspettavano la redenzione).
(vers. 38-40) Maria e Giuseppe « come ebbero adempiute a tutte le prescrizioni della legge del Signore, tornarono in Galilea, a Nazareth, loro città». Secondo il Vangelo di Matteo (2, 1 seg.) avvennero poi altri vari fatti (visita dei Magi, strage degli innocenti, fuga e ritorno dall'Egitto e dimora a Nazareth) che Luca non narra. Or i fatti narrati da Matteo debbono essere avvenuti subito dopo la presentazione al tempio, e così noi li tratteremo.
Luca poi conclude, dando un laconico accenno alla fanciullezza di Gesù a Nazareth, e dice: « E il bambino cresceva e si fortificava, essendo ripieno di sapienza; e la grazia di Dio era sopra lui». Così è descritto lo sviluppo intellettuale (greco: sofi/a = sophìa) di Gesù, quello fisico (greco huÃcanen = eùcsanen) e quello morale (greco xa/riti = kàriti) dai primi mesi ai 12 anni.
Inoltre la frase "e la grazia di Dio era sopra di lui" afferma che egli si distingueva fra gli altri bambini per i doni e le grazie, che mostrava a tutti come fosse il favorito di Dio.
http://www.chiesadicristo-padova.it/gesu1.htm
LA CIRCONCISIONE DI GESU' E LA SUA PRESENTAZIONE AL TEMPIO
(Luca 2, 21-40)
LA CIRCONCISIONE DI GESU' (2, 21)
Scrive Luca «E quando furono compiuti gli otto giorni in capo ai quali Egli doveva essere circonciso, gli fu imposto il nome di Gesù, che gli era stato dato dall'angelo, prima che Egli fosse concepito nel seno»: questo accenno fato da Luca al rito della circoncisione di Gesù vuole informarci, oltreché del rito stesso a cui il bambino fu sottoposto come qualsiasi bambino ebreo, anche della imposizione del nome "Gesù", secondo quanto comunicato dall'angelo sia a Maria (Luca 1, 31) che a Giuseppe (Matteo 1, 21).
Alcune informazioni sul rito ebraico della circoncisione sono state date a proposito della circoncisione di Giovanni il Battezzatore (Luca 1, 59-63).
Qui aggiungeremo solo che la circoncisione non fu per la prima volta usata in Oriente dagli Ebrei per ordine di Dio (Genesi 17, 9-14), perché si tratta di una pratica molto più antica un uso presso i popoli orientali (semiti) sia per motivi presumibilmente igienici, sia come rito magico-propiziatorio per consacrare alla divinità la facoltà generativa, mediante cui si trasmette la vita.
Tra gli ebrei, però essa ebbe fin dall'inizio un significato religioso, cioè di appartenenza al popolo di Dio, legato a Dio dall'alleanza (Genesi 17, 2; Levitico 12, 3).
LA PRESENTAZIONE DI GESU' AL TEMPIO (2, 22-24)
In questa pericope Luca narra che Maria e Giuseppe ottemperarono a due precetti della Legge mosaica: al precetto dell'offerta del primogenito a Signore, che secondo Numeri 18, 15 doveva essere riscattato al 31° giorno dalla nascita, mediante il pagamento di 5 sicli; e al precetto della purificazione di Maria, che il Levitico 12, 2-8 imponeva alla donna di fare, presentasi al tempio entro 40 giorni, se il neonato era maschio, oppure entro 80, se femmina.
«E quando furono compiuti i giorni della loro purificazione, secondo la legge di Mosè »; a chi si riferisce il pronome "loro"? Grammaticalmente sembra riferirsi ai genitori, che sono il soggetto del verbo seguente "portarono". Ma, poiché in nessun passo dell'Antico Testamento si fa mai menzione o allusione a una qualche impurità che avrebbe contratto il padre alla nascita di un figlio, sembra evidente che il pronome "loro" si riferisca a Maria e Gesù, protagonisti della cerimonia.
Il termine "purificazione" (greco: kaqari\smo\j = katharìsmòs = riscatto, o semplicemente: espiazione) è stato scelto a causa di Maria, ma in modo da convenire meglio a Gesù (infatti la Settanta per indicare la purificazione della partoriente usa il termine tecnico "kathàeseos").
La legge del Levitico (12, 6-8) prescriveva che la donna nel giorno della sua purificazione offrisse in olocausto un agnello di un anno e una colomba o tortora, ma, se era povera, era sufficiente che offrisse due colombi o tortore, come fece appunto Maria.
La cerimonia della purificazione si svolgeva così: giunta la donna al tempio presso la porta di Nicanore, il sacerdote di turno l'aspergeva con sangue e recitava su di essa alcune preghiere; quindi seguiva l'offerta stabilita per la purificazione e il pagamento dei cinque sicli per il riscatto del primogenito, che apparteneva a Dio (Esodo 13, 2.12.15; 22, 29; 34, 19; Numeri 3, 13; 8, 16-17; 18, 15). Perché Gesù, concepito per opera dello Spirito Santo e Figlio di Dio, e Dio lui stesso, che non era perciò tenuto ad offrire al Padre né a se stesso alcun riscatto, e perché Maria, che, non avendo concepito col concorso d'uomo, non aveva contratto alcuna impurità legale alla nascita del Figlio, si sottoponeva alla luce comune a tutti i figli maschi primogeniti?
Probabilmente, perché il mistero della nascita miracolosa di Gesù e della sua divina natura non doveva essere rivelato. D'altra parte la Legge parlava chiaro di quest'obbligo per tutti i primogeniti (Numeri 8, 16) e Gesù si trovava in questa condizione. Per questo Maria e Gesù si sottomisero alla Legge (Numeri 18, 15-16).
Mentre Maria e Giuseppe erano nel tempio col bambino Gesù, avvennero due fatti singolari.
L'APPARIZIONE DI SIMEONE E ANNA NEL TEMPIO (Luca 2, 25-38).
Viveva in quel tempo a Gerusalemme « un uomo di nome Simeone» (o Simone, ebraico: esaudimento?), di cui si dice che «era giusto e timorato di Dio », cioè osservante della Legge e pio, avanzato d'età, il quale aveva una fede talmente forte, malgrado le umiliazioni del popolo sottomesso ai Romani, «aspettava la consolazione d'Israele»; questa è un'espressione astratta per indicare Colui che i profeti avevano annunziato come "Consolatore, cioè il Messia (cfr. Isaia 41, 1.3; 66, 13; Aggeo 2, 7-9).
«E lo Spirito Santo era sopra di lui»: si tratta dello Spirito di profezia, che era tornato, dopo 400 anni circa, a risvegliare l'attesa messianica tra gli Ebrei e prepararli alla venuta del Messia.
A Simeone «era stato rivelato dallo Spirito Santo che non vedrebbe la morte prima d'aver veduto (coi suoi occhi) il Cristo (cioè l'Unto) del Signore: "vedere la morte" è un'espressione semitica per dire "morire".
Egli, quel giorno, « mosso dallo Spirito, venne nel tempio», cioè nel recinto del tempio (greco: iero/n = ieròn; mentre il tempio propriamente detto, riservato ai soli sacerdoti, era detto nao\j = naòs), e vi giunse proprio mentre « i genitori vi portavano il bambino Gesù», cioè appena vi erano appena entrati.
Egli, per illuminazione divina, comprese che quel bambino era l'Atteso di Israele, perciò « se lo prese anch'egli tra le braccia e benedisse Iddio», cioè lo ringraziò per averlo privilegiato non solo di vedere ma anche di toccare e tenere tra le braccia il bambino, cioè il Messia.
Esplose così nel cantico, chiamato "Nunc Dimittis", dalle prime parole in latino.
Informazioni sulla paternità di Simeone di questo cantico possono trovarsi in articoli precedenti a proposito del cantico di Zaccaria ("Benedictus") e di Maria ("Magnificat").
«Ora, o mio (manca nel testo greco) Signore tu lasci andare in pace il tuo servo, secondo la tua parola»: da notare il contrasto tra "Signore" (greco: despo\thj = despòtes, cioè padrone assoluto e proprietario) e "servo" (dou\loj = doùlos = schiavo servitore). Inoltre "tu lascia andare in pace": in greco c'è il verbo "apolùeis", usato spesso per indicare la liberazione di un prigioniero, il congedo di truppe, il cambio della sentinella, ma il cui significato è "disciogli": Simeone infatti sembra ritenere la morte come uno scioglimento di lacci, una liberazione dalle pene della vita, e se stesso, essendo Dio padrone dell'uomo, come uno schiavo ubbidiente disposto a fare la sua volontà.
"La parola", a cui Simeone allude, è senza dubbio quella con cui lo Spirito Santo gli aveva dichiarato che non sarebbe morto prima di aver veduto il Messia (Cristo) Signore. Questa promessa gli aveva riempito l'anima di una tale gioia e pace, che ora non desiderava vivere più a lungo, avendo visto realizzate le sue speranze.
«Poiché gli occhi miei han veduto la tua salvezza»: "salvezza" (in greco: swthri/an = soterìan), poiché nel Messia si realizzavano tutte le promesse messianiche e si accumulavano tutte le benedizioni della redenzione.
Ma questa salvezza è detta "tua", perché Dio ne ha formato il disegno e tutto ha fatto cooperare al suo adempimento (Romani 3, 22).
«Che hai preparato dinanzi a tutti i popoli»: quindi, non solo per gli ebrei, come avevano annunziato anche i profeti antichi (Isaia 2, 2-3; 11, 10 ecc.; Ezechiele 16, 61; Amos 9, 12; Michea 4, 1-2 ecc.).
«Per essere luce da illuminare le genti e gloria del tuo popolo Israele»: il salvatore fu "luce" per i gentili, che difettavano della rivelazione soprannaturale, data agli Ebrei, mediante la verità che ha annunziato (2 Corinzi 3, 14-18), e che ha mostrato loro la via della pace; fu "gloria" invece per gli Ebrei, perché il Messia è provenuto da loro.
«E il padre e la madre di Gesù restavano meravigliati delle cose che diceva di lui (cioè del loro bambino)»: tale meraviglia proveniva loro dall'armonia straordinaria di testimonianze sullo stesso soggetto proveniente da fatti verificatisi nei più diversi ambienti e dalle parole dette dalle persone più diverse (angelo, sogno di Giuseppe, messaggio ai pastori, e le affermazioni di Simeone).
«E Simeone li benedisse (cioè si rallegrò e congratulò con loro, chiamandoli "beati") e disse a Maria, madre di lui: Ecco, questi è posto a caduta e rialzamento di molti in Israele»: è chiara l'allusione a Isaia 8, 14-15.18; 28, 16.
Chi crederà in Cristo otterrà salvezza ("rialzamento"), chi non crederà cadrà e si perderà (Romani 9, 33; 1 Pietro 2, 6-8).
Questa della "pietra" è la prima delle immagini.
«E per segno a cui si contraddirà»: è questa la seconda immagine o paragone.
"il segno" o vessillo si innalza per annunziare un avvenimento o segnalare un pericolo, e attorno ad esso si riuniscono tutti. Cristo sarà un segno per l'umanità, come lo sarà per gli ebrei: tutti di fronte a Lui dovranno assumere la loro posizione, o pro o contro di lui.
Come "segno" che dividerà l'umanità in due campi, il Messia farà in modo che « i pensieri di molti cuori siano rivelati»: "i pensieri" (greco : dialogismo\i = dialoghismòi) sono da intendersi come pensieri non buoni, malvagi, intenti cattivi.
«E a te stessa una spada trapasserà l'anima»: è la terza immagine o paragone.
"La spada" (greco: r¥onfai¢a = romphaia) è la spada a doppio taglio, acuto e penetrante che in genere è identificata con la Parola di Dio (Apocalisse 19, 13; Ebrei 4, 12). Questo inciso, riguardante Maria, si trova in un contesto, che riguarda "i pensieri", e malvagi per giunta; sembra quindi che la "spada" servirà a mettere a nudo i pensieri di Maria.
Anche essa, infatti, durante la vita, andò soggetta a dubbi circa suo Figlio, se fosse o no il Messia (cfr. Luca 2, 50; Marco 3, 21.31-35; Matteo 10, 36; Giovanni 7, 5). Quindi queste parole non profetizzano la sofferenza di Maria assieme a Gesù.
In quel tempo viveva « anche Anna» (ebraico: grazia, misericordia), « profetessa» (come Maria, sorella di Mosè, Esodo 15, 20; come Debora, Giudici 4, 4; come Hulda 2 Re 22, 14; 2 Cronache 24, 22), quindi conosceva e predicava l'avvenire e difendeva la Legge di Dio nei suoi discorsi o colloqui, riprendendo il vizio e incoraggiando la virtù; « figliuola di Fanuel (ebraico: faccia di Dio), della tribù di Aser, la quale era molto attempata», cioè molto avanti con gli anni. « Dopo esser vissuta col marito sette anni della sua verginità, era rimasta vedova ed aveva raggiunto gli ottantaquattro anni»: espressione che rende incerto se voglia dire che aveva 84 anni, oppure se era vissuta 84 anni dopo la morte del marito col quale era stata sposata sette anni (in questo caso 84 di vedovanza, più sette di matrimonio, più quindici oppure 13 di verginità, darebbe un'età di 106/104 anni.
«Ella non si dipartiva mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e orazioni »: secondo alcuni Anna avrebbe abitato assieme ad altre donne in una delle abitazioni annesse ai cortili del tempio, perché addette ad alcuni servizi ("sodo 38, 8; 1 Samuele 1, 22; Numeri 4, 23; 8, 24); ma sembra meglio ritenere che Luca voglia dire che passava gran parte del giorno nel tempio, avendo consacrato tutta la sua vita al Signore e trascorrendola in preghiera giorno e notte e nei digiuni.
«Sopraggiunta in quella stessa ora» dove si trovavano Simeone, Maria e Giuseppe col bambino Gesù, «lodava anch'ella Dio », perché dava compimento alle profezie con l'invio dell'atteso Messia, «e parlava del bambino », cioè del Messia, «a tutti quelli che aspettavano la redenzione (cioè il redentore) di Gerusalemme » (altri leggono: a tutti quelli che in Gerusalemme aspettavano la redenzione).
(vers. 38-40) Maria e Giuseppe « come ebbero adempiute a tutte le prescrizioni della legge del Signore, tornarono in Galilea, a Nazareth, loro città». Secondo il Vangelo di Matteo (2, 1 seg.) avvennero poi altri vari fatti (visita dei Magi, strage degli innocenti, fuga e ritorno dall'Egitto e dimora a Nazareth) che Luca non narra. Or i fatti narrati da Matteo debbono essere avvenuti subito dopo la presentazione al tempio, e così noi li tratteremo.
Luca poi conclude, dando un laconico accenno alla fanciullezza di Gesù a Nazareth, e dice: « E il bambino cresceva e si fortificava, essendo ripieno di sapienza; e la grazia di Dio era sopra lui». Così è descritto lo sviluppo intellettuale (greco: sofi/a = sophìa) di Gesù, quello fisico (greco huÃcanen = eùcsanen) e quello morale (greco xa/riti = kàriti) dai primi mesi ai 12 anni.
Inoltre la frase "e la grazia di Dio era sopra di lui" afferma che egli si distingueva fra gli altri bambini per i doni e le grazie, che mostrava a tutti come fosse il favorito di Dio.
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domenica 5 settembre 2010
IL VANGELO SECONDO LO SCRITTORE ATEO PHILIP PULLMAN
IL VANGELO SECONDO LO SCRITTORE ATEO PHILIP PULLMAN
Di recente è stato pubblicato anche in Italia il romanzo ultrablasfemo e demenziale " Il buon Gesù e il cattivo Cristo"
Philip Pullman è ateo convinto, secondo lui Gesù non era il figlio di Dio, ed il cristianesimo è stato inventato da Paolo.
Ora per dare qualche fondamento alle sue idee deliranti, ha scritto un romanzo dove inventa una specie di regia che
fa nascere il cristianesimo e la Chiesa. Afferma anche che Gesù aveva un gemello secondo certi vangeli apocrifi, allude al vangelo
copto di Tommaso, ma non si tratta di un gemello carnale, ma di un gemellaggio spirituale-gnostico.
Ecco una piccola sintesi della trama.
Maria di Nazareth è una fanciulla e vive con Giuseppe, al quale è stata affidata dai sacerdoti del tempio, è questo è stato copiato dal
Protovangelo di Giacomo. Accade che una notte un angelo la seduce e la mette incinta. Nascono due gemelli,
uno sano e forte, l'altro malaticcio e calcolatore.Al gemello sano viene viene messo il nome Gesù, al malaticcio,
il nome Cristo, la traduzione greca di messia. La nascita avviene a Betlemme, c'è anche la visita dei pastori che
ricevono la visita di un angelo luminoso che annunzia la nascita del messia.
Segue una blasfema e ridicola copiatura dei vangeli. I gemelli crescono, Gesù lo troviamo a dodici anni nel tempio, dove scrive
il suo nome sui muri con la creta, e i sacerdoti vogliono punirlo, il gemello Cristo lo difende.
Gesù da adulto va predicando il vangelo e fa miracoli, il gemello Cristo lo segue e registra tutto quello che fa.
Mentre Gesù è puro, il gemello Cristo è un peccatore, tanto che va a letto con le prostitute.
Uno straniero senza nome aiuta Cristo ad organizzare tutto, in modo che poi si formi una chiesa con tutte le istutuzioni.
Poi il cattivo gemello Cristo tradisce il gemello Gesù, il quale viene crocifisso e muore, mentre il gemello Cristo,
si presenterà come Gesù risorto. Quindi Gesù non era figlio di Dio e nemmeno risorge, ma la risurrezione come anche
i miracoli sono falsi.
Questo è il racconto, si tratta di uno dei romanzi più blasfemi,demenziali e fantasiosi scritti contro Gesù e la fede cristiana.
Ora che un ateo scrivi questo romanzo ultrablasfemo, contro Dio, contro Gesù, contro lo Spirito Santo, contro la Sacra Famiglia,
contro la fede cristiana, è possibile, ma ecco che questo vangelo ultrablasfemo viene promosso dalla Chiesa Anglicana.
Il giornale della Chiesa d'Inghilterra, definisce il romanzo di Pullman, un libro magnifico che infiamma il dibattito.
L'Arcivescovo di Canterbury Rev. Rowan William, (fan di Pullman), definisce il romanzo, una voce di sincerà autorità spirituale.
**********************************************
Quindi davvero accadono cose incredibili, come un romanzo così sciocco, inutile, offensivo e blasfemo, venga accettato dalla Chiesa Anglicana,
resta un mistero, quanto è diabolica l' apostasia che sta investendo il mondo cristiano!
Questa Apostasia era stata predetta;
2 Timoteo 4: 3-4
Verrà giorno, infatti, in cui non si sopporterà più la sana dottrina, ma, per il prurito di udire qualcosa, gli uomini si circonderanno di maestri secondo le proprie voglie,
rifiutando di dare ascolto alla verità per volgersi alle favole.
2 Pietro 2: 1
Ci sono stati anche falsi profeti tra il popolo, come pure ci saranno in mezzo a voi falsi maestri che introdurranno eresie perniciose,
rinnegando il Signore che li ha riscattati e attirandosi una pronta rovina.
**************************************************************************************
Pullman, non crede in Gesù, e non può chiedersi cosa pensa Gesù del suo crudele e blasfemo romanzo, ma nemmeno l'Arcivescovo di Canterbury,
si chiede, cosa ne pensa Gesù.
Ecco un altro schiaffo contro Gesù, che è morto per noi peccatori, ingrati.
Comunque questi romanzi blasfemi, sono spazzatura inutile,non servono al cristiano e nemmeno all'ateo o credente di altra religione,
a loro posto sarebbe meglio leggere i Vangeli veri, non solo per religione, ma anche per cultura.
***********************************************************
AVVERTIMENTO PER TUTTI COLORO CHE SI PERMETTONO DI FALSIFICARE GESU'
CON CALUNNIE E BESTEMMIE
Tutti dovremo un giorno comparire davanti al vero Signore Gesù Cristo Giudice di tutta la terra,
e non davanti a quello partorito dall’immaginazione di qualche ateo, agnostico, pagano o falso cristiano.
Il nostro destino eterno dipende dal rapporto che avremo avuto con Lui.
CHI NON CREDE IN GESU' NON SI SALVA
V.Giovanni: 3, 35-36
3,35Il Padre ama il Figlio, e ha dato ogni cosa nelle sue mani. 36Chi crede nel Figlio ha la vita eterna.
Chi disubbidisce al Figlio non vedrà la vita: incombe su di lui la collera di Dio.
V.Giovanni: 8, 23-24
8,23Gesù rispose: " Voi siete della terra; io sono del cielo. Voi appartenete a questo mondo, io non appartengo a questo mondo.
24Vi ho detto che andrete in rovina per i vostri peccati. IO SONO: se non credete questo, andrete in rovina per i vostri peccati" .
V.Matteo: 10, 32-33
10,32"Tutti quelli che dichiareranno pubblicamente di essere miei discepoli, anch'io dichiarerò che sono miei,
davanti al Padre mio che è in cielo. 33Ma quelli che pubblicamente diranno di non essere miei discepoli,
anch'io dirò che non sono miei, davanti al Padre mio che è in cielo.
V.Marco: 8,38
8, 38Se uno si vergognerà di me e delle mie parole di fronte a questa gente infedele e piena di peccati,
anche il Figlio dell'uomo si vergognerà di lui quando ritornerà, glorioso come Dio suo Padre, insieme con i suoi angeli santi".
V.Marco: 16, 16
16,16Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo; ma chi non crederà sarà condannato.
PER CHI BESTEMMIA E DICE COSE FALSE
V.Matteo : 12, 30-32
12,30"Chi non è con me è contro di me; e chi non raccoglie insieme con me spreca il raccolto.
31"Perciò vi dico: tutti i peccati e tutte le bestemmie degli uomini potranno essere perdonati,
ma chi avrà detto una bestemmia contro lo Spirito Santo non potrà essere perdonato.
32Se uno avrà detto una parola contro il Figlio dell'uomo potrà essere perdonato; ma chi avrà detto una parola contro
lo Spirito Santo non sarà perdonato, né ora né mai.
V.Matteo: 12, 36-37
12,36"Vi assicuro che nel giorno del giudizio tutti dovranno render conto di ogni parola inutile che hanno detto:
37perché saranno le vostre parole che vi porteranno a essere condannati o a essere riconosciuti innocenti".
GESU' PUNIRA' I PECCATORI
V.Matteo: 13, 40-43
10,40"Come l'erba cattiva è raccolta e bruciata nel fuoco, così si farà alla fine del mondo. 41Il Figlio dell'uomo manderà i suoi angeli,
ed essi porteranno via dal suo regno tutti quelli che sono di ostacolo agli altri e quelli che fanno il male.
42Li getteranno nel grande forno di fuoco. Là piangeranno come disperati.
43Invece, quelli che fanno la volontà di Dio,
quel giorno saranno splendenti come il sole nel regno di Dio Padre. Chi ha orecchi, cerchi di capire".
V.Matteo: 16, 27
16,27"Il Figlio dell'uomo ritornerà glorioso come Dio suo Padre, insieme con i suoi angeli.
Allora egli darà a ciascuno la ricompensa in base a quel che ciascuno avrà fatto.
GESU' AVVERTE I FALSI CRISTIANI
V.Matteo: 7, 21-23
7,21"Non tutti quelli che dicono: "Signore, Signore!" entreranno nel regno di Dio.
Vi entreranno soltanto quelli che fanno la volontà del Padre mio che è in cielo.
22Quando verrà il giorno del giudizio, molti mi diranno: "Signore, Signore!
Tu sai che noi abbiamo parlato a tuo nome, e invocando il tuo nome abbiamo
scacciato demòni e abbiamo fatto molti miracoli".
23"Ma allora io dirò: Non vi ho mai conosciuti. Andate via da me, gente malvagia!".
ANCHE SAN PAOLO DONA UN DURO AVVERTIMENTO A CHI RACCONTA FALSI VANGELI
Galati: 1, 6-9
1,6Mi meraviglio di voi! Dio vi ha chiamati a ricevere la sua grazia donata a voi per mezzo di Cristo,
e voi gli voltate così presto le spalle per ascoltare un altro messaggio di salvezza! 7In realtà, un altro non c'è.
Esistono solamente alcuni che vi confondono le idee. Essi vogliono cambiare il vangelo di Cristo.
8Ma sia maledetto chiunque vi annunzia una via di salvezza diversa da quella che io vi ho annunziata:
anche se fossi io stesso o fosse un angelo venuto dal cielo. 9Sì! L'ho detto e lo ripeto:
chiunque vi annunzia una salvezza diversa da quella che avete ricevuto, sia maledetto.
Citazioni Bibbia Interconfessionale
http://www.bibbiaedu.it/bibbia/interconfessionale/nt/index.html
https://sites.google.com/site/centroantiblasfemia/
https://sites.google.com/site/centroantiblasfemia/Home/il-vangelo-secondo-lo-scrittore-ateo-philip-pullman
Di recente è stato pubblicato anche in Italia il romanzo ultrablasfemo e demenziale " Il buon Gesù e il cattivo Cristo"
Philip Pullman è ateo convinto, secondo lui Gesù non era il figlio di Dio, ed il cristianesimo è stato inventato da Paolo.
Ora per dare qualche fondamento alle sue idee deliranti, ha scritto un romanzo dove inventa una specie di regia che
fa nascere il cristianesimo e la Chiesa. Afferma anche che Gesù aveva un gemello secondo certi vangeli apocrifi, allude al vangelo
copto di Tommaso, ma non si tratta di un gemello carnale, ma di un gemellaggio spirituale-gnostico.
Ecco una piccola sintesi della trama.
Maria di Nazareth è una fanciulla e vive con Giuseppe, al quale è stata affidata dai sacerdoti del tempio, è questo è stato copiato dal
Protovangelo di Giacomo. Accade che una notte un angelo la seduce e la mette incinta. Nascono due gemelli,
uno sano e forte, l'altro malaticcio e calcolatore.Al gemello sano viene viene messo il nome Gesù, al malaticcio,
il nome Cristo, la traduzione greca di messia. La nascita avviene a Betlemme, c'è anche la visita dei pastori che
ricevono la visita di un angelo luminoso che annunzia la nascita del messia.
Segue una blasfema e ridicola copiatura dei vangeli. I gemelli crescono, Gesù lo troviamo a dodici anni nel tempio, dove scrive
il suo nome sui muri con la creta, e i sacerdoti vogliono punirlo, il gemello Cristo lo difende.
Gesù da adulto va predicando il vangelo e fa miracoli, il gemello Cristo lo segue e registra tutto quello che fa.
Mentre Gesù è puro, il gemello Cristo è un peccatore, tanto che va a letto con le prostitute.
Uno straniero senza nome aiuta Cristo ad organizzare tutto, in modo che poi si formi una chiesa con tutte le istutuzioni.
Poi il cattivo gemello Cristo tradisce il gemello Gesù, il quale viene crocifisso e muore, mentre il gemello Cristo,
si presenterà come Gesù risorto. Quindi Gesù non era figlio di Dio e nemmeno risorge, ma la risurrezione come anche
i miracoli sono falsi.
Questo è il racconto, si tratta di uno dei romanzi più blasfemi,demenziali e fantasiosi scritti contro Gesù e la fede cristiana.
Ora che un ateo scrivi questo romanzo ultrablasfemo, contro Dio, contro Gesù, contro lo Spirito Santo, contro la Sacra Famiglia,
contro la fede cristiana, è possibile, ma ecco che questo vangelo ultrablasfemo viene promosso dalla Chiesa Anglicana.
Il giornale della Chiesa d'Inghilterra, definisce il romanzo di Pullman, un libro magnifico che infiamma il dibattito.
L'Arcivescovo di Canterbury Rev. Rowan William, (fan di Pullman), definisce il romanzo, una voce di sincerà autorità spirituale.
**********************************************
Quindi davvero accadono cose incredibili, come un romanzo così sciocco, inutile, offensivo e blasfemo, venga accettato dalla Chiesa Anglicana,
resta un mistero, quanto è diabolica l' apostasia che sta investendo il mondo cristiano!
Questa Apostasia era stata predetta;
2 Timoteo 4: 3-4
Verrà giorno, infatti, in cui non si sopporterà più la sana dottrina, ma, per il prurito di udire qualcosa, gli uomini si circonderanno di maestri secondo le proprie voglie,
rifiutando di dare ascolto alla verità per volgersi alle favole.
2 Pietro 2: 1
Ci sono stati anche falsi profeti tra il popolo, come pure ci saranno in mezzo a voi falsi maestri che introdurranno eresie perniciose,
rinnegando il Signore che li ha riscattati e attirandosi una pronta rovina.
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Pullman, non crede in Gesù, e non può chiedersi cosa pensa Gesù del suo crudele e blasfemo romanzo, ma nemmeno l'Arcivescovo di Canterbury,
si chiede, cosa ne pensa Gesù.
Ecco un altro schiaffo contro Gesù, che è morto per noi peccatori, ingrati.
Comunque questi romanzi blasfemi, sono spazzatura inutile,non servono al cristiano e nemmeno all'ateo o credente di altra religione,
a loro posto sarebbe meglio leggere i Vangeli veri, non solo per religione, ma anche per cultura.
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AVVERTIMENTO PER TUTTI COLORO CHE SI PERMETTONO DI FALSIFICARE GESU'
CON CALUNNIE E BESTEMMIE
Tutti dovremo un giorno comparire davanti al vero Signore Gesù Cristo Giudice di tutta la terra,
e non davanti a quello partorito dall’immaginazione di qualche ateo, agnostico, pagano o falso cristiano.
Il nostro destino eterno dipende dal rapporto che avremo avuto con Lui.
CHI NON CREDE IN GESU' NON SI SALVA
V.Giovanni: 3, 35-36
3,35Il Padre ama il Figlio, e ha dato ogni cosa nelle sue mani. 36Chi crede nel Figlio ha la vita eterna.
Chi disubbidisce al Figlio non vedrà la vita: incombe su di lui la collera di Dio.
V.Giovanni: 8, 23-24
8,23Gesù rispose: " Voi siete della terra; io sono del cielo. Voi appartenete a questo mondo, io non appartengo a questo mondo.
24Vi ho detto che andrete in rovina per i vostri peccati. IO SONO: se non credete questo, andrete in rovina per i vostri peccati" .
V.Matteo: 10, 32-33
10,32"Tutti quelli che dichiareranno pubblicamente di essere miei discepoli, anch'io dichiarerò che sono miei,
davanti al Padre mio che è in cielo. 33Ma quelli che pubblicamente diranno di non essere miei discepoli,
anch'io dirò che non sono miei, davanti al Padre mio che è in cielo.
V.Marco: 8,38
8, 38Se uno si vergognerà di me e delle mie parole di fronte a questa gente infedele e piena di peccati,
anche il Figlio dell'uomo si vergognerà di lui quando ritornerà, glorioso come Dio suo Padre, insieme con i suoi angeli santi".
V.Marco: 16, 16
16,16Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo; ma chi non crederà sarà condannato.
PER CHI BESTEMMIA E DICE COSE FALSE
V.Matteo : 12, 30-32
12,30"Chi non è con me è contro di me; e chi non raccoglie insieme con me spreca il raccolto.
31"Perciò vi dico: tutti i peccati e tutte le bestemmie degli uomini potranno essere perdonati,
ma chi avrà detto una bestemmia contro lo Spirito Santo non potrà essere perdonato.
32Se uno avrà detto una parola contro il Figlio dell'uomo potrà essere perdonato; ma chi avrà detto una parola contro
lo Spirito Santo non sarà perdonato, né ora né mai.
V.Matteo: 12, 36-37
12,36"Vi assicuro che nel giorno del giudizio tutti dovranno render conto di ogni parola inutile che hanno detto:
37perché saranno le vostre parole che vi porteranno a essere condannati o a essere riconosciuti innocenti".
GESU' PUNIRA' I PECCATORI
V.Matteo: 13, 40-43
10,40"Come l'erba cattiva è raccolta e bruciata nel fuoco, così si farà alla fine del mondo. 41Il Figlio dell'uomo manderà i suoi angeli,
ed essi porteranno via dal suo regno tutti quelli che sono di ostacolo agli altri e quelli che fanno il male.
42Li getteranno nel grande forno di fuoco. Là piangeranno come disperati.
43Invece, quelli che fanno la volontà di Dio,
quel giorno saranno splendenti come il sole nel regno di Dio Padre. Chi ha orecchi, cerchi di capire".
V.Matteo: 16, 27
16,27"Il Figlio dell'uomo ritornerà glorioso come Dio suo Padre, insieme con i suoi angeli.
Allora egli darà a ciascuno la ricompensa in base a quel che ciascuno avrà fatto.
GESU' AVVERTE I FALSI CRISTIANI
V.Matteo: 7, 21-23
7,21"Non tutti quelli che dicono: "Signore, Signore!" entreranno nel regno di Dio.
Vi entreranno soltanto quelli che fanno la volontà del Padre mio che è in cielo.
22Quando verrà il giorno del giudizio, molti mi diranno: "Signore, Signore!
Tu sai che noi abbiamo parlato a tuo nome, e invocando il tuo nome abbiamo
scacciato demòni e abbiamo fatto molti miracoli".
23"Ma allora io dirò: Non vi ho mai conosciuti. Andate via da me, gente malvagia!".
ANCHE SAN PAOLO DONA UN DURO AVVERTIMENTO A CHI RACCONTA FALSI VANGELI
Galati: 1, 6-9
1,6Mi meraviglio di voi! Dio vi ha chiamati a ricevere la sua grazia donata a voi per mezzo di Cristo,
e voi gli voltate così presto le spalle per ascoltare un altro messaggio di salvezza! 7In realtà, un altro non c'è.
Esistono solamente alcuni che vi confondono le idee. Essi vogliono cambiare il vangelo di Cristo.
8Ma sia maledetto chiunque vi annunzia una via di salvezza diversa da quella che io vi ho annunziata:
anche se fossi io stesso o fosse un angelo venuto dal cielo. 9Sì! L'ho detto e lo ripeto:
chiunque vi annunzia una salvezza diversa da quella che avete ricevuto, sia maledetto.
Citazioni Bibbia Interconfessionale
http://www.bibbiaedu.it/bibbia/interconfessionale/nt/index.html
https://sites.google.com/site/centroantiblasfemia/
https://sites.google.com/site/centroantiblasfemia/Home/il-vangelo-secondo-lo-scrittore-ateo-philip-pullman
mercoledì 11 agosto 2010
JESUS CHRIST SUPERSTAR DELLA COMPAGNIA CMT DI VERONA DIRETTA DA PIA SHERIDAN

JESUS CHRIST SUPERSTAR DELLA COMPAGNIA CMT DI VERONA DIRETTA DA PIA SHERIDAN
Jesus Christ Superstar al chiostro
TEATRO NEI CORTILI. Il musical tratto dal film di Norman Jewison a Santa Maria in Organo. La Cmt - Musical Theatre Company di Pia Sheridan porta in scena il celebre testo di Rice e Webber
09/08/2010
Verona. È un cult di tutti i tempi ed ogni sua nota calamita lo spettatore. Il musical Jesus Christ Superstar tratto dall'omonimo film di Norman Jewison, fino a sabato prossimo (alle 21) va in scena rigorosamente dal vivo al Chiostro di Santa Maria in Organo per la rassegna "Teatro nei cortili", diretto da Pia Sheridan, regista e coreografa della compagnia CMT- Musical Theatre Company composta da circa trenta attori-cantanti in età dai 13 ai 30 anni. Scritto da A. L. Webber, autore delle musiche e da Tim Rice, cui si devono i testi, il lavoro ha ottenuto la licenza di rappresentazione da Anfiteatro Musica Milano per conto di The Really Useful Group – London che ne detiene i diritti e nell'allestimento della Sheridan, rigorosamente in lingua originale inglese, rimangono intatta contenuti e struttura pur trasportando la vicenda evangelica ai tempi nostri.
I personaggi al seguito del Messia, infatti, sono contemporanei: giornalisti, rockstar, produttori discografici mescolata a gente comune, in particolare giovani, affascinati dalla parola del Signore vestito di borchie che in questo nuovo contesto è il leader di una rock band in tournée con i suoi musicisti, i dodici apostoli.
«L'opera originale ha storicamente debuttato a Broadway nel 1971», spiega la Sheridan, «e si ispira a quanto accadde nell'ultima settimana della vita di Gesù, dall'ingresso a Gerusalemme alla Crocifissione , il tutto narrato secondo il punto di vista di Giuda Iscariota, l'apostolo che lo ha tradito e poi per rimorso si è impiccato. Noi invece lo abbiamo attualizzato per dire che la speranza è ancora tra noi e ma non manca un accordo».
Nata come scuola di danza la compagnia della Sheridan, da lei fondata e con all'attivo un'ampia gamma di celebri commedie musicali, ha il merito di distinguersi oltre che per bravura anche per l'originalità degli allestimenti.
http://www.larena.it/stories/328_appuntamenti/173657_jesus_christ_superstar_al_chiostro/
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CENTRO ANTI-BLASFEMIA
CONSIDERAZIONI SUL JCS DELLA COMPAGNIA CMT DI PIA SHERIDAN
Vediamo che il musical JCS di A. L. Webber e Tim Rice è un opera superblasfema,
dove Gesù è rappresentato come un falso messia, libertino che amoreggia con la sua compagna,
la prostituta Maria Maddalena, un Gesù cattivo con i malati che gli chiedono aiuto,
un Gesù che non fa miracoli, che bestemmia Dio, e non sa chi è veramente e perché deve morire.
Mentre Gesù è ridotto così male, Giuda il traditore è il vero eroe e sapiente.
Ora nel JCS della CMT di Pia Sheridan, la storia è ancora più blasfema,fantasiosa e demenziale.
La vicenda avviene ai tempi nostri. Ecco la descrizione che fa Pia Sheridan direttrice della CMT:
"I personaggi al seguito del Messia, infatti, sono contemporanei: giornalisti, rockstar, produttori discografici mescolata a gente comune,
in particolare giovani, affascinati dalla parola del Signore vestito di borchie che in questo nuovo contesto è il leader di una rock band in tournée con i suoi musicisti, i dodici apostoli."
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Ora partendo da JCS di A. L. Webber e Tim Rice, si è arrivati a trasformare Gesù nel suo contrario, niente di meno Gesù un leader di una rock band, quindi mondano e immorale.
Ora mentre nel JCS di A. L. Webber e Tim Rice, Gesù rimane un predicatore, nel JCS della CMT, Gesù è un cantante rock che va in tournée!
Come la gente si sia dimenticata del vero Gesù è incredibile!
Gesù quello vero è venuto a liberarci dal mondo immorale e peccaminoso e portarci nel Regno dei Cieli.
Gesù è venuto anche a sacrificarsi per noi peccatori, accettando di subire torture e morte in croce.
Gesù ai suoi seguaci chiedeva di lasciare tutto, casa, famiglia, vendere gli averi e dare il ricavato ai poveri, e seguire solo Lui, portando la croce.
Gli Apostoli hanno seguito Gesù fino al martirio, e poi anche i Santi cristiani.
Ecco l'esempo di S.Francesco d'Assise che lascia famiglia, e ricchezze, per farsi povero,
e dedicarsi ad evangelizzare e soccorrere i poveri, imitando veramente Gesù,
che povero anda predicando il Vangelo e guariva e consolava i bisognosi.
Al tempo di Gesù c'erano anche artisti e cantanti, e si facevano spettacoli nelle arene ed anfiteatri.
Ma Gesù non era un artista mondano, ma un Santo Profeta, il vero Maestro, il Figlio di Dio!
Poi l'idea di CMT, di un Gesù che viene nel mondo d'oggi!
Prima di tutto, Gesù è venuto nel tempo e nel luogo stabilito da Dio, e tutto era stato preparato da tempo,
ed anche annunziato dai profeti.
Non possiamo fare ipotesi su un' altra venuta di Gesù, perchè non conosciamo la volontà di Dio,
ma anche se per ipotesi,( Dio perdonando ), Gesù non fosse venuto 2000 anni fa,
ed il cristianesimo non sarebbe nato, e Gesù verrebbe ora, sarebbe simile
a quello di 2000 anni fa, un ebreo, un Profeta, un Rabbi, un Santo, nemico del peccato
e della mondanità.
Ecco chi segue ed imita Gesù, quello vero, lascia il mondo e si fa Missionario, Pastore cristiano,
Sacerdote, e si dedica a predicare il Vangelo e soccorrere i bisognosi.
Questo hanno fatto i Santi cristiani, durante questi 2000 anni. Questo ha fatto anche Madre Tersa di Calcutta.
Oggi la gente si costruisce un proprio Gesù secondo i propri gusti,
ma questo è un falso Gesù, inutile, che non serve a nulla,
peggio chi predica falsi Gesù e falsi vangeli andrà all'inferno eterno.
L'idea di un Gesù cantante rock nel mondo odierno, non è nuova, ad esempio anche
Adriano Celentano l'ha avuta con il suo blasfemo film: " Joan Lui".
Ci sono anche altri film e romanzi blasfemi con un Gesù che viene adesso.
Tutte opere blasfeme ed inutili.
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AVVERTIMENTO PER TUTTI COLORO CHE SI PERMETTONO DI FALSIFICARE GESU'
CON CALUNNIE E BESTEMMIE
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Tutti dovremo un giorno comparire davanti al vero Signore Gesù Cristo Giudice di tutta la terra,
e non davanti a quello partorito dall’immaginazione di qualche ateo, agnostico, pagano o falso cristiano.
Il nostro destino eterno dipende dal rapporto che avremo avuto con Lui.
CHI NON CREDE IN GESU' NON SI SALVA
V.Giovanni: 3, 35-36
3,35Il Padre ama il Figlio, e ha dato ogni cosa nelle sue mani. 36Chi crede nel Figlio ha la vita eterna.
Chi disubbidisce al Figlio non vedrà la vita: incombe su di lui la collera di Dio.
V.Giovanni: 8, 23-24
8,23Gesù rispose: " Voi siete della terra; io sono del cielo. Voi appartenete a questo mondo, io non appartengo a questo mondo.
24Vi ho detto che andrete in rovina per i vostri peccati. IO SONO: se non credete questo, andrete in rovina per i vostri peccati" .
V.Matteo: 10, 32-33
10,32"Tutti quelli che dichiareranno pubblicamente di essere miei discepoli, anch'io dichiarerò che sono miei,
davanti al Padre mio che è in cielo. 33Ma quelli che pubblicamente diranno di non essere miei discepoli,
anch'io dirò che non sono miei, davanti al Padre mio che è in cielo.
V.Marco: 8,38
8, 38Se uno si vergognerà di me e delle mie parole di fronte a questa gente infedele e piena di peccati,
anche il Figlio dell'uomo si vergognerà di lui quando ritornerà, glorioso come Dio suo Padre, insieme con i suoi angeli santi".
V.Marco: 16, 16
16,16Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo; ma chi non crederà sarà condannato.
PER CHI BESTEMMIA E DICE COSE FALSE
V.Matteo : 12, 30-32
12,30"Chi non è con me è contro di me; e chi non raccoglie insieme con me spreca il raccolto.
31"Perciò vi dico: tutti i peccati e tutte le bestemmie degli uomini potranno essere perdonati,
ma chi avrà detto una bestemmia contro lo Spirito Santo non potrà essere perdonato.
32Se uno avrà detto una parola contro il Figlio dell'uomo potrà essere perdonato; ma chi avrà detto una parola contro
lo Spirito Santo non sarà perdonato, né ora né mai.
V.Matteo: 12, 36-37
12,36"Vi assicuro che nel giorno del giudizio tutti dovranno render conto di ogni parola inutile che hanno detto:
37perché saranno le vostre parole che vi porteranno a essere condannati o a essere riconosciuti innocenti".
GESU' PUNIRA' I PECCATORI
V.Matteo: 13, 40-43
10,40"Come l'erba cattiva è raccolta e bruciata nel fuoco, così si farà alla fine del mondo. 41Il Figlio dell'uomo manderà i suoi angeli,
ed essi porteranno via dal suo regno tutti quelli che sono di ostacolo agli altri e quelli che fanno il male.
42Li getteranno nel grande forno di fuoco. Là piangeranno come disperati.
43Invece, quelli che fanno la volontà di Dio,
quel giorno saranno splendenti come il sole nel regno di Dio Padre. Chi ha orecchi, cerchi di capire".
V.Matteo: 16, 27
16,27"Il Figlio dell'uomo ritornerà glorioso come Dio suo Padre, insieme con i suoi angeli.
Allora egli darà a ciascuno la ricompensa in base a quel che ciascuno avrà fatto.
GESU' AVVERTE I FALSI CRISTIANI
V.Matteo: 7, 21-23
7,21"Non tutti quelli che dicono: "Signore, Signore!" entreranno nel regno di Dio.
Vi entreranno soltanto quelli che fanno la volontà del Padre mio che è in cielo.
22Quando verrà il giorno del giudizio, molti mi diranno: "Signore, Signore!
Tu sai che noi abbiamo parlato a tuo nome, e invocando il tuo nome abbiamo
scacciato demòni e abbiamo fatto molti miracoli".
23"Ma allora io dirò: Non vi ho mai conosciuti. Andate via da me, gente malvagia!".
ANCHE SAN PAOLO DONA UN DURO AVVERTIMENTO A CHI RACCONTA FALSI VANGELI
Galati: 1, 6-9
1,6Mi meraviglio di voi! Dio vi ha chiamati a ricevere la sua grazia donata a voi per mezzo di Cristo,
e voi gli voltate così presto le spalle per ascoltare un altro messaggio di salvezza! 7In realtà, un altro non c'è.
Esistono solamente alcuni che vi confondono le idee. Essi vogliono cambiare il vangelo di Cristo.
8Ma sia maledetto chiunque vi annunzia una via di salvezza diversa da quella che io vi ho annunziata:
anche se fossi io stesso o fosse un angelo venuto dal cielo. 9Sì! L'ho detto e lo ripeto:
chiunque vi annunzia una salvezza diversa da quella che avete ricevuto, sia maledetto.
Citazioni Bibbia Tilc
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