ARTICOLI CHE PARLANO DI OPERE CONTRO LA FEDE CRISTIANA E ARTICOLI CHE DIFENDONO LA FEDE CRISTIANA.
domenica 29 luglio 2012
IL CODICE DA VINCI: ANALISI DA CULTURA CATTOLICA
IL CODICE DA VINCI: ANALISI DA CULTURA CATTOLICA
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Processo al Codice Da Vinci
Curatore: Mangiarotti, Don Gabriele
Il nuovo libro di Andrea Tornielli dal 3 maggio in edicola con "Il Giornale"
Il romanzo ha venduto più di 40 milioni di copie e ora quella storia è stata trasformata in un film che si vuole sia di successo.
Davvero Gesù era sposato con la Maddalena?
La Chiesa ha tenuto nascosta un'inquietante verità per duemila anni?
Che valore hanno i vangeli gnostici?
Esiste una discendenza nascosta, che i templari e il Priorato di Sion hanno protetto a prezzo della vita?
C'è un inconfessabile segreto celato nei dipinti di Leonardo?
Sono stati realmente scoperti antichi documenti in grado di svelare il mistero del santo Graal?
Una guida indispensabile per scoprire che cosa c'è di vero (e soprattutto di falso) nel romanzo di Dan Brown. Date, nomi, fatti, circostanze, retroscena, documenti segreti, pergamene autentiche e falsi clamorosi, testimonianze inedite: per chi vuole vederci chiaro e andare fino in fondo al mistero che pretende di annullare due millenni di storia cristiana.
Il libro «Processo al Codice Da Vinci» prende in esame dettagliatamente i principali contenuti dell'omonimo romanzo di Dan Brown (che sono ora stati trasferiti nel kolossal in uscita nelle sale di tutto il mondo il 19 maggio) e si sofferma sulle accuse più pesanti che l'autore rivolge contro la Chiesa. Vengono analizzati anche i contenuti dei libri che hanno «ispirato» Brown, già pubblicati negli anni scorsi.
Una consistente premessa spiega le ragioni del libro: anche se molti ripetono che il romanzo di Dan Brown è «solo fiction», in realtà lo stesso autore e i suoi ispiratori sono convinti che si tratti di realtà storica e lo fanno trasparire in ogni capitolo, con un'opera puntuale di indottrinamento del lettore, portato a identificarsi con la protagonista femminile del romanzo, Sophie Neveu, che viene «iniziata» alla conoscenza del terribile mistero: Davvero la Chiesa delle origini era fondata sul principio femminile? Davvero la Maddalena era la sposa di Gesù? Davvero Cristo era un uomo come tutti gli altri che a poco a poco è stato «divinizzato» grazie al contributo dello spregiudicato e intraprendente imperatore Costantino? Davvero gli «innocui» vangeli canonici sono stati scelti sacrificando i più antichi e veritieri apocrifi gnostici per nascondere una tremenda verità in grado di scardinare i principi del cristianesimo? Davvero esiste o è esistita una discendenza di sangue che da Gesù porta fino ai giorni nostri? Davvero la Chiesa ha usato ogni mezzo – compresi gli omicidi – per tenere nascosto questo terribile segreto che avrebbe provato l'inconsistenza dei suoi stessi fondamenti? Davvero il Priorato di Sion ha custodito questo mistero? Davvero i quadri di Leonardo contengono un «codice» segreto in grado di provare tutto questo? Una serie infinita di domande che, pagina dopo pagina, il lettore è portato a farsi..
Nel capitolo primo viene fornita una dettagliata sintesi del romanzo: i lettori sono avvertiti che, nel caso non abbiano letto «Il Codice Da Vinci» e vogliono farlo, oppure non lo abbiano letto e vogliono vedere il film, debbono saltare queste pagine per non rovinarsi la sorpresa. Il capitolo secondo, più breve, prende in esame il film che Ron Howard ha appena finito di girare: i retroscena di quanto è accaduto, quanto è costato, il fatto che grazie a un esborso di un milione di dollari la produzione abbia potuto usare come set il Museo del Louvre.
Il capitolo terzo analizza la prima grande accusa lanciata da Dan Brown e dai suoi ispiratori contro la Chiesa: egli infatti sostiene che Maria Maddalena fosse la moglie di Gesù e che abbia avuto dei figli da lui. Questa convinzione è tratta da un vangelo apocrifo gnostico piuttosto tardo. In maniera semplice e comprensibile a tutti, «Processo al Codice Da Vinci» spiega la grande differenza stilistica e storica dei vangeli canonici da quelli apocrifi e mostra come quell'unico passo sul quale Dan Brown si basa per la sua teoria sia in realtà un testo molto «corrotto» (con molti «buchi») e soprattutto abbia un significato ben diverso da quello che Brown vuole dargli. Questa dimostrazione viene presentata attraverso i pareri dei più noti e autorevoli studiosi di esegetica biblica, sia cattolici che protestanti. Viene anche smentita la tesi di Brown secondo la quale all'epoca di Gesù non esistevano maestri religiosi celibi: vengono citati molti inconfutabili casi, presentati dalle fonti dell'epoca.
Nel capitolo quarto si affronta un'altra tesi di Dan Brown, quella secondo la quale sarebbe stato l'imperatore Costantino a scegliere i vangeli canonici e a imporre al Concilio di Nicea di proclamare la divinità di Gesù, che fino a quel momento non era considerato Dio ma soltanto un uomo saggio. Queste accuse sono così assurde e antistoriche che per rispondere non occorre una laurea in teologia ma soltanto una buona enciclopedia. Vengono citati molti testi antichi, del I secolo dove Gesù è evidentemente dichiarato un essere divino.
Il capitolo quinto presenta l'altra grande leggenda che ha ispirato Dan Brown, vale a dire quella legata ai presunti «misteri» del paesino francese Rennes Le Chateau e ai documenti antichi che sarebbero stati scoperti al Louvre e che proverebbero l'esistenza di una discendenza nascosta risalente alla Maddalena. Viene dimostrato con testimonianze inconfutabili che quelle pergamene sono false e sono state fabbricate negli anni Sessanta quindi depositate alla Biblioteca Nazionale di Parigi dove sono state «scoperte» dai protagonisti di questa vicenda torbida. Viene prodotta la testimonianza del falsario che si lamenta di non essere stato pagato per il suo lavoro. All'origine di tutto c'è un personaggio strano, un antisemita che ha preteso di essere il discendente della dinastia dei re francesi Merovingi.
Nel capitolo sesto, grazie all'aiuto e alla testimonianza dei più grandi esperti della pittura di Leonardo vengono smontate le teorie di Dan Brown sui dipinti del grande autore rinascimentale. E si dimostra che molte delle «informazioni» presentate nel «Codice Da Vinci» sono in realtà false: basta guardare con attenzione i quadri.
Infine, nel capitolo settimo, vengono prese brevemente in considerazione le accuse rivolte da Dan Brown all'Opus Dei e si spiega che cos'è, in realtà, la Prelatura fondata da san Josemaría Escrivá.
http://culturacattolica.it/default.asp?id=190&id_n=5384
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Per non prenderlo troppo sul serio...
Curatore: Mangiarotti, Don Gabriele
Fonte: CulturaCattolica.it ©
«Ridendo castigat mores»: forse è meglio ridere. Dato che neanche lui, l’autore, si prende e ci prende sul serio. Come abbiamo documentato nell’introduzione alla sezione sul romanzo.
In attesa che esca nelle sale cinematografiche.
Letto nelle prime edizioni: "Tutte le descrizioni di opere d'arte e architettoniche, di documenti e rituali segreti contenute in questo romanzo rispecchiano la realtà."
Così modificato in seguito: "Questo libro è un'opera di fantasia. Personaggi e luoghi citati sono invenzioni dell'autore e hanno lo scopo di conferire veridicità alla narrazione. Qualsiasi analogia con fatti, luoghi e persone, vive o defunte, è assolutamente casuale."
Testi per chi non ama essere preso in giro.
File allegato
Codice_da_Vinci.pdf [1,37 MB]
http://culturacattolica.it/default.asp?id=190&id_n=5386
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Il Codice Da Vinci: come ingannare i lettori
Autore: Zappa, Gianluca Curatore: Mangiarotti, Don Gabriele
Fonte: CulturaCattolica.it ©
Nella mia candida ingenuità ho sempre avuto un certo rispetto per “teste pensanti” del calibro di Agostino d’Ippona, Tommaso d’Aquino, Teresa d’Avila e Teresa di Lisieux, Tommaso Moro, Blaise Pascal, Francesco di Sales, Henry Newman, Romano Guardini, Edith Stein, Marshall Mac Luhan (ne cito a getto solo alcuni); ho provato un senso di inadeguatezza e di ammirazione nei confronti di scrittori quali Dante Alighieri, Alessandro Manzoni, Charles Péguy, Gilbert Keith Chesterton, Flannery O’ Connor, Thomas Stearns Eliot, Clemente Rebora, Giuseppe Ungaretti...; ho guardato con devozione alle grandi figure di Francesco d’Assisi, Antonio da Padova, Caterina da Siena, Filippo Neri, Giovanni Bosco, Piergiorgio Frassati, Faà di Bruno, Massimiliano Kolbe, Padre Pio da Pietrelcina, Teresa di Calcutta, Karol Woityla...
Ma oggi, grazie alle rivelazioni di un libro che sembra aver successo anche tra alcuni cattolici (“Il codice da Vinci”), devo concludere che la mia fiducia, la mia venerazione, la mia ammirazione erano mal riposte, e che tutti i succitati signori si sono nutriti di “allegorie” e “metafore” (come il parto verginale della Madonna, o Gesù che cammina sulle acque). Hanno cioè dato coscientemente per vera una realtà “falsa”, solo perché l’allegoria religiosa li aiutava ad “affrontare la vita e ad essere migliori”. “Coloro che comprendono veramente la loro fede sentenzia il libro - sanno che queste storie sono metafore”. Insomma, questi grandi geni del pensiero e della storia umana sono stati dei mentitori (a se stessi e agli altri) o nella migliore delle ipotesi dei cretini.
Ora, il problema è che nella lista (fatte le dovute differenze) mi ci dovrei mettere anch’io e tanta altra gente che conosco. E io non mi sento né mentitore né cretino. Allora forse il problema è da un’altra parte; forse qualcosa di storto sta proprio nel libro di cui si parla.
In realtà “Il codice da Vinci” è solo un altro dei tanti tasselli di un mosaico costruito pezzo per pezzo da un potere mondiale che deve distruggere il Cristianesimo nel cuore e nelle menti della gente. Perché la fede in Gesù Cristo rende liberi, mentre il potere ha bisogno di mezzi uomini da dominare.
Come in tanti altri libri, e in tanti film che girano (vi segnalo, ma solo se ve la sentite di sobbarcarvi la fatica, una autentica porcheria intitolata “Stigmate”), si parte da questo assunto: il Cristo dei Vangeli non corrisponde al “vero Cristo”; il Nuovo Testamento è “basato su falsificazioni”; da qualche parte “qualcuno” (che di solito abita in Vaticano, è un cardinale e magari ha un cognome tedesco) tiene segreto qualche scottante antico manoscritto dove si potrebbe leggere “l’altra storia di Cristo”, quella che il potere ecclesiastico non ha interesse a mostrare. Ossessionati, non si sa quanto autenticamente, da questo presunto documento (un po’ come gli evoluzionisti, che cercano da un secolo e mezzo l’“anello mancante” dell’evoluzione umana senza trovarlo ancora), questi campioni della logica e della verità finiscono col credere di averlo trovato e accusano gli altri di creduloneria.
Un po’ come quelli che sono convinti dell’esistenza degli UFO e che sulla base di questa loro convinzione interpretano alcuni passi della Bibbia (per cui magari il carro di Elia assomiglia all’astronave extraterrestre che si sono creati nella loro fantasia). Atteggiamento singolare e di certo poco sano.
Ma non voglio sostenere che costoro siano dei pazzi. Come ho detto prima, fanno parte di un disegno ben preciso, che è quello di distruggere la fede cristiana. Vanno a colpire persone che hanno un’ignoranza spaventosa in materia di religione e che non hanno ben chiara l’essenza stessa del cristianesimo. Diffamano gli Apostoli e i loro successori, perché nel cuore dei credenti attecchisca il dubbio. In un secondo momento, quando avranno definitivamente creato un vuoto nelle coscienze, insinueranno la “loro” religione, funzionale al potere che li finanzia. Già, perché non dimentichiamoci mai che per fare un film o per pubblicare un libro ci vuole sempre qualcuno che metta a disposizione i capitali; cioè ci vuole qualcuno che abbia il potere. E questo qualcuno chiede qualcosa in cambio.
Io credo che operazioni di tal genere vadano giudicate e valutate con un certo rigore da un cristiano. E che sia ora, una buona volta, di attrezzarci culturalmente a sostenere una vera e propria battaglia che altri, non noi, hanno iniziato. Chi ha letto questo libro e ne è rimasto acriticamente affascinato, deve farsi un doveroso esame di coscienza e impegnarsi a leggere qualcosa che lo possa aiutare. Mi permetto di suggerire “L’essenza del cristianesimo” di Romano Guardini (Morcelliana). Tanto per non provare più quella sensazione di disagio quando qualcuno, che si spaccia per sapiente, ci dà dei mentitori o dei cretini.
http://culturacattolica.it/default.asp?id=190&id_n=5387
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Il Codice Da Vinci fa discutere
Autore: Zappa, Gianluca Curatore: Buggio, Nerella
Fonte: CulturaCattolica.it ©
Caro Gianluca Zappa,
In realtà "Il codice da Vinci" è solo un altro dei tanti tasselli di un mosaico costruito pezzo per pezzo da un potere mondiale che deve distruggere il Cristianesimo nel cuore e nelle menti della gente.
Ricorda queste sue parole? Sono riportate in suo articolo su Cultura Cattolica, e credo che sia proprio a partire da qui che la sua ignoranza comincia a ingannarle la vista.
Si, perché anche partendo dall'assunto che il libro di Dan Brown sia per molti tratti frutto di fantasia, restano innegabilmente molti indizi e prove concrete di tentativi da parte della Chiesa Cattolica di nascondere altre verità agli occhi dei cristiani (pensi per esempio al fatto che i rotoli del Mar Morto sono ancora "custoditi" dal vaticano per evitare che scienziati e ricercatori possano trovarvi quelle sicure notizie discordanti con la Bibbia, il più grande bestseller mondiale... se non ci fossero queste discordanze, crede davvero che non li avrebbero già messi a disposizione della scienza?).
Ma al di là di tutto, quello che a me ha davvero dato fastidio è proprio la sua supposizione che il "potere mondiale" attraverso questo libro voglia "distruggere il Cristianesimo"!!
Non mi dica!
Allora finora sono vissuto in un'Italia da incubo, quella in cui il potere politico è sottomesso al volere religioso del vaticano! Peccato che quest'incubo sia vero, e che ogni volta che in parlamento arriva una proposta di legge "morale" si seguano le direttive cattoliche, piuttosto che i diritti LAICI dell'uomo-cittadino. Quindi, come crede lei che il potere della Chiesa possa essere distrutto da un potere molto più piccolo del suo?
Spero nell'arrivo in Italia di un nuovo Zapatero!
Buona giornata!
F.B.
Caro B…,
che ci sia un potere mondiale che vede nel Cristianesimo e particolarmente nella Chiesa Cattolica il nemico da abbattere, è perfino una banalità. La Massoneria è nata per questo, e quanto all'attuale, oltre ad operazioni come "Il codice Da Vinci" si potrebbero citare film come "Il nome della rosa", "Stigmate", "Magdalene" o "La mala educaciòn", ma anche la programmatica esclusione del riferimento alle radici cristiane nella Costituzione europea e giù giù, fino al "caso Buttiglione". Del resto questo anticattolicesimo, unica intolleranza e discriminazione ormai accettata, è stato anche denunciato da Philip Jenkins, autorevole sociologo americano (non cattolico) nel suo volume "The new Anti-Catholicism" (Oxford University Press). Ci vogliono i prosciutti agli occhi per non vedere come stanno le cose.
Quanto al libro di Dan Brown, la invito a prendere atto che ha il valore scientifico di un giornaletto a fumetti; potrà rendersene conto leggendo un documentato articolo di Massimo Introvigne. Se lei, come scrive, vuol parlare di "scienza", per favore, faccia il piacere di citare non un romanziere di talento, ma uno studio scientifico serio.
Lei sembra molto convinto che il Vaticano voglia bloccare la ricerca degli scienziati, "custodendo" i rotoli del Mar Morto per paura che rivelino chissà quali verità contro la Bibbia. Spero che anche queste sue convinzioni non provengano dalla lettura di Brown, ma da qualche fonte più sostanziosa (e se così fosse, mi piacerebbe conoscerla). Se questo non è, credo che si dovrebbe vergognare un po' per aver sparato a zero giudizi tanto facili che non hanno basi serie. A me risulta che i rotoli e i codici di Qumràm non siano custoditi solo in Vaticano (dove peraltro sono disponibili agli studiosi), ma anche in altre sedi prestigiose, come il Trinity College di Dublino o la Hebrew University di Gerusalemme; di questi documenti sono state pubblicate le edizioni critiche. La invito a leggere, se le interessa davvero approfondire la questione, il volume di Florentino Garcia Martinez, "Gli scritti di Qumràn", edito da Paideia. Non mi risulta che finora gli studi di esperti e filologi abbiano rivelato scandalose e sensazionali verità. Ma lei, naturalmente, è padronissimo di continuare a credere nel "codice nascosto" da qualche maligno prelato. C'è tanta gente in giro che crede agli UFO!
Infine, due parole sulla sua visione dei valori "laici" dell'uomo e del cittadino, che lei vede in netto contrasto con quanto proclama la Chiesa cattolica, fino ad arrivare al grido "spero nell'arrivo in Italia di un nuovo Zapatero!". La sua posizione, confesso, mi mette un po' paura, perchè si intuisce che farebbe volentieri un bel rogo del Papa e di tutti quelli che gli vanno dietro. Stia attento: è gente con queste idee che ha massacrato, nell'ultimo secolo, centinaia di migliaia di persone che avevano la sola colpa di dirsi ed essere cristiani e cattolici. Le piace questo tipo di compagnia? E poi, quando la Chiesa difende la vita umana dal concepimento alla morte; quando difende il valore della maternità e dell'unione familiare contro tendenze disgregatrici; quando difende in generale il valore della vita, che non può essere messo in discussione dall'egoismo dei potenti e dagli interessi economici, non sta forse difendendo valori che sono propri, che dovrebbero essere propri anche di un laico? Personalmente, non mi vergogno affatto di vivere in un Paese dove è stata fatta una legge avanzatissima, come quella che tutela la dignità dell'embrione. Se poi lei ha in mente un futuro che è come quello descritto da Aldous Huxley ne "Il mondo nuovo" (altro libro che, se non lo conosce, potrebbe leggere), allora posso capire che il "potere della Chiesa" le dia molto fastidio.
Grazie per l'attenzione.
Gianluca Zappa
http://culturacattolica.it/default.asp?id=190&id_n=5388
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Il Codice Da Vinci: ma la storia è un’altra cosa
Autore: Introvigne, Massimo Curatore: Mangiarotti, Don Gabriele
Fonte: www.cesnur.org
Immaginiamo questo scenario. Esce un romanzo in cui si afferma che il Buddha, dopo l'illuminazione, non ha condotto la vita di castità che gli si attribuisce, ma ha avuto moglie e figli. Che la comunità buddhista dopo la sua morte ha violato i diritti della moglie, che avrebbe dovuto essere la sua erede. Che per nascondere questa verità i buddhisti nel corso della loro storia hanno assassinato migliaia, anzi milioni di persone. Che un santo buddhista scomparso da pochi anni - che so, un Daisetz Teitaro Suzuki (1870-1966) - era in realtà il capo di una banda di delinquenti. Che il Dalai Lama e altre autorità del buddhismo internazionale operano per mantenere le menzogne sul Buddha servendosi di qualunque mezzo, compreso l'omicidio. Pubblicato, il romanzo non passa inosservato. Autorità di tutte le religioni lo denunciano come un'odiosa mistificazione anti-buddhista e un incitamento allo scontro fra le religioni. In diversi paesi la sua pubblicazione è vietata, fra gli applausi della stampa. Le case cinematografiche, cui è proposta una versione per il grande schermo, cacciano a pedate l'autore e considerano l'intero progetto uno scherzo di cattivo gusto.
Lo scenario non è vero, ma ce n'è uno simile che è del tutto reale. Solo che non si parla di Buddha, ma di Gesù Cristo; non della comunità buddhista, ma della Chiesa cattolica; non di Suzuki e del suo ordine zen ma di san Josemaría Escrivá (1902-1975) e dell'Opus Dei da lui fondata; non del Dalai Lama ma di Giovanni Paolo II. Il romanzo in questione ha venduto tre milioni e mezzo di copie negli Stati Uniti, è sbarcato anche in Italia e la Sony ne sta traendo un film, che sarà diretto da Ron Howard e per cui è già cominciata una propaganda internazionale. Come è stato correttamente osservato dallo storico e sociologo americano Philip Jenkins, il successo di questo mediocrissimo prodotto è solo un'altra prova del fatto che l'anti-cattolicesimo è "l'ultimo pregiudizio accettabile" (è il titolo di un libro di Jenkins: The New Anti-Catholicism. The Last Acceptable Prejudice, Oxford University Press, New York 2003).
Il Codice Da Vinci (trad. it., Mondadori, Milano 2003) mette in scena una caccia al Santo Graal. Quest'ultimo - secondo il romanzo - non è, come la tradizione ha sempre creduto, una coppa in cui fu raccolto il sangue di Cristo, ma una persona, Maria Maddalena, la vera "coppa" che ha tenuto in sé il sang réal (in francese antico il "sangue reale", da cui "Santo Graal"), cioè i figli che Gesù Cristo le aveva dato. La tomba perduta della Maddalena è dunque il vero Santo Graal. Apprendiamo inoltre che Gesù Cristo aveva affidato una Chiesa che avrebbe dovuto proclamare la priorità del principio femminile non a san Pietro ma a sua moglie, Maria Maddalena, e che non aveva mai preteso di essere Dio. Sarebbe stato l'imperatore Costantino (280-337 d.C.) a reinventare un nuovo cristianesimo sopprimendo l'elemento femminile, proclamando che Gesù Cristo era Dio, e facendo ratificare queste sue idee patriarcali, autoritarie e anti-femministe dal Concilio di Nicea. Il progetto presuppone che sia soppressa la verità su Gesù Cristo e sul suo matrimonio, e che la sua discendenza sia soppressa fisicamente. Il primo scopo è conseguito scegliendo quattro vangeli "innocui" fra le decine che esistevano, e proclamando "eretici" gli altri vangeli "gnostici", alcuni dei quali avrebbero messo sulle tracce del matrimonio fra Gesù e la Maddalena. Al secondo, per disgrazia di Costantino e della Chiesa cattolica, i discendenti fisici di Gesù si sottraggono e secoli dopo riescono perfino a impadronirsi del trono di Francia con il nome di merovingi. La Chiesa riesce a fare assassinare un buon numero di merovingi dai carolingi, che li sostituiscono, ma nasce un'organizzazione misteriosa, il Priorato di Sion, per proteggere la discendenza di Gesù e il suo segreto. Al Priorato sono collegati i templari (per questo perseguitati) e più tardi anche la massoneria. Alcuni fra i maggiori letterati e artisti della storia sono stati Gran Maestri del Priorato di Sion, e alcuni - fra cui Leonardo da Vinci (1452-1519) - hanno lasciato indizi del segreto nelle loro opere. La Chiesa cattolica, nel frattempo, completa la liquidazione del primato del principio femminile con la lotta alle streghe, in cui periscono cinque milioni di donne. Ma tutto è vano: il Priorato di Sion sopravvive, così come i discendenti di Gesù in famiglie che portano i cognomi Plantard e Saint Clair.
Secondo l'autore Dan Brown quanto abbiamo riassunto fin qui rispecchia esattamente e letteralmente la realtà ed è basato su documenti inoppugnabili. La parte che anche l'autore presenta come immaginaria ipotizza che il Priorato oggi si appresti a rivelare il segreto al mondo tramite il suo ultimo Gran Maestro, un curatore del Museo del Louvre che si chiama Jacques Saunière. Per impedire che questo avvenga, Saunière e i suoi principali collaboratori sono assassinati. Uno studioso di simbologia americano, Robert Langdon, è sospettato dei crimini, ma una criptologa che lavora per la polizia di Parigi - Sophie Neveu, la nipote di Saunière - crede nella sua innocenza e lo aiuta a fuggire. Il lettore è indotto a credere che responsabile degli omicidi sia l'Opus Dei (sul cui conto si ripetono le più crude "leggende nere" - cento volte smentite, ma dure a morire - desunte dalla letteratura internazionale che la critica, esplicitamente citata), ma le cose sono più complicate. Un nuovo Papa progressista ha deciso di rescindere i legami fra la Chiesa e l'Opus Dei che risalgono a Giovanni Paolo II, e il prelato dell'Opus Dei accetta la proposta che gli proviene da un misterioso "Maestro": pagando a questo personaggio una somma immensa, potrà ricattare la Santa Sede impadronendosi delle prove del segreto del Priorato di Sion - cioè della "verità" su Gesù Cristo - e minacciando di rivelarle al mondo. Un ex-criminale ora numerario dell'Opus Dei è "prestato" al Maestro, ed è quest'ultimo che lo spinge a commettere una serie di crimini. In realtà, il "Maestro" lavora per se stesso: è un ricchissimo studioso inglese, anti-cattolico, che vuole rivelare il segreto al mondo e accusa il Priorato di tacere per timore della Chiesa. Tra morti ammazzati, enigmi e inseguimenti Robert Langdon e Sophie - tra cui nasce anche l'inevitabile storia d'amore - finiscono per scoprire la verità: la tomba della Maddalena è nascosta sotto la piramide del Louvre, voluta dall'esoterista e massone presidente francese François Mitterrand (1916-1996), ma il sang réal scorre nelle vene della stessa Sophie, che è dunque l'ultima discendente di Gesù Cristo.
Solo la diffusa ignoranza religiosa spiega come qualcuno possa prendere sul serio un tale cumulo di affermazioni a dir poco ridicole. Ci sono testi del primo secolo cristiano dove Gesù Cristo è chiaramente riconosciuto come Dio. All'epoca del Canone Muratoriano (che risale circa al 190 d.C.) il riconoscimento dei quattro Vangeli come canonici e l'esclusione dei testi gnostici era un processo che si era sostanzialmente completato, novant'anni prima che Costantino nascesse. La cifra di cinque milioni di streghe bruciate dalla Chiesa cattolica è del tutto assurda, e Brown si dimentica del fatto che nei paesi protestanti la caccia alle streghe è stata più lunga e virulenta che in quelli cattolici. L'idea stessa di un "codice Da Vinci" nascosto nelle opere dell'artista italiano è stata definita "assurda" dalla professoressa Judith Veronica Field, docente alla University of London e presidentessa della Leonardo Da Vinci Society (cfr, fra i molti riferimenti, Gary Stern, "Expert Dismiss Theories in Popular Book", The Journal News, 2.11.2003). A fronte di questi svarioni, quello del traduttore italiano che chiama la torre dell'orologio del parlamento inglese "Big Bang" invece di "Big Ben" (p. 438) sembra quasi un peccato veniale. Inoltre, chi conosca un poco la storia delle mistificazioni sul Graal sa che nel Codice Da Vinci c'è ben poco di nuovo: tutto è già stato detto in centinaia di libri su Rennes-le- Château, e - benché il nome di questa località francese non sia mai menzionato nel romanzo di Brown - i cognomi Saunière e Plantard fanno chiaramente riferimento alle stesse vicende.
Rennes-le-Château è un paesino francese del dipartimento dell'Aude, ai piedi dei Pirenei orientali, nella zona detta del Razès. La popolazione si è ridotta a una quarantina di abitanti, ma ogni anno i turisti sono decine di migliaia. Dal 1960 a oggi a Rennes-le-Château sono state dedicate oltre cinquecento opere in lingua francese, almeno un paio di best seller in inglese e un buon numero di titoli anche in italiano. Se ne parla anche in film, e in fumetti di culto, come Preacher o The Magdalena. Il paesino si trova all'interno di quel "paese cataro", cioè della zona dove l'eresia dei catari ha dominato la regione ed è sopravvissuta fino al XIII secolo, che una sapiente promozione ha reso in anni recenti una delle più ambite mete turistiche francesi. Rennes-le-Château rimarrebbe però una nota a piè di pagina nel ricco turismo "cataro" contemporaneo se del paese non fosse diventato parroco, nel 1885, don Berenger Saunière (1852-1917). È a lui che fanno riferimento tutte le leggende su Rennes-le-Château.
Il parroco Saunière era soprattutto un personaggio bizzarro. Nel 1909 si rifiuta di trasferirsi in un'altra parrocchia e nel 1910, dopo avere perso un processo ecclesiastico, subisce una sospensione a divinis. Pure privato della parrocchia, rimane fino alla morte nel paese, che aveva arricchito con nuove costruzioni - fra cui una curiosa "torre di Magdala" - e scandalizzato con una serie di scavi nella cripta e nel cimitero, alla ricerca non si sa bene di che cosa. Diventato più ricco di quanto fosse consueto per un parroco di campagna, si favoleggia che abbia trovato un tesoro. Tutto poteva spiegarsi, peraltro - come sospettava il suo vescovo - con un meno romantico traffico di donazioni e di messe. In epoca recente si è sostenuto che Saunière avesse scoperto nella cripta importantissimi manoscritti antichi, ma quelli che sono emersi sono falsi evidenti del XIX se non del XX secolo. È possibile che - nel corso dei lavori per restaurare la chiesa parrocchiale (un'attività che va in ogni caso ascritta a merito dell'originale parroco) - don Saunière avesse scoperto qualche reperto di epoca medioevale, ma in ogni caso non in quantità sufficiente da arricchirsi. Si continua a ripetere anche che Saunière sarebbe stato in rapporti con ambienti esoterici di Parigi, ma le prove addotte non permettono di formulare alcuna conclusione sicura. La figura di Saunière non è priva di interesse, e le sue costruzioni mostrano che si trattava di un uomo singolarmente attento alle allegorie e ai simboli, forse con qualche reale interesse esoterico, sulla scia di una tradizione locale. Ma nulla di più ha mai potuto essere provato.
La leggenda di Saunière non sarebbe continuata nel tempo se la sua perpetua, Marie Denarnaud (1868-1953) - cui il sacerdote aveva intestato le proprietà e le costruzioni di Rennes-le-Château, per sottrarle al vescovo con cui era in conflitto - non avesse continuato per anni, anche per incoraggiare eventuali acquirenti, a favoleggiare di tesori nascosti. E se un altro personaggio, Noel Corbu (1912-1968), dopo avere acquistato dalla Denarnaud le proprietà dell'ex-parroco per trasformarle in ristorante, non avesse cominciato, a partire dal 1956, a pubblicare articoli sulla stampa locale dove - animato certo anche dal legittimo desiderio di attirare turisti in un borgo remoto - metteva i presunti "miliardi" di don Saunière in relazione con il tesoro dei catari.
Negli anni 1960 le leggende diffuse da Corbu su scala locale acquistano fama nazionale dopo avere attirato l'attenzione di esoteristi - fra cui Pierre Plantard (1920-2000), che aveva animato in precedenza il gruppo Alpha Galates - e di giornalisti interessati ai misteri esoterici come Gérard de Sède, che pubblica nel 1967 L'or de Rennes. Tre autori inglesi di esoterismo popolare - Michael Baigent, Richard Leigh e Henry Lincoln - si incaricheranno di elaborare ulteriormente le sue idee, trasformandole in una vera industria editoriale (grazie anche alla BBC, che batte la grancassa) avviata con la pubblicazione, nel 1979, de Il Santo Graal. Secondo de Sède e i suoi continuatori inglesi, il parroco aveva scoperto il segreto di Rennes-le-Château, dove sarebbe depositato non solo un tesoro favoloso - variamente attribuito al tempio di Gerusalemme, ai visigoti, ai catari, ai templari, alla monarchia francese, e cui il sacerdote avrebbe attinto solo per una piccola parte -, ma anche - rivelato dalle presunte pergamene ritrovate da don Saunière, dalle iscrizioni del cimitero, dalle forme stesse degli edifici e di quanto si trova nella chiesa parrocchiale - un tesoro di tipo non materiale, la verità stessa sulla storia del mondo. Nel paesino pirenaico esisterebbero i documenti in grado di provare che Gesù Cristo - verità accuratamente nascosta dalla Chiesa cattolica - aveva avuto figli da Maria Maddalena, che questi figli portano in sé il sangue stesso di Dio e che pertanto hanno il diritto di regnare sulla Francia e sul mondo intero. Che il Santo Graal sarebbe, più propriamente, il sang réal, il "sangue reale" dei discendenti fisici di Gesù Cristo, è affermato da quando Plantard entra nella storia di Rennes-le-Château. Il Codice Da Vinci si limita a ripetere questa affermazioni. Per prudenza, afferma Plantard, la discendenza dei merovingi da Gesù Cristo sarebbe sempre stata mantenuta come un segreto noto a pochi. Ma i catari, i templari, i grandi iniziati - dallo stesso Saunière al pittore Nicolas Poussin (1594-1655), il quale ne avrebbe lasciato una traccia nel suo famoso quadro del Louvre I pastori di Arcadia, che raffigurerebbe precisamente il panorama di Rennes-le-Château - hanno custodito il segreto come cosa preziosissima, lasciando trapelare di tanto in tanto qualche indizio.
Oggi, naturalmente, un Priorato di Sion esiste. È fondato nel 1972 da Pierre Plantard (che si fa chiamare anche "Plantard de Saint Clair", inventandosi un titolo nobiliare di fantasia che è alle origini delle affermazioni de Il Codice Da Vinci secondo cui anche "Saint Clair" è un cognome "merovingio"), con tanto di atto notarile e carte da bollo. Plantard ha lasciato intendere di essere egli stesso un discendente dei merovingi e il custode del Graal. La prova che il Priorato esiste da mille anni dovrebbe consistere nel nome di un piccolo ordine religioso medievale chiamato Priorato di Sion. Questo è effettivamente esistito (e finito), ma non c'entra nulla né con i merovingi né con presunti discendenti di Gesù Cristo. È difficile non concludere che il collegamento fra Rennes-le-Château, i merovingi e il Priorato di Sion è puramente leggendario, e che il Priorato è un'organizzazione esoterica le cui origini non vanno al di là dell'esperienza di Plantard e dei suoi collaboratori. Non è esistito nessun Priorato di Sion (nel senso in cui oggi se ne parla) prima dell'arrivo di Plantard a Rennes-le-Château. Ora, naturalmente esiste: ma solo dal 1972.
Nella prima pagina de Il Codice Da Vinci si afferma che tutta la storia è confermata da documenti inoppugnabili ritrovati nel 1975 nella Biblioteca Nazionale di Parigi. I documenti, però, sono stati "ritrovati" dalle stesse persone che li avevano nascosti nella Biblioteca Nazionale di Parigi: Plantard e i suoi amici. Ed è certissimo che non si tratta di documenti antichi ma di falsi moderni. Nessun "documento", dunque. Solo fantasie anti-cristiane, buone per vendere romanzi più o meno mal scritti, ma che dal punto di vista storico devono essere considerate autentica spazzatura.
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Il Codice Da Vinci tra storia e fantasia: Introduzione
Autore: Fasol, Marco Curatore: Mangiarotti, Don Gabriele
Fonte: www.gris.org
Colgo l'occasione per approfondire il tema della storicità dei Vangeli e dei fondamenti della fede che può essere paradossalmente rivisitato con maggior attenzione e sensibilità proprio grazie alla lettura del Codice da Vinci...
Il Codice da Vinci di Dan Brown è un thriller che ha venduto più di 20 milioni di copie nel mondo, è ai primi posti per vendite da oltre quaranta settimane in Francia, da quasi altrettante in Italia, ed ha conquistato analoghi primati negli Usa. Ci troviamo di fronte ad un caso letterario imprevisto e sorge spontanea la domanda sui motivi di tanto successo. L’autore ha saputo miscelare con fantasia la componente emotiva tipica del genere letterario, con una non meno suggestiva componente storica, artistica, esoterica, addirittura teologica e mistica. E naturalmente non poteva mancare il richiamo dell’eros, infarcito di riferimenti mitologici e filosofici.
Le tematiche proposte dal testo sono talmente suggestive ed investono a tal punto l’essenza stessa del discorso religioso ed antropologico da richiedere un’attenta valutazione critica che va al di là di una semplice recensione di un thriller. E’ vero che il lettore medio di un thriller non si aspetta nulla di più di un avvincente intrattenimento gratuito che lascia il tempo che trova. Ma è altrettanto vero che la lettura del Codice da Vinci può suscitare molti interrogativi e dubbi che intaccano addirittura il cuore della fede religiosa. Per questo mi sembra opportuno valutare con serenità, ma anche con spirito critico, le molte affermazioni distruttive contenute nel testo. Non intendo affatto riproporre un’anacronistica “caccia alle streghe” nei confronti di un semplice thriller. Piuttosto colgo l’occasione per approfondire il tema della storicità dei Vangeli e dei fondamenti della fede che può essere paradossalmente rivisitato con maggior attenzione e sensibilità proprio grazie alla lettura del Codice da Vinci.
Per cercare di rispondere alle molteplici domande suscitate dalla lettura del thriller propongo un percorso di analisi critica che si snoda attraverso:
un breve riassunto del romanzo ed uno sguardo d’insieme sui falsi storici;
un discorso sulla storicità dei Vangeli, in risposta alle critiche di Brown;
una confutazione della tesi di Brown sul matrimonio di Gesù e Maddalena;
una risposta alla critica di Brown alle religioni come falsificazioni;
osservazioni su notizie artistiche e storiche disseminate nel testo;
una critica alle calunnie contro il cattolicesimo e l’Opus Dei in particolare;
una valutazione conclusiva.
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Il Codice Da Vinci tra storia e fantasia - 1: Riassunto
Autore: Fasol, Marco Curatore: Mangiarotti, Don Gabriele
Fonte: www.gris.org
Colgo l'occasione per approfondire il tema della storicità dei Vangeli e dei fondamenti della fede che può essere paradossalmente rivisitato con maggior attenzione e sensibilità proprio grazie alla lettura del Codice da Vinci...
Jacques Saunière, un anziano studioso, curatore del Louvre, è vittima di un misterioso assassino all'interno del Museo più famoso del mondo. La vittima ha lasciato una serie di indizi da decodificare in sequenza logica, a partire dalla posizione che è riuscito ad assumere nell'agonia, posizione che è quella del celebre uomo vitruviano del Codice da Vinci. Il racconto si snoda, avvincente ed imprevedibile, attraverso una lunga notte di omicidi e inseguimenti rocamboleschi, da Parigi a Londra dove sarà scoperta la verità sul Maestro (un vescovo dell'Opus Dei, mons. Manuel Aringarosa) che aveva orchestrato il complotto. Il punto chiave degli indizi è l'interpretazione dell'Ultima Cena di Leonardo da Vinci, in cui la figura alla destra di Cristo non rappresenterebbe il discepolo prediletto, bensì Maria Maddalena, come si riconoscerebbe dai presunti tratti femminei della figura. Secondo le "scoperte" dell'autore, la gerarchia della Chiesa, lungo la sua storia, avrebbe intenzionalmente occultato quanto è riferito dal Vangelo gnostico e apocrifo di Filippo, che parla di un matrimonio tra Gesù e la Maddalena. Secondo le misteriose (ed esoteriche) fonti di Brown sarebbe stata proprio Maddalena ad essere simboleggiata nella leggenda medievale del "Santo Graal" del sangue di Cristo. Secondo Brown era Cristo stesso che aveva designato la Maddalena a succedergli alla guida della Chiesa, in omaggio alla rivalutazione del "principio divino femminile" che viene valorizzato dall'autore in più passi dell'opera. Maddalena sarebbe l'incarnazione del Femminino Sacro, che rappresenta lo spirito della Dea Madre. La discendenza di Cristo e Maddalena si sarebbe prolungata, in incognito, lungo la storia, attraverso la dinastia dei Merovingi e poi – a partire dal 1090 in Terra Santa - attraverso il Priorato di Sion, una setta segreta che pratica orge sessuali rituali e che è la depositaria appunto del segreto del santo Graal. Questa setta si è prolungata lungo la storia, prima attraverso i Rosacrociani e poi nella forma esoterica ed occulta tipica delle società segrete, annoverando tra i suoi adepti personaggi del rango di Leonardo, Newton, Hugo. Gli ultimi eredi del segreto del Santo Graal sono ai vertici di questo Priorato e sono gli unici conoscitori di questo importante segreto (l'ultima discendenza del matrimonio tra Gesù e la Maddalena) che minaccia il destino della Chiesa e della Cristianità. L'opposizione agli ultimi eredi del Priorato è guidata dal già citato vescovo Manuel Aringarosa, dell'Opus Dei, che ingaggia un ex killer convertito, Silas, pure lui membro dell'Opus, affinchè recuperi dai capi del Priorato di Sion il cryptex (un piccolo cilindro di pietra) che contiene il segreto su Gesù e Maddalena. La vicenda si ingarbuglia a causa di omicidi imprevisti ad opera di questo killer che uccide appunto gli ultimi quattro depositari del segreto. L'inseguimento sulla base degli indizi da decodificare è condotto dai due principali protagonisti che guidano il lettore attraverso i meandri dell'intero racconto: Robert Langton, un professore di Harvard che ha il compito di aggiornare continuamente il lettore sulle sensazionali "scoperte" storiche occultate dalla Chiesa nei secoli, e l'avvenente criptologa e investigatrice della polizia francese, Sophie Neveu, di cui lo studioso assassinato all'inizio era il nonno. Quest'ultima scoprirà così, alla fine, di essere nientechemeno la discendente di Gesù e Maddalena. La conclusione del thriller lascia il lettore tra il deluso e il sospeso. Forse Dan Brown ha lasciato una porta aperta per il prossimo Codice da Vinci 2? O forse gli manca il talento per chiudere in bellezza?
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Il Codice Da Vinci tra storia e fantasia - 2: Sguardo d’insieme
Autore: Fasol, Marco Curatore: Mangiarotti, Don Gabriele
Fonte: www.gris.org
"Calunniate, calunniate, qualcosa resterà" (Voltaire). Dan Brown meriterebbe un "dieci e lode" da Voltaire. Pur essendo un romanziere e non uno storico, tuttavia Brown è riuscito ad insinuare il dubbio e il sospetto su Cristo e sul suo messaggio, soprattutto nei lettori che non hanno una specifica preparazione in campo storico. Brown ha messo in bocca ai suoi personaggi calunnie vergognose su Gesù Cristo, la Chiesa cattolica, l'Opus Dei, la storia del cristianesimo … ma si è posto al riparo dalle accuse di diffamazione, premettendo in esergo una dichiarazione d'innocenza: "questo libro è un'opera di fantasia. Personaggi e luoghi citati sono invenzioni dell'autore."
Eppure l'ambientazione parigina, la descrizione della Gioconda, dell'Ultima cena… evocano un preciso contesto culturale e sembrano voler accreditare anche le altre innumerevoli invenzioni ed assurdità che l'autore con sicumera spaccia per verità indiscutibili. Vediamo, a titolo di esempio introduttivo alla lunga serie, un caso di clamoroso falso storico.
Un esempio: la caccia alle streghe
"In trecento anni di caccia alle streghe, la Chiesa aveva bruciato sul rogo la sorprendente cifra di cinque milioni di donne" (p. 150).
La cifra è assurda. Quando un romanziere spara cifre così incredibili è chiaro che si basa sui giornali o sulle riviste scandalistiche. Gli studiosi più accreditati, che hanno dedicato decine di anni allo studio del fenomeno, giungono a conclusioni ben più ponderate. Secondo gli studi di Brian O. Levack (La caccia alle streghe, Texas 1987, Laterza Bari 1988), forse il massimo studioso mondiale sul fenomeno, cui ha dedicato circa vent'anni di ricerche negli archivi di tutta l'Europa, i processi per stregoneria in Europa nell'arco di oltre tre secoli sono stati circa 110 mila e di questi la conclusione con condanne a morte è stata inferiore al 60 %. Quindi le vittime sono state al massimo 60 – 65 mila. Si tratta di una cifra drammatica, ma ben lontana da quella propinata da Brown, che sembra ignorare la più elementare demografia.
Inoltre è importante ricordare che la stragrande maggioranza dei processi per stregoneria è stata celebrata presso i tribunali laici, che a partire dal Cinquecento hanno preso il sopravvento nella caccia alle streghe. La maggioranza delle presunte "streghe" è stata dunque condannata da giudici laici, che non avevano niente a che vedere con la Chiesa. La Chiesa cattolica ha comunque avuto un'indubbia responsabilità nell'aver iniziato ed anche favorito il fenomeno, ma non la si può accusare con semplificazioni ed esagerazioni così aberranti ed antistoriche. Comunque la Chiesa cattolica ha chiesto scusa, in forma solenne durante il Giubileo del 2000, per queste gravi colpe nei confronti della donna, lungo il corso della storia.
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Il Codice Da Vinci tra storia e fantasia - 3: La storicità di Cristo e dei Vangeli
Autore: Fasol, Marco Curatore: Mangiarotti, Don Gabriele
Fonte: www.gris.org
Vediamo ora le calunnie molto gravi sulla storicità di Cristo, a pag. 271-75. Sono parole messe in bocca ad un anziano studioso inglese, certo Teabing, che inventa una serie di spropositi incredibili.
"La vita di Gesù è stata scritta da migliaia di suoi seguaci in tutte le terre… Più di ottanta vangeli sono stati presi in considerazione per il Nuovo Testamento..." "Chi ha scelto quali vangeli includere?" … La Bibbia come noi la conosciamo oggi è stata collazionata dall'Imperatore romano pagano Costantino il Grande… Nel cristianesimo non c'è nulla di originale. Il dio precristiano Mitra – chiamato 'Figlio di Dio' e "Luce del mondo" – era nato il 25 dicembre. Quando morì, fu sepolto in una tomba nella roccia e poi risorse tre giorni più tardi. Tra l'altro il 25 dicembre è anche il compleanno di Osiride, Adone e Dioniso. Al neonato Krishna sono stati offerti oro, incenso e mirra. Anche il giorno di festa dei cristiani è stato rubato ai pagani…. Costantino ha spostato la festa ebraica del sabato per farla coincidere con il giorno che i pagani dedicavano al Sole. Oggi la gente va in chiesa la domenica senza neppure immaginare che lo fanno per rendere omaggio al dio Sole."… "Costantino convocò una famosa riunione, nota sotto il nome di Concilio di Nicea, nel 325... si discussero molti aspetti del cristianesimo, che furono decisi attraverso un voto: la data della Pasqua…. E naturalmente la divinità di Gesù…. Fino a quel momento storico Gesù era visto dai suoi discepoli come un profeta mortale, un uomo grande e potente, ma pur sempre un uomo, un mortale. Non il Figlio di Dio. Lo statuto di Gesù come Figlio di Dio è stato ufficialmente proposto e votato al Concilio di Nicea…. La divinità di Gesù è stato il risultato di un voto… a maggioranza assai ristretta…. Fu tutta una questione di potere… Cristo come Messia era indispensabile al funzionamento della Chiesa e dello Stato…. Costantino commissionò e finanziò una nuova Bibbia, che escludeva i vangeli in cui si parlava dei tratti umani del Cristo… i vecchi vangeli vennero messi al bando, sequestrati e bruciati…. Fortunatamente alcuni vangeli che Costantino voleva mettere al bando riuscirono a sopravvivere, tra questi i Rotoli del Mar Morto… La Chiesa ha cercato di impedire la diffusione di questi testi… Quel che intendo dire è che quasi tutto ciò che i nostri padri ci hanno insegnato di Cristo è falso." (p. 276)
Cerchiamo ora di rispondere a questi fuochi d'artificio, una serie incredibile di falsificazioni. La questione della composizione storica dei Vangeli è molto complessa. Gli storici sono comunque giunti a conclusioni abbastanza sicure, dettate dalla papirologia e dalla scienza filologica degli ultimi due secoli di studi. Si tratta di scienze che evidentemente Brown non ha mai conosciuto.
I Vangeli più antichi e più attestati come numero di papiri e di codici sono quelli di Matteo, Marco, Luca e Giovanni. Risalgono a pochi decenni dalla morte di Cristo. Abbiamo alcuni papiri che risalgono alla fine del primo secolo, in base a criteri filologici, chimici, archeologici. Tra i più antichi possiamo ricordare: Papiro Chester Beatty II (P. 46) risale a 10-20 anni dalla stesura dell'originale, a trent'anni dalla morte di Cristo. Papiro Rylands (P. 52) è un frammento a 30 anni dall'originale di San Giovanni, scritto alla fine del primo secolo. Papiro Bodmer II (P. 66), Papiro Bodmer XIV e XV (P. 75), del secondo secolo. Papiro Chester Beatty I, P 45 pure del secondo secolo…. Ecc. Sono circa sessanta i codici risalenti ai primi quattro secoli. I codici (copie trascritte a mano prima dell'invenzione della stampa e conservati nelle principali biblioteche del mondo) complessivi del Nuovo Testamento sono addirittura 5.300, un numero immenso rispetto a tutti gli altri testi dell'antichità. Per fare un confronto, Orazio, il più fortunato, ha solo 250 codici, Virgilio 110, Platone 11, Tacito 2! [1]
Esistono sì i Vangeli apocrifi (oltre ai quattro sopra citati), alcune decine, ma sono tutti molto tardivi: scritti a duecentocinquanta o trecento anni di distanza, e sono attestati da pochissimi codici. Inoltre tutti questi Vangeli confermano i caratteri divini di Cristo: molti miracoli, la risurrezione, il messaggio dell'amore…
Non è stato Costantino a decidere quali Vangeli inserire nella Bibbia, ma la Chiesa primitiva, che ha riconosciuto nei quattro Vangeli l'origine apostolica, confermata dagli autori stessi, da San Paolo, da San Pietro, San Giacomo e dalla comunità primitiva. I vangeli apocrifi sono stati esclusi non perché negassero la divinità di Gesù, ma perché credevano di renderla credibile con racconti miracolosi controproducenti (i miracoli erano spesso descritti come magie quasi puerili) e perché aggiungevano teorie filosofiche di origine chiaramente successiva.
E' assurdo dire che nel Cristianesimo non c'è stato nulla di originale, perché la diffusione del Cristianesimo è dovuta proprio al fatto che il messaggio era sconvolgente ed assolutamente originale: un Dio che si fa uomo, che si lascia crocifiggere, che perdona i nemici, che annuncia un amore gratuito, che risorge dopo tre giorni… Era veramente un messaggio assolutamente impensabile per la ragione umana. E' stato ritenuto di origine divina proprio per questa sua novità sconvolgente che non poteva certo essere stata partorita dalla ragione umana. Quale pensatore umano avrebbe potuto immaginare un Dio che si lascia crocifiggere? Che ama i nemici? Che perdona i suoi crocifissori? Che risorge da morte? … Inoltre i casi citati di altre divinità pagane (Adone, Mitra…) sono falsi storici. Come attestano studiosi quali J. Jeremias, K. Schubert, A. Robinson, R. Schnackenburg che sono considerati tra i massimi studiosi delle origini del cristianesimo, le divinità citate quali Mitra, Adone, Dioniso, Khrisna non hanno niente a che vedere con la storia, e le loro avventure non sono neanche lontanamente paragonabili alla storia di Cristo. In un primo tempo qualche studioso, ancora agli inizi del '900, aveva parlato di analogie, ma un'analisi più approfondita ha evidenziato che si trattava di divinità legate al ciclo della natura che alterna le sue stagioni passando dal letargo dell'inverno al rifiorire della primavera, in cui la morte e "resurrezione" non avevano niente a che vedere con un evento concreto e storico come quello di Cristo. [2] Da notare poi che Brown dimentica, stranamente, di citare le sue fonti! A quali storici si riferisce per fondare le sue affermazioni? Non un nome! Evidentemente è solo un romanziere, creatore di fantasie.
Ancora più incredibile è dire che Gesù è stato divinizzato da Costantino, con un voto del Concilio di Nicea nel 325! Tutti e quattro gli evangelisti dichiarano esplicitamente che Gesù Cristo era il Figlio di Dio e il Cristianesimo è nato da subito come fede in Gesù vero uomo e vero Dio. Il Concilio di Nicea ha semplicemente deciso sul problema della Trinità, definendo che il Figlio è della stessa Sostanza del Padre. Ma si tratta di una questione trinitaria, non cristologica. Il sabato è stato sostituito dalla domenica ancora dal primo secolo, come attestano San Paolo e molti altri documenti.
E' falso che la Chiesa abbia impedito la diffusione dei codici del Mar Morto, che non smentiscono affatto i Vangeli. Anzi, il famoso Frammento 7 Q 5 probabilmente è proprio il più antico frammento del Nuovo Testamento, risalente a prima del 70 d. C., ed è un codice di Qumram, grotta settima.
[1] Per chi volesse approfondire, il testo più completo per la documentazione storica è Kurt Aland e Barbara Aland, Il Testo del Nuovo Testamento, tr, it. S. Timpanaro, Marietti, Genova 1987. Altri testi importanti: Carsten P: Thiede – Matthew D'Ancona, Testimone oculare di Gesù, Edizioni Piemme, 1996. Vittorio Messori, Ipotesi su Gesù, Sei , Torino , 1982, 26^ edizione. Pierre Grelot, L'origine dei Vangeli, Libreria Ed. Vaticana, Roma 1989.
[2] Si può vedere al riguardo il testo di Vittorio Messori, Dicono che è risorto, Sei , Torino 2000. Oppure il testo di Gerald O' Collins, Gesù Risorto, Queriniana, Brescia 20002, pp. 116-124.
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Il Codice Da Vinci tra storia e fantasia - 4: Il matrimonio tra Gesù e la Maddalena
Autore: Fasol, Marco Curatore: Mangiarotti, Don Gabriele
Fonte: www.gris.org
Proseguiamo ora con un'altra assurdità storica del solito Teabing, p. 287 ss:
"il matrimonio di Gesù e Maria Maddalena è storicamente documentato…i Vangeli gnostici … i rotoli di Nag Hammadi e del Mar Morto… i più antichi documenti cristiani… il Vangelo di Filippo… dice che Maddalena era la "compagna" di Gesù… Gesù voleva che il futuro della sua Chiesa fosse nelle mani di Maria Maddalena…La più grande opera di insabbiamento della storia è che Gesù non soltanto era marito, ma anche padre… Maddalena era la vite da cui è nato il frutto sacro… la discendenza reale di Gesù è la fonte della leggenda più duratura che esista, il Santo Graal."
Brown fa riferimento dunque a questi Vangeli gnostici, che sono quello di Tommaso, di Filippo, della Verità, ritrovati a Nag Hammadi e risalenti al IV secolo dopo Cristo. Quindi si tratta di testi scritti ad oltre trecento anni dai fatti e composti all'interno di una comunità che intendeva raccontare la vita di Gesù per confermare le proprie teorie filosofiche. Si tratta di scritti che vengono citati molto raramente da tutti i Padri della Chiesa (= scrittori cristiani dei primi quattro secoli, quali S. Clemente, S. Giustino, S. Ireneo, …), i quali invece citano circa 30 mila volte i Vangeli canonici di Matteo, Marco, Luca e Giovanni. Le teorie di questi vangeli gnostici, in particolare di quello di Filippo, parlano della dottrina valentiniana della "camera nuziale" concepita come il luogo dei perfetti accoppiamenti delle "sizigie" emanate da Dio. Quindi alla dottrina gnostica dell'emanazione pura e semplice si sovrappone quella della generazione e procreazione. E' chiaro che tutti gli studiosi hanno qualificato questi vangeli gnostici come "mitologia" o come "scritti di parte", viziati da pregiudizi filosofici. Solo Brown, per quanto ne so, ha il coraggio di qualificarli come "documenti storici".
Quanto poi all'importanza del "principio femminino" si deve riconoscere che i Vangeli valorizzano continuamente Maria, la madre di Gesù e attribuiscono alle "pie donne" la grande dignità di essere state fedeli ai piedi della croce durante la passione e le prime testimoni della risurrezione, l'evento centrale del Cristianesimo. Non è certo necessario dunque ricorrere al "matrimonio di Gesù con Maddalena" per valorizzare la donna! Tanto più che questo matrimonio non è attestato da nessun documento dei primi tre secoli.
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Il Codice Da Vinci tra storia e fantasia - 5: Tutte le religioni sono basate su falsificazioni
Autore: Fasol, Marco Curatore: Mangiarotti, Don Gabriele
Fonte: www.gris.org
Vediamo ora il discorso conclusivo, messo in bocca ad uno dei protagonisti, lo studioso Langdon, sulle religioni come falsificazioni della storia: (p. 401 ss):
"Tutte le religioni del mondo sono basate su falsificazioni. E' la definizione di "fede": accettare quello che riteniamo vero ma che non siamo in grado di dimostrare. Ogni religione descrive Dio attraverso metafore, allegorie e deformazioni della verità, dagli antichi egizi fino agli attuali insegnamenti di catechismo. Le metafore sono un modo per guidare la nostra mente a spiegare l'inspiegabile."
Oltre due secoli di esegesi biblica alla luce di criteri filologici e storici e di scoperte relative ai generi letterari dell'antichità ci hanno aiutato a comprendere i testi sacri. L'interpretazione letterale è certamente ingannevole perché non tiene conto del contesto culturale e dei generi di comunicazione dell'epoca. E' quindi un criterio scientifico di esegesi biblica (= spiegazione del significato inteso dall'autore) andare al di là della lettera, spiegando il significato dei simboli, delle metafore, delle parabole ecc. Ma questo non significa "falsificare" la storia, quanto piuttosto penetrare nel significato nascosto ad una prima lettura. Ha dunque ragione Brown a sostenere l'importanza delle metafore e dei simboli, ma questi non coinvolgono il nucleo storico, l'evento fondante del Cristianesimo: l'annuncio della morte e risurrezione di Gesù, fondamento della fede. E' il fatto più documentato e storicamente accreditato del Cristianesimo, che è nato appunto da quel primo annuncio. La storicità di questo evento fondante si può dimostrare attraverso più argomentazioni convergenti.
Argomentazione filologica. Gli studiosi sono concordi nell'individuare nel Nuovo Testamento alcuni brevi brani, alcune "gemme preziose", che per stile linguistico, per lessico, per struttura sintattica, risultano essere antichissime, di origine semitica (la struttura lessicale e sintattica è ebraica e aramaica). Il primo annuncio della risurrezione è contenuto in 1 Cor 15,1-8, e vi sono una decina di altri testi analoghi, contenuti soprattutto nelle lettere di San Paolo (i testi più antichi del Nuovo Testamento), risalenti al 55 – 65 dopo Cristo, quindi a circa trent'anni dai fatti. Questi testi sono i resoconti dei testimoni oculari, che "pensavano in ebraico" come risulta dalla sintassi e dal lessico di queste "gemme preziose". Questi documenti attestano che vi era nella chiesa primitiva un formulario liturgico, ripetuto a memoria, che esprimeva la fede delle prime comunità nella risurrezione di Cristo, come l'evento più prezioso.
Argomentazione storica sulla credibilità dei testimoni e sulla consequenzialità logica degli eventi. Vi è poi tutta la contestualizzazione storica che spiega come l'evento della risurrezione fosse inaspettato ed avesse sconvolto i primi discepoli che non si aspettavano certo né la crocifissione, né ancor meno la risurrezione. Rimanevano chiusi nel cenacolo, nella paura di essere catturati. Si aggiunga che un popolo intero era stato testimone della vita e della morte di Cristo, per cui l'annuncio della risurrezione non avrebbe potuto reggere neppure un pomeriggio se non ci fosse stato veramente in Gerusalemme il sepolcro vuoto e se non ci fossero state veramente le apparizioni del Risorto. Il più grande cambiamento etico, culturale, religioso della storia richiede dunque un evento fondante adeguato, che non può che essere appunto la risurrezione.
Argomentazione dei documenti manoscritti. Come abbiamo visto sopra, abbiamo migliaia di codici antichissimi dei quattro Vangeli canonici, copiati a mano dagli amanuensi, sparsi in tutte le biblioteche più antiche del mondo, che documentano questo evento miracoloso. Raccolte di particolare importanza si trovano nel monastero del Monte Athos, con circa 900 manoscritti, nel monastero di Santa Caterina nel Sinai, con circa 300 manoscritti, a Roma (367 manoscritti), Parigi (373) Atene (419), Londra (271), San Pietroburgo (233), Gerusalemme (146), Oxford (158), Cambridge (66), Mosca (96), Patmos (81), Firenze (79), Grottaferrata (69) e in molte altre località con un numero minore di manoscritti. Non vedo proprio come Brown possa parlare di "falsificazioni". Se mai nessuno ha ragionevolmente dubitato sull'autenticità della trasmissione dei codici dei classici, quali Orazio o Cesare o Virgilio…molti dei quali hanno solo qualche decina di manoscritti, alcuni solo due o tre … a ben maggior ragione nessuno dovrebbe storicamente dubitare sull'autenticità della trasmissione dei manoscritti del Nuovo Testamento. Tanto più che i manoscritti, ritrovati in Biblioteche di tutta Europa, nord Africa, Asia, pur essendo varie migliaia, non presentano varianti di grande rilevanza testuale. In altre parole il testo mantiene sempre la sua integrità sostanziale e il suo messaggio inequivocabile.
La ricerca filologica di critica testuale ci rafforza dunque nella convinzione che ci troviamo di fronte al testo di gran lunga più documentato, quanto a numero e antichità dei manoscritti, nella storia. Il testo attuale che leggiamo nelle nostre edizioni dei Vangeli è stato tradotto dall'originale greco, secondo il cosiddetto "testo standard", ed. Nestle Aland, 1984. Questo testo è stato definito sotto la responsabilità di un gruppo di filologi delle più importanti scuole filologiche del mondo: K Aland (Münster), M Black (St Andrews), C. M. Martini (Roma), B. M. Metzger (Princeton), A. Wikgren (Chicago).
Si tratta infatti di un'edizione che ha confrontato e soppesato non solo i più di cinquemila codici a disposizione, ma anche tutto il materiale delle versioni antiche (latine, siriache, copte, armene, georgiane, gotiche, slave, etiopiche…) e delle citazioni dei Padri della Chiesa. Leggiamo la presentazione del cardinal C. M. Martini al lavoro di K. e B. Aland, sintesi di tutta la loro vita di ricerca filologica: "Il viaggio … approda … nel cuore della parola biblica riscoperta nella sua purezza. E' una vera e propria avventura scientifica condotta col sussidio di un'immensa e puntuale documentazione. E la scoperta fondamentale è sempre quella sorprendente di un testo che, nonostante il fluire dei secoli e le molteplici trascrizioni, si è conservato fedelmente, permettendo così agli studiosi e ai traduttori di farlo risuonare, intatto nelle nostre comunità e per i singoli lettori, credenti e no" [1].
In conclusione dobbiamo riconoscere che le frasi affrettate di Brown sono degne solo di un thriller scritto per guadagnare soldi, e come tali vanno recepite. Sono il parto di una fantasia finalizzata al profitto ed al successo, che non ha niente a che vedere con la competenza e la documentazione storica degli studiosi che abbiamo appena visto e che giunge a conclusioni chiaramente antitetiche a quelle di Brown. Sappiamo poi che non appena un autore critica il cristianesimo, la chiesa, la storicità dei vangeli,… aggiunge poi un mix di complotti, occultismi, riferimenti a società segrete, alla leggenda del Santo Graal, alle orge sessuali collettive…. viene subito osannato ed incensato dalla critica laicista imperante… le recensioni benevole si moltiplicano…le case editrici, con i loro canali pubblicitari ci convincono che si tratti di una lettura emozionante… ed il successo economico è assicurato!
[1] Kurt e Barbara Aland, Il Testo del Nuovo Testamento, op. cit. p. XII.
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Il Codice Da Vinci tra storia e fantasia - 6: Osservazioni storiche su fatti e personaggi
Autore: Fasol, Marco Curatore: Mangiarotti, Don Gabriele
Fonte: www.gris.org
Uno dei motivi del successo del Codice è certamente costituito dalla lunga serie di riferimenti culturali, artistici, storici, teologici che costellano la narrazione, fino a diventare addirittura gli assi portanti del racconto. Non si tratta di un thriller qualsiasi, ma di un intreccio sapientemente dosato di storia dell'arte, esoterismi, leggende spacciate per documentate novità storiche e teologiche addirittura. Così il lettore si trova immerso in un mondo nuovo, in cui il Cristianesimo viene demolito e sostituito con il culto della Dea Madre, del Sacro Femminino, con un Cristo marito della Maddalena ecc. In quest'opera di fantasia vengono citati numerosi fatti ed eventi che richiedono una spiegazione, dal momento che possono avere un qualche fondamento.
Il "Codice da Vinci" = l'uomo vitruviano
Nel suo libro sull'architettura, Vitruvio (I sec.) scrive che le misure del corpo umano sono distribuite dalla natura secondo proporzioni matematiche. Ad esempio la lunghezza delle braccia di un uomo è pari alla sua altezza. Il disegno di Leonardo dell'Uomo vitruviano era un'illustrazione per un libro sulle opere dell'architetto. E' l'opera preferita da Sophie Neveu, e la posa assunta da suo nonno, Jacques Saunière, prima di morire. Da qui partiranno gli indizi per l'inseguimento del segreto.
L'Ultima Cena
Da alcuni storici dell'arte è considerato il dipinto più importante del mondo. Dan Brown evidenzia alcuni significati simbolici attraverso Teabing, che rivela a Sophie che Leonardo ha codificato nel suo dipinto un grande segreto. Il dipinto murale fu realizzato tra il 1495 e il 1497. La Cena rappresenta il momento in cui Gesù ha appena annunciato ai suoi che uno Lo tradirà. Secondo Brown la figura a destra di Cristo (a sinistra per chi guarda) è una figura femminile. Rappresenterebbe Maria Maddalena e sarebbe reclinata indietro in modo da formare con Cristo una V, che sarebbe la lettera che simboleggia il Sacro Femminino.
Monna Lisa
E' il dipinto più conosciuto e famoso al mondo, si trova al Louvre e fa la sua comparsa nel thriller quando Sophie e Langton vi sono condotti dagli indizi lasciati da Saunière. Probabilmente è un ritratto della moglie di Francesco del Giocondo che l'aveva commissionato a Leonardo nel 1503-06. Secondo l'autore rappresenterebbe un volto asessuato o forse fedele immagine speculare del viso di Leonardo che sarebbe stato un sostenitore del principio femminile: "pensava che un'anima umana non potesse essere illuminata a meno che non possedesse insieme elementi maschili e femminili". Monna Lisa non sarebbe "né maschio né femmina, conterrebbe un sottile messaggio di androginia, una fusione dei due sessi" (p. 144-45).
Lo gnomone di Saint Sulpice
E' la meridiana della chiesa parigina di Saint Sulpice, in cui è nascosta la chiave di volta che cerca il killer Silas. Lo gnomone fu costruito nel 1737, per stabilire la data degli equinozi, in modo da poter calcolare ogni anno la caduta della Pasqua. E' una striscia di ottone che corre da nord a sud, sul pavimento del transetto della chiesa. I raggi del sole al solstizio d'inverno, il 21 dicembre, arrivano ad un punto particolare. Ma tutto venne distrutto con la rivoluzione francese.
Vangeli apocrifi gnostici
La gnosi si diffuse a partire dal secondo secolo e fu combattuta dagli scrittori cristiani, per cui noi potevamo conoscere lo gnosticismo solo attraverso le critiche. Solo nel 1945, in Egitto, a Nag Hammadi sono stati scoperti alcuni vangeli apocrifi gnostici: quello di Tommaso, di Filippo e della Verità. Risalgono al quarto secolo. Qui è contenuto il racconto della relazione tra Gesù e Maddalena (il testo parla di Maddalena come "compagna" di Gesù, di "baci sulla bocca" frequenti e di una gelosia degli apostoli nei confronti di Maddalena che sembra essere privilegiata rispetto a loro. Non parla però di una discendenza derivante dall'unione di Gesù e Maddalena).
Il Priorato di Sion
Il Priorato di Sion è una società segreta fondata nel 1099 a Gerusalemme dai Crociati. Questa società è alla base della trama dell'intero Codice da Vinci. Infatti l'assassinio di Jacques Saunière che inizia il thriller intende colpire proprio il Gran Maestro di questo Priorato che aveva vantato tra i propri adepti e Gran Maestri addirittura Leonardo, Botticelli, Newton, Hugo, Jean Cocteau… da ultimo proprio Jacques Saunière. Questo Priorato operò in sintonia con i Templari, ma poi se ne staccò e proseguì con i Rosacrociani. Secondo una teoria di alcuni storici inglesi, ovviamente non documentata, lo scopo del Priorato consisterebbe nel salvaguardare lungo la storia la dinastia dei discendenti di Gesù e Maddalena. Il Priorato di Sion praticava il culto di Maria Maddalena.
Lo Hieros Gamos
E' il rituale sessuale sacro che ha indotto Sophie a rompere i contatti con il nonno Jacques Saunière per dieci anni, dopo averlo spiato mentre partecipava a tale cerimonia, osservato da un gruppo di adepti. L'espressione è greca ed indica "matrimonio sacro". Riprende gli antichi culti della fertilità. Aveva lo scopo di far conseguire all'uomo la gnosis, ossia la conoscenza diretta del divino, attraverso l'unione sessuale ritualizzata con una donna riconosciuta come sacerdotessa. Alla base vi è la teoria dell'incompletezza dell'uomo che può raggiungere la divinità solo nell'unione con la donna, sia spiritualmente che fisicamente. Secondo gli eretici medievali un simbolo di questa unione era felicemente espresso nella rosa, che propriamente era considerata la rappresentazione dei genitali femminili.
Maria Maddalena
Ha un ruolo fondamentale nel Codice. Nel libro del Santo Graal (di M. Baigent. H. Lincoln, R. Leigh) viene avanzata l'ipotesi che Maria Maddalena fosse la moglie di Cristo e la madre della sua progenie, in particolare di una bambina di nome Sara, che perpetuerebbe un'intera dinastia della linea di Davide. Questa dinastia sarebbe continuata fino a diventare quella dei Merovingi, re di Francia, per poi occulatarsi sotto la protezione di una società segreta, il Priorato di Sion. Brown dà per scontato che Cristo si fosse sposato, dal momento che era la prassi di ogni ebreo. Nell'epoca moderna si è anche diffusa l'idea di Maddalena come incarnazione del Femminino Sacro, lo spirito della Dea Madre.
Il Santo Graal
Lo scopo finale del libro di Brown è la scoperta di che cosa sia veramente il Santo Graal. Veniva generalmente descritto, nelle varie versioni leggendarie, come un calice che conteneva il sangue di Cristo. Ma vi erano anche altre rappresentazioni: un piatto d'argento, una pietra caduta dal cielo, una spada, una lancia… Sarebbe stato portato in Bretagna da Giuseppe d'Arimatea. I primi romanzi cavallereschi sul Santo Graal furono scritto nel XII – XIII secolo, nello stesso periodo in cui diventano importanti i cavalieri Templari in Europa. Brown fa propria l'idea che il Santo Graal sia una metafora della discendenza di Cristo e Maddalena. Si tratta di un'idea molto recente!
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Il Codice Da Vinci tra storia e fantasia - 7: Calunnie contro il Cattolicesimo e l’Opus Dei
Autore: Fasol, Marco Curatore: Mangiarotti, Don Gabriele
Fonte: www.gris.org
Il thriller presenta, a partire dalle prime pagine, una chiara impostazione aggressiva nei confronti del Cattolicesimo lungo la storia, della Chiesa come gerarchia, e soprattutto della "Prelatura del Vaticano" nota come "Opus Dei". Le critiche al cattolicesimo sono state già esposte nei punti precedenti 1, 2 e 3; riguardano la storicità dei Vangeli e la presunta manipolazione operata dalla Chiesa sugli apocrifi e sul ruolo direttivo che Gesù avrebbe affidato a Maddalena.
Un particolare approfondimento merita invece il discorso pesantissimo sull'Opus Dei che viene così presentata a partire dalle prime pagine:
"La prelatura del Vaticano, nota come Opus Dei è un'associazione cattolica la cui profonda devozione è stata oggetto di interesse dai media dopo i rapporti di lavaggio del cervello, di coercizione e di una pericolosa pratica chiamata 'mortificazione corporale' (p. 9) …. Tutti i veri seguaci della Via (= Opus Dei) portano il cilicio legato alla coscia, … una fascia di cuoio irta di uncini metallici che incidevano profondamente la pelle come continuo memento delle sofferenze di Cristo. Il dolore causato dagli uncini aiutava anche a vincere i desideri della carne. (p. 23)…(il killer Silas, membro dell'Opus) poi afferrata una grossa corda si sferzò con violenza la schiena, in modo da sentire i nodi ferirgli la pelle… 'castigo corpus meum'. E infine sentì scorrere il sangue…. In una non meglio precisata "università del Midwest americano è stata scoperta la somministrazione di mescalina agli aspiranti membri dell'Opera, per portarli ad uno stato euforico che doveva essere interpretato come un'esperienza estatica religiosa", (p. 43). Anche la misoginia viene presentata come un luogo comune dell'Opus, "le donne erano sottoposte a ulteriori richieste di mortificazione personale, come punizione per il peccato originale. Pareva che il boccone del frutto della conoscenza assaggiato da Eva fosse un debito che le donne dovevano espiare per l'eternità" (p. 58).
Ma che cos'è allora veramente l'Opus Dei? E' un'associazione cattolica, fondata in Spagna nel 1928 da Mons. Josemaria Escrivà de Balaguer, canonizzato solennemente nel 2002. L'Opus conta almeno 80 mila membri nel mondo ed è diffusa in più di 60 paesi. E' stata riconosciuta da Giovanni Paolo II come "Prelatura personale" dal 1982. Uno dei testi fondamentali per comprendere la spiritualità di questa fondazione è Il Cammino o La Via, come viene citato nel testo di Brown. Si tratta di un testo di elevata spiritualità che riassume la visione teologica del Fondatore, arricchendola anche con un ampio ventaglio di consigli pratici per le varie circostanze della vita quotidiana. Il Cammino è divenuto un "vademecum" per gli affiliati.
Il carisma dell'Opus si può riassumere nell'evangelizzazione attraverso l'impegno professionale del laicato. Per questo alcuni teologi hanno individuato nella spiritualità del lavoro e del laicato l'asse portante della teologia di Mons. Escrivà. In questo il Fondatore aveva anticipato la teologia del Concilio Vaticano II che proclama l'universale vocazione alla santità (Lumen Gentium, cap. III), per cui anche i fedeli impegnati nel mondo possono raggiungere la santità. Quindi anche i laici, nella loro vita matrimoniale e nella loro professione economica, politica, culturale… sono chiamati a raggiungere la santità, perché il Regno di Dio non è monopolio del clero e della gerarchia ecclesiastica, ma si estende ad ogni realtà autenticamente umana, nel rispetto dell'autonomia legittima dei diversi ambiti terreni.
Il Concilio Vaticano II (1962-65) confermerà questa intuizione del Fondatore dell'Opus, riconoscendo appunto che la Chiesa deve superare la concezione clericale che relegava il laicato ad un ruolo subalterno e per certi aspetti quasi estraneo all'evangelizzazione ed al Regno di Dio. La Chiesa viene infatti proclamata dal Concilio come popolo di Dio in cammino verso il Regno, che viene realizzato nella storia attraverso la vita familiare (il matrimonio è un sacramento!), l'impegno politico, economico, culturale, sociale … elevati alla dignità di vie ordinarie verso la santità.
Nei testi di spiritualità di Mons. Escrivà non c'è traccia di quella "mortificazione corporale" di cui parla Brown, mortificazione che arriverebbe addirittura alla flagellazione fino al sangue. Anche perché si tratterebbe di un'offesa alla creazione di Dio, dal momento che il corpo è appunto creatura divina e non ha nulla di peccaminoso o perverso. Le affermazioni di Brown sono calunnie tipiche di un osservatore esterno che probabilmente intende aggredire un'istituzione cattolica, da sempre criticata soprattutto da parte del protestantesimo anglosassone, nel contesto della politica americana.
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Codice Da Vinci tra storia e fantasia - 8: Valutazione conclusiva
Autore: Fasol, Marco Curatore: Mangiarotti, Don Gabriele
Fonte: www.gris.org
Giunti alla fine del percorso critico, possiamo anche osservare con distacco, in uno sguardo complessivo, il testo di Brown. Alla fine del discorso, non dobbiamo dimenticare che si tratta di un "romanzo" con tutte le caratteristiche di questo genere letterario, il cui primo requisito è la fantasia e l'invenzione. Possiamo allora leggere con divertimento la sequenza dinamica ed avvincente di questo thriller di successo, senza mai dimenticare le parole in esergo: "questo libro è un'opera di fantasia." E se questo libro ci ha suscitato delle domande sui fondamenti della nostra fede e ci ha stimolato a rivisitare la storicità dei Vangeli, della vita di Gesù… se ci ha invitato ad interessarci dei Vangeli apocrifi, per confrontarli con quelli autentici e farci scoprire così l'abisso tra la sobrietà storica di questi ultimi e la nebulosa evanescenza ed infodatezza degli apocrifi… allora possiamo concludere che il Codice da Vinci è diventato addirittura un'occasione per recuperare la solidità storica del nostro patrimonio cristiano che da due millenni ha riempito il cuore e l'anima di milioni di persone.
Così l'odio ed il risentimento anticattolico dell'autore si trasforma da parte nostra in una rinnovata e consapevole riappropriazione di quell'amore e di quella speranza che Cristo ci ha affidato come il tesoro più prezioso.
Verona, 8 dicembre 2004 a cura di Marco Fasol
http://culturacattolica.it/default.asp?id=190&id_n=5398
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Codice Da Vinci: una critica
Autore: Bergamino, Paolo Curatore: Buggio, Nerella
Fonte: CulturaCattolica.it
"Calunniate, calunniate, qualcosa resterà" (Voltaire)
Ogni lettura lascia una traccia, un segno seppur piccolo che sia nella memoria, sia a livello conscio e razionale (soprattutto se la lettura è interessante e ci ha insegnato qualcosa), sia a livello inconscio restano come una lontana reminiscenza, che tuttavia fa parte del nostro essere; quindi occorre scegliere con attenzione ciò che si legge.
Chi non lo ha letto e ha solo sentito parlare del successo internazionale del romanzo di Dan Brown "IL CODICE DA VINCI" (Mondadori 2004), sappia che non è una lettura costruttiva, bensì un abominio di calunnie contro la Chiesa e contro Cristo. Come riporta il giornalista Tomas Roeser sul Chicago Sun Times «Nella nostra società "corretta" una dichiarazione razzista, antisemita, contro omosessuali, o le donne può squalificare uno scrittore per molto tempo; ma non succede così con gli insulti a Cristo e ai suoi discepoli. Paradossalmente scrivere un lungo libro su una cospirazione cattolica piena di falsità garantisce abbondanti vendite e notorietà».
Per poterne parlare riporto, aiutato dal prof. Marco Fasol, la trama del romanzo:
Jacques Saunière, uno studioso, curatore del Louvre, è vittima di un misterioso assassino all'interno del Museo. La vittima ha lasciato una serie di indizi, a partire dalla posizione che è riuscito ad assumere nell'agonia, posizione che è quella del celebre uomo vitruviano del Codice da Vinci. Il racconto si snoda, avvincente ed imprevedibile, attraverso una lunga notte di omicidi e inseguimenti rocamboleschi, da Parigi a Londra. Il punto chiave degli indizi è l'interpretazione dell'Ultima Cena di Leonardo da Vinci, in cui la figura alla destra di Cristo non rappresenterebbe il discepolo prediletto, bensì Maria Maddalena e la gerarchia della Chiesa, lungo la sua storia, avrebbe intenzionalmente occultato quanto è riferito dal Vangelo gnostico e apocrifo di Filippo, che parla di un matrimonio tra Gesù e la Maddalena (simboleggiata nella leggenda medievale del "Santo Graal" del sangue di Cristo). Secondo Brown era Cristo stesso che aveva designato la Maddalena a succedergli alla guida della Chiesa. La discendenza di Cristo e Maddalena si sarebbe prolungata, in incognito, lungo la storia, attraverso la dinastia dei Merovingi e poi – a partire dal 1090 in Terra Santa - attraverso il Priorato di Sion, una setta segreta che pratica orge sessuali rituali, depositaria del segreto del santo Graal. Questa setta si è prolungata lungo la storia, annoverando tra i suoi adepti personaggi del rango di Leonardo, Newton, Hugo. L'opposizione agli ultimi eredi del Priorato è guidata dal vescovo Manuel Aringarosa, dell'Opus Dei, che ingaggia un ex killer convertito, Silas, affinché recuperi dai capi del Priorato di Sion il cryptex (un piccolo cilindro di pietra) contenente il segreto su Gesù e Maddalena. L'inseguimento sulla base degli indizi da decodificare è condotto dai due protagonisti che guidano il lettore attraverso i meandri del racconto: Robert Langton, un professore di Harvard che aggiorna continuamente il lettore sulle sensazionali "scoperte storiche" occultate dalla Chiesa nei secoli, e l'avvenente criptologa e investigatrice della polizia francese, Sophie Neveu, di cui lo studioso assassinato all'inizio era il nonno. Quest'ultima scoprirà così, alla fine, di essere la discendente di Gesù e Maddalena.
Il pericolo è che il lettore, che spesso non vaglia fino in fondo ciò che sta leggendo, possa prendere le affermazioni del romanzo come fatti plausibili ed attendibili, minando la poca o fragile formazione religiosa che porta dentro se stesso.
Per tale motivo sono doverose delle riflessioni.
"Calunniate, calunniate, qualcosa resterà" (Voltaire). Pur essendo un romanziere e non uno storico, né un teologo, tuttavia Brown è riuscito ad insinuare il dubbio e il sospetto su Cristo e sul suo messaggio, soprattutto nei lettori che non hanno una specifica preparazione. Brown ha messo in bocca ai suoi personaggi calunnie vergognose su Gesù Cristo, la Chiesa cattolica, l'Opus Dei, la storia del cristianesimo menzognero, violento e sanguinario … ponendosi al riparo dalle accuse di diffamazione, premettendo una dichiarazione d'innocenza: «questo libro è un'opera di fantasia. Personaggi e luoghi citati sono invenzioni dell'autore». Ciononostante a pagina 9, in apertura del romanzo, aggiunge che «Tutte le descrizioni di opere d'arte e architettoniche, di documenti e rituali segreti contenuti in questo romanzo rispecchiano la realtà». «Il Codice Da Vinci è inesatto fin nei piu' piccoli particolari. Di per sé il libro è un attacco al cristianesimo.» [Frank Wilson sul Pittsburg Post-Gazette]. «…I riti che descrive sono il frutto di un miscuglio di racconti immaginari...» [Cynthia Greiner sul Weekly Standard].
Massimo Introvigne, direttore del Centro Studi Nuove Religioni, in un recente saggio "Gli Illuminati e il Priorato di Sion" edito da Piemme, ci svela, con dettagliati dati alla mano, che il romanzo non è altro che un cumulo di invenzioni, datazioni erronee, scopiazzature di documenti a loro volta inventati.
Tutto ciò è risaputo oggi giorno, ma i mass-media continuano a far finta di niente. Come scrive Franco Cardini su Avvenire: «Su tutto quest'intrico di brutte favole si è fatta da tempo piena luce, […] gazzettieri e televisionari continuano a impestarci con queste ridicole storie. E le prove documentarie, la filologia, le denunzie per falso, nulla scalfisce questo monumento all'imbecillità e al cattivo gusto».
Potrei andare avanti fornendo citazioni di autorevoli pensatori e scrittori che dimostrano con "documenti storici" che le presunte verità storiche del romanzo non sono che falsità, ma al di là di tutto ciò è doveroso ribadire che il libro è un affronto a Cristo, a Colui che ha vinto la morte, donando la propria vita sulla croce, riscattando il nostro peccato. Nel libro viene visto solo con occhi umani, ciechi ai suoi insegnamenti: Brown sembra dirci: "…guardate che il vostro Cristo, il Re dei giudei è morto, si è goduto la vita con la Maddalena; che la vostra Chiesa non è altro che un cumulo di falsità, di menzogne; che chi sa viene ucciso, emarginato…" Si sa che il Demonio è menzognero e padre della menzogna e i suoi seguaci non possono che fare altrettanto.
Nella prospettiva di vedere tutto nella visione positiva di Cristo, (OMNIA IN BONUM) che trae bene anche dove vi è solo male, se il romanzo ci ha suscitato delle domande sui fondamenti della nostra fede e ci ha stimolato a rivisitare i Vangeli apocrifi per confrontarli con quelli autentici, allora si può anche affermare che il "Codice" è divenuto addirittura uno strumento per recuperare e rafforzare il nostro patrimonio cristiano.
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Il Codice da Vinci
Processo al Codice Da Vinci
Per non prenderlo troppo sul serio...
Il Codice Da Vinci: come ingannare i lettori
Il Codice Da Vinci fa discutere
Il Codice Da Vinci: ma la storia è un’altra cosa
Il Codice Da Vinci tra storia e fantasia: Introduzione
Il Codice Da Vinci tra storia e fantasia - 1: Riassunto
Il Codice Da Vinci tra storia e fantasia - 2: Sguardo d’insieme
Il Codice Da Vinci tra storia e fantasia - 3: La storicità di Cristo e dei Vangeli
Il Codice Da Vinci tra storia e fantasia - 4: Il matrimonio tra Gesù e la Maddalena
Il Codice Da Vinci tra storia e fantasia - 5: Tutte le religioni sono basate su falsificazioni
Il Codice Da Vinci tra storia e fantasia - 6: Osservazioni storiche su fatti e personaggi
Il Codice Da Vinci tra storia e fantasia - 7: Calunnie contro il Cattolicesimo e l’Opus Dei
Il Codice Da Vinci tra storia e fantasia - 8: Valutazione conclusiva
Codice Da Vinci: una critica
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Il Codice da Vinci tra falsità e verità
Prolusione a "Il Codice da Vinci tra falsità e verità"
Marcello Pamio - 24 maggio 2006
Qualche dato per comprendere la portata de “Il Codice da Vinci”
Copie vendute nel mondo à 60.000.000
Copie vendute in Italia à 2.800.000
Lingue tradotte à 44
Numero edizioni à 72
Dal punto di vista editoriale “Il Codice da Vinci” è una vera e propria anomalia: sessanta milioni di copie in 44 lingue diverse denotano che dietro a Dan Brown (se naturalmente è lui l’autore) c’è ben altro…
Centinaia di libri sugli stessi argomenti (Opus Dei, Priorato di Sion, Maria Maddalena moglie e madre, Santo Graal, Sang Real, Merovingi, ecc.), eppure nessun libro ha avuto lo stesso impatto mediatico: perché?
Il Codice da Vinci, casualmente parlando, esce in un periodo caldissimo di “scontro di civiltà e di religioni”. Questo “scontro”, è bene ricordarlo, rientra in un vera e propria strategia portata avanti da una cricca potente di personaggi perlopiù neoconservatori di estrema destra (gli stessi che oggi controllano il burattino Bush junior e che simpatizzano per tutte le destra, ma i particolar modo per quella israeliana del Likud: Leeden, Perle, Wolfowitz, Rumsfeld, Rove, ecc.).
Cronologia degli accadimenti:
- Fine 2002 > Forti frizioni fra Washington e Vaticano per la guerra in Iraq (il papa stesso critica Bush jr)
- Dicembre 2002 > Scoppia lo scandalo pedofilia a Boston e investe il Vaticano…
- 20 marzo 2003 > Anglo-americani iniziano il genocidio in Iraq
- Marzo 2003 > Esce “Il Codice da Vinci”
- Febbraio 2006 > Vengono pubblicate le vignette anti-maometto da un giornale danese: dietro ci sono i falchi visti sopra
- Marzo 2006 > Salta fuori dopo 20 secoli il Vangelo di Giuda…
Il Prof. Franco Cardini (ordinario di Storia Medioevale dell’Università di Firenze) è convinto che «Il successo di Dan Brown appartiene ai messaggi mafiosi che la classe dirigente USA ha inviato al Vaticano ed è un brandello nella grande lotta per la conquista del potere universale».
Nessuno può affermarlo con sicurezza, ma l’unica cosa veramente certa è che dietro il battage mediatico del libro e ora del film vi sono indubbiamente dei Poteri Forti (certamente economici, ma non solo), che hanno voluto veicolare, in questo ben preciso momento storico, un messaggio chiaro.
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Il Codice da Vinci tra falsità e verità
Giovanni Peccarisio - 24 maggio 2006
Il 19 maggio 2006 è uscito in contemporanea mondiale il film che porta lo stesso nome del libro da cui è stato tratto "Il Codice da Vinci".
Questo libro ha avuto e continua ad avere un successo clamoroso a mio avviso completamente immotivato e nelle pagine seguenti cercherò di spiegarne il perché.
Il romanzo è un'opera narrativa del tipo thriller dalla trama complessa zeppa di azioni, con un ritmo incalzante che descrive una serie di cospirazioni. Procedendo a mano a mano con continui colpi di scena, si giunge a far affiorare, a svelare una verità a detta dell'autore sconvolgente che coinvolge direttamente la visione cristiana del mondo perché riguarda soprattutto la figura del suo massimo rappresentante: il Cristo.
Prima di continuare queste mie riflessioni tengo a precisare che le contestazioni dei contenuti di questo libro non sono fatte a difesa nè della Chiesa cattolica, né di qualsiasi altra Chiesa che si fa all'operato del Cristo. E' risaputo infatti che anche la Chiesa cattolica ha tenuto nascoste alcune verità, proprio per bocca di eminenti personaggi suoi ministri del culto, che oramai da tempo avrebbero dovuto essere conosciute dall' Umanità. Questo mio contributo vuole smascherare menzogne che parlano della vita del Cristo e che vengono spacciate come vere per una mia personale ricerca di Verità e in modo del tutto indipendente da posizioni che possono sembrare pro o contro le varie confessioni religiose.
Desidero inoltre con questo mio scritto rendere attento il lettore delle astuzie a cui ricorrono al giorno d'oggi certi personaggi, di cui Dan Brown è solo uno dei tanti esempi, per mascherare sfacciate menzogne sotto una parvenza di Verità
L'invito è quindi quello di portare un pensiero del lettore a distinguere:
I) La menzogna dalla verità
II) individuare velocemente "cui prodest", a chi giova? per scoprire chi siano i veri, occulti mandanti,
III) imparare ad approfondire le proprie capacità di pensiero per scoprire le conseguenze delle menzogne che vanno a colpire situazioni collaterali che, la maggiorparte delle volte, sono il vero obiettivo.
In una parola il mio scopo è quello di aiutare il lettore a pensare fino in fondo
Le sconvolgenti rivelazioni del libro di Dan Brown sono tutte, senza nessuna eccezione, affermazioni gratuite, dai fondamenti inesistenti: sono solo furbesche invenzioni dell'autore che per di più, non porta alcuna documentazione storica né scientifica.
Ciò che trae in inganno il comune lettore è una pagina del libro (pag. 9 dell'edizione italiana) dal titolo "Informazioni storiche" nella quale si dice che "...tutte le descrizioni...di documenti e rituali segreti contenuti in questo romanzo, rispecchiano la realtà", senza però citare nessuna fonte o documento a sostegno di questa affermazione gratuita e personale (pagina che stranamente dalla sesta edizione italiana in poi è stata sostituita da una tutta bianca, per poi ritornare invece nella edizione tascabile!)
Tralasciando i vari momenti delle variegate, fantasiose avventure, vediamo di passare in rassegna i passaggi fondamentali riguardanti le eccezionali rivelazioni che vengono affermate da Dan Brown con l'avvertenza di dare per scontato che il lettore abbia già letto il romanzo, senza per altro far apparire questo un invito all'acquisto.
I° ) Costantino
Viene affermato nel libro che nel Concilio di Nicea del 325 dopo Cristo, indetto da Costantino, i vescovi partecipanti, assieme ad altre questioni marginali, votarono e approvarono a maggioranza ristretta una proposta in cui si diceva che Cristo era "Figlio di Dio" (vedi pag. 273-4).
La verità storica afferma invece che per tutti i partecipanti del Concilio, Cristo era in primis e senza dubbio alcuno un Essere divino e che il dibattito si era acceso su ben altro argomento. Il problema era come conciliare e interpretare l'Essere divino del Cristo col fatto che Gesù fu anche un essere umano. Ciò che fu messo in discussione quindi non fu assolutamente il riconoscimento della divinità di Cristo, perché la Sua origine divina era già accettata da tutti i cristiani come un dato di fatto fin dall'inizio.
Sembra comunque, da quello che viene falsamente riportato nel libro, che sia avvenuto un fatto positivo, giacché viene sottolineato come il Cristo non fosse riconosciuto a quei tempi solo come un grande profeta umano; però la proclamazione fatta dai vescovi in quel Concilio comporta conseguenze ben occultate da una apparenza positiva
Che cosa di cela dietro questo, qual è il vero obiettivo?
Osserviamo come la divinità del Cristo venga affermata per bocca dei vescovi, venga dichiarata per effetto di una votazione compiuta da esseri umani fallibili e per di più, cosa di non poco conto, sotto pressioni esercitate da Costantino.
Il Cristo perciò non è divino per sua natura, ma solo per dichiarazione di quei vescovi. Quale valore può avere tutto ciò per l'uomo moderno che ha sviluppato una propria capacità pensante e non un vuole più basarsi solamente su dogmi o atti di fede imposti?
Ci si trova qui di fronte
I) al solito furbesco miscuglio di falsità, inesattezze e mezze verità,
II) per rendere difficile ricavare la verità da un guazzabuglio creato ad arte e scoprire così i veri obbiettivi
Ma proseguiamo nelle nostre ricerche.
II°) Qumran e Nag Hammadi: gli altri Vangeli
La questione riguardante il fatto che il Cristo fosse o non fosse un essere esclusivamente umano, Dan Brown la fa risalire ad un complotto da parte del Vaticano che cercò di occultare i ritrovamenti di Qumran (i cosiddetti rotoli del Mar Morto) e i documenti copti di Nag Hammadi (pag. 275).
La comunicazione del contenuto, sia dei rotoli che dei documenti, che un personaggio fa ad un altro (Teabing a Sophie Neveu), risulta alla luce di una seria indagine storica o travisata, o falsa o comunicata da persona ignorante. I rotoli del Mar Morto (Qumran) infatti non furono trovati negli anni 50 bensì nel 1947.
Si potrebbe fare una considerazione a questo punto e dire che questa mia precisazione non è poi così importante; l'ho riportata invece proprio come esempio di tante altre imprecisioni, per evidenziare un troppo facile pressapochismo o, si potrebbe anche dire, una cosciente falsità delle informazioni date.
Anche qui viene creata una falsità (data storica inesatta), si sfruttano le caratteristiche della Chiesa (occultamento e complotto) riluttante a far fluire alcune conoscenze esoteriche, per far passare e avvalorare un palese falso.
Continuiamo con altri esempi.
III°) Ancora sui rotoli del Mar morto e sui Vangeli
- I rotoli del Maro Morto non contengono Vangeli e non parlano del Cristo perché sono testi ebraici
- Non è neppure vero che i Vangeli copti parlano di Gesù "...in termini profondamente umani"; al contrario invece i testi di Nag Hammadi parlano del Cristo come Essere spirituale in modo ancora più accentuato, più convincente dei Vangeli canonici (Matteo, Luca, Marco, Giovanni).
Anche in questo caso si può osservare come una profonda Verità non potendo essere negata, viene incredibilmente rovesciata nel suo esatto contrario, diventando una caricatura.
- E' falsa anche l'affermazione che i Vangeli ritrovati erano più di un'ottantina a loro volta ricavati basandosi su migliaia di scritti quando Gesù era ancora vivente. Quest'ultima indicazione è semplicemente ridicola giacché, ai tempi di Gesù, pochissime persone sarebbero state in grado di scrivere.
- Altro falso è il dire che fu Costantino, nel breve arco della sua vita, a riscrivere la Bibbia decidendo quali testi inserire nel Nuovo Testamento. La formazione del Nuovo Testamento iniziò secoli prima della nascita di Costantino e terminò circa cinquant'anni dopo la sua morte.
- Infine né i rotoli né i libri copti di Nag Hammadi hanno nulla a che fare con il Graal
IV°) Gesù, Maria Maddalena, Priorato di Sion
La verità storica di rivelazioni che, a detta dell'autore, possono addirittura essere considerate esplosive, non solo non risultano vere ma neppure sono originali. Infatti sono cose già affermate in un libro precedente al suo dal titolo "Il Santo Graal" di M Baigent, R. Leigh e M. Lincoln (traduzione italiana: Il Santo Graal, 1982 Ed. Mondadori), che ebbe numerose ristampe e che vendette più di due milioni di copie, un vero primato per quel tempo. Oggi quel primato sembra una vera ridicolaggine a fronte dei sessanta milioni circa di copie vendute a tutt'oggi dal libro "Il codice da Vinci " e tradotto in 44 diverse lingue.
Nel libro "Il Santo Graal", ripreso da Dan Brown dice infatti che:
a ) Gesù non è morto sulla croce,
b ) Gesù ha sposato Maria Maddalena,
c ) Gesù ha avuto figli,
d ) i figli di Gesù sono stati i capostipiti di una discendenza regale: i Merovingi,
e ) questa verità (supposta) è stata boicottata e occultata in tutti i modi dalla Chiesa cattolica e molto probabilmente da altre persone ancora,
f ) una società segreta (il mitico Priorato di Sion) per fortuna dell'umanità, ha salvato migliaia di documenti riguardanti questa verità.
Solo la supposta esistenza del Priorato di Sion, che non è mai esistito se non nella fantasia funzionale agli scopi degli autori, meriterebbe una disamina molto più approfondita.
Grazie alla sua inventata esistenza infatti, nascono complicatissimi intrecci che riguardano molti altri fattori quali: la storia dei Templari, la ricerca del Santo Graal, i Catari, i Rosacroce, Rennes le Chateau ed altri fatti ancora.
Tutto ciò ha sempre un elemento in comune:
1) si cerca di convincere il lettore (tramite menzogne) che il Cristo Gesù non è un Essere spirituale Divino,
2) molto più semplicemente (vero obiettivo) Egli è stato un profeta, un uomo mortale molto elevato ma pur sempre un mortale con problemi e caratteristiche di qualsiasi altro essere umano e perciò non così credibile.
Poter contestare punto per punto tutti gli aspetti di questa squallida storia, richiederebbe come detto molto tempo e più spazio. Quello che m'interessa è il poter andare alla radice del problema e dimostrare, come anche altri ricercatori hanno fatto, la colossale invenzione di tutto questo e cercare di comprenderne il perché.
Cercherò di scegliere ancora alcuni fatti per poter meglio dimostrare la grossolanità di questo libro così generoso dispensatore di falsità.
V°) Les Dossiers secrets
Nella già citata pag. 9 del libro "Il codice da Vincí" viene affermato: "Il Priorato di Sion - società segreta fondata nel 1099 - è una setta realmente esistente".
Vediamo ora di smascherare questa ulteriore menzogna.
Nell'anno 1975 presso la Bibliothèque Nationale di Parigi, sono state scoperte alcune pergamene note come "Les Dossiers secrets...". Questi famosi Dossiers sono invece dei veri e propri falsi, come ufficialmente è stato affermato dagli stessi compilatori
Infatti un certo P. Plantard - ma ancora prima di lui un altro personaggio, un certo Philippe de Cherisey compagno del primo - hanno affermato che i "Dossiers secrets " di Henri Lobineau depositati presso la Bibliothèque Nationale il 27 aprile 1967, sono "invenzioni deliranti" scritte da Phllippe de Toscane du Plantier sotto l'effetto della droga (lettera di P. de Cherisey a Plantard dell' 11 luglio 1985).
Anche lo scritto conosciuto come "Henry Lobineau" depositato presso la Bibliothèque Nationale il 18 novembre 1964, viene dalla mano dello stesso P. Plantard.
Questi scritti perciò sono dei falsi creati appositamente, scoperti per caso e, al momento giusto, messi in circolazione.
Il primo documento principalmente sia della nascita del Priorato di Sion che della lista dei loro Gran Maestri.
Il secondo riguardava la storia di Gesù, Maddalena e della dinastia dei Merovingi.
Concludendo quindi sono queste le "sconvolgenti rivelazioni" che assieme ad altre sono andate a formare i famosi "Dossiers secrets" tanto citati da Dan Brown, e che hanno dato il via alla vicenda di Rennes le Chateau. Questa storia è stata poi ripresa e ulteriormente ampliata da altri, ampliando e suggerendo ulteriori false speculazioni.
Decine e decine di libri, soprattutto di area anglosassone, sono stati scritti aventi tutti questa medesima base di informazioni veridica, compresi il già citato "Il Santo Graal" e per l'appunto "Il Codice da Vinci" di Dan Brown.
Giunti a questo punto sorgono spontanee varie domande:
- Come mai è stato creato un tale battage mediatico per un thriller, in fin dei conti per una sorta di libro giallo uguale a tanti altri e che oltre tutto ha dei contenuti conosciuti da più di quarant'anni?!
- Qual è il vero scopo, quale il vero obiettivo e perché proprio in questo momento?
- Cui prodest? Possibile sia soltanto una forma di d'investimento, una manovra economica?
Secondo la mia opinione, tutto ciò riguarda direttamente la Verità fondamentale del Cristianesimo stesso: si vuole far credere che il Cristo sia solo un Profeta, un essere umano e mortale, non invece un Essere Spirituale Divino e in quanto tale immortale. Desidero sottolineare ancora una volta come questo scritto vada aldilà di considerazioni e scelte di un credo personale, in nome di una ricerca della verità indipendentemente da altre opinioni.
Io credo sia in atto una strategia per destabilizzare la coscienza dell'uomo occidentale tramite vari, molteplici strumenti economici che colpiscono i bisogni primari degli esseri umani: sicurezza economica, salute, perdita di ideali e quindi di speranza.
In questo quadro si inserisce la perdita di certezze religiose. Le certezze religiose da me intese parlano di una religiosità non appartenente necessariamente ad una religione; intendo ciò un bisogno naturale di trascendenza, di una ricerca il più possibile cosciente e comunque connaturata all'essere umano.
Questa strategia tende ad impedire agli esseri umani così coinvolti nelle loro necessità di evolversi verso un pensare libero.
Certamente non diventano dubbiose le persone che già hanno intrapreso una loro personale strada di ricerca, ma bensì quelle persone incerte o che ancora sono legate ad una fede religiosa (che comunque dà loro delle certezze e sicurezza nella vita). Io credo che la maggior parte dell'umanità si trovi in questa condizione.
Il "Codice da Vinci" si inserisce in questa strategia: viene reso cioè puramente terrestre un Ideale considerato da sempre spirituale e divino (il Cristo diventa un profeta umano) tramite un miscuglio di falsità e invenzioni rivestiti da una apparenza di verità.
Tutto ciò genera disorientamento e paura alla maggior parte delle persone e quando si instaura la paura, contemporaneamente nasce un blocco e un indebolimento dell'evoluzione individuale interiore. Il singolo individuo che non sia ancora preparato ad approfondire alcune verità esoteriche, non solo viene deviato ma addirittura viene bloccato in una sua ricerca evolutiva.
L'essere umano in queste condizioni non avrà perciò più una sua meta.
Perciò quale può essere il vero, il recondito obiettivo preparato da tante menzogne?
La coscienza che non ha mèta diventa molto più facilmente controllabile.
Controllare e manovrare la coscienza dell'uomo moderno perciò è il vero scopo, l'obiettivo finale di Forze contrarie all'evoluzione umana.
Come contrapporsi a tutto ciò?
Occorre innanzitutto conoscere i metodi delle varie strategie. La strategia di base per far passare uno o più messaggi e creare in tal modo condizionamenti, consiste nel disorientare, bloccare e creare vuoti nelle coscienze, per poi riempirli con adeguati contenuti.
Tutto questo però, al contrario di quello che si potrebbe pensare, genera in un numero sempre maggiore di persone, una reazione del tutto positiva perché invita le persone a pensare con la propria mente, le invita a farsi un'idea propria ad esempio, sul libro "Codice da Vinci", poiché questo libro come molti altri fatti che hanno le caratteristiche della menzogna e che continuamente succedono, suscitano domande, perplessità, e quindi salutari processi di conoscenza.
Questa è la migliore unica possibilità, per superare il disorientamento, per rimuovere i vari blocchi suscitati dalla paura. Per riempire il vuoto occorre riempire il nostra animo di contenuti veritieri, contenuti ricercati da noi stessi, in prima persona anche andando aldilà di quello che ci è stato trasmesso per tradizione o per fede.
In tal modo di può vincere qualsiasi forma di paura e sempre più si può rinforzare la globalità della nostra coscienza.
L'operazione "Codice da Vinci" rientra in una programmata, non casuale manipolazione globalizzata delle coscienze alla quale ci si può contrapporre unicamente tramite continua evoluzione della coscienza individuale.
Ciascuno cioè deve occuparsi dello sviluppo della propria coscienza senza più demandarlo ad altri.
Questo è quello che intendevo all'inizio parlando del pensare fino in fondo
Giovanni Peccarisio
Laureato alla "Libera Università della Scienza e dello Spirito" di Dornach (Svizzera), come Maestro Waldorf (scuole steineriane) e Maestro di pittura
Bibliografia:
- " Il Codice da Vinci " di Dan Brown ( Ed. Mondadori )
- " La verità sul Codice da Vinci " di B. D. Ehrman ( Ed. Mondadori )
- " Il Santo Graal " di Baigent. Leigh, Lincoln ( Ed. Mondadori )
- " Rennes le Chateau " di M. Bizzarri ( Ed. Mediterranee)
- " Il tesoro scomparso di Rennes le Chateau " di B. Putnam, J.E.Wood ( Ed. Newton & Compton )
- " Alla ricerca del Graal " di R. Rohr ( Ed. Piemme ).
www.disinformazione.it
http://www.disinformazione.it/codice_da_vinci.htm
mercoledì 29 febbraio 2012
In scena “Jesus Christ Superstar”: Presso la parrocchia dei Santi Gervaso e Protaso
marzo - In scena “Jesus Christ Superstar”
Presso la parrocchia dei Santi Gervaso e Protaso
28.02.2012
Venerdì 9 marzo, alle 21.15, presso la parrocchia dei Santi Gervaso e Protaso a Novate Milanese, la compagnia teatrale “La Gru” mette in scena il musical “Jesus Christ superstar”.
http://www.chiesadimilano.it/cms/vita-ambrosiana/dalla-quaresima/9-marzo-in-scena-jesus-christ-superstar-1.55160
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Jesus Christ Superstar
Appunti sul Musical di Andrew Lloyd Webber e Tim Rice (1)
di Sandro Ribi
Jesus Christ Superstar è un’opera rock prodotta trent'anni fa, sugli ultimi giorni di vita di Cristo prima della sua crocifissione. La critica l’ha definito "magnetico, travolgente, commovente" (2). Molti credono che il musical presenti la vita di Gesù Cristo in modo moderno, ma veritiero. Alcuni ritengono che quest'opera sia utile per far conoscere Gesù ai giovani.
Se però vuoi vederci chiaro lo devi esaminare alla luce del Vangelo. Allora ti renderai conto che il Superstar non è altro che un "falso Cristo" (3). Peggio, è una bestemmia contro Cristo e contro Dio.
Gli autori del musical hanno affermato che era loro intenzione ripudiare pubblicamente il Cristo delle Scritture. Così Tim Rice ha creato un testo che nega apertamente le più importanti verità su Cristo nei Vangeli e presenta un falso Cristo.
È la descrizione di Gesù secondo Giuda
Tim Rice: "L’idea dell’opera è di far vedere Cristo con gli occhi di Giuda… Cristo uomo, non Dio… E, come Giuda, anche Cristo è confuso e non sa realmente chi è."
Ma in verità Gesù ha detto: "Non ho io scelto voi dodici? Eppure uno di voi è un diavolo" (4). Dunque, se guardo Gesù con gli occhi di Giuda, vedo quello che mi vuol mostrare Satana.
Cristo viene presentato come un uomo immorale
Tim Rice ha affermato chiaramente di non credere che Gesù Cristo è Dio. Così la sua opera insiste costantemente sulla negazione del Figlio di Dio. Fa dire a Maria Maddalena: "È un uomo, è solo un uomo."
Jesus Christ Superstar non spoglia Cristo soltanto della Sua divinità, ma anche della Sua moralità. Nell’opera Maria Maddalena viene presentata come una prostituta che dice di Cristo: "È soltanto un uomo… E io ho avuto così tanti uomini; in molte maniere lui è solo uno in più."
In una scena Giuda rimprovera Gesù per il Suo cattivo comportamento. Ma la Bibbia dice che era un uomo puro (5). Quale perversione del Suo vero carattere!
Un Cristo debole, insicuro, amareggiato…
Rice mette parole blasfeme anche in bocca al Signore. Quando la folla preme per ricevere guarigioni, il Cristo Superstar dice: "Siete troppi - non spingete! Non ce la faccio - non premete! Guaritevi da soli!" Questa è la pura e semplice negazione della più importante verità del Vangelo: la divinità del Signore Gesù Cristo (6).
Il musical dipinge Cristo come un essere "non così sicuro", "triste e stanco", che inveisce contro Dio: "Mostrami adesso che non sarò ucciso invano… Mostrami che c’è uno scopo perché mi vuoi far morire. Sei molto astuto sul dove e sul come, ma non così esperto sul perché."
L’amarezza rappresentata contrasta aspramente con l’atteggiamento del Figlio di Dio descritto nella Bibbia: senza peccato, sincero, umile, interamente sottomesso alla volontà del Padre e disposto a lasciarsi inchiodare alla croce per la salvezza eterna dei peccatori (7).
Un’ingiuria a Dio!
Nell’opera Giuda accusa: "Dio! Non saprò mai perché mi hai scelto per il tuo crimine, il tuo ripugnante, crudele crimine! Tu mi hai assassinato!"
Chi è il vero Gesù Cristo?
Dio ha detto di Gesù: "Questo è il mio Figlio amato, nel quale mi sono compiaciuto. Ascoltatelo!" (Matteo 17:5). Soltanto Lui ha parole di vita eterna (8).
Anche tu hai bisogno questa vita eterna, ma per natura non puoi averla. Dio non si accontenta di una vita mediocre (9). Ma se tu non puoi far niente per salvare te stesso, Cristo è in grado di salvarti e di trasformare la tua vita (10).
Conclusione
Jesus Christ Superstar presenta un Cristo morto frustrato e sconfitto. Uno che rimane inchiodato alla croce come un fallito. Questa è la versione del diavolo - ma lui è interamente bugiardo.
La verità è che Cristo è morto con uno scopo: è morto per noi, che con i nostri sforzi siamo incapaci di arrivare a Dio (11). E dopo essere morto è anche risorto. E non solo! Quando la storia dell’umanità sarà sull’orlo del baratro, Gesù tornerà e interverrà personalmente (12).
* * *
Tutti dovremo un giorno comparire davanti al vero Signore Gesù Cristo, non davanti a quello partorito dall’immaginazione di Tim Rice, ma al Giudice di tutta la terra. Il nostro destino eterno dipende dal rapporto che avremo avuto con Lui: "Chi crede nel Figlio ha vita eterna; chi invece rifiuta di credere al Figlio non vedrà la vita, ma l'ira di Dio rimane su di lui" (Giovanni 3:36).
Se tu vuoi avere la vita eterna, l’unico modo è di ravvederti e ricevere Cristo per fede (13). Provalo! Non te ne pentirai!
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Annotazioni
(1)
Intervista stampata sull’album originale di Jesus Christ Superstar.
(2)
Ticino7, numero 10, 7-13.3.1999 p.42.
(3)
"Sorgeranno falsi cristi e falsi profeti" (Matteo 24:24).
(4)
Giovanni 6:70.
(5)
"Non ha conosciuto peccato" (2 Corinzi 5:21);
"Egli non commise alcun peccato" (1 Pietro 2:22);
"In lui non c’è peccato" (1 Giovanni 35).
(6)
"Un bambino ci è nato, un figlio ci è stato dato, e il dominio riposerà sulle sue spalle; sarà chiamato Consigliere ammirabile, Dio potente, Padre eterno, Principe della pace…" (il profeta Isaia 9:6, nell’8° secolo a.C.!);
"Dio è stato manifestato in carne" (1 Timoteo 3:16);
leggi anche il primo capitolo del Vangelo di Giovanni.
(7)
"Dio mio, io prendo piacere nel fare la tua volontà" (Salmo 40:8);
"Gesù disse: Il mio cibo è fare la volontà di colui che mi ha mandato" (Giovanni 4:34);
"Abba, Padre, ogni cosa ti è possibile; allontana da me questo calice! Però non ciò che io voglio, ma ciò che tu vuoi" (Marco 14:36).
(8)
"Simon Pietro rispose: Signore, da chi andremmo noi? Tu hai parole di vita eterna" (Giovanni 6:68).
(9)
"Voi eravate morti nelle vostre colpe e nei vostri peccati" (Efesini 2:1);
"L'ira di Dio si rivela dal cielo contro ogni empietà e ingiustizia degli uomini" (Romani 1:18).
(10)
"In nessun altro è la salvezza; perché non vi è sotto il cielo nessun altro nome che sia stato dato agli uomini, per mezzo del quale noi dobbiamo essere salvati" (Atti 4:12).
(11)
"Mentre noi eravamo ancora senza forza, Cristo è morto per gli empi" (Romani 5:6).
(12)
"Questo Gesù, che vi è stato tolto, ed è stato elevato in cielo, ritornerà nella medesima maniera in cui lo avete visto andare in cielo" (Atti 1:11);
"Allora vi sarà una tribolazione così grande, quale non vi fu mai dal principio del mondo fino ad ora né mai più vi sarà. E se quei giorni non fossero abbreviati, nessuna carne si salverebbe; ma a motivo degli eletti quei giorni saranno abbreviati… E allora apparirà nel cielo il segno del Figlio dell'uomo; e tutte le nazioni della terra faranno cordoglio e vedranno il Figlio dell'uomo venire sulle nuvole del cielo con potenza e grande gloria" (Matteo 24:21-22,30; leggi tutto il capitolo 24 di Matteo, è molto pertinente!);
"Ecco egli viene con le nuvole e ogni occhio lo vedrà, anche quelli che lo hanno trafitto; e tutte le tribù della terra faranno cordoglio per lui" (Apocalisse 1:7);
"Poi il Signore si farà avanti e combatterà contro quelle nazioni, come egli combatté tante volte nel giorno della battaglia. In quel giorno i suoi piedi si poseranno sul monte degli Ulivi, che sta di fronte a Gerusalemme, a oriente, e il monte degli Ulivi si spaccherà a metà, da oriente a occidente, tanto da formare una grande valle; metà del monte si ritirerà verso settentrione e l'altra metà verso il meridione. Voi fuggirete…Il Signore, il mio Dio, verrà e tutti i suoi santi con lui. In quel giorno non ci sarà più luce; gli astri brillanti ritireranno il loro splendore. Sarà un giorno unico, conosciuto dal Signore; non sarà né giorno né notte, ma verso sera ci sarà luce" (Zaccaria 14:3-7);
...ci sono ancora molti altri riferimenti sul ritorno di Gesù.
(13)
"Credi nel Signore Gesù, e sarai salvato" (Atti 16:31);
"A tutti quelli che l'hanno ricevuto egli ha dato il diritto di diventar figli di Dio: a quelli, cioè, che credono nel suo nome" (Giovanni 1:12).
http://www.benmelech.org/articoli/superstar.htm
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JCS PROMOSSO DAL VATICANO CHIESA CATTOLICA
Da molto tempo c’è questo atteggiamento blasfemo,già gli anni 70,mentre in tutta Italia,le canzoni
del musical,blasfemo,Jesus Christ Supertstar,erano censurate,venivano radiotrasmesse,
da Radio-Vaticana.JCS, ormai è diventata un opera di culto cattolico,perfino ai bambini la fanno recitare
sull’altare delle chiese,vediamo le bambine che cantano a Gesù un amore sessuale,definendolo uno
dei tanti che va a prostitute,e i bambini fanno la parte di un Gesù,cattivo,che manda via con crudeltà,
i malati che gli chiedono aiuto,un Gesù,che si arrabbia contro l’Onnipotente,perché,lo fa morire
senza un motivo.
Quante bestemmie, tutto accade anche perchè,i cattolici,sono ignoranti non posseggono Bibbie,
ne conoscono il Vangelo, in chiesa nemmeno si legge il Vangelo, si preferiscono, citazioni
da religioni pagane.
Le chiese cattoliche alla pari delle protestanti, sono diventati teatri e discoteche con tutti i tipi di musica,
compresa la satanica rock.
Il clero e i teologi cattolici,sempre più dichiarano,che i fatti del Vangelo,sono leggende,mentre sempre
più approvano e appoggiano, films blasfemi contro Gesù.
http://sites.google.com/site/centroantiblasfemia/
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MA IL MUSICAL JESUS CHRIST SUPERSTAR E’ VERAMENTE ERETICO E BLASFEMO
CENTRO ANTI-BLASFEMIA:IL MUSICAL JESUS CHRIST SUPERSTAR
JESUS CHRIST SUPERSTAR è un opera molto blasfema,principalmente perché
gli autori;Andrew Lloyd Webber e Tim Rice,sono agnostci,non credono in Gesù.
Nelle varie interviste hanno dichiarato che per loro Gesù era un falso pofeta,sciocco
e libertino,mentre il vero sapiente era solo Giuda,l’unico che capiva come andavano le cose.
Quindi vediamo che il Musical JCS insiste sulla negazione del Figlio di Dio.
All’inizio,vediamo che la prostituta Maria Maddalena,riesce a sedurre Gesù,con le sue arti,
lo cosparge di mirra,lo coccola,l’accarezza.Giuda vedendo questo,critica Gesù di essere
immorale,e fare il contrario di ciò che insegna.Intanto Gesù e Maddalena,vivono insieme
giorno e notte,lei di notte gli canta una sensuale ninna nanna,gli sussurra di stare
calmo,di rilassarsi e chiudere gli occhi,mentre lei baderà a lui e lo rinfrescherà con la
mirrà.Gesù e Maddalena sono quindi amanti.Ecco come Maddalena descrive il suo
amore per Gesù;
“Io non so come amarlo,cosa fare a convincerlo.
E’ un uomo,è solo un uomo,ed io ho avuto tanti uomini prima,
in tutti i modi.Lui è solo uno in più.
Dovrei violentarlo?
Dovrei gridare e urlare?
Dare sfogo ai mii sentimenti?
Poi,se mi dicesse che mi ama,
non potrei resistere,propio non potrei resistere…..
Lo voglio così,l’amo così”.
Quindi la prostituta Maddalena,crede che questo suo amato Gesù,non è altro che uno dei
suoi tanti amanti,è solo un uomo,un uomo come gli altri che vanno a protitute.
Quindi nel Musical JCS,Gesù è un libertino peccatore,non è finita qui,la dissacrazione continua.
Ecco che nel Musical Gesù è pure malvagio.Quando una folla di bisognosi e malati,
e lebbrosi preme per ricevere guarigioni,conforto e consolazione,
Gesù dice loro con furia”Siete troppi-non spingete!Non ce la faccio-non premete!
Guaritevi da soli,lasciatmi in pace”Questa è la pura e semplice negazone della
più importante verità del vangelo:la divinità del Signore Gesù.
Gesù,nel Musical non solo è libertino e malvagio,è anche un essere insicuro,triste, stanco,
è confuso e no sa realmente chi è,perché deve morire,e si ribbella a Dio,perché lo fa morire
senza un motivo:”Mostrami adesso che non sarò ucciso invano……………………………………
…..Mostrami che c’è uno scopo perché mi vuo fare morire.Sei molto astuto sul dove e sul come,ma non così
esperto sul perché”Quindi abbiamo un Gesù che bestemmia Dio,e poi continua a urlare a Dio,
dicendogli di inchiodarlo e ucciderlo adesso prima che lui cambi idea,vere bstemmie
che rendono Gesù il contrario di come è descritto nel Vangelo.
Anche Giuda nel Musical accusa Dio di averlo usato;”Dio!Non saprò mai perchè mi hai scelto per il tuo
crimine,il tuo ripugnante,crudele crimine!Tu mi hai assssinato!”
Però poi nel Musical,vediamo che Giuda,dopo essersi impiccato,muore e diventa un Angelo,
e scende dal cielo con altri Angeli e prende in giro Gesù che si trova sulla croce,dicendogli
che si è fatto crocifiggere invano.
Gesù,nel Musical,muore crocifisso,non risorge,infatti non è Figlio di Dio ma un pazzo peccatore
libertino e malvagio.
Che atei amino questo Musical è normale,ma chi si dice cristiano ed accetta questo Musical,
nega la sua fede ed è un ipocrita e bestemmia Dio,le Sacre Scritture e il Signore Gesù.
Se Gesù fosse stato come quello del Musical,il cristianesimo non sarebbe mai nato,e
nessuno conoscerebbe Gesù ora.
http://sites.google.com/site/centroantiblasfemia/
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AVVERTIMENTO A TUTTI COLORO CHE FALSIFICANO I VANGELI E LA SACRA BIBBIA
Falsificare i Vangeli è un gravissimo peccato, mentre i vangeli inventati da uomini atei non servono a nulla,
anzi portano all'inferno, il Vangelo, la Parola di Dio, la Sacra Bibbia sono la Via, la Verità, la Vita eterna e la Salvezza.
Il Vangelo è stato scritto sotto la guida dello Spirito Santo, è davvero infonde fede e convesione, ora alterare il Vangelo,
secondo i propri gusti è peccato, ecco come ci ha avvertiti San Paolo;
Galati: 1, 6-9
1,6Mi meraviglio di voi! Dio vi ha chiamati a ricevere la sua grazia donata a voi per mezzo di Cristo,
e voi gli voltate così presto le spalle per ascoltare un altro messaggio di salvezza! 7In realtà, un altro non c'è.
Esistono solamente alcuni che vi confondono le idee. Essi vogliono cambiare il vangelo di Cristo.
8Ma sia maledetto chiunque vi annunzia una via di salvezza diversa da quella che io vi ho annunziata:
anche se fossi io stesso o fosse un angelo venuto dal cielo. 9Sì! L'ho detto e lo ripeto:
chiunque vi annunzia una salvezza diversa da quella che avete ricevuto, sia maledetto.
Questa Apostasia era stata predetta;
2 Timoteo 4: 3-4
Verrà giorno, infatti, in cui non si sopporterà più la sana dottrina, ma, per il prurito di udire qualcosa,
gli uomini si circonderanno di maestri secondo le proprie voglie,
rifiutando di dare ascolto alla verità per volgersi alle favole.
Chi racconta falsità verrà condannato;
V.Matteo: 12, 36-37
12,36"Vi assicuro che nel giorno del giudizio tutti dovranno render conto di ogni parola inutile che hanno detto:
37perché saranno le vostre parole che vi porteranno a essere condannati o a essere riconosciuti innocenti".
Citazioni Bibbia Cei
http://www.vatican.va/archive/ITA0001/_INDEX.HTM
https://sites.google.com/site/centroantiblasfemia/Home
sabato 10 dicembre 2011
Sul concetto di spiritualità. Klp intervista Romeo Castellucci
Sul concetto di spiritualità. Klp intervista Romeo Castellucci
Lunedì 03 Gennaio 2011 10:03 Francesca Leoni
Una scena completamente bianca e asettica: un appartamento moderno e minimalista (anche se l'eccesso di bianco richiama un ospedale); a destra un letto e a sinistra un salotto.
Un signore anziano, avvolto in un accappatoio sempre rigorosamente bianco, guarda impassibile la tv. Entra il figlio, forse un single in carriera, che si ritrova a dover accudire il padre.
Il tutto sembrerebbe il ritratto di una realtà quotidiana, se dietro non aleggiasse la figura del Cristo dipinto da Antonello da Messina, sfondo scenico, immagine scelta soprattutto per il suo sguardo frontale. La figura sembra fissare il pubblico, interrogandolo su cosa accadrà. Uno sguardo, quello del Salvator Mundi (la cui tela originale è custodita alla National Gallery di Londra) che diventerà "una sorta di luce che illumina una serie di azioni umane, buone, cattive, schifose o innocenti".
Il quadro di apparente normalità, dove un figlio controlla le medicine del padre prima di uscire, cambia quando il padre inizia ad avere un attacco irrefrenabile di dissenteria. Inizia così un calvario per entrambi, con il figlio che tenta di ripulire lo sporco lasciato dal padre e con quest'ultimo umiliato dalla situazione.
L'impatto, oltre ad essere visivo, diventa anche olfattivo. Il pubblico non tarda a sentire l'odore degli escrementi, che lasciano macchie e tracce ovunque nonostante il tentativo del figlio di ripulire tutto, facendo attenzione a non sporcarsi la cravatta e gli abiti da lavoro.
Le reazioni degli spettatori sono diverse, da chi si copre il naso con qualche indumento a chi non riesce a trattenere il sorriso, ma sono davvero in pochi a rimanere indifferenti. In questo crudele girotondo vitale si ha la percezione di partecipare ad un momento di vita vera, nella sua crudeltà e debolezza, nel disagio e malessere profondo che vi sono rappresentati.
Poi il figlio esce di scena e il padre, sdraiato sul letto bianco, si cosparge letteralmente del liquido marrone. In altre versioni era lo stesso Romeo Castellucci, mente e regia di quest'ultimo conturbante lavoro, a salire sul palco versando il liquido sul vecchio e assumendo, secondo alcune interpretazioni, il ruolo del figlio.
Da qui in avanti, dopo l'uscita di scena degli attori (Sergio Scarlatella e Gianni Plazzi, presenze storiche del teatro della Socìetas Raffaello Sanzio), lo spettacolo prende un'altra direzione, calcando l'atmosfera surreale grazie anche alle musiche di Scott Gibbons.
Il volto di Cristo, che fino ad allora aveva solo osservato, inizia a colare liquido marrone come fosse sangue, e ad autodistruggersi, per poi lasciar spazio alla scritta "You're not my sheperd" ("Non sei il mio pastore"). L’umiliazione della quotidianità, assunta dal figlio di Dio, viene in questo modo riscattata?
Non è di certo l'unica domanda che i cinquanta minuti di spettacolo pongono. Molteplici le interpretazioni: politica, esistenziale, psicologica, analitica... Come ha dichiarato Castellucci stesso, "l’utilizzo di elementi semplici, consoni alla quotidianità di tutti, apre le porte alla libera interpretazione dello spettatore, che può incarnarli con il proprio vissuto". Non è la denuncia sociale, comunque, ciò su cui vuol portare l'attenzione il regista, né servire al pubblico una semplice provocazione. Nelle intenzioni, semmai, offrire "un uomo messo a nudo davanti ad altri uomini, i quali, a loro volta, sono messi a nudo da quell'uomo".
L'artista, come altri grandi prima di lui, si confronta con un'icona della storia dell'uomo, oltre che delle religioni. Del resto il suo lavoro già in passato ha richiamato tematiche spirituali, e così proseguirà. "Sul concetto di Volto nel figlio di Dio" è infatti parte di un’opera più ampia, "J. (di Jesus)".
Abbiamo incontrato Castellucci a Cesena, nell'ambito del festival Màntica - Esercizi di voce umana, svoltosi al Teatro Comandini dal 16 al 28 novembre scorso. Oltre a presentare il suo ultimo lavoro, è stato anche impegnato in un laboratorio di due giorni ispirato agli esercizi spirituali di Ignazio di Loyola ed alla costruzione di uno spazio mentale a partire dal nulla.
http://www.klpteatro.it/romeo-castellucci-intervista
http://www.youtube.com/watch?v=P2KHuh9bulo&feature=related
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EDITORIALE: la protesta cattolica contro gli spettacoli blasfemi in Francia
(di Fabrizio Cannone) La stampa italiana “Repubblica”, “Corriere della Sera”, etc. e internazionale “Le Monde” da qualche settimana non fa che criticare e censurare duramente le legittime proteste scatenatesi a Parigi a causa dell’opera teatrale, blasfema e provocatoria, del “regista” italiano Romeo Castellucci.
L’opera, dal titolo Sul concetto di volto nel figlio di Dio, è stata rappresentata per qualche tempo al Théatre de la Ville di Parigi e ora si è sposata a Rennes, per fare in seguito, pare, il giro dei teatri francesi di maggior notorietà. Da subito numerosi (e pacifici) militanti cattolici, di varia estrazione e sensibilità, hanno reagito organizzando manifestazioni di protesta sia davanti al teatro che nei luoghi simbolici della capitale francese.
L’idea di mettere sullo sfondo di un’opera teatrale una gigantografia di Gesù, come rappresentato da Antonello da Messina, potrebbe sembrare qualcosa di bello e di “spirituale”, ma la pièce non tratta direttamente di temi religiosi e descrive il rapporto morboso e ambiguo tra un padre incontinente e l’unico figlio, costretto a svolgere mansioni di infermiere e di domestico.
La fine dell’opera, in un crescendo di non-senso tipico dell’arte moderna, mostra dei bambini che, inopinatamente, lanciano contro il Sacro Volto che giganteggia alle loro spalle, escrementi, liquami vari ed ogni infame sostanza, offendendo evidentemente, oltre allo spirito cristiano, anche il senso naturale di decoro e la stessa dignità della vera arte.
Alcuni ambienti cattolici francesi hanno realizzato fin da subito dei reportage sull’opera (cfr. “Présent”, “Avenir de la Culture”, etc.) dimostrando in modo chiaro il significato non solo meramente blasfemo e dunque offensivo della pièce, ma anche il suo carattere gnostico e “satanico”, consistente nell’attribuire a Dio il male presente nel mondo.
Sul quotidiano “La Repubblica” (1 novembre 2011) tre pagine sono state dedicate alla querelle, distorcendo completamente la realtà dei fatti e trasformando i manifestanti cristiani in violenti integralisti o addirittura in “crociati” (p. 30).
Davanti a queste forme “culturali” di anti-cristianesimo, o di “cristianofobia”, che dovrebbero fare i cattolici (e tutte le persone di buon senso e di retti costumi)? Starsene passivi a casa? Arrivare a giustificare la pubblica offesa a Cristo, come ha tentato di fare il quotidiano francese di ispirazione cattolica “La Croix”?
Certamente se il laicismo aggressivo, di cui il Papa parla spesso in termini di “dittatura del relativismo”, non sarà combattuto e bilanciato da manifestazioni di questo tipo, esso diverrà sempre più arrogante e violento, perseguitando la Chiesa, i cattolici e tutti i credenti.
Non può non destare meraviglia inoltre che un noto sociologo come Massimo Introvigne, ufficialmente impegnato in sede europea a denunciare le manifestazioni di intolleranza verso i cristiani, assuma una posizione intermedia tra i cattolici indignati e gli anticlericali laicisti (cfr. “Bussolaonline”, 5 novembre 2011).
Se da un lato egli minimizza la gravità dell’opera teatrale, quasi che lanciare escrementi sul Volto di Cristo non costituisca oltraggio e discriminazione anti-cristiana, dall’altro censura i manifestanti, i quali sarebbero marginali nella Chiesa e nella società, e avrebbero posizioni non sempre condivisibili.
Oggi, in realtà, sono tutti i cattolici, in Europa, e non solo i più intransigenti, a subire una feroce emarginazione da parte del potere laico egemone Ciò accadrà sempre più se mancheranno le proteste davanti agli attacchi continui fatti alla Chiesa, al Papa e alla fede cristiana. (Fabrizio Cannone)
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Questa voce è stata pubblicata in 1215, Corrispondenza romana,
(di Fabrizio Cannone) La stampa italiana “Repubblica”, “Corriere della Sera”, etc. e internazionale “Le Monde” da qualche settimana non fa che criticare e censurare duramente le legittime proteste scatenatesi a Parigi a causa dell’opera teatrale, blasfema e provocatoria, del “regista” italiano Romeo Castellucci.
L’opera, dal titolo Sul concetto di volto nel figlio di Dio, è stata rappresentata per qualche tempo al Théatre de la Ville di Parigi e ora si è sposata a Rennes, per fare in seguito, pare, il giro dei teatri francesi di maggior notorietà. Da subito numerosi (e pacifici) militanti cattolici, di varia estrazione e sensibilità, hanno reagito organizzando manifestazioni di protesta sia davanti al teatro che nei luoghi simbolici della capitale francese.
L’idea di mettere sullo sfondo di un’opera teatrale una gigantografia di Gesù, come rappresentato da Antonello da Messina, potrebbe sembrare qualcosa di bello e di “spirituale”, ma la pièce non tratta direttamente di temi religiosi e descrive il rapporto morboso e ambiguo tra un padre incontinente e l’unico figlio, costretto a svolgere mansioni di infermiere e di domestico.
La fine dell’opera, in un crescendo di non-senso tipico dell’arte moderna, mostra dei bambini che, inopinatamente, lanciano contro il Sacro Volto che giganteggia alle loro spalle, escrementi, liquami vari ed ogni infame sostanza, offendendo evidentemente, oltre allo spirito cristiano, anche il senso naturale di decoro e la stessa dignità della vera arte.
Alcuni ambienti cattolici francesi hanno realizzato fin da subito dei reportage sull’opera (cfr. “Présent”, “Avenir de la Culture”, etc.) dimostrando in modo chiaro il significato non solo meramente blasfemo e dunque offensivo della pièce, ma anche il suo carattere gnostico e “satanico”, consistente nell’attribuire a Dio il male presente nel mondo.
Sul quotidiano “La Repubblica” (1 novembre 2011) tre pagine sono state dedicate alla querelle, distorcendo completamente la realtà dei fatti e trasformando i manifestanti cristiani in violenti integralisti o addirittura in “crociati” (p. 30).
Davanti a queste forme “culturali” di anti-cristianesimo, o di “cristianofobia”, che dovrebbero fare i cattolici (e tutte le persone di buon senso e di retti costumi)? Starsene passivi a casa? Arrivare a giustificare la pubblica offesa a Cristo, come ha tentato di fare il quotidiano francese di ispirazione cattolica “La Croix”?
Certamente se il laicismo aggressivo, di cui il Papa parla spesso in termini di “dittatura del relativismo”, non sarà combattuto e bilanciato da manifestazioni di questo tipo, esso diverrà sempre più arrogante e violento, perseguitando la Chiesa, i cattolici e tutti i credenti.
Non può non destare meraviglia inoltre che un noto sociologo come Massimo Introvigne, ufficialmente impegnato in sede europea a denunciare le manifestazioni di intolleranza verso i cristiani, assuma una posizione intermedia tra i cattolici indignati e gli anticlericali laicisti (cfr. “Bussolaonline”, 5 novembre 2011).
Se da un lato egli minimizza la gravità dell’opera teatrale, quasi che lanciare escrementi sul Volto di Cristo non costituisca oltraggio e discriminazione anti-cristiana, dall’altro censura i manifestanti, i quali sarebbero marginali nella Chiesa e nella società, e avrebbero posizioni non sempre condivisibili.
Oggi, in realtà, sono tutti i cattolici, in Europa, e non solo i più intransigenti, a subire una feroce emarginazione da parte del potere laico egemone Ciò accadrà sempre più se mancheranno le proteste davanti agli attacchi continui fatti alla Chiesa, al Papa e alla fede cristiana. (Fabrizio Cannone)
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GOLGOTA PICNIC: MANIFESTAZIONE DEL DEMONIO-ALTRA BLASFEMIA DALLA FRANCIA
GOLGOTA PICNIC: MANIFESTAZIONE DEL DEMONIO-ALTRA BLASFEMIA DALLA FRANCIA
(In foto un fotogramma dell'abominio) Come non fosse bastato il primo caso di opera blasfema, Parigi torna alla ribalta e questa volta, a differenza del passato, quando furono solo i tradizionalisti a protestare, ci pensa anche la Chiesa di Roma. Il giorno 8 Dicembre, Immacolata Concezione, a Parigi esordirà uno spettacolo chiamato Golgota Picnic, nel quale ci si fa beffe della Crocifissione, si mandano scene di nudo e sesso integrali e si dileggia la Madonna. Insomma, una vera blasfemia innanzi alla quale prima di ogni altra cosa bisogna pregare. Quando circolano depravazioni del genere, si tratta evidentemente, di manifestazioni del Demonio. Soltanto Satana può trovare l'astuzia di tentare la curiosità della gente davanti ad opere che mettono in ridicolo Cristo. Questa iniziativa nefasta arriva dalla Francia ormai specializzata in esibizioni contrarie alla fede. Ci permettiamo di affermare che la laicità e la satira sono cose ben diverse dal dileggio ...
... volgare e truculento.
Essere laici significa rimanere sulla proprie posizioni, ma senza offendere quelle di chi crede, altrimenti si varca il confine della sopraffazione.
Burlarsi dei simboli religiosi, per altro, è opera di maleducazione e insensibilità, secondo la logica cristiana: non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te.
Siamo dell'opinione che se qualcuno, neppure cattolico, avesse mandato in scena uno spettacolo irridente dell'Islam o della shoah, si sarebbero verificate proteste a non finire e cumuli di denunce ed azioni violente.
Solo sui valori cattolici, vista la mitezza - e aggiungiamo noi il colpevole lassismo della autorità vaticane che sembrano aver dimenticato che esiste anche la scomunica - è possibile ed anzi riesce meritorio, infierire.
Trascuriamo il "particolare"che questa porcheria esordirà nella festa dell'Immacolata, ennesimo schiaffo ai cattolici.
Bruno Volpe
http://www.pontifex.roma.it/index.php/editoriale/esteri/9641-altra-blasfemia-dalla-francia-golgota-picnic-manifestazione-del-demonio
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Parigi: disordini e contestazione per “Golgota Picnic”
Parigi. Alta tensione ieri sera per la prima parigina di “Golgota Picnic” dello spagnolo Rodrigo Garcia al Theatre du Rond Point, a pochi passi dall’Eliseo e dagli Champs-Elysees: ronde di cani poliziotto, scanner, almeno una cinquantina di camionette blindate e perimetro di sicurezza attorno al teatro, agenti antisommossa ovunque, persino in sala e nelle metropolitane vicine per contrastare le proteste di alcuni gruppi di cattolici integralisti che considerano lo show blasfemo. Nello stesso momento, alla cattedrale di Notre Dame l’arcivescovo di Parigi, Andrè Vingt-Trois, celebrava una «veglia di preghiera» contro la piece, una risposta «spirituale» a uno spettacolo che «insulta Gesù Cristo» e che, tiene a precisare, non ha niente a che vedere con le violente reazioni dei cattolici dell’associazione Civitas che hanno manifestato scandendo preghiere in latino e creando disordini fuori dal teatro. Com’era già successo in precedenza per lo stesso spettacolo a Tolosa e per la piece dell’italiano Romeo Castellucci, “Sul concetto del volto nel Figlio di Dio” a Parigi. O ancora per la foto dell’americano Andreas Serrano, “Immersion Piss Christ” (un crocifisso immerso nell’urina) esposta in una galleria di Avignone durante l’estate. «Lo spettacolo di Garcia è diverso - osserva Vingt-Trois - Golgota Picnic induce a interpretazioni volgari».
Venerdì 09 dicembre 2011 00.15
http://www.unionesarda.it/Articoli/News/245626
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'GOLGOTA PICNIC' DI GARCIA:
È SCANDALO IN FRANCIA
Venerdì 18 Novembre 2011 - 13:51
PARIGI - Scandalo per il Golgota Picnic di Garcia. Un'altra piece teatrale suscita, in Francia, le proteste del mondo cattolico.
Dopo 'Sul concetto del volto nel Figlio di Dio' dell'italiano Romeo Castellucci, a fare scandalo è Rodrigo Garcia, con il suo 'Golgota Picnic': tra le scene incriminate, quella della distribuzione degli hamburger al posto della moltiplicazione dei pani.
La piece è in programma da domani al teatro Garonne di Tolosa, ma monsignor Le Gall, arcivescovo della città, ha espresso la sua disapprovazione in una lettera al sindaco: «è uno spettacolo che offende gravemente la fede cristiana. Condivido l'indignazione espressa da molte persone e la sofferenza dei cristiani che vedono insultare la loro fede».
Si terrà addirittura una manifestazione, giovedì nelle strade della città su appello di Civitas, la stessa associazione che a Parigi ha sabotato per settimane la piece teatrale di Castellucci. Ogni sera, a Parigi, decine di giovani hanno disturbato la regolare rappresentazione della piece, con lanci di uova e distribuzione di volantini. Dopo Tolosa, la piece di Garcia sarà in programma da dicembre al Theatre du Rond-Point, a Parigi.
http://www.leggo.it/articolo.php?id=149106
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Parigi: in scena "Golgota picnic", opera "blasfema". Disordini alla prima
9 dicembre 2011 | 00:11
PARIGI, 08 DIC – Alta tensione questa sera per la prima parigina di 'Golgota Picnic' dello spagnolo Rodrigo Garcia al Theatre du Rond Point, a pochi passi dall'Eliseo e dagli Champs-Elysees: ronde di cani poliziotto, scanner, almeno una cinquantina di camionette blindate e perimetro di sicurezza attorno al teatro, agenti antisommossa ovunque, persino in sala e nelle metropolitane vicine per contrastare le proteste di alcuni gruppi di cattolici integralisti che considerano lo show blasfemo.
Nello stesso momento, alla cattedrale di Notre Dame l'arcivescovo di Parigi, Andre' Vingt-Trois, celebrava una ''veglia di preghiera'' contro la piece, una risposta ''spirituale'' a uno spettacolo che ''insulta Gesu' Cristo'' e che, tiene a precisare, non ha niente a che vedere con le violente reazioni dei cattolici dell'associazione Civitas che hanno manifestato scandendo preghiere in latino e creando disordini fuori dal teatro senza riuscire questa volta a infiltrarsi tra il pubblico e interrompere la rappresentazione. Com'era gia' successo in precedenza per lo stesso spettacolo a Tolosa e per la piece dell'italiano Romeo Castellucci, 'Sul concetto del volto nel Figlio di Dio' a Parigi. O ancora per la foto dell'americano Andreas Serrano, 'Immersion Piss Christ' (un crocifisso immerso nell'urina) esposta in una galleria di Avignone durante l'estate.
''Lo spettacolo di Garcia non e' sullo stesso piano di Piss Christ o dell'opera di Castellucci che non erano, a mio avviso, deliberatamente offensive – osserva Vingt-Trois – Golgota Picnic e' una caricatura della persona di Cristo e della sua Passione e induce a interpretazioni volgari''. La messa di Notre Dame, continua l'arcivescovo, ''non e' solo l'espressione del nostro disaccordo e della nostra tristezza ma anche dell'amore verso il Cristo''. Il programma prevedeva una riflessione sulla passione di Cristo e la venerazione della reliquia della santa corona di spine, che e' conservata nella cattedrale, in riferimento appunto al 'Golgota', il luogo, appena fuori Gerusalemme su cui, secondo la narrazione dei vangeli, sali' Gesu' per esservi crocifisso. Golgota Picnic e' una rivisitazione provocatoria e trash delle Sacre Scritture e presenta l'iconografia cristiana come un'immagine di ''terrore e barbarie''. Nello spettacolo Gesu' non moltiplica piu' i pani ma gli hamburger che finiranno ingurgitati, sputati e vomitati dagli attori; viene crocifisso per terra mentre un pianista nudo (Marino Formenti) interpreta le 'Ultime sette parole di Cristo sulla croce' di Haydn.
''Tutto nasce da una riflessione sul cattolicesimo e sulla paura che crea – spiega Garcia, 47 anni -: paura del peccato, paura dell'inferno, paura della legge divina che si traduce nelle immagini terribili della crocifissione di Gesu'''. E ancora: ''Abbiamo il diritto di far crescere i bambini nella paura?'', si chiede il regista che a 16 anni, dopo aver letto il filosofo Arthur Schopenhauer si e' reso conto di non credere piu' in Dio. La Bibbia e' per lui ''l'immaginario, la bellezza del linguaggio, l'utopia, l'estrema violenza. E soprattutto l'ingiustizia. Ogni dottrina e' da condannare perche' si ostina a volerci salvare''.
Per Jean-Michel Ribes, il direttore del Theatre du Rond Point, dove la piece restera' in cartellone fino al 17 dicembre, ''il teatro e' un luogo di creazione e di liberta' d'espressione''. E Garcia lascia un messaggio sul palco: ''Mi vergogno a presentare un opera d'arte protetta da un dispositivo di sicurezza''.
9 dicembre 2011 | 00:11
http://www.blitzquotidiano.it/teatro/parigi-in-scena-golgota-picnic-opera-blasfema-disordini-alla-prima-1046859/
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VIDEO
http://www.francetv.fr/culturebox/golgota-picnic-decouvrez-le-spectacle-en-videos-71163
"Golgota picnic"
VIDEO PORNO
http://www.youtube.com/watch?v=rZbYQiX8qpg
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6 dicembre 2011
Francia: lettera di mons. Dominique Rey a Bernard Antony
S. E. Mons. Dominique Rey, vescovo di Tolone, ha appoggiato la protesta dei cattolici in Francia con una lettera indirizzata il 2 novembre a Bernard Antony, presidente dell’Agrif, associazione che ha iniziato una campagna di mobilitazione dell’opinione pubblica cattolica contro la pièce teatrale Golgota Picni, rappresentata in Francia in questi giorni, sulla medesima linea blasfema degli spettacoli di Remo Castellucci.
La lettera, di cui riportiamo il testo integrale, costituisce un autorevole incoraggiamento episcopale a tutti coloro che non esitano a manifestare la loro indignazione nei confronti dell’aggressione mediatica ai principi cristiani tuttora in corso in Europa.
Signor Presidente,
ha voluto sollecitarmi circa l’azione legale dell’associazione AGRIF, da lei presieduta, per chiedermi l’interdizione dello spettacolo di Rodrigo García intitolato Golgota Picnic e programmato dal 16 al 20 novembre 2011 presso il teatro della Garonna a Tolosa e dall’8 al 17 dicembre presso il Théâtre du Rond Point a Parigi.
Gli elementi raccolti nella citazione preparata dal suo avvocato corrispondono alle informazioni che circolano nei media da qualche settimana, provenienti in particolare dalla Spagna, riguardanti sia lo spettacolo stesso che le dichiarazioni del suo autore, García.
Da quando è stata resa nota la programmazione dello spettacolo, molti cristiani della mia diocesi e di altre zone della Francia mi hanno espresso la profonda pena, incomprensione, esasperazione e talvolta collera di fronte a una notizia che oltraggia il cuore della nostra fede cristiana e della religione cattolica. L’identità di ogni fedele cattolico è, infatti, costituita dalla persona stessa di Cristo e dal suo sacrificio sulla Croce, al Golgota, dove Egli ci ha riscattati dai nostri peccati e aperto, nel suo sangue, la via della riconciliazione con Dio. Minacciare la persona di Cristo in Croce significa altresì minacciare la religione cristiana nel suo insieme, ma anche insultare gravemente e nel più intimo della sua coscienza e del suo cuore ogni fedele.
In questo caso dare a Cristo in Croce del «pazzo», «piromane», «messia dell’aids» e «porco diavolo», paragonarlo a un terrorista, comparare la moltiplicazione dei pani che annuncia il dono rinnovato di Lui stesso nell’Eucaristia, in ogni Messa e in ogni comunione e la Crocifissione mediante la quale Egli ci salva a rappresentazioni che rinchiudono gli uomini nella crudeltà, tutto questo supera di molto la misura di ciò che un cristiano può ascoltare senza sentirsi fortemente aggredito su ciò che ha di più caro e di più intimo. Il progetto di García di provare che la vita di Cristo ha creato un’iconografia del terrore si oppone nettamente alla fede di tutti quelli che vedono nel sacrificio di Cristo sulla Croce la fonte di ogni pace e riconciliazione.
Un tale spettacolo non può che ferire violentemente le coscienze cristiane come quelle di tutti gli uomini di buona volontà legati al rispetto reciproco degli uni per gli altri. Spero vivamente che il successo delle sue azioni permetterà a tutti quelli che hanno già espresso il loro sgomento e la loro rivolta di comprendere che la società nella quale viviamo li protegge nell’identità, nella coscienza e nella volontà di dialogare nella pace, senza offesa né violenza, insieme a quanti non condividono la loro fede o che si pongono legittimamente domande su Cristo e sulla Chiesa. Le assicuro, signor Presidente, la mia preghiera fedele e il mio sostegno alla sua azione fiduciosa nella giustizia del nostro Paese.
http://www.corrispondenzaromana.it/il-vescovo-di-tolone-incoraggia-la-protesta-antiblasfema-dei-cattolici/
INDIA - Film blasfemo su Gesù Cristo: arrestati regista e produttore
ASIA/INDIA - Film blasfemo su Gesù Cristo: arrestati regista e produttore, i Vescovi ne chiedono il ritiro
2011-12-05
Mumbai (Agenzia Fides) – Tre persone sono state arrestate a Mumbai perché responsabili di un film blasfemo contro Gesù Cristo. Dopo giorni di proteste delle organizzazioni cristiane come il “Catholic Secular Forum” (CSF), Ejaz Ahmed (regista), Washim Sheikh (produttore di Bollywood) e KA Jauhar (pubblicitario), sono finiti in carcere per il film “Who’s there”. Le accuse vanno da “ferire i sentimenti religiosi”, “intento malizioso”, “insulto alle credenze religiose”, oltre che violazione delle regole cinematografiche. Gruppi e associazioni cristiane chiedono pene severe per gli imputati, che oggi potranno uscire dal carcere su cauzione, fissata da un Tribunale di Mumbai.
Come riferisce all’Agenzia Fides Joseph Dias, Segretario Generale del CSF, la condanna non dovrebbe essere difficile in quanto, come confermato dal Central Board of Film Certification (CBFC), il manifesto pubblicitario del film viola l’art. 38 del regolamento cinematografico. Il manifesto raffigura Gesù in croce, pugnalato da un uomo, con in calce la scritta “Questa volta il male vincerà”. La pubblicità e il trailer del film dicono poi “Aspettatevi verità inaspettate”, oppure “Vi diremo chi è veramente Gesù Cristo”, mentre altre immagini mostrano la Croce di Gesù a testa in giù, colpita da pugnali.
“E’ un film che offende la fede e i sentimenti dei cristiani e contribuisce a diffondere l’odio verso i cristiani” spiega a Fides p. Babu Joseph, portavoce della Conferenza Episcopale dell’India. “Abbiamo chiesto che venga ritirato dalle sale. Vi sono in India troppe forze che intendono creare turbative sociali, agendo sul fattore religioso. La fede cristiana è spesso raccontata in modo falso e sbagliato, per screditarla e fomentare l’odio. Non è chiaro chi ci sia dietro il film in questione, ma vediamo che elementi e forze estremisti indù sono disseminati nella società e nei mass media. I cristiani vedono le religione come fattore di pace. Condanniamo ogni atto blasfemo, contro ogni religione”. I Gesuiti di Ranchi (nello stato di Jharkhans) notano a Fides che “questa è la peggiore rappresentazione possibile del cristianesimo”. “Non solo è un film altamente provocatorio e blasfemo – notano i religiosi – ma darà anche una cattiva immagine dell’India nella comunità internazionale”, solo in nome del profitto.
Intanto il CSF ha avviato un petizione che include già oltre 2.000 firme di vescovi, parroci, sacerdoti, attivisti, capi delle Ong, che mostrano solidarietà e chiedono il ritiro del film. (PA)
Agenzia Fides 5/12/2011
http://www.fides.org/aree/news/newsdet.php?idnews=37899&lan=ita
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5/12/2011 - L'azione della polizia giunge al termine di quasi un mese di mobilitazione di gruppi cristiani e dell'episcopato che hanno protestato per il poster del film e per i suoi contenuti anti-cristiani e hanno presentato una denuncia presso la Commissione per la censura indiana.
Film anticristiano in India
La polizia indiana di Mumbai ha arrestato nelle ultime ore il regista Ejaz Ahmed, il produttore Washim Sheikh, e l'agente della pubblicità KA Jauhar, del film in hindi 'Whòs therè il cui poster mostra un Cristo sulla croce pugnalato da un uomo
VATICANISTA DE LA STAMPA
I vescovi dell'India hanno chiesto il ritiro dalle sale del film «Whòs there», pubblicizzato da un manifesto che raffigura Gesù in croce, pugnalato da un uomo, con in calce la scritta «Questa volta il male vincerà». La pubblicità e il trailer del film, sottolinea l'agenzia vaticana Fides, promettono «verità inaspettate» su «chi è veramente Gesù Cristo», mentre altre immagini mostrano la Croce di Gesù a testa in giù, colpita da pugnali. «È un film che offende la fede e i sentimenti dei cristiani e contribuisce a diffondere l'odio verso i cristiani», spiega all'agenzia vaticana, padre Babu Joseph, portavoce della Conferenza Episcopale dell'India. «Abbiamo chiesto - chiarisce il religioso - che venga ritirato dalle sale. Vi sono in India troppe forze che intendono creare turbative sociali, agendo sul fattore religioso». Secondo padre Babu, in India «la fede cristiana è spesso raccontata in modo falso e sbagliato, per screditarla e fomentare l'odio». Ed anche se «non è chiaro chi ci sia dietro il film in questione», risulta evidente che «elementi e forze estremisti indù sono disseminati nella società e nei mass media». Secondo i gesuiti di Ranchi (nello Stato di Jharkhans), «questa è la peggiore rappresentazione possibile del cristianesimo». «Non solo è un film altamente provocatorio e blasfemo - notano i religiosi - ma darà anche una cattiva immagine dell'India nella comunità internazionale», solo in nome del profitto. L'agenzia vaticana riferisce anche il fermo da parte della polizia di Ejaz Ahmed (regista), Washim Sheikh (produttore di Bollywood) e KA Jauhar (pubblicitario) e sottolinea che una petizione contro il film ha già raccolto oltre 2.000 firme di vescovi, parroci, sacerdoti, volontari e capi delle Ong.
http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=242&ID_articolo=5244&ID_sezione=524
Johnny Depp canta di Gesù ubriaco, i cristiani s'infuriano
Johnny Depp canta di Gesù ubriaco, i cristiani s'infuriano
La canzone, incisa con la band Babybird, è considerata blasfema
Francesca Berardi
America24, 07 dicembre 2011, 10:46
Proprio in tempo per il Natale è uscita una nuova canzone con protagonista Gesù, incisa da Johnny Depp in collaborazione con la band britannica Babybird. Ma questa volta non si canta di prediche, nè di miracoli. “Jesus Stag Night Club”, così si intitola il singolo, narra la storia di Gesù Cristo ubriaco, alla guida di macchine rubate, durante una notte brava che porta alla sua morte. E la comunità cristiana insorge.
"Un giorno, Johnny Depp e i suoi amici, affronteranno il giudizio del nostro Signore e bruceranno all'inferno per questa oscenità", ha commentato Lee Douglas, portavoce del gruppo religioso americano The Christian Coalition. "Sono sicuro che crede di essere molto divertente, ma è semplicemente una disgrazia", ha aggiunto.
La canzone, inclusa nell'album "The pleasure of self distruction" (Il piacere dell'autodistuzione), parla di un gruppo di ragazzi che si uniscono a un uomo che somiglia a Gesù per una notte sregolata, tra night club e bravate. Alla fine l'uomo giace morto per terra, e si scopre essere il figlio di Dio in persona.
Bruce Witkin, proprietario della casa discografica Unison Records, che ha prodotto l'album dei Babybird, ha commentato dicendo che: "Gli estremisti e i media stanno costruendo un caso sulla base di niente, Stephen Jones (autore della canzone) è un artista, un poeta, e si esprime in modi diversi". La polemica contro la reazione di alcuni gruppi religiosi infuria anche su Facebook, e sulla pagina ufficiale del gruppo musicale, tra i vari commenti si legge: "Non giudicate, per non essere giudicati: Matteo, capitolo 7, verso 1".
http://america24.com/news/johnny-depp-canta-di-ges-ubriaco-i-cristiani-si-infuriano
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