SAN GIUSEPPE PADRE TERRENO DI GESU' FIGLIO DI DIO
Grande, eppure ancor oggi piuttosto sconosciuto. Il nascondimento, nel corso della sua intera vita come dopo la sua morte, sembra quasi essere la “cifra”, il segno distintivo di san Giuseppe. Come giustamente ha osservato Vittorio Messori, “lo starsene celato ed emergere solo pian piano con il tempo sembra far parte dello straordinario ruolo che gli è stato attribuito nella storia della salvezza”. Il Nuovo Testamento non attribuisce a san Giuseppe neppure una parola. Quando comincia la vita pubblica di Gesù, egli è probabilmente già scomparso (alle nozze di Cana, infatti, non è menzionato), ma noi non sappiamo né dove nè quando sia morto; non conosciamo la sua tomba, mentre ci è nota quella di Abramo che è più vecchia di secoli. Il Vangelo gli conferisce l’appellativo di Giusto. Nel linguaggio biblico è detto “giusto” chi ama lo spirito e la lettera della Legge, come espressione della volontà di Dio. Giuseppe discende dalla casa di David, di lui sappiamo che era un artigiano che lavorava il legno. Non era affatto vecchio, come la tradizione agiografica e certa iconografia ce lo presentano, secondo il cliché del “buon vecchio Giuseppe” che prese in sposa la Vergine di Nazareth per fare da padre putativo al Figlio di Dio. Al contrario, egli era un uomo nel fiore degli anni, dal cuore generoso e ricco di fede, indubbiamente innamorato di Maria. Con lei si fidanzò secondo gli usi e i costumi del suo tempo. Il fidanzamento per gli ebrei equivaleva al matrimonio, durava un anno e non dava luogo a coabitazione né a vita coniugale tra i due; alla fine si teneva la festa durante la quale s’introduceva la fidanzata in casa del fidanzato ed iniziava così la vita coniugale. Se nel frattempo veniva concepito un figlio, lo sposo copriva del suo nome il neonato; se la sposa era ritenuta colpevole di infedeltà poteva essere denunciata al tribunale locale. La procedura da rispettare era a dir poco infamante: la morte all’adultera era comminata mediante la lapidazione. Ora appunto nel Vangelo di Matteo leggiamo che “Maria, essendo promessa sposa a Giuseppe, si trovò incinta per virtù dello Spirito Santo, prima di essere venuti ad abitare insieme. Giuseppe, suo sposo, che era un uomo giusto e non voleva esporla all’infamia, pensò di rimandarla in segreto”(Mt 18-19). Mentre era ancora incerto sul da farsi, ecco l’Angelo del Signore a rassicurarlo: “Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa, perché quel che è generato in lei viene dallo Spirito Santo. Ella partorirà un figlio, e tu lo chiamerai Gesù; egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati” (Mt 1,20-21). Giuseppe può accettare o no il progetto di Dio. In ogni vocazione che si rispetti, al mistero della chiamata fa sempre da contrappunto l’esercizio della libertà, giacché il Signore non violenta mai l’intimità delle sue creature né mai interferisce sul loro libero arbitrio. Giuseppe allora può accettare o no. Per amore di Maria accetta, nelle Scritture leggiamo che “fece come l’Angelo del Signore gli aveva ordinato, e prese sua moglie con sé”(Mt 1, 24). Egli ubbidì prontamente all’Angelo e in questo modo disse il suo sì all’opera della Redenzione. Perciò quando noi guardiamo al sì di Maria dobbiamo anche pensare al sì di Giuseppe al progetto di Dio. Forzando ogni prudenza terrena, e andando al di là delle convenzioni sociali e dei costumi del suo tempo, egli seppe far vincere l’amore, mostrandosi accogliente verso il mistero dell’Incarnazione del Verbo. Nella schiera dei suoi fedeli il primo in ordine di tempo oltre che di grandezza è lui: san Giuseppe è senz’ombra di dubbio il primo devoto di Maria. Una volta conosciuta la sua missione, si consacrò a lei con tutte le sue forze. Fu sposo, custode, discepolo, guida e sostegno: tutto di Maria. (…) Quello di Maria e Giuseppe fu un vero matrimonio? E’ la domanda che affiora più frequentemente sulle labbra sia di dotti che di semplici fedeli. Sappiamo che la loro fu una convivenza matrimoniale vissuta nella verginità (cfr. Mt 1, 18-25), ossia un matrimonio verginale, ma un matrimonio comunque vissuto nella comunione più piena e più vera: “una comunione di vita al di là dell’eros, una sponsalità implicante un amore profondo ma non orientato al sesso e alla generazione” (S. De Fiores). Se Maria vive di fede, Giuseppe non le è da meno. Se Maria è modello di umiltà, in questa umiltà si specchia anche quella del suo sposo. Maria amava il silenzio, Giuseppe anche: tra loro due esisteva, né poteva essere diversamente, una comunione sponsale che era vera comunione dei cuori, cementata da profonde affinità spirituali. “
Fonte
http://www.santiebeati.it/dettaglio/20200
ARTICOLI CHE PARLANO DI OPERE CONTRO LA FEDE CRISTIANA E ARTICOLI CHE DIFENDONO LA FEDE CRISTIANA.
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lunedì 22 novembre 2010
SAN GIUSEPPE NEI VANGELI DELL'INFANZIA DI GESU'
SAN GIUSEPPE NEI VANGELI DELL'INFANZIA DI GESU'
Analisi di Martino Gerber e Giuliano Lattes studiosi biblisti
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GIUSEPPE DAL VANGELO SECONDO MATTEO
Matteo1: 18 fino 2: 23
1-18Ecco come avvenne la nascita di Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. 19Giuseppe suo sposo, che era giusto e non voleva ripudiarla, decise di licenziarla in segreto. 20Mentre però stava pensando a queste cose, ecco che gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: "Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa, perché quel che è generato in lei viene dallo Spirito Santo. 21Essa partorirà un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati".
22Tutto questo avvenne perché si adempisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta:
23Ecco, la vergine concepirà e partorirà un figlio
che sarà chiamato Emmanuele,
che significa Dio con noi. 24Destatosi dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l'angelo del Signore e prese con sé la sua sposa, 25la quale, senza che egli la conoscesse, partorì un figlio, che egli chiamò Gesù.
2
1Gesù nacque a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode. Alcuni Magi giunsero da oriente a Gerusalemme e domandavano: 2"Dov'è il re dei Giudei che è nato? Abbiamo visto sorgere la sua stella, e siamo venuti per adorarlo". 3All'udire queste parole, il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme. 4Riuniti tutti i sommi sacerdoti e gli scribi del popolo, s'informava da loro sul luogo in cui doveva nascere il Messia. 5Gli risposero: "A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta:
6E tu, Betlemme, terra di Giuda,
non sei davvero il più piccolo capoluogo di Giuda:
da te uscirà infatti un capo
che pascerà il mio popolo, Israele.
7Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire con esattezza da loro il tempo in cui era apparsa la stella 8e li inviò a Betlemme esortandoli: "Andate e informatevi accuratamente del bambino e, quando l'avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch'io venga ad adorarlo".
9Udite le parole del re, essi partirono. Ed ecco la stella, che avevano visto nel suo sorgere, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. 10Al vedere la stella, essi provarono una grandissima gioia. 11Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, e prostratisi lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra. 12Avvertiti poi in sogno di non tornare da Erode, per un'altra strada fecero ritorno al loro paese.
13Essi erano appena partiti, quando un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: "Alzati, prendi con te il bambino e sua madre e fuggi in Egitto, e resta là finché non ti avvertirò, perché Erode sta cercando il bambino per ucciderlo".
14Giuseppe, destatosi, prese con sé il bambino e sua madre nella notte e fuggì in Egitto, 15dove rimase fino alla morte di Erode, perché si adempisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta:
Dall'Egitto ho chiamato il mio figlio.
16Erode, accortosi che i Magi si erano presi gioco di lui, s'infuriò e mandò ad uccidere tutti i bambini di Betlemme e del suo territorio dai due anni in giù, corrispondenti al tempo su cui era stato informato dai Magi. 17Allora si adempì quel che era stato detto per mezzo del profeta Geremia:
18Un grido è stato udito in Rama,
un pianto e un lamento grande;
Rachele piange i suoi figli
e non vuole essere consolata, perché non sono più.
19Morto Erode, un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe in Egitto 20e gli disse: "Alzati, prendi con te il bambino e sua madre e va' nel paese d'Israele; perché sono morti coloro che insidiavano la vita del bambino". 21Egli, alzatosi, prese con sé il bambino e sua madre, ed entrò nel paese d'Israele. 22Avendo però saputo che era re della Giudea Archelào al posto di suo padre Erode, ebbe paura di andarvi. Avvertito poi in sogno, si ritirò nelle regioni della Galilea 23e, appena giunto, andò ad abitare in una città chiamata Nàzaret, perché si adempisse ciò che era stato detto dai profeti: "Sarà chiamato Nazareno".
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GIUSEPPE DAL VANGELO SECONDO LUCA
Luca 2: 1-52
2-1In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. 2Questo primo censimento fu fatto quando era governatore della Siria Quirinio. 3Andavano tutti a farsi registrare, ciascuno nella sua città. 4Anche Giuseppe, che era della casa e della famiglia di Davide, dalla città di Nàzaret e dalla Galilea salì in Giudea alla città di Davide, chiamata Betlemme, 5per farsi registrare insieme con Maria sua sposa, che era incinta. 6Ora, mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. 7Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia, perché non c'era posto per loro nell'albergo.
8C'erano in quella regione alcuni pastori che vegliavano di notte facendo la guardia al loro gregge. 9Un angelo del Signore si presentò davanti a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande spavento, 10ma l'angelo disse loro: "Non temete, ecco vi annunzio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: 11oggi vi è nato nella città di Davide un salvatore, che è il Cristo Signore. 12Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, che giace in una mangiatoia". 13E subito apparve con l'angelo una moltitudine dell'esercito celeste che lodava Dio e diceva:
14"Gloria a Dio nel più alto dei cieli
e pace in terra agli uomini che egli ama".
15Appena gli angeli si furono allontanati per tornare al cielo, i pastori dicevano fra loro: "Andiamo fino a Betlemme, vediamo questo avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere". 16Andarono dunque senz'indugio e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, che giaceva nella mangiatoia. 17E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro. 18Tutti quelli che udirono, si stupirono delle cose che i pastori dicevano. 19Maria, da parte sua, serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore.
20I pastori poi se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com'era stato detto loro.
21Quando furon passati gli otto giorni prescritti per la circoncisione, gli fu messo nome Gesù, come era stato chiamato dall'angelo prima di essere concepito nel grembo della madre.
22Quando venne il tempo della loro purificazione secondo la Legge di Mosè, portarono il bambino a Gerusalemme per offrirlo al Signore, 23come è scritto nella Legge del Signore: ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore; 24e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o di giovani colombi, come prescrive la Legge del Signore.
25Ora a Gerusalemme c'era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e timorato di Dio, che aspettava il conforto d'Israele; 26lo Spirito Santo che era sopra di lui, gli aveva preannunziato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Messia del Signore. 27Mosso dunque dallo Spirito, si recò al tempio; e mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per adempiere la Legge, 28lo prese tra le braccia e benedisse Dio:
29"Ora lascia, o Signore, che il tuo servo
vada in pace secondo la tua parola;
30perché i miei occhi han visto la tua salvezza,
31preparata da te davanti a tutti i popoli,
32luce per illuminare le genti
e gloria del tuo popolo Israele".
33Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. 34Simeone li benedisse e parlò a Maria, sua madre: "Egli è qui per la rovina e la risurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione 35perché siano svelati i pensieri di molti cuori. E anche a te una spada trafiggerà l'anima".
36C'era anche una profetessa, Anna, figlia di Fanuèle, della tribù di Aser. Era molto avanzata in età, aveva vissuto col marito sette anni dal tempo in cui era ragazza, 37era poi rimasta vedova e ora aveva ottantaquattro anni. Non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere. 38Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme.
39Quando ebbero tutto compiuto secondo la legge del Signore, fecero ritorno in Galilea, alla loro città di Nàzaret. 40Il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era sopra di lui.
41I suoi genitori si recavano tutti gli anni a Gerusalemme per la festa di Pasqua. 42Quando egli ebbe dodici anni, vi salirono di nuovo secondo l'usanza; 43ma trascorsi i giorni della festa, mentre riprendevano la via del ritorno, il fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero. 44Credendolo nella carovana, fecero una giornata di viaggio, e poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti; 45non avendolo trovato, tornarono in cerca di lui a Gerusalemme. 46Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai dottori, mentre li ascoltava e li interrogava. 47E tutti quelli che l'udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte. 48Al vederlo restarono stupiti e sua madre gli disse: "Figlio, perché ci hai fatto così? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo". 49Ed egli rispose: "Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?". 50Ma essi non compresero le sue parole.
51Partì dunque con loro e tornò a Nàzaret e stava loro sottomesso. Sua madre serbava tutte queste cose nel suo cuore. 52E Gesù cresceva in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini.
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Citazioni Bibbia di Gerusalemme
http://www.liberliber.it/biblioteca/b/bibbia/la_sacra_bibbia/html/05_01.htm
https://sites.google.com/site/lesacrescritture/
Analisi di Martino Gerber e Giuliano Lattes studiosi biblisti
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GIUSEPPE DAL VANGELO SECONDO MATTEO
Matteo1: 18 fino 2: 23
1-18Ecco come avvenne la nascita di Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. 19Giuseppe suo sposo, che era giusto e non voleva ripudiarla, decise di licenziarla in segreto. 20Mentre però stava pensando a queste cose, ecco che gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: "Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa, perché quel che è generato in lei viene dallo Spirito Santo. 21Essa partorirà un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati".
22Tutto questo avvenne perché si adempisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta:
23Ecco, la vergine concepirà e partorirà un figlio
che sarà chiamato Emmanuele,
che significa Dio con noi. 24Destatosi dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l'angelo del Signore e prese con sé la sua sposa, 25la quale, senza che egli la conoscesse, partorì un figlio, che egli chiamò Gesù.
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1Gesù nacque a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode. Alcuni Magi giunsero da oriente a Gerusalemme e domandavano: 2"Dov'è il re dei Giudei che è nato? Abbiamo visto sorgere la sua stella, e siamo venuti per adorarlo". 3All'udire queste parole, il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme. 4Riuniti tutti i sommi sacerdoti e gli scribi del popolo, s'informava da loro sul luogo in cui doveva nascere il Messia. 5Gli risposero: "A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta:
6E tu, Betlemme, terra di Giuda,
non sei davvero il più piccolo capoluogo di Giuda:
da te uscirà infatti un capo
che pascerà il mio popolo, Israele.
7Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire con esattezza da loro il tempo in cui era apparsa la stella 8e li inviò a Betlemme esortandoli: "Andate e informatevi accuratamente del bambino e, quando l'avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch'io venga ad adorarlo".
9Udite le parole del re, essi partirono. Ed ecco la stella, che avevano visto nel suo sorgere, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. 10Al vedere la stella, essi provarono una grandissima gioia. 11Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, e prostratisi lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra. 12Avvertiti poi in sogno di non tornare da Erode, per un'altra strada fecero ritorno al loro paese.
13Essi erano appena partiti, quando un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: "Alzati, prendi con te il bambino e sua madre e fuggi in Egitto, e resta là finché non ti avvertirò, perché Erode sta cercando il bambino per ucciderlo".
14Giuseppe, destatosi, prese con sé il bambino e sua madre nella notte e fuggì in Egitto, 15dove rimase fino alla morte di Erode, perché si adempisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta:
Dall'Egitto ho chiamato il mio figlio.
16Erode, accortosi che i Magi si erano presi gioco di lui, s'infuriò e mandò ad uccidere tutti i bambini di Betlemme e del suo territorio dai due anni in giù, corrispondenti al tempo su cui era stato informato dai Magi. 17Allora si adempì quel che era stato detto per mezzo del profeta Geremia:
18Un grido è stato udito in Rama,
un pianto e un lamento grande;
Rachele piange i suoi figli
e non vuole essere consolata, perché non sono più.
19Morto Erode, un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe in Egitto 20e gli disse: "Alzati, prendi con te il bambino e sua madre e va' nel paese d'Israele; perché sono morti coloro che insidiavano la vita del bambino". 21Egli, alzatosi, prese con sé il bambino e sua madre, ed entrò nel paese d'Israele. 22Avendo però saputo che era re della Giudea Archelào al posto di suo padre Erode, ebbe paura di andarvi. Avvertito poi in sogno, si ritirò nelle regioni della Galilea 23e, appena giunto, andò ad abitare in una città chiamata Nàzaret, perché si adempisse ciò che era stato detto dai profeti: "Sarà chiamato Nazareno".
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GIUSEPPE DAL VANGELO SECONDO LUCA
Luca 2: 1-52
2-1In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. 2Questo primo censimento fu fatto quando era governatore della Siria Quirinio. 3Andavano tutti a farsi registrare, ciascuno nella sua città. 4Anche Giuseppe, che era della casa e della famiglia di Davide, dalla città di Nàzaret e dalla Galilea salì in Giudea alla città di Davide, chiamata Betlemme, 5per farsi registrare insieme con Maria sua sposa, che era incinta. 6Ora, mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. 7Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia, perché non c'era posto per loro nell'albergo.
8C'erano in quella regione alcuni pastori che vegliavano di notte facendo la guardia al loro gregge. 9Un angelo del Signore si presentò davanti a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande spavento, 10ma l'angelo disse loro: "Non temete, ecco vi annunzio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: 11oggi vi è nato nella città di Davide un salvatore, che è il Cristo Signore. 12Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, che giace in una mangiatoia". 13E subito apparve con l'angelo una moltitudine dell'esercito celeste che lodava Dio e diceva:
14"Gloria a Dio nel più alto dei cieli
e pace in terra agli uomini che egli ama".
15Appena gli angeli si furono allontanati per tornare al cielo, i pastori dicevano fra loro: "Andiamo fino a Betlemme, vediamo questo avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere". 16Andarono dunque senz'indugio e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, che giaceva nella mangiatoia. 17E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro. 18Tutti quelli che udirono, si stupirono delle cose che i pastori dicevano. 19Maria, da parte sua, serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore.
20I pastori poi se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com'era stato detto loro.
21Quando furon passati gli otto giorni prescritti per la circoncisione, gli fu messo nome Gesù, come era stato chiamato dall'angelo prima di essere concepito nel grembo della madre.
22Quando venne il tempo della loro purificazione secondo la Legge di Mosè, portarono il bambino a Gerusalemme per offrirlo al Signore, 23come è scritto nella Legge del Signore: ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore; 24e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o di giovani colombi, come prescrive la Legge del Signore.
25Ora a Gerusalemme c'era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e timorato di Dio, che aspettava il conforto d'Israele; 26lo Spirito Santo che era sopra di lui, gli aveva preannunziato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Messia del Signore. 27Mosso dunque dallo Spirito, si recò al tempio; e mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per adempiere la Legge, 28lo prese tra le braccia e benedisse Dio:
29"Ora lascia, o Signore, che il tuo servo
vada in pace secondo la tua parola;
30perché i miei occhi han visto la tua salvezza,
31preparata da te davanti a tutti i popoli,
32luce per illuminare le genti
e gloria del tuo popolo Israele".
33Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. 34Simeone li benedisse e parlò a Maria, sua madre: "Egli è qui per la rovina e la risurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione 35perché siano svelati i pensieri di molti cuori. E anche a te una spada trafiggerà l'anima".
36C'era anche una profetessa, Anna, figlia di Fanuèle, della tribù di Aser. Era molto avanzata in età, aveva vissuto col marito sette anni dal tempo in cui era ragazza, 37era poi rimasta vedova e ora aveva ottantaquattro anni. Non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere. 38Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme.
39Quando ebbero tutto compiuto secondo la legge del Signore, fecero ritorno in Galilea, alla loro città di Nàzaret. 40Il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era sopra di lui.
41I suoi genitori si recavano tutti gli anni a Gerusalemme per la festa di Pasqua. 42Quando egli ebbe dodici anni, vi salirono di nuovo secondo l'usanza; 43ma trascorsi i giorni della festa, mentre riprendevano la via del ritorno, il fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero. 44Credendolo nella carovana, fecero una giornata di viaggio, e poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti; 45non avendolo trovato, tornarono in cerca di lui a Gerusalemme. 46Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai dottori, mentre li ascoltava e li interrogava. 47E tutti quelli che l'udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte. 48Al vederlo restarono stupiti e sua madre gli disse: "Figlio, perché ci hai fatto così? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo". 49Ed egli rispose: "Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?". 50Ma essi non compresero le sue parole.
51Partì dunque con loro e tornò a Nàzaret e stava loro sottomesso. Sua madre serbava tutte queste cose nel suo cuore. 52E Gesù cresceva in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini.
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Citazioni Bibbia di Gerusalemme
http://www.liberliber.it/biblioteca/b/bibbia/la_sacra_bibbia/html/05_01.htm
https://sites.google.com/site/lesacrescritture/
sabato 13 febbraio 2010
Giuseppe e Maria a letto: polemica sul poster choc

Giuseppe e Maria a letto: polemica sul poster choc
Un manifesto, che mostra Maria e Giuseppe a letto, ha scatenato una polemica in Nuova Zelanda. «Povero Giuseppe, è duro seguire Dio», recita una didascalia alla base del poster, con l'immagine di Maria che rivolge gli occhi al cielo e Giuseppe con l'aria triste e sconsolata. Secondo i responsabili della Chiesa anglicana di St-Matthews-in-the-City, ad Auckland, il manifesto vuole mettere in crisi gli stereotipi sulla concezione immacolata di Gesù.
.
Vogliamo ridicolizzare la nozione letterale di un Dio mascolino che, dal cielo, riesce in qualche modo a far concepire un figlio a Maria», ha spiegato il vicario, Glynn Cardy, ammettendo di avere idee molto progressiste.
La portavoce della diocesi della Chiesa Cattolica ad Auckland, Lyndsay Freer, ha replicato che sottindendere che Maria e Giuseppe abbiano avuto rapporti per concepire Gesù è «inappropriato, irrispettoso e offensivo verso i cristiani».
http://www.lastampa.it/multimedia/multimedia.asp?p=1&pm=1&IDmsezione=17&IDalbum=22938&tipo=FOTOGALLERY#mpos
martedì 23 dicembre 2008
UNA RECENSIONE SINCERA SUL FILM BLASFEMO " PER AMORE, SOLO PER AMORE "
Per amore, solo per amore
Un film di Giovanni Veronesi. Con Stefania Sandrelli, Alessandro Haber, Penelope Cruz, Diego Abatantuono, Valeria Sabel, Ugo Conti, Mariangela D'Abbraccio, Massimo Pittarello, Renato De Carmine. Genere Religioso, colore 105 minuti. - Produzione Italia 1993.
GIUSEPPE SECONDO CAMPANILE E VERONESI Ogni anno a Natale la TV Mediaset manda in onda questo film irriverente e dissacrante verso la Sacra Famiglia. Il film si basa sul romanzo di P.F.Campanile. Dai Vangeli ufficiali ed apocrifi, e dalla Patristica risulta che il padre terreno di Gesù, Giuseppe di Nazaret è la persona piu' santa del mondo dopo Maria sua sposa, infatti Iddio non poteva affidare suo figlio a persone qualsiasi ma a persone degne, giuste e sante.Comunque in questi ultimi anni molti hanno scritto romanzi su San Giuseppe, come se la fantasia può cambiare la storia, romanzi in genere dissacranti. Il romanzo più offensivo verso San Giuseppe, santo molto miracoloso ed amato dai cattolici, l'ha scritto Campanile, che addiritura trasforma San Giuseppe patrono dei lavoratori in vagabondo, ubriacone, pagano e donnaiolo. Nel romanzo vediamo che la fanciulla Maria è inmorata di questo peccatore Giuseppe, il quale passa il tempo con Dorotea nota prostituta di Nazaret, questa spinge Giuseppe a recarsi a Tolemaide città pagana, dove poi lui va con il suo cavallo bianco per ubriacarsi e peccare. Intanto Maria cerca di dissuadere Giuseppe nel frequentare Dorotea, e perfino la fanciulla convince suo zio a procurare una falegnameria a Giuseppe. Passano gli anni, Maria diventa una donna e i fidanza con Giuseppe. Maria al ritorno della sua visita dalla cugina Elisabetta, si presenta incinta. Maria racconta la storia del'Angelo. Giuseppe e Maria si sposano, e vivono come fratello e sorella, poi vanno a Betlemme, dove nasce Gesù, poi c'è la fuga in Egitto. Dopo 8 anni ritornano a Nazaret. Giusppe si confida con il servo Socrate, lui a Maria non l'ha mai toccata, temendo Dio, quindi ha sofferto tanto perché ne era innamorato, ma ha sofferto solo per amore. Dopo questa confessione Giuseppe la sera stessa muore. E' inutile costrursi i santi secondo il proprio gusto, i santi sono guidati dallo Spirito Santo, e diventano luci che ci illuminano in queste tenebre. Traformare la luce in tenebra non è giusto, ma la luce non diventa tenebra, quindi San Giuseppe resta santo anche se Campanile invece lo voleva pagano e peccatore.
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http://www.mymovies.it/pubblico/articolo/?id=419607
Un film di Giovanni Veronesi. Con Stefania Sandrelli, Alessandro Haber, Penelope Cruz, Diego Abatantuono, Valeria Sabel, Ugo Conti, Mariangela D'Abbraccio, Massimo Pittarello, Renato De Carmine. Genere Religioso, colore 105 minuti. - Produzione Italia 1993.
GIUSEPPE SECONDO CAMPANILE E VERONESI Ogni anno a Natale la TV Mediaset manda in onda questo film irriverente e dissacrante verso la Sacra Famiglia. Il film si basa sul romanzo di P.F.Campanile. Dai Vangeli ufficiali ed apocrifi, e dalla Patristica risulta che il padre terreno di Gesù, Giuseppe di Nazaret è la persona piu' santa del mondo dopo Maria sua sposa, infatti Iddio non poteva affidare suo figlio a persone qualsiasi ma a persone degne, giuste e sante.Comunque in questi ultimi anni molti hanno scritto romanzi su San Giuseppe, come se la fantasia può cambiare la storia, romanzi in genere dissacranti. Il romanzo più offensivo verso San Giuseppe, santo molto miracoloso ed amato dai cattolici, l'ha scritto Campanile, che addiritura trasforma San Giuseppe patrono dei lavoratori in vagabondo, ubriacone, pagano e donnaiolo. Nel romanzo vediamo che la fanciulla Maria è inmorata di questo peccatore Giuseppe, il quale passa il tempo con Dorotea nota prostituta di Nazaret, questa spinge Giuseppe a recarsi a Tolemaide città pagana, dove poi lui va con il suo cavallo bianco per ubriacarsi e peccare. Intanto Maria cerca di dissuadere Giuseppe nel frequentare Dorotea, e perfino la fanciulla convince suo zio a procurare una falegnameria a Giuseppe. Passano gli anni, Maria diventa una donna e i fidanza con Giuseppe. Maria al ritorno della sua visita dalla cugina Elisabetta, si presenta incinta. Maria racconta la storia del'Angelo. Giuseppe e Maria si sposano, e vivono come fratello e sorella, poi vanno a Betlemme, dove nasce Gesù, poi c'è la fuga in Egitto. Dopo 8 anni ritornano a Nazaret. Giusppe si confida con il servo Socrate, lui a Maria non l'ha mai toccata, temendo Dio, quindi ha sofferto tanto perché ne era innamorato, ma ha sofferto solo per amore. Dopo questa confessione Giuseppe la sera stessa muore. E' inutile costrursi i santi secondo il proprio gusto, i santi sono guidati dallo Spirito Santo, e diventano luci che ci illuminano in queste tenebre. Traformare la luce in tenebra non è giusto, ma la luce non diventa tenebra, quindi San Giuseppe resta santo anche se Campanile invece lo voleva pagano e peccatore.
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UN ARTICOLO DEL 1993 ALL'USCITA NELLE SALE DEL FILM BLASFEMO " PER AMORE, SOLO PER AMORE "
San Giuseppe fa l’amore: sarà assolto?
Per amore, solo per amore
Un film di Giovanni Veronesi. Con Stefania Sandrelli, Alessandro Haber, Penelope Cruz, Diego Abatantuono, Valeria Sabel, Ugo Conti, Mariangela D'Abbraccio, Massimo Pittarello, Renato De Carmine. Genere Religioso, colore 105 minuti. - Produzione Italia 1993.
Esce oggi la pellicola di Giovanni Veronesi tratta dal libro di Festa Campanile: e si preannuncia la polemica. Don Mazzi: "Mi piace quel cinema che umanizza la religione" Abatantuono è il sensuale falegname che pecca con la Sandrelli ma non tocca la Madonna. Il prete di Domenica In: "La Chiesa deve capire" – ma non toccate Pasquale.
Prima di Aurelio De Laurentiis, il produttore del film "Per amore solo per amore", tratto dal libro di Pasquale Festa Campanile, da oggi sugli schermi, anche Hollywood aveva trasformato la storia d’amore della Vergine Maria e del falegname Giuseppe in un colossal tv, prodotto dalla Nbc, che aprì il dibattito tra "cinema e spiritualità", "sacro e blasfemo". Come accadde per "L’ultima tentazione di Cristo" di Scorsese, per il musical "Jesus Christ Superstar", per il provocatorio "Je vous salue Marie" di Godard e per il recente "Il ventre di Maria" di Perlini. Anche stavolta, mentre Sergio Citti prepara un’opera sui Re Magi, visti come comuni mortali pieni di sogni e bisogni, e mentre procede il colossal "La Bibbia", da più parti si levano proteste. "Cristo e la Vergine Maria non sono eroi da film". "Queste pellicole presentano la vita dei santi senza alcun rispetto della verità rivelata", gridano gli integralisti, ma le voci discordanti sono molte: in nome del Signore o degli incassi. "È vero, nel mio film Giuseppe è un uomo molto sensuale. Fa l’amore, ma non con Maria", dice Giovanni Veronesi, il trentenne regista di "Per amore, solo per amore" interpretato da Abatantuono, Penelope Cruz, Alessandro Haber e Stefania Sandrelli nel ruolo della vedova peccatrice, amante di Giuseppe. "Non sono cattolico osservante, ma credo di essere stato estremamente onesto presentando una Madonna "terrena", senza manto celeste. Però, anche se non penso che i cattolici protesteranno, di bigotti son piene le chiese... Eppure, il Papa ha recentemente parlato della figura di San Giuseppe, "un uomo giusto". Un uomo cancellato da una Storia più grande di lui: questo è il tema che mi interessa. "La prima parte è fedele al libro, la seconda mi appartiene di più – Alessandro Haber, il servo Socrates, viene dalla Grecia: è la "voce laica" della storia e non a caso subisce la punizione "divina" del taglio della lingua. Con lo sceneggiatore Ugo Chiti abbiamo inventato la piramide nel deserto, che rappresenta le avventure della giovinezza di Giuseppe sulla strada di Tolemaide, città del peccato. E se il cavallo bianco, "mezzo" di perdizione, nel libro viene rubato, nel film Giuseppe lo abbandona quando la sua vita cambia". Interviene Abatantuono: "La storia di Giuseppe è umana e divina al tempo stesso. Proprio per questo non vedo gli elementi di una violazione dei diritti dei cattolici". Il film certamente riaprirà il dibattito e ci sarà chi, ancora una volta, riconoscerà l’insuperabile spiritualità "umanizzata" del Cristo di Pier Paolo Pasolini in "Il Vangelo secondo Matteo". Dice don Antonio Mazzi, alla guida della comunità "Exodus" e presente a "Domenica In": "Non ho visto questo film, ma osservo sempre con grande attenzione i film che "umanizzano" argomenti religiosi. Riaprono indirettamente il dibattito anche sui nudi nell’arte religiosa. La logica dell’arte è quasi sempre provocatoria, va oltre. Bisogna offrire al pubblico gli strumenti della logica e dell’arte per instaurare un dibattito. L’amore fa parte della vita, la Chiesa deve tentare di capire, non di giudicare. La dottrina non può non tenere contro della trasparenza dell’amore". Padre Bartolomeo Sorge: "Parlare in generale, senza avere visto il film, è difficile. Il "Vangelo secondo Matteo" di Pasolini era bellissimo. Seguirò con grande interesse il dibattito che scaturità da questo film. Non significa che mi sottraggo all’interrogativo, ma che per ora lo sospendo". Chi è l’autore del film? Il tempo passa e l’arrugginita polemica non smette di sferragliare, di produrre sempre nuove schede a futura memoria. Ed ecco l’ultima. Com’è d’uso per le pellicole di prossima programmazione, mi arriva la "brochure" pubblicitaria di "Per amore, solo per amore" con una nota a firma orgogliosamente autografa del regista Giovanni Veronesi, al suo secondo film dopo l’opera prima "Maramao". "Questa è la storia d’amore più famosa del mondo" esordisce il cineasta, spiegando che si tratta del rapporto fra Giuseppe e Maria genitori di Gesù – E continua: "La mia storia racconta quello che non si sa, che non è mai stato detto... Non c’è nulla di sacro nel film, nulla di blasfemo: ho solo tentato d’immaginare la parte mancante di una storia... La mia Maria...". La "mia" storia, "ho tentato di immaginare", la "mia" Maria? Ma questa non è la sua storia, non è la sua Maria e Veronesi non ha immaginato un bel niente: ha soltanto utilizzato il notissimo romanzo omonimo di Pasquale Festa Campanile, a suo tempo laureato con il Premio Campiello, che chiunque con L. 10.500 può acquistare nei Tascabili Bompiani; e ne ha tratto la sceneggiatura a quattro mani con il commediografo Ugo Chiti (altro nome che è ingiusto tralasciare presentando il film). Del resto la dizione "dal romanzo di" è ben chiara nei titoli di testa; e meno male che contratti e consuetudini la impongono perché altrimenti, in tanta furia di appropriazioni indebite, sparirebbe anche quella. Se "Per amore, solo per amore" ha pregi di originalità, lo si deve alla reinvenzione della figura metastorica del babbo terreno di Cristo, a suo tempo riconosciuta da tutta la critica, di cui parla Carlo Bo nella prefazione al romanzo: "...un Giuseppe probabile, fuori dalle poche luci che la storia sacra ci consente, così come ce lo possiamo immaginare; e che il Festa Campanile ha cercato di legare a tutto il resto dell’accertabile storicamente...". Certo Pasqualino ha il torto di essere scomparso nel 1986 e di non essere più qui a protestare. Come se lui, firmando nel ‘66 la regia del film tratto da "La costanza della ragione", avesse trascurato di fare il nome di Vasco Pratolini autore del romanzo. Impensabile. Oggi, invece, l’atteggiamento di Veronesi non rappresenta un caso isolato: si inquadra nella concezione di un "autorismo" assoluto del regista, originariamente targata Nouvelle Vague e ormai degenerata al punto di cancellare i veri autori dei libri, dei soggetti e dei copioni a beneficio dei (come vogliamo chiamarli?) traduttori in immagini, adattatori, rielaboratori, realizzatori, inscenatori, tutti estremamente solleciti a nominarsi autori sul campo. Quando recensiremo il film potremo valutare se Giovanni Veronesi ha dato una sua lettura, una sua particolare interpretazione di "Per amore, solo per amore". Ma questo titolo, a dispetto di tutte le variazioni presenti e future, resta e resterà sempre una creazione di Pasquale Festa Campanile.
Da Il Corriere della Sera, 28 ottobre 1993
Sito: Il Corriere della Sera
http://www.mymovies.it/dizionario/critica.asp?id=404308
Per amore, solo per amore
Un film di Giovanni Veronesi. Con Stefania Sandrelli, Alessandro Haber, Penelope Cruz, Diego Abatantuono, Valeria Sabel, Ugo Conti, Mariangela D'Abbraccio, Massimo Pittarello, Renato De Carmine. Genere Religioso, colore 105 minuti. - Produzione Italia 1993.
Esce oggi la pellicola di Giovanni Veronesi tratta dal libro di Festa Campanile: e si preannuncia la polemica. Don Mazzi: "Mi piace quel cinema che umanizza la religione" Abatantuono è il sensuale falegname che pecca con la Sandrelli ma non tocca la Madonna. Il prete di Domenica In: "La Chiesa deve capire" – ma non toccate Pasquale.
Prima di Aurelio De Laurentiis, il produttore del film "Per amore solo per amore", tratto dal libro di Pasquale Festa Campanile, da oggi sugli schermi, anche Hollywood aveva trasformato la storia d’amore della Vergine Maria e del falegname Giuseppe in un colossal tv, prodotto dalla Nbc, che aprì il dibattito tra "cinema e spiritualità", "sacro e blasfemo". Come accadde per "L’ultima tentazione di Cristo" di Scorsese, per il musical "Jesus Christ Superstar", per il provocatorio "Je vous salue Marie" di Godard e per il recente "Il ventre di Maria" di Perlini. Anche stavolta, mentre Sergio Citti prepara un’opera sui Re Magi, visti come comuni mortali pieni di sogni e bisogni, e mentre procede il colossal "La Bibbia", da più parti si levano proteste. "Cristo e la Vergine Maria non sono eroi da film". "Queste pellicole presentano la vita dei santi senza alcun rispetto della verità rivelata", gridano gli integralisti, ma le voci discordanti sono molte: in nome del Signore o degli incassi. "È vero, nel mio film Giuseppe è un uomo molto sensuale. Fa l’amore, ma non con Maria", dice Giovanni Veronesi, il trentenne regista di "Per amore, solo per amore" interpretato da Abatantuono, Penelope Cruz, Alessandro Haber e Stefania Sandrelli nel ruolo della vedova peccatrice, amante di Giuseppe. "Non sono cattolico osservante, ma credo di essere stato estremamente onesto presentando una Madonna "terrena", senza manto celeste. Però, anche se non penso che i cattolici protesteranno, di bigotti son piene le chiese... Eppure, il Papa ha recentemente parlato della figura di San Giuseppe, "un uomo giusto". Un uomo cancellato da una Storia più grande di lui: questo è il tema che mi interessa. "La prima parte è fedele al libro, la seconda mi appartiene di più – Alessandro Haber, il servo Socrates, viene dalla Grecia: è la "voce laica" della storia e non a caso subisce la punizione "divina" del taglio della lingua. Con lo sceneggiatore Ugo Chiti abbiamo inventato la piramide nel deserto, che rappresenta le avventure della giovinezza di Giuseppe sulla strada di Tolemaide, città del peccato. E se il cavallo bianco, "mezzo" di perdizione, nel libro viene rubato, nel film Giuseppe lo abbandona quando la sua vita cambia". Interviene Abatantuono: "La storia di Giuseppe è umana e divina al tempo stesso. Proprio per questo non vedo gli elementi di una violazione dei diritti dei cattolici". Il film certamente riaprirà il dibattito e ci sarà chi, ancora una volta, riconoscerà l’insuperabile spiritualità "umanizzata" del Cristo di Pier Paolo Pasolini in "Il Vangelo secondo Matteo". Dice don Antonio Mazzi, alla guida della comunità "Exodus" e presente a "Domenica In": "Non ho visto questo film, ma osservo sempre con grande attenzione i film che "umanizzano" argomenti religiosi. Riaprono indirettamente il dibattito anche sui nudi nell’arte religiosa. La logica dell’arte è quasi sempre provocatoria, va oltre. Bisogna offrire al pubblico gli strumenti della logica e dell’arte per instaurare un dibattito. L’amore fa parte della vita, la Chiesa deve tentare di capire, non di giudicare. La dottrina non può non tenere contro della trasparenza dell’amore". Padre Bartolomeo Sorge: "Parlare in generale, senza avere visto il film, è difficile. Il "Vangelo secondo Matteo" di Pasolini era bellissimo. Seguirò con grande interesse il dibattito che scaturità da questo film. Non significa che mi sottraggo all’interrogativo, ma che per ora lo sospendo". Chi è l’autore del film? Il tempo passa e l’arrugginita polemica non smette di sferragliare, di produrre sempre nuove schede a futura memoria. Ed ecco l’ultima. Com’è d’uso per le pellicole di prossima programmazione, mi arriva la "brochure" pubblicitaria di "Per amore, solo per amore" con una nota a firma orgogliosamente autografa del regista Giovanni Veronesi, al suo secondo film dopo l’opera prima "Maramao". "Questa è la storia d’amore più famosa del mondo" esordisce il cineasta, spiegando che si tratta del rapporto fra Giuseppe e Maria genitori di Gesù – E continua: "La mia storia racconta quello che non si sa, che non è mai stato detto... Non c’è nulla di sacro nel film, nulla di blasfemo: ho solo tentato d’immaginare la parte mancante di una storia... La mia Maria...". La "mia" storia, "ho tentato di immaginare", la "mia" Maria? Ma questa non è la sua storia, non è la sua Maria e Veronesi non ha immaginato un bel niente: ha soltanto utilizzato il notissimo romanzo omonimo di Pasquale Festa Campanile, a suo tempo laureato con il Premio Campiello, che chiunque con L. 10.500 può acquistare nei Tascabili Bompiani; e ne ha tratto la sceneggiatura a quattro mani con il commediografo Ugo Chiti (altro nome che è ingiusto tralasciare presentando il film). Del resto la dizione "dal romanzo di" è ben chiara nei titoli di testa; e meno male che contratti e consuetudini la impongono perché altrimenti, in tanta furia di appropriazioni indebite, sparirebbe anche quella. Se "Per amore, solo per amore" ha pregi di originalità, lo si deve alla reinvenzione della figura metastorica del babbo terreno di Cristo, a suo tempo riconosciuta da tutta la critica, di cui parla Carlo Bo nella prefazione al romanzo: "...un Giuseppe probabile, fuori dalle poche luci che la storia sacra ci consente, così come ce lo possiamo immaginare; e che il Festa Campanile ha cercato di legare a tutto il resto dell’accertabile storicamente...". Certo Pasqualino ha il torto di essere scomparso nel 1986 e di non essere più qui a protestare. Come se lui, firmando nel ‘66 la regia del film tratto da "La costanza della ragione", avesse trascurato di fare il nome di Vasco Pratolini autore del romanzo. Impensabile. Oggi, invece, l’atteggiamento di Veronesi non rappresenta un caso isolato: si inquadra nella concezione di un "autorismo" assoluto del regista, originariamente targata Nouvelle Vague e ormai degenerata al punto di cancellare i veri autori dei libri, dei soggetti e dei copioni a beneficio dei (come vogliamo chiamarli?) traduttori in immagini, adattatori, rielaboratori, realizzatori, inscenatori, tutti estremamente solleciti a nominarsi autori sul campo. Quando recensiremo il film potremo valutare se Giovanni Veronesi ha dato una sua lettura, una sua particolare interpretazione di "Per amore, solo per amore". Ma questo titolo, a dispetto di tutte le variazioni presenti e future, resta e resterà sempre una creazione di Pasquale Festa Campanile.
Da Il Corriere della Sera, 28 ottobre 1993
Sito: Il Corriere della Sera
http://www.mymovies.it/dizionario/critica.asp?id=404308
IL CENTRO ANTI-BLASFEMIA CONTRO IL FILM BLASFEMO " PER AMORE, SOLO PER AMORE "
CENTRO ANTI-BLASFEMIA
ANALISI DI DANIELE ASCARELLI BUBIS SUL FILM BLASFEMO " PER AMORE SOLO PER AMORE "
***********************************************************
DIEGO ABATANTUONO INTERPRETA S.GIUSEPPPE PADRE PUTATIVO DI GESU'
NEL FILM BLASFEMO "PER AMORE SOLO PER AMORE" DI G.VERONESI
FILM DOVE TRA TANTE BESTMMIE ABBIAMO S.GIUSEPPE PADRE PUTATIVO DEL SIGNORE
TRASFORMATO IN VAGABONDO PAGANO UBRIACONE E CLIENTE DI PROSTITUTE UN VERO PORCO
*******************************************************
FILM
PER AMORE SOLO PER AMORE
Interpreti e personaggi
* Diego Abatantuono: Giuseppe
* Penélope Cruz: Maria
* Stefania Sandrelli: Dorotea
* Alessandro Haber: Socrates
* Renato De Carmine: Cleofa
* Eliana Giua: Maria a 8 anni
* Valeria Sabel: Sara
* Laura Roncaccia: Giuditta
* Massimo Pittarello: Gioele
* Ugo Conti: Zebulon
* Gianni Musy Glori: Avrahm
* Antonino Iuorio: Manasse
* Mariangela D´Abbraccio: Tamar
recensione da
http://www.cinematocasa.it/section.asp?id=3
Storia della "Sacra Famiglia" vista dalla parte di Giuseppe. Il falegname Giuseppe, scapolo attempato,
gaudente puttaniere (assiduo cliente di Dorotea) e per nulla religioso, si invaghisce della giovane Maria.
Nonostante la differenza di età e dopo varie peripezie, si sposano, nonostante Giuseppe scopra che
Maria è incinta e non si sa di chi. Giuseppe lascia credere agli amici che sia stato lui ad ingravidare Maria
per mettere i parenti di lei di fronte al fatto compiuto e consentire così alle nozze riparatrici. Alla fine Giuseppe
si convince del disegno divino che sta dietro alla gravidanza di Maria e confida al suo lavorante Socrates (Haber)
che Dio è stato "coraggioso, molto coraggioso" a fidarsi di un tipo come lui. Giuseppe si è ridotto a dormire
per terra e si lamenta che gli fa male la schiena: fa così capire che quello con Maria è un matrimonio senza
rapporti intimi. Giuseppe si consola pensando che il bambino diventerà una persona famosa ed importante e
che lui ha avuto un qualche ruolo in tutto questo. Giuseppe viene trovato morto nella scena finale, che si
chiude con un commento del suo lavorante.
http://www.cinematocasa.it/section.asp?id=3
-----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
DAL CENTRO ANTI-BLASFEMIA
Commento al film blasfemo:"PER AMORE SOLO PER AMORE", di Giovanni Veronesi
tratto dall'omonimo romanzo di P.F.Campanile.
Nel film Giuseppe il padre putativo del Signore Gesù, è un uomo pieno di vizi peccati.
Non vuole lavorare, si propio il Santo Padrono dei lavoratori in questo film pieno di odio, non lavora,
ma se la spassa, va a divertirsi in città pagane, dove passa il tempo a ubriacarsi e a peccare con le prostitute,
si è davvero un porco.............................................................................................................................................
Che orribili bestemmie imperdonabili, quanto odio verso un Santo tanto miracoloso.
Nel film anche la figura di Maria è infangata.
Trasformare i Santi in cani e porci è potere satanico.
Questo film, contro Dio, le Sacre Scritture, Gesù, la Santa Vergine Maria e S.Giuseppe, prodotto il 1993, dal 1996,
è puntualmente trasmesso da Canale 5 o Rete 4, proprio nel periodo natalizio, come un messaggio
per i credenti, facendo capire loro, che la Sacra Famiglia di Gesù, è perversa, quindi Gesù non è nessuno,
quindi è inutile festeggiare il Natale.
http://groups.google.com/group/centro-anti-blasfemia?hl=it
ANALISI DI DANIELE ASCARELLI BUBIS SUL FILM BLASFEMO " PER AMORE SOLO PER AMORE "
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DIEGO ABATANTUONO INTERPRETA S.GIUSEPPPE PADRE PUTATIVO DI GESU'
NEL FILM BLASFEMO "PER AMORE SOLO PER AMORE" DI G.VERONESI
FILM DOVE TRA TANTE BESTMMIE ABBIAMO S.GIUSEPPE PADRE PUTATIVO DEL SIGNORE
TRASFORMATO IN VAGABONDO PAGANO UBRIACONE E CLIENTE DI PROSTITUTE UN VERO PORCO
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FILM
PER AMORE SOLO PER AMORE
Interpreti e personaggi
* Diego Abatantuono: Giuseppe
* Penélope Cruz: Maria
* Stefania Sandrelli: Dorotea
* Alessandro Haber: Socrates
* Renato De Carmine: Cleofa
* Eliana Giua: Maria a 8 anni
* Valeria Sabel: Sara
* Laura Roncaccia: Giuditta
* Massimo Pittarello: Gioele
* Ugo Conti: Zebulon
* Gianni Musy Glori: Avrahm
* Antonino Iuorio: Manasse
* Mariangela D´Abbraccio: Tamar
recensione da
http://www.cinematocasa.it/section.asp?id=3
Storia della "Sacra Famiglia" vista dalla parte di Giuseppe. Il falegname Giuseppe, scapolo attempato,
gaudente puttaniere (assiduo cliente di Dorotea) e per nulla religioso, si invaghisce della giovane Maria.
Nonostante la differenza di età e dopo varie peripezie, si sposano, nonostante Giuseppe scopra che
Maria è incinta e non si sa di chi. Giuseppe lascia credere agli amici che sia stato lui ad ingravidare Maria
per mettere i parenti di lei di fronte al fatto compiuto e consentire così alle nozze riparatrici. Alla fine Giuseppe
si convince del disegno divino che sta dietro alla gravidanza di Maria e confida al suo lavorante Socrates (Haber)
che Dio è stato "coraggioso, molto coraggioso" a fidarsi di un tipo come lui. Giuseppe si è ridotto a dormire
per terra e si lamenta che gli fa male la schiena: fa così capire che quello con Maria è un matrimonio senza
rapporti intimi. Giuseppe si consola pensando che il bambino diventerà una persona famosa ed importante e
che lui ha avuto un qualche ruolo in tutto questo. Giuseppe viene trovato morto nella scena finale, che si
chiude con un commento del suo lavorante.
http://www.cinematocasa.it/section.asp?id=3
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DAL CENTRO ANTI-BLASFEMIA
Commento al film blasfemo:"PER AMORE SOLO PER AMORE", di Giovanni Veronesi
tratto dall'omonimo romanzo di P.F.Campanile.
Nel film Giuseppe il padre putativo del Signore Gesù, è un uomo pieno di vizi peccati.
Non vuole lavorare, si propio il Santo Padrono dei lavoratori in questo film pieno di odio, non lavora,
ma se la spassa, va a divertirsi in città pagane, dove passa il tempo a ubriacarsi e a peccare con le prostitute,
si è davvero un porco.............................................................................................................................................
Che orribili bestemmie imperdonabili, quanto odio verso un Santo tanto miracoloso.
Nel film anche la figura di Maria è infangata.
Trasformare i Santi in cani e porci è potere satanico.
Questo film, contro Dio, le Sacre Scritture, Gesù, la Santa Vergine Maria e S.Giuseppe, prodotto il 1993, dal 1996,
è puntualmente trasmesso da Canale 5 o Rete 4, proprio nel periodo natalizio, come un messaggio
per i credenti, facendo capire loro, che la Sacra Famiglia di Gesù, è perversa, quindi Gesù non è nessuno,
quindi è inutile festeggiare il Natale.
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