ARTICOLI CHE PARLANO DI OPERE CONTRO LA FEDE CRISTIANA E ARTICOLI CHE DIFENDONO LA FEDE CRISTIANA.

domenica 29 marzo 2009

IL MUSICAL DISSACRANTE " MEDITANDO LA PASSIONE"


IL MUSICAL DISSACRANTE " MEDITANDO LA PASSIONE"



ANCORA UN MUSICAL DISSACRANTE SULLA PASSIONE DI GESU'-I CATTOLICI RIDICOLIZZANO LE SACRE SCRITTURE CON BALLERINI E PAGLIACCIATE !

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La Passione di Cristo in musical

Gli ultimi giorni della vita di Gesù in uno spettacolo tra musica e danza: l'evento, a ingresso gratuito, è promosso dal Movimento Apostolico e dall'Ufficio per la pastorale universitaria del Vicariato di Alessandro Bianchi

Il musical “Meditando la Passione” sbarca a Roma. Sabato 28, alle ore 21,oltre 150 giovani (dai 16 ai 32 anni) provenienti dall’arcidiocesi metropolitana di Catanzaro-Squillace, saranno sotto i riflettori del palcoscenico dell’Auditorium Conciliazione (via della Conciliazione 4).

L’evento, a ingresso gratuito, è promosso dal Movimento Apostolico (che festeggia i 30 anni proprio nel 2009) insieme all’Ufficio della pastorale universitaria del Vicariato di Roma e, per la prima volta, viene offerto al pubblico della Capitale, in preparazione alla XXIV Giornata Mondiale della Gioventù.

Si tratta di una sacra rappresentazione teatrale ideata, scritta e musicata da Cettina Marraffa, presidente del Movimento. «La finalità di “Meditando la Passione” – afferma la Marraffa – è il desiderio di suscitare quella fede nel mistero di Cristo morto e risorto». Il carisma che caratterizza il Movimento Apostolico è, infatti, il ricordo della Parola di Gesù al mondo, che l'ha dimenticata, attraverso qualsiasi linguaggio. «Noi utilizziamo qualsiasi strumento per l’evangelizzazione – continua l’autrice – e il teatro è un mezzo di forte impatto per la trasmissione di un messaggio. Abbiamo voluto coinvolgere i giovani perché sono loro il futuro della Chiesa di domani. Per motivarli, però, c’era bisogno di un qualcosa che rispecchiasse la loro natura, qualcosa di dinamico: ecco qui che è nata l’idea del musical, che dà la possibilità di esprimere se stessi e alternare recitazione, ballo e canto». Si tratta di giovani, quasi tutti universitari, che vivono da anni la spiritualità del Movimento, sostenuti da interpreti di maggior esperienza, soprattutto nel ruolo dei personaggi più delicati: «Ci tengo a sottolineare – precisa ancora Cettina Marraffa – che sono attori non professionisti che si sono messi in gioco per testimoniare e proclamare con coraggio la loro fede, e tutto ciò che ne scaturisce è espressione del loro sentire».

Saranno otto le scene e ricostruiranno le ultime ore della vita di Gesù: dall’arrivo trionfale in Gerusalemme alla Resurrezione, accompagnate da melodie musicali capaci di dare forza e significato agli eventi narrati. «Lo spettatore si trova immerso, così, nel passato della Passione, filtrato dall’attualità del presente e rivive in prima persona la trama del racconto», spiega monsignor Costantino di Bruno, assistente ecclesiastico centrale del Movimento. Ciò che ha spinto la Marraffa è stato «la volontà di rimanere fedeli alla verità evangelica – ricorda ancora monsignor di Bruno –, attraverso il distacco da tutto ciò che è invenzione, fantasia, artificio scenico. Nulla è tradito o alterato, nessuna verità sacrificata agli effetti speciali con l’intento di stupire».

Suggestiva l’immagine scelta per la locandina di presentazione del musical: un fotogramma della rappresentazione in cui è visibile una croce, priva del Cristo, cui sono aggrappati, in pose diverse, vari attori-ballerini, a significare che la croce non è Morte ma Vita, eterna alleanza tra Dio e il suo popolo, come il tralcio unito indissolubilmente alla vite.

Quello di sabato sarà il primo battesimo romano del musical. «Abbiamo deciso di esportare la rappresentazione fuori del nostro contesto (Catanzaro n.d.r.) per dare maggiore rilievo all’evento – rivela la Marraffa –. Non è mai facile organizzare uno spettacolo del genere. Quest’anno siamo riusciti a sfrondare qualche difficoltà in più e riuscire ad arrivare a Roma. Speriamo di riuscire a ripeterci qui almeno ogni due, tre anni».

L’ingresso è gratuito. Per informazioni sui biglietti visitare il sito www.university2000.org o telefonare al numero 06.69886584/342.

24 marzo 2009



http://www.romasette.it/modules/news/article.php?storyid=4614

IL BLASFEMO AMERICAN JESUS



ANCORA OPERE BLASFEME CONTRO GESU' E IL SUO VANGELO
IL VERO GESU' E' SOLO QUELLO DEL NUOVO TESTAMENTO E DELLE SACRE SCRITTURE
GESU' RITORNERA' COME E' SCRITTO IN ATTI : 1,11 E NON COME SI INVENTANO MATTHEW VAUGHN-MARK MILLAR
RICORDA CHE UN ALTRO VANGELO SU GESU' E' ANATEMA-GALATI : 1, 6-9

http://groups.google.com/group/centro-anti-blasfemia?hl=it

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Matthew Vaughn cerca il suo American Jesus
Il regista Matthew Vaughn, dopo Kick.Ass, torna a collaborare con l'autore di comics Mark Millar per adattare il fumetto American Jesus.





notizia a cura di Valentina D'Amico, scritta il 26.03.2009



Dopo aver collaborato per l'action comedy Kick-Ass, il regista Matthew Vaughn e il creatore di fumetti Mark Millar potrebbero tornare a lavorare insieme per un altro adattamento tratto da una graphic novel. Vaughn infatti, ha intenzione di portare sullo schermo American Jesus producendo la pellicola con il suo socio della Marv Films Kris Thykier e utilizzando finanziamenti indipendenti, così come ha fatto per Kick-Ass.

La storia di American Jesus vede il ritorno sulla Terra di Cristo che approda nel mondo moderno, confrontandosi con l'Anticristo in un ultimo disperato tentativo di salvare l'umanità. La graphic novel, realizzata da Mark Millar insieme all'artista Peter Gross, è stata originariamente pubblicata nel 2006 col titolo Chosen. Successivamente, con la scelta di proseguire la serie realizzandone tre episodi, il titolo è mutato in American Jesus. La seconda parte, che verrà pubblicata in autunno, si intitolerà The Resurrection. L'inizio delle riprese del film è previsto per l'estate.

Kick-Ass, che è attualmente in fase di post-produzione, vede protagonista uno studente appassionato di fumetti che ha intenzione di diventare un supereroe anche se è totalmente privo di poteri. Tra i protagonisti del film spicca la star Nicolas Cage.

http://www.movieplayer.it/news/08911/matthew-vaughn-cerca-il-suo-american-jesus/

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26 marzo 2009
American Jesus, dalle tavole al grande schermo

L'autore di comics, Mark Millar, farà di nuovo coppia con il regista Matthew Vaughn. I due adatteranno per il grande schermo la serie American Jesus, ideata dallo stesso Millar.
La storia si basa sul ritorno di Cristo nel mondo moderno. Inevitabile il confronto con l'anticristo nel tentativo di salvare l'umanità.
Il fumetto è stato creato nel 2004 in collaborazione con Peter Gross. La serie segue un ragazzo di dodici anni, Jodie Christianson, che mentre cresce come un normale ragazzo del Midwest scopre di essere Gesù Cristo tornato in Terra.

Il progetto dovrebbe partire questa estate, non appena Vaughn finirà il film Kick-Ass.


http://www.film-review.it/new/show/news/436/American_Jesus_dalle_tavole_al_grande_schermo-436.htm

sabato 7 marzo 2009

GIOVANNA FURIO-BLASFEMA E PERICOLOSA


CENTRO ANTI-BLASFEMIA
Ecco Giovanna Furio l'autrice del superblasfemo romanzo
Mangiami l'anima e poi sputala.
Le sue idee sono satanismo puro, schizofrenia delirante e molto pericolose.
La salvezza viene attraverso l'omocidio!
Quindi uccidere salva, queste parole solo Satana le può affermare
o uno schizofrenico.

http://groups.google.com/group/centro-anti-blasfemia?hl=it

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Giovanna Furio


“Mangiami l’anima e poi sputala” è ambientato in una Milano da incubo, cosa ti lega agli incubi?
La passione per le ombre. Rincorrerle, afferrarle e scoprire che anche l’oscurità può macchiarsi di luce, restituendomi una realtà che mi permette di misurarmi ad armi pari con l’incubo e sfidarlo a Black Jack.




Il blog di Giovanna Furio

http://mangiamilanima.blogspot.com/



Nel tuo romanzo affronti il tema spirituale sotto una nuova veste, la reincarnazione di Gesù Cristo è simbolo di salvezza o dannazione? Questa figura richiama in parte il recente film di Ermanno Olmi “Centochiodi”… Gesù Cristo nel mio libro è rappresentato come un uomo ordinario che ama silenziosamente mancando di incisività. Il classico problema di “comunicazione” che svilisce spesso molte relazioni. La materializzazione di Lucio (così come lo chiama la protagonista del libro) è la risposta alla domanda di sottofondo che permea questa storia: dove eri quando avevo più bisogno di te?
In realtà mi sono soffermata sul viaggio compiuto dalla protagonista la cui salvezza arriva attraverso l’omicidio. In questa storia l’omicidio è la vera svolta e non la reincarnazione di Lucio.


http://losthighway.splinder.com/archive/2007-09

MANGIAMI L'ANIMA E POI SPUTALA-OPERA TEATRALE SUPERBLASFEMA TRATTA DA UN ROMANZO ALTRETTANTO BLASFEMO


CENTRO ANTI-BLASFEMIA

MANGIAMI L'ANIMA E POI SPUTALA
E' UN OPERA SUPERBLASFEMA TRATTA DA UN ROMANZO ALTRETTANTO BLASFEMO

MAI SI ERA ARRIVATI A TANTA BESTEMMIA E DISSACRAZIONE DA CREARE CON LA FANTASIA UN ANTI-GESU'

Un Gesù che scende dalla croce e vuole fumare una sigaretta poi seduce una donna, la sposa e dopo il rapporto sessuale, la donna delusa
uccide Gesù a colpi di mannaia.
Quanta bestemmia ed ignoranza, poichè il vero Gesù è morto una volta per sempre e ora Risorto si trova nella gloria celeste e tornerà solo il giorno del Giudizio,
intanto sarà solo spiritualmente con i credenti fino alla fine del mondo. Gesù pane celeste, nato per opera dello Spirito Santo, non può fare sesso, non si può sposare,
veramente Gesù ha la sua sposa la Chiesa, e non dimentichiamo che Gesù chiede a chi può di restare vergine per il Regno dei Cieli,
Regno dove i risorti saranno come gli angeli, figli di Dio e non prenderanno moglie e marito.
Il Regno dei Cieli è totalmente celeste e spiritualetuale, come Gesù che non è solo il Figlio Unigenito di Dio, ma è la seconda persona della S.S.Trinità,
quindi è Dio stesso.


http://groups.google.com/group/centro-anti-blasfemia?hl=it

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TEATRO

MANGIAMI L'ANIMA E POI SPUTALA
SINOSSI - Una bigotta del Sud si reca in una chiesetta di campagna: è innamorata di Gesù Cristo e, attraverso una sfegatata preghiera, riesce a farlo scendere dalla croce e a portarselo a casa. Le aspettative della bigotta, però, vengono disattese perché questo Gesù è diverso dallo stereotipo: parla albanese, fuma e cerca di convincere la donna che l'amore fisico sia un passo necessario per raggiungere il bene supremo. Si crea così un gioco al massacro: Gesù cerca di spiegare la sua personale religione attraverso una serie di prove che lei deve superare; così dopo quiz, lezioni di aerobica, barzellette e danze di purificazione riesce ad avere la meglio sulla spiritualità dogmatica della bigotta (rappresentata dagli insert sonori di Radio Maria). Il matrimonio dovrebbe suggellare l'unione felice, ma la tragedia è dietro l'angolo: la prima notte di nozze viene vissuta da lei come un affronto doloroso; così, sentitasi violata nell'intimo, uccide Gesù a colpi di mannaia.

http://www.teatroespettacolo.org/mangiami-l-anima-e-poi-sputala-al-colosseo-nuovo-teatro-di-roma.htm




Mangiami l'anima e poi sputala
ispirato dal romanzo omonimo di Giovanna Furio

di e con Licia Lanera e Riccardo Spagnulo, assistente alla regia Maria Elena Germinario,

luci Carlo Quartararo, scene Gianluigi Carbonara, oggetti di scena Nunzia Guacci, collaborazione tecnica Frank Lamacchia .

Compagnia teatrale : Fibre parallele che con lo spettacolo, Mangiami l’anima e poi sputala è arrivato alla semifinale del premio scenario 2007.

La compagnia è nata e lavora a Bari dove gestisce uno spazio culturale presso l’Arci Gramigna, si è formata nel 2005, in occasione della messa in scena dello spettacolo Zio Vanja. Cartolina di campagna sintetica. I due fondatori e componenti sono Licia Lanera e Riccardo Spagnulo.
Insieme a Teatro Kismet, Ravenna Teatro e il Teatro Pubblico Pugliese sono tra i vincitori del premio per le nuove creatività dell’Eti, inoltre attualmente stanno preparando un altro progetto per la realizzazione di una performance dal titolo 2.(DUE), progetto selezionato al concorso Extra, promosso dall’associazione Giovani Artisti Italiani.

http://guide.supereva.it/teatro_contemporaneo/interventi/2009/02/mangiami-l-anima-e-poi-sputala-al-pim-spazio-scenico-arrivano-le-fibre-parallele
Al Kismet Opera A Bari, Gesù parla rumeno
Dal 5 al 7 Marzo 2009 ore 21


di Enrica Simonetti

C’è una donna trasandata che non fa altro che pregare. C'è un Cristo che scende dalla croce e parla con l’accento rumeno. Ci sono le ritualità della religione e l'amore vero per gli altri e per se stessi. Nello spettacolo Mangiami l'anima e poi sputala, in scena fino a stasera al teatro Kismet di Bari, c'è molto, moltiossimo, forse anche troppo. Il lavoro della giovane compagnia barese Fibre Parallele, formata da Licia Lanera e Riccardo Spagnulo è stato applaudito a Milano, Roma e Napoli, è arrivato in finale al Premio Scenario 2007 ed ora approda a Bari.

http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/GdM_dallapuglia_NOTIZIA_01.php?IDNotizia=231383&IDCategoria=1



http://www.teatroespettacolo.org/mangiami-l-anima-e-poi-sputala-al-colosseo-nuovo-teatro-di-roma.htm

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LIBRO



Mangiami l'anima e poi sputala
Furio Giovanna
Qual è la soluzione ideale per lasciarsi alle spalle una vita sentimentale disastrata? Fidanzarsi con "l'uomo buono" per eccellenza: Gesù Cristo.
Così La protagonista del romanzo, una giovane schizofrenica che forse è una serial killer e forse no, stacca dalla croce il Cristo ligneo della Chiesa
di San Damiano e di fronte a lei si materializza un ragazzo emaciato ma indubbiamente di carne e sangue.

Titolo: Mangiami l'anima e poi sputala
Autore: Furio Giovanna
Editore: Coniglio Editore (collana I lemming)
Data di Pubblicazione: 2006
ISBN: 9788860630247
Dettagli: p. 61
Reparto: Narrativa italiana

http://www.webster.it/libri-mangiami_anima_poi_sputala_furio-9788860630247.htm

venerdì 6 marzo 2009

PER CERTI ERETICI ANGLICANI GESU' ERA UN RAZZISTA PENTITO

CENTRO ANTI-BLASFEMIA

PER CERTI ERETICI ANGLICANI GESU' ERA UN RAZZISTA PENTITO

3/3/2009

Gesù era un razzista? (Pentito...).




Un depliant sulla Quaresima della Chiesa Anglicana del Canada lancia l'ipotesi, legandola all'episodio della donna cananea.


Gesù era un razzista “convertito”? E’ quello che si potrebbe dedurre da un depliant, stampato apposta per la Quaresima 2009, dalla Chiesa anglicana del Canada (ACoC) per offire spunti di meditazione ai suoi fedeli. Il documento parte da un brano, Matteo 15, in cui si vede Gesù che dialoga con una donna cananea. Secondo l’AcoC, “questa non è una storia per la gente che ha bisogno di pensare che Gesù h sempre avuto con sé tutto, perché sembra che lo abbiamo colto in un momneto in cui è stato cattivo con una donna a causa della sua etnia”. Il testo, nella nostra traduzione, e che è erroneamente definito come Matteo 14, dice: “una donna cacanea venne e cominciò a gridare ‘Abbia pietà di me, Signore, Figlio di Davide; mia glia è tormentata da un demonio’. Egli rispose: ‘Io sono stato mandato solo alle pecore perute della casa di Israele’. Ma ella si avvicinò e si inginocchiò davanti a lui, dicendo: ‘Signore, aiutami’. Egli rispose: ‘Non è giusto prendere il cibo dei figli e gettarlo ai cani’. Ella replicò: ‘Sì, Signore, ma anche cani mangiano le briciole che cadono dalla tavola del loro padrone’”. Il depliant nella meditazione sul passaggio dice di Cristo: “Dapprima, ignora il suo pianto. Poi si rifiuta di aiutarla e paragona il suo popolo ai cani”. E continua così: “Ma lei sfida i suoi pregiudizi. Lui ascolta la sua sfida, e cresce affrontandola. Finisce con l’aiutare sua figlia. Quello che forse abbiamo qui è un momento importante di auto-scoperta nella vita di Gesù, un ampliamento di quello che significava essere ciò che era. Forse stiamo vedendo Gesù capire la sua universalità per la prima volta”. Gli anglicani più tradizionali però non hanno accolto il suggerimento contenuto nel depliant sulla possibilità che Gesù fosse un razzista pentito, i cui pregiudizi erano sfidati, e vinti dalla donna cananea. Il vescovo Carl Reid, leader di un’ala anglicana che si è staccata dall’ACoC circa trent’anni fa sostiene che la parola tradotta con “cani” in realtà in greco ha il significato di “cuccioli”, quelli che in inglese definiscono i “pets” gli animali di compagnia che si tengono in casa. E di conseguenza la donna cananea non avrebbe recepito come un insulto la frase. E fa notare che il depliant omette la frase che da sempre è stata considerata centrale nel testo: “O donna, grande è la tua fede. Sia fatto come desideri, e sua figlia guarì in quel momento”. Una frase importante, perché la fede della cananea sarebbe stata di esempio a Farisei presenti alla scena. L’ACoC in tempi recenti è stata oggetto di controversie al suo interno, per aver cercato di convincere i suoi sacerdoti a benedire unioni omosessuali e per altre posizioni che son parse allontanarsi dalla dottrina cristiana tradizionale.







http://www.lastampa.it/_web/CMSTP/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=196&ID_articolo=317&ID_sezione=396&sezione=

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GESU' NON ERA UN RAZZISTA PENTITO


GESU' E LA DONNA CANANEA
Vedi letture evangeliche Mc.7,24-36 e Mt.15,21-28

La donna di cui si parla, siro-fenicia o Cananea, è una pagana. La zona di Tiro e Sidone era situata a nord-ovest della Galilea e i suoi abitanti adoravano i Baal e le Ashere. Questi erano culti caratterizzati fra l’altro dai riti di fertilità, in genere di carattere sessuale orgiastico e promiscuo. Questi riti idolatrici, lo sappiamo dall’A.T., attiravano spesso anche gli Ebrei, suscitando lo sdegno e la denuncia dei Profeti (maggior approfondimento dal capitolo “Conquista della terra di Canaan, da “Storia del popolo ebraico”).

Ecco perché i residenti di queste zone erano malvisti, e in Israele la loro cattiva fama aveva un carattere insieme religioso e morale. Come i Samaritani, seppure ritenuti etnicamente bastardi ed eretici in merito al culto, erano almeno in parte d’ascendenza ebraica, innestati sulla comune eredità mosaica. I Cananei al contrario erano i nemici tradizionali contro cui il popolo ebraico aveva dovuto combattere strenuamente per stabilirsi nella terra promessa e la cui religione rappresentava una minaccia costante per la purezza della religiosità israeliana.

Nel racconto poi si tratta di una donna, quindi doppiamente diversa, contaminata ed emarginata. Di una donna che importuna Gesù e i discepoli, rivolgendogli la parola in pubblico. La prospettiva della narrazione sta precisamente nell’incontro e nel dialogo di Gesù con la donna.

La donna non è soltanto una madre pagana che cerca di strappare un miracolo al taumaturgo giudeo di cui ha sentito meraviglie e che ha sconfinato, ma è la rappresentante della comunità dei pagani venuti alla fede. Per questo la risposta ultima di Gesù è il dono della salvezza, la guarigione della figlia, come primizia della salvezza per mezzo della fede.

La Cananea urla la sua supplica, ma Gesù, non le rivolge nemmeno una parola. E a prima vista può apparire sconcertante e sconvolgente il comportamento di Gesù. Ma poi cerca di spiegarle il motivo del suo rifiuto con un linguaggio semplice e ricco d’immagini: “Non è bene prendere il pane dei figli per gettarlo ai cagnolini”. Secondo l’A.T. “i figli” sono i giudei”, “i cagnolini” sono i pagani. La Cananea insiste e replica prendendo spunto proprio dall’immagine usata da Gesù. Gli dice: “Anche i cagnolini si cibano delle briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni”.

Con queste parole la donna pagana chiede, in pratica, di partecipare permanentemente ai beni della salvezza messianica, anche se in un modo limitato, un poco emarginante, raccattando solo le briciole che cadono dalla tavola dei cristiani che, a pieno titolo, possono vivere in comunione con Cristo.

Ma è proprio questo atteggiamento di totale fiducia e povertà e aridità spirituale che spinge Gesù ad inserire totalmente la donna Cananea nel piano della salvezza cristiana: “Donna davvero grande è la tua fede! Ti sia fatto come desideri”.
In pratica Gesù stabilisce che al banchetto messianico della comunità cristiana che è rinnovato nella Mensa Eucaristica, può partecipare anche un pagano che abbia fede (conversione). Anche su questo particolare problema (che Gesù ha risolto), di là della sua importanza storica, può apparire irrilevante per l’esperienza attuale dei credenti, non per questo è privo di significato, ma anzi diventa fondamentale con l’espandersi dei popoli di nazionalità diversa.

Il rischio del razzismo religioso è una tentazione permanente, poiché è la giustificazione religiosa delle divisioni culturali e della stratificazione di potere. Gesù ha cancellato anche questo. Egli non ha fondato la sua Chiesa solo per i giudei, la donna Cananea, simbolo dei pagani, ora può entrare nella Chiesa e beneficiare dei doni del Messia.

L’insegnamento di Gesù, cosa ci comunica?

La Chiesa di Gesù è anche per gli orientali che vivono tra noi, che appartengono a religioni non cristiane. Siamo cristiani di vecchia data: battezzati, cresimati e comunicati perché così vuole la nostra tradizione. Tuttavia questi “titoli” tradizionali non valgono nulla se li abbiamo ridotti ad abitudini senza fede. E’ la fede che ci introduce in Cristo e che ci fa vivere la grazia di salvezza che >Egli effonde nel popolo di Dio Padre.

La fede sincera, fresca ed entusiasta, è il titolo fondamentale e unico per l’appartenenza alla comunità salvifica. E la fede è la possibilità offerta ad ogni uomo di vivere in libertà davanti a Dio.
Oggi viviamo nuove tematiche, sia noi sia la Chiesa, che in realtà sono antiche quanto il mondo. Per questo il vangelo è sempre Parola Viva e guida sicura per risposte secondo Gesù Cristo a situazioni nelle quali ci troviamo immersi.

Amen! Alleluia! Amen!





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http://www.adonaj.net/old/parabole/gesudonn.htm



GESU' E LA DONNA CANANEA
(Matteo 15, 21-28; Marco 7, 24-30)
Gesù, accompagnato dai suoi apostoli e da alcuni discepoli, si allontana da Cafarnao e si dirige verso la Fenicia, cioè lungo la costa del Mediterraneo verso Tiro e Sidone.
Sebbene per giungervi ci volessero due giorni di cammino, Gesù non si lascia intimorire. Desiderava visitare quelle popolazioni e annunziare loro il Regno di Dio, sapendo che esse conoscevano la fama che lo circondava e che molti abitanti di Tiro e Sidone, come riferisce Luca (6, 17), avevano assistito al suo Sermone del Monte.
La piccola carovana non aveva ancora oltrepassato la frontiera e si trovava in un villaggio dell'alta Galilea, quando una donna fenicia, e quindi pagana, si avvicinò al gruppo, mostrando chiaramente che una dolorosa preoccupazione le serrava il cuore. I suoi lineamenti erano tesi, il viso pallido e magro, gli occhi rossi per le lacrime versate e che ancora versava.
Camminando a passi rapidi, senza preoccuparsi degli uomini e delle cose che l'attorniavano, si avvicinò a Gesù e gridò: «Abbi pietà di me, Signore, figliuolo di Davide, la mia figliuola è gravemente tormentata da un demonio».
Fu una preghiera che certamente le uscì dal profondo del cuore e perciò piena di tanto amore materno. Tutte le sofferenze della sua figliuola le sentiva nel suo cuore e l'amore materno ne aumentava l'angoscia e l'amarezza. Era per la figlia, e non per lei, che chiedeva a Gesù il suo intervento taumaturgico. Eppure Gesù sembrò non fare attenzione alla povera donna: non una parola, non uno sguardo. La donna senza scoraggiarsi ripetè in grido angoscioso: « Abbi pietà di me, Signore, abbi pietà di me!».
Gesù resta ancora freddo, impassibile, continuando a camminare e a discorrere coi discepoli, mentre l'infelice madre continua a dire: «Pietà, Signore! Abbi pietà di me!».
I discepoli si meravigliavano. Mai il Signore aveva respinta l'umile preghiera di un'anima affranta dal dolore; sempre gli è bastata una parola, una lacrima per aprire il suo cuore e farne uscire sprazzi di amore e di compassione.
Impazienti perciò i discepoli gli dicono: «Licenzia questa donna, perché continua a seguirci, gridando». E Gesù rispose loro: « Io sono stato mandato alle pecorelle perdute della casa d'Israele ».


La missione di Gesù, Figlio di Dio, incarnato, comprendeva infatti due parti: annunziare dapprima il Vangelo ai Giudei, come figli prediletti della promessa divina, e poi ai pagani di tutto il mondo.


La prima parte doveva compierla Egli stesso come segno di predilezione divina per il popolo ebraico., che Dio si era scelto come Suo popolo e che aveva fatto erede della promessa messianica e depositario di tutti i tipi, figure e profezie dell'Antico Testamento, che riguardavano proprio la sua natura, missione e opera.


Era questo un atto di delicata predilezione divina bei riguardi di un popolo di "collo duro" perché non si suscitassero tra esso gelosie e rancori.
La seconda parte della sua opera Gesù l'avrebbe affidata agli apostoli.
Il silenzio del Salvatore verso la donna era scoraggiante, e la risposta, data ai discepoli, ancora di più. La donna fenicia comprese che cosa voleva intendere Gesù, ma come tutte le madri afflitte, non si lasciò sopraffare dalla disperazione.
Intanto Gesù e i suoi discepoli entrano in una casa. La donna li segue e, avanzando arditamente, giunge vicina a Gesù. Quindi cadendo ai suoi piedi, gli dice disperata tra i singhiozzi: « Signore, aiutami!».
Finalmente Gesù le parla e le sue parole suonano tanto duro da apparire crudeli. Usando una frase comune allora sulla bocca degli ebrei, che denotava il profondo disprezzo che essi avevano per i pagani da loro chiamati con l'epiteto di "cani", mentre essi si consideravano "figli di Dio", disse alla donna: « Non è bene prendere il pane dei figliuoli per buttarlo ai cagnolini ».
Se la donna non fosse stata una madre, che pregava per la guarigione di sua figlia, certamente si sarebbe ribellata, anche se Gesù aveva cercato di addolcire l'espressione mediante un diminutivo, per renderla meno offensiva.
Ma ella è madre che sa il male della figlia e tutto il suo dolore. Perciò nel suo cuore materno trova una risposta sublime, stupefacente per fede, per umiltà, per delicatezza, e, diciamo pure, per astuzia: «E' vero, Signore, ma sotto la tavola i cagnolini mangiano le briciole che cadono dalla mensa dei loro padroni!», trasformando così in motivo di esaudimento lo stesso motivo di rifiuto addotto dal Signore.
In altre parole, la donna volle dire a Gesù: è vero, Signore, che gli Israeliti sono vostri figli, mentre io, povera pagana, sono un'estranea, per cui il mio posto nel vostro regno è lo stesso che i cani hanno nella casa dei loro padroni.
Ma io non vi domanda di essere trattata come una figlia, bensì come un cagnolino che sotto la mensa del padrone mangia le briciole che cadono senza che sia degnato di uno sguardo e senza che nessuno dei convitati sia privato di un solo pezzettino del cibo posto sulla mensa.
Trattate così anche la mia figliuola. Non vi chiedo di togliere un pezzo dei vostri miracolosi prodigi che fate a bene dei figli d'Israele si che essi ne restino privi, vi chiedo solo di dare alla mia figliuola una briciola soltanto dell'abbondanza dei vostri miracoli e benefici. Con essa non avrete tolto ai vostri figli d'Israele né un favore né una grazia.
Gesù restò sorpreso, commosso e conquiso dalla risposta così piena di fiducia di quella donna, e guardandola, ammirato, le rispose: «O donna, quanto è grande la tua fede! In ricompensa delle tue parole sia fatto come tu hai domandato. Va, il demonio è uscito dal corpo di tua figlia ».
Questo miracolo fu la ricompensa alla grande fede della donna sulla potenza e alla sua grande fiducia nella bontà di Gesù, due virtù sbocciate sulla radice della sua umiltà come due fiori su un solo gambo.
Sovente noi ci lagniamo che le nostre preghiere non sono esaudite e gettiamo su Dio la colpa dell'apparente o reale loro inefficacia. Non sarebbe, invece, più giusto e più vero attribuire a noi stessi, alla nostra poca confidenza, alla debolezza della nostra fede; al nostro amor proprio, alla nostra immortificazione, al nostro scoraggiamento se la risposta alla grazia chiesta si fa attendere?
L'efficacia della preghiera è una questione complessa, difficile, ma a spiegare il poco frutto che talvolta ricaviamo da essa sono sufficiente le imperfezioni con cui la facciamo. Dio ci esaudisce sempre, quando lo preghiamo come si conviene. Se Egli rifiuta dei favori temporali, spesso da noi desiderati con più intenso ardore che prudenza, la Sua bontà li sostituisce con grazie migliori e più utili per noi.



http://www.chiesadicristo-padova.it/gesu52.htm



http://groups.google.com/group/centro-anti-blasfemia?hl=it

giovedì 5 marzo 2009

Gesù era un razzista? (Pentito...).

3/3/2009

Gesù era un razzista? (Pentito...).




Un depliant sulla Quaresima della Chiesa Anglicana del Canada lancia l'ipotesi, legandola all'episodio della donna cananea.


Gesù era un razzista “convertito”? E’ quello che si potrebbe dedurre da un depliant, stampato apposta per la Quaresima 2009, dalla Chiesa anglicana del Canada (ACoC) per offire spunti di meditazione ai suoi fedeli. Il documento parte da un brano, Matteo 15, in cui si vede Gesù che dialoga con una donna cananea. Secondo l’AcoC, “questa non è una storia per la gente che ha bisogno di pensare che Gesù h sempre avuto con sé tutto, perché sembra che lo abbiamo colto in un momneto in cui è stato cattivo con una donna a causa della sua etnia”. Il testo, nella nostra traduzione, e che è erroneamente definito come Matteo 14, dice: “una donna cacanea venne e cominciò a gridare ‘Abbia pietà di me, Signore, Figlio di Davide; mia glia è tormentata da un demonio’. Egli rispose: ‘Io sono stato mandato solo alle pecore perute della casa di Israele’. Ma ella si avvicinò e si inginocchiò davanti a lui, dicendo: ‘Signore, aiutami’. Egli rispose: ‘Non è giusto prendere il cibo dei figli e gettarlo ai cani’. Ella replicò: ‘Sì, Signore, ma anche cani mangiano le briciole che cadono dalla tavola del loro padrone’”. Il depliant nella meditazione sul passaggio dice di Cristo: “Dapprima, ignora il suo pianto. Poi si rifiuta di aiutarla e paragona il suo popolo ai cani”. E continua così: “Ma lei sfida i suoi pregiudizi. Lui ascolta la sua sfida, e cresce affrontandola. Finisce con l’aiutare sua figlia. Quello che forse abbiamo qui è un momento importante di auto-scoperta nella vita di Gesù, un ampliamento di quello che significava essere ciò che era. Forse stiamo vedendo Gesù capire la sua universalità per la prima volta”. Gli anglicani più tradizionali però non hanno accolto il suggerimento contenuto nel depliant sulla possibilità che Gesù fosse un razzista pentito, i cui pregiudizi erano sfidati, e vinti dalla donna cananea. Il vescovo Carl Reid, leader di un’ala anglicana che si è staccata dall’ACoC circa trent’anni fa sostiene che la parola tradotta con “cani” in realtà in greco ha il significato di “cuccioli”, quelli che in inglese definiscono i “pets” gli animali di compagnia che si tengono in casa. E di conseguenza la donna cananea non avrebbe recepito come un insulto la frase. E fa notare che il depliant omette la frase che da sempre è stata considerata centrale nel testo: “O donna, grande è la tua fede. Sia fatto come desideri, e sua figlia guarì in quel momento”. Una frase importante, perché la fede della cananea sarebbe stata di esempio a Farisei presenti alla scena. L’ACoC in tempi recenti è stata oggetto di controversie al suo interno, per aver cercato di convincere i suoi sacerdoti a benedire unioni omosessuali e per altre posizioni che son parse allontanarsi dalla dottrina cristiana tradizionale.








http://www.lastampa.it/_web/CMSTP/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=196&ID_articolo=317&ID_sezione=396&sezione=

sabato 28 febbraio 2009

CROCIFISSO IN FIAMME-LETTERA DI ARRIGO MUSCIO

ASSOCIAZIONE GENITORI CATTOLICI



www.genitoricattolici.org

www.genitoricattolici.net










Alla Procura della Repubblica dei minori

Milano

Fax 0248000756




Al Presidente della Repubblica

Fax 0646993125




Al Ministro dell’Istruzione

gelmini_m@camera.it








Esposto




In data 27/2/2009 numerosi quotidiani hanno pubblicato la notizia di un crocifisso bruciato in classe in odio al simbolo universalmente riconosciuto per i suoi valori sintetizzati nel nostro link “Il valore del Crocifisso” http://www.genitoricattolici.org/valore%20Crocifisso.htm , come risulta dall’articolo de “Il Giornale” http://www.genitoricattolici.org/rimedio%20contro%20male.htm riportato come esempio tra i vari che hanno pubblicato la notizia dell’azione blasfema.

Ciò premesso chiediamo a codeste Autorità, in base alla rispettiva competenza, di:

valutare il comportamento dei ragazzi alla luce della normativa penale posta a tutela della religione e di intervenire ai sensi di legge qualora fossero stati commessi dei reati;

esaminare l’educazione impartita dai genitori di tali ragazzi non nuovi, secondo il Giornale, ad imprese simili. Qualora tali ragazzi (probabilmente ancora minorenni) fossero stati allevati senza alcuna educazione al rispetto dei valori basilari per una sana convivenza civile (caposaldi per una vera democrazia, garantita da un vero Stato di diritto) chiediamo s’intervenga sulla patria potestà dei genitori;

valutare, per gli eventuali interventi, il comportamento delle Autorità scolastiche responsabili dell’istituto in cui i ragazzi hanno agito, onde accertare in quale clima scolastico gli alunni in oggetto (sempre secondo il Giornale che cita video pubblicati su Youtube al riguardo) “…si prendono a colpi di cartella in faccia, sbattono i banchi a terra e lanciano sedie dalle finestre…”;

provvedere affinché le convinzioni religiose di milioni di italiani vengano rispettate come garantito dalla Costituzione, soprattutto in ambito scolastico. Ad una Scuola (intesa in senso lato), fucina di tali aberranti comportamenti che sono stati pubblicizzati su Youtube anche ad opera di alunni “modello” di altri istituti, va certamente preferita l’educazione scolastica e civile impartita in qualche remota regione del terzo mondo!




Distinti saluti.







Il Presidente

Dr. Arrigo Muscio




Si allega copia del giornale citato (indicato anche come link nell’esposto)