ARTICOLI CHE PARLANO DI OPERE CONTRO LA FEDE CRISTIANA E ARTICOLI CHE DIFENDONO LA FEDE CRISTIANA.

sabato 10 dicembre 2011

Sul concetto di spiritualità. Klp intervista Romeo Castellucci

Sul concetto di spiritualità. Klp intervista Romeo Castellucci Lunedì 03 Gennaio 2011 10:03 Francesca Leoni Una scena completamente bianca e asettica: un appartamento moderno e minimalista (anche se l'eccesso di bianco richiama un ospedale); a destra un letto e a sinistra un salotto. Un signore anziano, avvolto in un accappatoio sempre rigorosamente bianco, guarda impassibile la tv. Entra il figlio, forse un single in carriera, che si ritrova a dover accudire il padre. Il tutto sembrerebbe il ritratto di una realtà quotidiana, se dietro non aleggiasse la figura del Cristo dipinto da Antonello da Messina, sfondo scenico, immagine scelta soprattutto per il suo sguardo frontale. La figura sembra fissare il pubblico, interrogandolo su cosa accadrà. Uno sguardo, quello del Salvator Mundi (la cui tela originale è custodita alla National Gallery di Londra) che diventerà "una sorta di luce che illumina una serie di azioni umane, buone, cattive, schifose o innocenti". Il quadro di apparente normalità, dove un figlio controlla le medicine del padre prima di uscire, cambia quando il padre inizia ad avere un attacco irrefrenabile di dissenteria. Inizia così un calvario per entrambi, con il figlio che tenta di ripulire lo sporco lasciato dal padre e con quest'ultimo umiliato dalla situazione. L'impatto, oltre ad essere visivo, diventa anche olfattivo. Il pubblico non tarda a sentire l'odore degli escrementi, che lasciano macchie e tracce ovunque nonostante il tentativo del figlio di ripulire tutto, facendo attenzione a non sporcarsi la cravatta e gli abiti da lavoro. Le reazioni degli spettatori sono diverse, da chi si copre il naso con qualche indumento a chi non riesce a trattenere il sorriso, ma sono davvero in pochi a rimanere indifferenti. In questo crudele girotondo vitale si ha la percezione di partecipare ad un momento di vita vera, nella sua crudeltà e debolezza, nel disagio e malessere profondo che vi sono rappresentati. Poi il figlio esce di scena e il padre, sdraiato sul letto bianco, si cosparge letteralmente del liquido marrone. In altre versioni era lo stesso Romeo Castellucci, mente e regia di quest'ultimo conturbante lavoro, a salire sul palco versando il liquido sul vecchio e assumendo, secondo alcune interpretazioni, il ruolo del figlio. Da qui in avanti, dopo l'uscita di scena degli attori (Sergio Scarlatella e Gianni Plazzi, presenze storiche del teatro della Socìetas Raffaello Sanzio), lo spettacolo prende un'altra direzione, calcando l'atmosfera surreale grazie anche alle musiche di Scott Gibbons. Il volto di Cristo, che fino ad allora aveva solo osservato, inizia a colare liquido marrone come fosse sangue, e ad autodistruggersi, per poi lasciar spazio alla scritta "You're not my sheperd" ("Non sei il mio pastore"). L’umiliazione della quotidianità, assunta dal figlio di Dio, viene in questo modo riscattata? Non è di certo l'unica domanda che i cinquanta minuti di spettacolo pongono. Molteplici le interpretazioni: politica, esistenziale, psicologica, analitica... Come ha dichiarato Castellucci stesso, "l’utilizzo di elementi semplici, consoni alla quotidianità di tutti, apre le porte alla libera interpretazione dello spettatore, che può incarnarli con il proprio vissuto". Non è la denuncia sociale, comunque, ciò su cui vuol portare l'attenzione il regista, né servire al pubblico una semplice provocazione. Nelle intenzioni, semmai, offrire "un uomo messo a nudo davanti ad altri uomini, i quali, a loro volta, sono messi a nudo da quell'uomo". L'artista, come altri grandi prima di lui, si confronta con un'icona della storia dell'uomo, oltre che delle religioni. Del resto il suo lavoro già in passato ha richiamato tematiche spirituali, e così proseguirà. "Sul concetto di Volto nel figlio di Dio" è infatti parte di un’opera più ampia, "J. (di Jesus)". Abbiamo incontrato Castellucci a Cesena, nell'ambito del festival Màntica - Esercizi di voce umana, svoltosi al Teatro Comandini dal 16 al 28 novembre scorso. Oltre a presentare il suo ultimo lavoro, è stato anche impegnato in un laboratorio di due giorni ispirato agli esercizi spirituali di Ignazio di Loyola ed alla costruzione di uno spazio mentale a partire dal nulla. http://www.klpteatro.it/romeo-castellucci-intervista http://www.youtube.com/watch?v=P2KHuh9bulo&feature=related ------------------------------------------------------- EDITORIALE: la protesta cattolica contro gli spettacoli blasfemi in Francia (di Fabrizio Cannone) La stampa italiana “Repubblica”, “Corriere della Sera”, etc. e internazionale “Le Monde” da qualche settimana non fa che criticare e censurare duramente le legittime proteste scatenatesi a Parigi a causa dell’opera teatrale, blasfema e provocatoria, del “regista” italiano Romeo Castellucci. L’opera, dal titolo Sul concetto di volto nel figlio di Dio, è stata rappresentata per qualche tempo al Théatre de la Ville di Parigi e ora si è sposata a Rennes, per fare in seguito, pare, il giro dei teatri francesi di maggior notorietà. Da subito numerosi (e pacifici) militanti cattolici, di varia estrazione e sensibilità, hanno reagito organizzando manifestazioni di protesta sia davanti al teatro che nei luoghi simbolici della capitale francese. L’idea di mettere sullo sfondo di un’opera teatrale una gigantografia di Gesù, come rappresentato da Antonello da Messina, potrebbe sembrare qualcosa di bello e di “spirituale”, ma la pièce non tratta direttamente di temi religiosi e descrive il rapporto morboso e ambiguo tra un padre incontinente e l’unico figlio, costretto a svolgere mansioni di infermiere e di domestico. La fine dell’opera, in un crescendo di non-senso tipico dell’arte moderna, mostra dei bambini che, inopinatamente, lanciano contro il Sacro Volto che giganteggia alle loro spalle, escrementi, liquami vari ed ogni infame sostanza, offendendo evidentemente, oltre allo spirito cristiano, anche il senso naturale di decoro e la stessa dignità della vera arte. Alcuni ambienti cattolici francesi hanno realizzato fin da subito dei reportage sull’opera (cfr. “Présent”, “Avenir de la Culture”, etc.) dimostrando in modo chiaro il significato non solo meramente blasfemo e dunque offensivo della pièce, ma anche il suo carattere gnostico e “satanico”, consistente nell’attribuire a Dio il male presente nel mondo. Sul quotidiano “La Repubblica” (1 novembre 2011) tre pagine sono state dedicate alla querelle, distorcendo completamente la realtà dei fatti e trasformando i manifestanti cristiani in violenti integralisti o addirittura in “crociati” (p. 30). Davanti a queste forme “culturali” di anti-cristianesimo, o di “cristianofobia”, che dovrebbero fare i cattolici (e tutte le persone di buon senso e di retti costumi)? Starsene passivi a casa? Arrivare a giustificare la pubblica offesa a Cristo, come ha tentato di fare il quotidiano francese di ispirazione cattolica “La Croix”? Certamente se il laicismo aggressivo, di cui il Papa parla spesso in termini di “dittatura del relativismo”, non sarà combattuto e bilanciato da manifestazioni di questo tipo, esso diverrà sempre più arrogante e violento, perseguitando la Chiesa, i cattolici e tutti i credenti. Non può non destare meraviglia inoltre che un noto sociologo come Massimo Introvigne, ufficialmente impegnato in sede europea a denunciare le manifestazioni di intolleranza verso i cristiani, assuma una posizione intermedia tra i cattolici indignati e gli anticlericali laicisti (cfr. “Bussolaonline”, 5 novembre 2011). Se da un lato egli minimizza la gravità dell’opera teatrale, quasi che lanciare escrementi sul Volto di Cristo non costituisca oltraggio e discriminazione anti-cristiana, dall’altro censura i manifestanti, i quali sarebbero marginali nella Chiesa e nella società, e avrebbero posizioni non sempre condivisibili. Oggi, in realtà, sono tutti i cattolici, in Europa, e non solo i più intransigenti, a subire una feroce emarginazione da parte del potere laico egemone Ciò accadrà sempre più se mancheranno le proteste davanti agli attacchi continui fatti alla Chiesa, al Papa e alla fede cristiana. (Fabrizio Cannone) Articoli Correlati: Proteste cattoliche in Francia contro uno spettacolo blasfemo OLTRAGGI BLASFEMI: di nuovo un attacco a Gesù in scena ad Avignone Artisti blasfemi, ovvero artisti senza idee CINA: Pechino ammette la protesta dei monaci tibetani COMUNISMO: massiccia protesta in Colombia contro le FARC Sorpasso islamico in Francia EDITORIALE: cercasi urgentemente vaccino contro i virus mediatici della fede OLTRAGGI BLASFEMI: proteste contro una mostra del Museo del Duomo di Vienna OLTRAGGI BLASFEMI: islamici profanano l’ostia consacrata CHIESA CATTOLICA: Chiesa e cattolicesimo in Francia CULTURA: rievocate anche in Francia le vittorie contro l’Islam OLTRAGGI BLASFEMI: la nuova pubblicità di Toscani OLTRAGGI BLASFEMI: scandalosi cartelloni pubblicitari in Toscana EDITORIALE: i “trenta denari” del Piss Christ ABORTO: la Francia si sveglia Questa voce è stata pubblicata in 1215, Corrispondenza romana, (di Fabrizio Cannone) La stampa italiana “Repubblica”, “Corriere della Sera”, etc. e internazionale “Le Monde” da qualche settimana non fa che criticare e censurare duramente le legittime proteste scatenatesi a Parigi a causa dell’opera teatrale, blasfema e provocatoria, del “regista” italiano Romeo Castellucci. L’opera, dal titolo Sul concetto di volto nel figlio di Dio, è stata rappresentata per qualche tempo al Théatre de la Ville di Parigi e ora si è sposata a Rennes, per fare in seguito, pare, il giro dei teatri francesi di maggior notorietà. Da subito numerosi (e pacifici) militanti cattolici, di varia estrazione e sensibilità, hanno reagito organizzando manifestazioni di protesta sia davanti al teatro che nei luoghi simbolici della capitale francese. L’idea di mettere sullo sfondo di un’opera teatrale una gigantografia di Gesù, come rappresentato da Antonello da Messina, potrebbe sembrare qualcosa di bello e di “spirituale”, ma la pièce non tratta direttamente di temi religiosi e descrive il rapporto morboso e ambiguo tra un padre incontinente e l’unico figlio, costretto a svolgere mansioni di infermiere e di domestico. La fine dell’opera, in un crescendo di non-senso tipico dell’arte moderna, mostra dei bambini che, inopinatamente, lanciano contro il Sacro Volto che giganteggia alle loro spalle, escrementi, liquami vari ed ogni infame sostanza, offendendo evidentemente, oltre allo spirito cristiano, anche il senso naturale di decoro e la stessa dignità della vera arte. Alcuni ambienti cattolici francesi hanno realizzato fin da subito dei reportage sull’opera (cfr. “Présent”, “Avenir de la Culture”, etc.) dimostrando in modo chiaro il significato non solo meramente blasfemo e dunque offensivo della pièce, ma anche il suo carattere gnostico e “satanico”, consistente nell’attribuire a Dio il male presente nel mondo. Sul quotidiano “La Repubblica” (1 novembre 2011) tre pagine sono state dedicate alla querelle, distorcendo completamente la realtà dei fatti e trasformando i manifestanti cristiani in violenti integralisti o addirittura in “crociati” (p. 30). Davanti a queste forme “culturali” di anti-cristianesimo, o di “cristianofobia”, che dovrebbero fare i cattolici (e tutte le persone di buon senso e di retti costumi)? Starsene passivi a casa? Arrivare a giustificare la pubblica offesa a Cristo, come ha tentato di fare il quotidiano francese di ispirazione cattolica “La Croix”? Certamente se il laicismo aggressivo, di cui il Papa parla spesso in termini di “dittatura del relativismo”, non sarà combattuto e bilanciato da manifestazioni di questo tipo, esso diverrà sempre più arrogante e violento, perseguitando la Chiesa, i cattolici e tutti i credenti. Non può non destare meraviglia inoltre che un noto sociologo come Massimo Introvigne, ufficialmente impegnato in sede europea a denunciare le manifestazioni di intolleranza verso i cristiani, assuma una posizione intermedia tra i cattolici indignati e gli anticlericali laicisti (cfr. “Bussolaonline”, 5 novembre 2011). Se da un lato egli minimizza la gravità dell’opera teatrale, quasi che lanciare escrementi sul Volto di Cristo non costituisca oltraggio e discriminazione anti-cristiana, dall’altro censura i manifestanti, i quali sarebbero marginali nella Chiesa e nella società, e avrebbero posizioni non sempre condivisibili. Oggi, in realtà, sono tutti i cattolici, in Europa, e non solo i più intransigenti, a subire una feroce emarginazione da parte del potere laico egemone Ciò accadrà sempre più se mancheranno le proteste davanti agli attacchi continui fatti alla Chiesa, al Papa e alla fede cristiana. (Fabrizio Cannone) Articoli Correlati: Proteste cattoliche in Francia contro uno spettacolo blasfemo OLTRAGGI BLASFEMI: di nuovo un attacco a Gesù in scena ad Avignone Artisti blasfemi, ovvero artisti senza idee CINA: Pechino ammette la protesta dei monaci tibetani COMUNISMO: massiccia protesta in Colombia contro le FARC Sorpasso islamico in Francia EDITORIALE: cercasi urgentemente vaccino contro i virus mediatici della fede OLTRAGGI BLASFEMI: proteste contro una mostra del Museo del Duomo di Vienna OLTRAGGI BLASFEMI: islamici profanano l’ostia consacrata CHIESA CATTOLICA: Chiesa e cattolicesimo in Francia CULTURA: rievocate anche in Francia le vittorie contro l’Islam OLTRAGGI BLASFEMI: la nuova pubblicità di Toscani OLTRAGGI BLASFEMI: scandalosi cartelloni pubblicitari in Toscana EDITORIALE: i “trenta denari” del Piss Christ ABORTO: la Francia si sveglia Questa voce è stata pubblicata in 1215, Corrispondenza romana, Editoriali, Oltraggi Blasfemi, Relativismo e contrassegnata con blasfemia, Francia, relativismo. 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GOLGOTA PICNIC: MANIFESTAZIONE DEL DEMONIO-ALTRA BLASFEMIA DALLA FRANCIA

GOLGOTA PICNIC: MANIFESTAZIONE DEL DEMONIO-ALTRA BLASFEMIA DALLA FRANCIA (In foto un fotogramma dell'abominio) Come non fosse bastato il primo caso di opera blasfema, Parigi torna alla ribalta e questa volta, a differenza del passato, quando furono solo i tradizionalisti a protestare, ci pensa anche la Chiesa di Roma. Il giorno 8 Dicembre, Immacolata Concezione, a Parigi esordirà uno spettacolo chiamato Golgota Picnic, nel quale ci si fa beffe della Crocifissione, si mandano scene di nudo e sesso integrali e si dileggia la Madonna. Insomma, una vera blasfemia innanzi alla quale prima di ogni altra cosa bisogna pregare. Quando circolano depravazioni del genere, si tratta evidentemente, di manifestazioni del Demonio. Soltanto Satana può trovare l'astuzia di tentare la curiosità della gente davanti ad opere che mettono in ridicolo Cristo. Questa iniziativa nefasta arriva dalla Francia ormai specializzata in esibizioni contrarie alla fede. Ci permettiamo di affermare che la laicità e la satira sono cose ben diverse dal dileggio ... ... volgare e truculento. Essere laici significa rimanere sulla proprie posizioni, ma senza offendere quelle di chi crede, altrimenti si varca il confine della sopraffazione. Burlarsi dei simboli religiosi, per altro, è opera di maleducazione e insensibilità, secondo la logica cristiana: non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te. Siamo dell'opinione che se qualcuno, neppure cattolico, avesse mandato in scena uno spettacolo irridente dell'Islam o della shoah, si sarebbero verificate proteste a non finire e cumuli di denunce ed azioni violente. Solo sui valori cattolici, vista la mitezza - e aggiungiamo noi il colpevole lassismo della autorità vaticane che sembrano aver dimenticato che esiste anche la scomunica - è possibile ed anzi riesce meritorio, infierire. Trascuriamo il "particolare"che questa porcheria esordirà nella festa dell'Immacolata, ennesimo schiaffo ai cattolici. Bruno Volpe http://www.pontifex.roma.it/index.php/editoriale/esteri/9641-altra-blasfemia-dalla-francia-golgota-picnic-manifestazione-del-demonio ------------------------------------------------------------------------------------------- Parigi: disordini e contestazione per “Golgota Picnic” Parigi. Alta tensione ieri sera per la prima parigina di “Golgota Picnic” dello spagnolo Rodrigo Garcia al Theatre du Rond Point, a pochi passi dall’Eliseo e dagli Champs-Elysees: ronde di cani poliziotto, scanner, almeno una cinquantina di camionette blindate e perimetro di sicurezza attorno al teatro, agenti antisommossa ovunque, persino in sala e nelle metropolitane vicine per contrastare le proteste di alcuni gruppi di cattolici integralisti che considerano lo show blasfemo. Nello stesso momento, alla cattedrale di Notre Dame l’arcivescovo di Parigi, Andrè Vingt-Trois, celebrava una «veglia di preghiera» contro la piece, una risposta «spirituale» a uno spettacolo che «insulta Gesù Cristo» e che, tiene a precisare, non ha niente a che vedere con le violente reazioni dei cattolici dell’associazione Civitas che hanno manifestato scandendo preghiere in latino e creando disordini fuori dal teatro. Com’era già successo in precedenza per lo stesso spettacolo a Tolosa e per la piece dell’italiano Romeo Castellucci, “Sul concetto del volto nel Figlio di Dio” a Parigi. O ancora per la foto dell’americano Andreas Serrano, “Immersion Piss Christ” (un crocifisso immerso nell’urina) esposta in una galleria di Avignone durante l’estate. «Lo spettacolo di Garcia è diverso - osserva Vingt-Trois - Golgota Picnic induce a interpretazioni volgari». Venerdì 09 dicembre 2011 00.15 http://www.unionesarda.it/Articoli/News/245626 -------------------------------------------------------------------------------- 'GOLGOTA PICNIC' DI GARCIA: È SCANDALO IN FRANCIA Venerdì 18 Novembre 2011 - 13:51 PARIGI - Scandalo per il Golgota Picnic di Garcia. Un'altra piece teatrale suscita, in Francia, le proteste del mondo cattolico. Dopo 'Sul concetto del volto nel Figlio di Dio' dell'italiano Romeo Castellucci, a fare scandalo è Rodrigo Garcia, con il suo 'Golgota Picnic': tra le scene incriminate, quella della distribuzione degli hamburger al posto della moltiplicazione dei pani. La piece è in programma da domani al teatro Garonne di Tolosa, ma monsignor Le Gall, arcivescovo della città, ha espresso la sua disapprovazione in una lettera al sindaco: «è uno spettacolo che offende gravemente la fede cristiana. Condivido l'indignazione espressa da molte persone e la sofferenza dei cristiani che vedono insultare la loro fede». Si terrà addirittura una manifestazione, giovedì nelle strade della città su appello di Civitas, la stessa associazione che a Parigi ha sabotato per settimane la piece teatrale di Castellucci. Ogni sera, a Parigi, decine di giovani hanno disturbato la regolare rappresentazione della piece, con lanci di uova e distribuzione di volantini. Dopo Tolosa, la piece di Garcia sarà in programma da dicembre al Theatre du Rond-Point, a Parigi. http://www.leggo.it/articolo.php?id=149106 -------------------------------------------------------------------------------------- Parigi: in scena "Golgota picnic", opera "blasfema". Disordini alla prima 9 dicembre 2011 | 00:11 PARIGI, 08 DIC – Alta tensione questa sera per la prima parigina di 'Golgota Picnic' dello spagnolo Rodrigo Garcia al Theatre du Rond Point, a pochi passi dall'Eliseo e dagli Champs-Elysees: ronde di cani poliziotto, scanner, almeno una cinquantina di camionette blindate e perimetro di sicurezza attorno al teatro, agenti antisommossa ovunque, persino in sala e nelle metropolitane vicine per contrastare le proteste di alcuni gruppi di cattolici integralisti che considerano lo show blasfemo. Nello stesso momento, alla cattedrale di Notre Dame l'arcivescovo di Parigi, Andre' Vingt-Trois, celebrava una ''veglia di preghiera'' contro la piece, una risposta ''spirituale'' a uno spettacolo che ''insulta Gesu' Cristo'' e che, tiene a precisare, non ha niente a che vedere con le violente reazioni dei cattolici dell'associazione Civitas che hanno manifestato scandendo preghiere in latino e creando disordini fuori dal teatro senza riuscire questa volta a infiltrarsi tra il pubblico e interrompere la rappresentazione. Com'era gia' successo in precedenza per lo stesso spettacolo a Tolosa e per la piece dell'italiano Romeo Castellucci, 'Sul concetto del volto nel Figlio di Dio' a Parigi. O ancora per la foto dell'americano Andreas Serrano, 'Immersion Piss Christ' (un crocifisso immerso nell'urina) esposta in una galleria di Avignone durante l'estate. ''Lo spettacolo di Garcia non e' sullo stesso piano di Piss Christ o dell'opera di Castellucci che non erano, a mio avviso, deliberatamente offensive – osserva Vingt-Trois – Golgota Picnic e' una caricatura della persona di Cristo e della sua Passione e induce a interpretazioni volgari''. La messa di Notre Dame, continua l'arcivescovo, ''non e' solo l'espressione del nostro disaccordo e della nostra tristezza ma anche dell'amore verso il Cristo''. Il programma prevedeva una riflessione sulla passione di Cristo e la venerazione della reliquia della santa corona di spine, che e' conservata nella cattedrale, in riferimento appunto al 'Golgota', il luogo, appena fuori Gerusalemme su cui, secondo la narrazione dei vangeli, sali' Gesu' per esservi crocifisso. Golgota Picnic e' una rivisitazione provocatoria e trash delle Sacre Scritture e presenta l'iconografia cristiana come un'immagine di ''terrore e barbarie''. Nello spettacolo Gesu' non moltiplica piu' i pani ma gli hamburger che finiranno ingurgitati, sputati e vomitati dagli attori; viene crocifisso per terra mentre un pianista nudo (Marino Formenti) interpreta le 'Ultime sette parole di Cristo sulla croce' di Haydn. ''Tutto nasce da una riflessione sul cattolicesimo e sulla paura che crea – spiega Garcia, 47 anni -: paura del peccato, paura dell'inferno, paura della legge divina che si traduce nelle immagini terribili della crocifissione di Gesu'''. E ancora: ''Abbiamo il diritto di far crescere i bambini nella paura?'', si chiede il regista che a 16 anni, dopo aver letto il filosofo Arthur Schopenhauer si e' reso conto di non credere piu' in Dio. La Bibbia e' per lui ''l'immaginario, la bellezza del linguaggio, l'utopia, l'estrema violenza. E soprattutto l'ingiustizia. Ogni dottrina e' da condannare perche' si ostina a volerci salvare''. Per Jean-Michel Ribes, il direttore del Theatre du Rond Point, dove la piece restera' in cartellone fino al 17 dicembre, ''il teatro e' un luogo di creazione e di liberta' d'espressione''. E Garcia lascia un messaggio sul palco: ''Mi vergogno a presentare un opera d'arte protetta da un dispositivo di sicurezza''. 9 dicembre 2011 | 00:11 http://www.blitzquotidiano.it/teatro/parigi-in-scena-golgota-picnic-opera-blasfema-disordini-alla-prima-1046859/ --------------------------------------------------------------------------------------------------------------- VIDEO http://www.francetv.fr/culturebox/golgota-picnic-decouvrez-le-spectacle-en-videos-71163 "Golgota picnic" VIDEO PORNO http://www.youtube.com/watch?v=rZbYQiX8qpg ------------------------------------ 6 dicembre 2011 Francia: lettera di mons. Dominique Rey a Bernard Antony S. E. Mons. Dominique Rey, vescovo di Tolone, ha appoggiato la protesta dei cattolici in Francia con una lettera indirizzata il 2 novembre a Bernard Antony, presidente dell’Agrif, associazione che ha iniziato una campagna di mobilitazione dell’opinione pubblica cattolica contro la pièce teatrale Golgota Picni, rappresentata in Francia in questi giorni, sulla medesima linea blasfema degli spettacoli di Remo Castellucci. La lettera, di cui riportiamo il testo integrale, costituisce un autorevole incoraggiamento episcopale a tutti coloro che non esitano a manifestare la loro indignazione nei confronti dell’aggressione mediatica ai principi cristiani tuttora in corso in Europa. Signor Presidente, ha voluto sollecitarmi circa l’azione legale dell’associazione AGRIF, da lei presieduta, per chiedermi l’interdizione dello spettacolo di Rodrigo García intitolato Golgota Picnic e programmato dal 16 al 20 novembre 2011 presso il teatro della Garonna a Tolosa e dall’8 al 17 dicembre presso il Théâtre du Rond Point a Parigi. Gli elementi raccolti nella citazione preparata dal suo avvocato corrispondono alle informazioni che circolano nei media da qualche settimana, provenienti in particolare dalla Spagna, riguardanti sia lo spettacolo stesso che le dichiarazioni del suo autore, García. Da quando è stata resa nota la programmazione dello spettacolo, molti cristiani della mia diocesi e di altre zone della Francia mi hanno espresso la profonda pena, incomprensione, esasperazione e talvolta collera di fronte a una notizia che oltraggia il cuore della nostra fede cristiana e della religione cattolica. L’identità di ogni fedele cattolico è, infatti, costituita dalla persona stessa di Cristo e dal suo sacrificio sulla Croce, al Golgota, dove Egli ci ha riscattati dai nostri peccati e aperto, nel suo sangue, la via della riconciliazione con Dio. Minacciare la persona di Cristo in Croce significa altresì minacciare la religione cristiana nel suo insieme, ma anche insultare gravemente e nel più intimo della sua coscienza e del suo cuore ogni fedele. In questo caso dare a Cristo in Croce del «pazzo», «piromane», «messia dell’aids» e «porco diavolo», paragonarlo a un terrorista, comparare la moltiplicazione dei pani che annuncia il dono rinnovato di Lui stesso nell’Eucaristia, in ogni Messa e in ogni comunione e la Crocifissione mediante la quale Egli ci salva a rappresentazioni che rinchiudono gli uomini nella crudeltà, tutto questo supera di molto la misura di ciò che un cristiano può ascoltare senza sentirsi fortemente aggredito su ciò che ha di più caro e di più intimo. Il progetto di García di provare che la vita di Cristo ha creato un’iconografia del terrore si oppone nettamente alla fede di tutti quelli che vedono nel sacrificio di Cristo sulla Croce la fonte di ogni pace e riconciliazione. Un tale spettacolo non può che ferire violentemente le coscienze cristiane come quelle di tutti gli uomini di buona volontà legati al rispetto reciproco degli uni per gli altri. Spero vivamente che il successo delle sue azioni permetterà a tutti quelli che hanno già espresso il loro sgomento e la loro rivolta di comprendere che la società nella quale viviamo li protegge nell’identità, nella coscienza e nella volontà di dialogare nella pace, senza offesa né violenza, insieme a quanti non condividono la loro fede o che si pongono legittimamente domande su Cristo e sulla Chiesa. Le assicuro, signor Presidente, la mia preghiera fedele e il mio sostegno alla sua azione fiduciosa nella giustizia del nostro Paese. http://www.corrispondenzaromana.it/il-vescovo-di-tolone-incoraggia-la-protesta-antiblasfema-dei-cattolici/

INDIA - Film blasfemo su Gesù Cristo: arrestati regista e produttore

ASIA/INDIA - Film blasfemo su Gesù Cristo: arrestati regista e produttore, i Vescovi ne chiedono il ritiro 2011-12-05 Mumbai (Agenzia Fides) – Tre persone sono state arrestate a Mumbai perché responsabili di un film blasfemo contro Gesù Cristo. Dopo giorni di proteste delle organizzazioni cristiane come il “Catholic Secular Forum” (CSF), Ejaz Ahmed (regista), Washim Sheikh (produttore di Bollywood) e KA Jauhar (pubblicitario), sono finiti in carcere per il film “Who’s there”. Le accuse vanno da “ferire i sentimenti religiosi”, “intento malizioso”, “insulto alle credenze religiose”, oltre che violazione delle regole cinematografiche. Gruppi e associazioni cristiane chiedono pene severe per gli imputati, che oggi potranno uscire dal carcere su cauzione, fissata da un Tribunale di Mumbai. Come riferisce all’Agenzia Fides Joseph Dias, Segretario Generale del CSF, la condanna non dovrebbe essere difficile in quanto, come confermato dal Central Board of Film Certification (CBFC), il manifesto pubblicitario del film viola l’art. 38 del regolamento cinematografico. Il manifesto raffigura Gesù in croce, pugnalato da un uomo, con in calce la scritta “Questa volta il male vincerà”. La pubblicità e il trailer del film dicono poi “Aspettatevi verità inaspettate”, oppure “Vi diremo chi è veramente Gesù Cristo”, mentre altre immagini mostrano la Croce di Gesù a testa in giù, colpita da pugnali. “E’ un film che offende la fede e i sentimenti dei cristiani e contribuisce a diffondere l’odio verso i cristiani” spiega a Fides p. Babu Joseph, portavoce della Conferenza Episcopale dell’India. “Abbiamo chiesto che venga ritirato dalle sale. Vi sono in India troppe forze che intendono creare turbative sociali, agendo sul fattore religioso. La fede cristiana è spesso raccontata in modo falso e sbagliato, per screditarla e fomentare l’odio. Non è chiaro chi ci sia dietro il film in questione, ma vediamo che elementi e forze estremisti indù sono disseminati nella società e nei mass media. I cristiani vedono le religione come fattore di pace. Condanniamo ogni atto blasfemo, contro ogni religione”. I Gesuiti di Ranchi (nello stato di Jharkhans) notano a Fides che “questa è la peggiore rappresentazione possibile del cristianesimo”. “Non solo è un film altamente provocatorio e blasfemo – notano i religiosi – ma darà anche una cattiva immagine dell’India nella comunità internazionale”, solo in nome del profitto. Intanto il CSF ha avviato un petizione che include già oltre 2.000 firme di vescovi, parroci, sacerdoti, attivisti, capi delle Ong, che mostrano solidarietà e chiedono il ritiro del film. (PA) Agenzia Fides 5/12/2011 http://www.fides.org/aree/news/newsdet.php?idnews=37899&lan=ita ------------------------------------------------------------------------ 5/12/2011 - L'azione della polizia giunge al termine di quasi un mese di mobilitazione di gruppi cristiani e dell'episcopato che hanno protestato per il poster del film e per i suoi contenuti anti-cristiani e hanno presentato una denuncia presso la Commissione per la censura indiana. Film anticristiano in India La polizia indiana di Mumbai ha arrestato nelle ultime ore il regista Ejaz Ahmed, il produttore Washim Sheikh, e l'agente della pubblicità KA Jauhar, del film in hindi 'Whòs therè il cui poster mostra un Cristo sulla croce pugnalato da un uomo VATICANISTA DE LA STAMPA I vescovi dell'India hanno chiesto il ritiro dalle sale del film «Whòs there», pubblicizzato da un manifesto che raffigura Gesù in croce, pugnalato da un uomo, con in calce la scritta «Questa volta il male vincerà». La pubblicità e il trailer del film, sottolinea l'agenzia vaticana Fides, promettono «verità inaspettate» su «chi è veramente Gesù Cristo», mentre altre immagini mostrano la Croce di Gesù a testa in giù, colpita da pugnali. «È un film che offende la fede e i sentimenti dei cristiani e contribuisce a diffondere l'odio verso i cristiani», spiega all'agenzia vaticana, padre Babu Joseph, portavoce della Conferenza Episcopale dell'India. «Abbiamo chiesto - chiarisce il religioso - che venga ritirato dalle sale. Vi sono in India troppe forze che intendono creare turbative sociali, agendo sul fattore religioso». Secondo padre Babu, in India «la fede cristiana è spesso raccontata in modo falso e sbagliato, per screditarla e fomentare l'odio». Ed anche se «non è chiaro chi ci sia dietro il film in questione», risulta evidente che «elementi e forze estremisti indù sono disseminati nella società e nei mass media». Secondo i gesuiti di Ranchi (nello Stato di Jharkhans), «questa è la peggiore rappresentazione possibile del cristianesimo». «Non solo è un film altamente provocatorio e blasfemo - notano i religiosi - ma darà anche una cattiva immagine dell'India nella comunità internazionale», solo in nome del profitto. L'agenzia vaticana riferisce anche il fermo da parte della polizia di Ejaz Ahmed (regista), Washim Sheikh (produttore di Bollywood) e KA Jauhar (pubblicitario) e sottolinea che una petizione contro il film ha già raccolto oltre 2.000 firme di vescovi, parroci, sacerdoti, volontari e capi delle Ong. http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=242&ID_articolo=5244&ID_sezione=524

Johnny Depp canta di Gesù ubriaco, i cristiani s'infuriano

Johnny Depp canta di Gesù ubriaco, i cristiani s'infuriano La canzone, incisa con la band Babybird, è considerata blasfema Francesca Berardi America24, 07 dicembre 2011, 10:46 Proprio in tempo per il Natale è uscita una nuova canzone con protagonista Gesù, incisa da Johnny Depp in collaborazione con la band britannica Babybird. Ma questa volta non si canta di prediche, nè di miracoli. “Jesus Stag Night Club”, così si intitola il singolo, narra la storia di Gesù Cristo ubriaco, alla guida di macchine rubate, durante una notte brava che porta alla sua morte. E la comunità cristiana insorge. "Un giorno, Johnny Depp e i suoi amici, affronteranno il giudizio del nostro Signore e bruceranno all'inferno per questa oscenità", ha commentato Lee Douglas, portavoce del gruppo religioso americano The Christian Coalition. "Sono sicuro che crede di essere molto divertente, ma è semplicemente una disgrazia", ha aggiunto. La canzone, inclusa nell'album "The pleasure of self distruction" (Il piacere dell'autodistuzione), parla di un gruppo di ragazzi che si uniscono a un uomo che somiglia a Gesù per una notte sregolata, tra night club e bravate. Alla fine l'uomo giace morto per terra, e si scopre essere il figlio di Dio in persona. Bruce Witkin, proprietario della casa discografica Unison Records, che ha prodotto l'album dei Babybird, ha commentato dicendo che: "Gli estremisti e i media stanno costruendo un caso sulla base di niente, Stephen Jones (autore della canzone) è un artista, un poeta, e si esprime in modi diversi". La polemica contro la reazione di alcuni gruppi religiosi infuria anche su Facebook, e sulla pagina ufficiale del gruppo musicale, tra i vari commenti si legge: "Non giudicate, per non essere giudicati: Matteo, capitolo 7, verso 1". http://america24.com/news/johnny-depp-canta-di-ges-ubriaco-i-cristiani-si-infuriano

giovedì 5 maggio 2011

tv: bufera su spot nodis-per aiart offende il sentimento religioso

Ormai usano perfino Gesù versione porno-sado-maso per la pubblicita'
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tv: bufera su spot nodis-per aiart offende il sentimento religioso

Milano, 22 apr. - (Adnkronos) - E' bufera sulla pubblicita' Nodis andata in onda la settimana scorsa su Italia 1. Lo spot pubblicizza degli auricolari proponendo l'immagine di un uomo impegnato in una pratica sadomaso con le braccia legate alla testata di un letto e a torso nudo, che chiede attraverso l'auricolare aiuto al 'padre'. La pubblicita' ha scatenato molte reazioni facendo scattare persino una denuncia alla Procura della Repubblica in quanto ritenuta "offensiva per il sentimento religioso dei telespettatori".

L'Aiart, Associazione italiana ascoltatori radio e televisione, 'accusa' i pubblicitari e l'emittente che ha mandato in onda lo spot di aver ferito la sensibilita' dei credenti, mostrando la figura di Cristo in una situazione 'disdicevole' e 'volgare' e annuncia attraverso un comunicato pubblicato sul proprio sito di aver "presentato alla Procura della Repubblica di Roma la denuncia contro Italia1 per aver mandato piu' volte in onda lo spot pubblicitario di auricolari marca Nodis".

Ma non solo, la pubblicita', ritenuta dall'Aiart "blasfema" viene definita "squallida e brutalmente insultante per chi crede in Gesu' Cristo" dal direttore di Avvenire, Marco Tarquinio. Secondo il direttore del quotidiano della Conferenza Episcopale Italiana, lo spot e' "un'offesa gratuita ai cristiani, e' un'autentica vergogna per chi l'ha concepita e prodotta". Ma chi l'ha ideato? Lo spot porta la firma di un team di pubblicitari dell'agenzia di comunicazione Wake Up che fa sapere che la decisione della messa in onda "spetta all'azienda" e assicura che dietro alla pubblicita', concepita "circa 3 mesi fa" non c'era alcuna "intenzione di fare riferimento a Gesu'".

22/04/2011



http://www.libero-news.it/articolo.jsp?id=721857

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Ormai usano perfino Gesù versione porno-sado-maso per la pubblicita'

L’Istituto di autodisciplina blocca lo spot che offende i cristiani
2 maggio, 2011

La crisi della pubblicità ha portato a progettare nuove strategie di vendita. E chi è più interessante di Gesù Cristo? Così l’azienda di accessori per la telefonia Nodis di Cinisello Balsamo (Milano) ha pensato bene di strumentalizzare la Sua figura per la nuova campagna promozionale.

Si sono però levate moltissime proteste perché lo spot offende palesemente il sentimento religioso. Si vede infatti un uomo legato a un letto in una posizione che richiama l’iconografia del Cristo in croce, e torturato da una donna in abiti succinti con frustino in mano. L’uomo rivolge lo sguardo verso l’alto, chiedendo aiuto al padre.

L’Istituto dell’Autodisciplina pubblicitaria, dopo le giuste e inevitabili valanghe di proteste, ha deciso di intervenire obbligando Mediaset e l’azienda a “desistere dalla diffusione” dello spot andato in onda durante il mese di aprile, a causa dei suoi contenuti offensivi del sentimento religioso, «che si vorrebbe invece immune da attacchi completamente immotivati, come quelli portati a meri fini di strumentalizzazione commerciale».

La notizia è riportata su Avvenire, quotidiano fra i promotori delle proteste. «È evidente – scrive l’Iap - la volgarizzazione di figure connotate da forte sacralità e spiritualità, che vengono invece banalizzate dallo spot contestato e connotate di aspetti fortemente terreni e provocatoriamente maliziosi e trasgressivi».





http://www.uccronline.it/2011/05/02/listituto-di-autodisciplina-blocca-lo-spot-che-offende-i-cristiani/


GESÙ 'CROCEFISSO' A LETTO:
BUFERA SULLO SPOT -VIDEO
Lunedì 18 Aprile 2011 - 13:21
Ultimo aggiornamento: 13:21

ROMA - «L'Aiart presenterà un esposto alla Procura del Repubblica contro lo spot della Nodis andato in onda su Italia1». Lo annuncia, in una nota, l'associazione di telespettatori cattolici presieduta da Luca Borgomeo. Lo spot pubblicizza degli auricolari e propone l'immagine di un uomo legato, braccia in croce e torso nudo, alla testata di un letto con una donna che gli si avvicina. «Nei fatti si offende il sentimento religioso, il richiamo a Cristo è esplicito, e chiediamo quindi alla magistratura di indagare -afferma l'Aiart- Purtroppo i pubblicitari troppo spesso non tengono conto di chi è davanti alla tv. »Ma ci chiediamo anche perchè i dirigenti di Italia1 non abbiano battuto ciglio, perchè i sentimenti religiosi, che sono alla base della nostra cultura e che non dovrebbero essere professati solo a parole, vengano sistematicamente violati. Il nostro è anche un appello ai massimi dirigenti Mediaset, nessuno escluso«, conclude l'Aiart.







































http://www.leggo.it/articolo.php?m=20110418_132141&id=117306

VIDEO

http://www.leggo.it/video.php?idv=9470&id_news=117306



https://sites.google.com/site/centroantiblasfemia/Home/tv-bufera-su-spot-nodis-per-aiart-offende-il-sentimento-religioso

lunedì 22 novembre 2010

MARIA MADRE DI GESU' VERA EBREA E VERA CRISTIANA

MARIA MADRE DI GESU' VERA EBREA E VERA CRISTIANA



Analisi di Martino Gerber, Giuliano Lattes e Simone Oren, studiosi biblisti

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Maria madre di Gesù, per conoscerla bene occorre cercarla nel Nuovo Testamento,
i Vangeli apocrifi parlano moltissimo di lei, ma non sono attendibili, essendo tardivi,
pieni di storie fantasiose, romanzati senza valore storico. I Vangeli gnostici citano poche volte
la madre i Gesù, poi sono di provenienza eretca. I Padri della chiesa raccontano molto della
madre di Gesù, attingendo dal Nuovo Testamento, e facendo loro proprie riflessioni, che sono
il nucleo basale da cui poi si è formata la Mariologia. Da non prendere nemmeno in considerazione
il Talmud ebraico, che risulta tardivo, e non affidabile per il tono anti-cristiano.
Dal Nuovo Testamento ricaviamo abbastanza notizie per poter affermare che Maria la madre di Gesù
è vera ebrea e vera cristiana.
Tutti i quattro Vangeli parlano di Maria, ed anche Atti, poi nei restanti libri del Nuovo Testamento,
non si parla più di lei, tranne un passo di Paolo; Galati 4: 4.
Per quanto riguarda l'Apocalisse alcuni teologi cattolici vi hanno visto citazioni riguardo Maria,
ma è solo personale interpretazione, l'Apocalisse è un libro che si presta a diverse interpretazioni,
essendo scritto con il linguaggio profetico-simbolico dell'Antico Testamento.

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Dei quattro Vangeli, Luca è quello che parla più di tutti della madre di Gesù, raccontando delle cose
straordinarie.

Il Vangelo di Marco è quello che parla meo di Maria, citandola solo in due passi.
Marco 3: 31-35
3-31Giunsero sua madre e i suoi fratelli e, stando fuori, lo mandarono a chiamare. 32Tutto attorno era seduta la folla e gli dissero:
"Ecco tua madre, i tuoi fratelli e le tue sorelle sono fuori e ti cercano". 33Ma egli rispose loro: "Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?".

34Girando lo sguardo su quelli che gli stavano seduti attorno, disse: "Ecco mia madre e i miei fratelli!

35Chi compie la volontà di Dio, costui è mio fratello, sorella e madre".



Marco 6: 3-Non è costui il carpentiere, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Ioses, di Giuda e di Simone?

E le sue sorelle non stanno qui da noi?".

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Vediamo ora le citazioni nel Vangelo di Giovanni, sono solo tre ma molto importanti.

Giovanni 2: 1-12

2-1Tre giorni dopo, ci fu uno sposalizio a Cana di Galilea e c'era la madre di Gesù. 2Fu invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli. 3Nel frattempo, venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: "Non hanno più vino". 4E Gesù rispose: "Che ho da fare con te, o donna? Non è ancora giunta la mia ora". 5La madre dice ai servi: "Fate quello che vi dirà".

6Vi erano là sei giare di pietra per la purificazione dei Giudei, contenenti ciascuna due o tre barili. 7E Gesù disse loro: "Riempite d'acqua le giare"; e le riempirono fino all'orlo. 8Disse loro di nuovo: "Ora attingete e portatene al maestro di tavola". Ed essi gliene portarono. 9E come ebbe assaggiato l'acqua diventata vino, il maestro di tavola, che non sapeva di dove venisse (ma lo sapevano i servi che avevano attinto l'acqua), chiamò lo sposo 10e gli disse: "Tutti servono da principio il vino buono e, quando sono un po' brilli, quello meno buono; tu invece hai conservato fino ad ora il vino buono". 11Così Gesù diede inizio ai suoi miracoli in Cana di Galilea, manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui.

12Dopo questo fatto, discese a Cafàrnao insieme con sua madre, i fratelli e i suoi discepoli e si fermarono colà solo pochi giorni.

Giovanni 6: 42

6-42E dicevano: "Costui non è forse Gesù, il figlio di Giuseppe? Di lui conosciamo il padre e la madre. Come può dunque dire: Sono disceso dal cielo?".

Giovanni 19: 25-27

19-25Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria di Clèofa e Maria di Màgdala.

26Gesù allora, vedendo la madre e lì accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: "Donna, ecco il tuo figlio!".

27Poi disse al discepolo: "Ecco la tua madre!". E da quel momento il discepolo la prese nella sua casa.

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Passiamo al Vangelo di Matteo, qui troviamo importanti fatti riguardo Maria, il Vangelo di Matteo include l'infanzia di Gesù,

come anche il Vangelo di Luca. Vediamo che entrambi i Vangeli parlano della nascita miracolosa di Gesù, parlano di Giuseppe

sposo di Maria, di Betlemme, ma raccontano altre cose diverse uno dall'altro come ora vedremo.

Matteo 1: 15-25

1-15Eliùd generò Eleàzar, Eleàzar generò Mattan, Mattan generò Giacobbe, 16Giacobbe generò Giuseppe, lo sposo di Maria, dalla quale è nato Gesù chiamato Cristo.

17La somma di tutte le generazioni, da Abramo a Davide, è così di quattordici; da Davide fino alla deportazione in Babilonia è ancora di quattordici; dalla deportazione in Babilonia a Cristo è, infine, di quattordici.

18Ecco come avvenne la nascita di Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. 19Giuseppe suo sposo, che era giusto e non voleva ripudiarla, decise di licenziarla in segreto. 20Mentre però stava pensando a queste cose, ecco che gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: "Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa, perché quel che è generato in lei viene dallo Spirito Santo. 21Essa partorirà un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati".

22Tutto questo avvenne perché si adempisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta:

23Ecco, la vergine concepirà e partorirà un figlio
che sarà chiamato Emmanuele,

che significa Dio con noi. 24Destatosi dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l'angelo del Signore e prese con sé la sua sposa, 25la quale, senza che egli la conoscesse, partorì un figlio, che egli chiamò Gesù.

Matteo 2:1-23

2-1Gesù nacque a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode. Alcuni Magi giunsero da oriente a Gerusalemme e domandavano: 2"Dov'è il re dei Giudei che è nato? Abbiamo visto sorgere la sua stella, e siamo venuti per adorarlo". 3All'udire queste parole, il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme. 4Riuniti tutti i sommi sacerdoti e gli scribi del popolo, s'informava da loro sul luogo in cui doveva nascere il Messia. 5Gli risposero: "A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta:

6E tu, Betlemme, terra di Giuda,
non sei davvero il più piccolo capoluogo di Giuda:
da te uscirà infatti un capo
che pascerà il mio popolo, Israele.

7Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire con esattezza da loro il tempo in cui era apparsa la stella 8e li inviò a Betlemme esortandoli: "Andate e informatevi accuratamente del bambino e, quando l'avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch'io venga ad adorarlo".

9Udite le parole del re, essi partirono. Ed ecco la stella, che avevano visto nel suo sorgere, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. 10Al vedere la stella, essi provarono una grandissima gioia. 11Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, e prostratisi lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra. 12Avvertiti poi in sogno di non tornare da Erode, per un'altra strada fecero ritorno al loro paese.

13Essi erano appena partiti, quando un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: "Alzati, prendi con te il bambino e sua madre e fuggi in Egitto, e resta là finché non ti avvertirò, perché Erode sta cercando il bambino per ucciderlo".

14Giuseppe, destatosi, prese con sé il bambino e sua madre nella notte e fuggì in Egitto, 15dove rimase fino alla morte di Erode, perché si adempisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta:

Dall'Egitto ho chiamato il mio figlio.

16Erode, accortosi che i Magi si erano presi gioco di lui, s'infuriò e mandò ad uccidere tutti i bambini di Betlemme e del suo territorio dai due anni in giù, corrispondenti al tempo su cui era stato informato dai Magi. 17Allora si adempì quel che era stato detto per mezzo del profeta Geremia:

18Un grido è stato udito in Rama,
un pianto e un lamento grande;
Rachele piange i suoi figli
e non vuole essere consolata, perché non sono più.

19Morto Erode, un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe in Egitto 20e gli disse: "Alzati, prendi con te il bambino e sua madre e va' nel paese d'Israele; perché sono morti coloro che insidiavano la vita del bambino". 21Egli, alzatosi, prese con sé il bambino e sua madre, ed entrò nel paese d'Israele. 22Avendo però saputo che era re della Giudea Archelào al posto di suo padre Erode, ebbe paura di andarvi. Avvertito poi in sogno, si ritirò nelle regioni della Galilea 23e, appena giunto, andò ad abitare in una città chiamata Nàzaret, perché si adempisse ciò che era stato detto dai profeti: "Sarà chiamato Nazareno".



Matteo dopo l Vangelo dell'infanzia cita soltanto altre due volte la madre di Gesù.

Matteo 12: 46-50

12-46Mentre egli parlava ancora alla folla, sua madre e i suoi fratelli, stando fuori in disparte, cercavano di parlargli.

47Qualcuno gli disse: "Ecco di fuori tua madre e i tuoi fratelli che vogliono parlarti".

48Ed egli, rispondendo a chi lo informava, disse: "Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?".

49Poi stendendo la mano verso i suoi discepoli disse: "Ecco mia madre ed ecco i miei fratelli;

50perché chiunque fa la volontà del Padre mio che è nei cieli, questi è per me fratello, sorella e madre".

Matteo 13: 53-56

13-53-Gesù partì di là 54e venuto nella sua patria insegnava nella loro sinagoga e la gente rimaneva stupita e diceva:

"Da dove mai viene a costui questa sapienza e questi miracoli? 55Non è egli forse il figlio del carpentiere?

Sua madre non si chiama Maria e i suoi fratelli Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda? 56E le sue sorelle non sono tutte fra noi?

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Ora passiamo a Luca, il Vangelo che parla molto di Maria, e ci fa capire che Maria è una donna ebrea osservante e timorata di Dio,

una donna grande, la più grande del mondo, piena di grazie ed anche profetessa.

Maria era una fanciulla che viveva a Nazareth in Galilea, ma aveva parenti in Giudea, parenti molto osservanti della legge,

unfatti si tratta di una famiglia sacerdotale, due sposi Elisabetta e il sacerdote Zaccaria,entrambi discendenti da famiglie sacerdotali.

Maria è cugina di Elisabetta, ma è anche sua amica e confidente, infatti Maria si reca da Elisabetta, per aiutarla durante la gravidanza,

Elisabetta è in attesa di un bambino, il più grande uomo nato da donna, Giovanni il Battista.

Luca 1: 26-45

1-26Nel sesto mese, l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret,

27a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria.

28Entrando da lei, disse: "Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te". 29A queste parole ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto.

30L'angelo le disse: "Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. 31Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù.

32Sarà grande e chiamato Figlio dell'Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre 33e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine".

34Allora Maria disse all'angelo: "Come è possibile? Non conosco uomo". 35Le rispose l'angelo:

"Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell'Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio.

36Vedi: anche Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia, ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile: 37nulla è impossibile a Dio".

38Allora Maria disse: "Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto". E l'angelo partì da lei.

39In quei giorni Maria si mise in viaggio verso la montagna e raggiunse in fretta una città di Giuda. 40Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta.

41Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino le sussultò nel grembo. Elisabetta fu piena di Spirito Santo 42ed esclamò a gran voce:

"Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! 43A che debbo che la madre del mio Signore venga a me?

44Ecco, appena la voce del tuo saluto è giunta ai miei orecchi, il bambino ha esultato di gioia nel mio grembo. 45E beata colei che ha creduto nell'adempimento delle parole del Signore".

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Ora attenzione, nel passo che segue, Maria rivela d'essere profetessa, a conoscenza della sua grandezza,

afferma la sua fedeltà a Dio, e al patriarca Abramo, e al suo popolo.

Luca 1: 46-56

1-46Allora Maria disse:

"L'anima mia magnifica il Signore
47e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
48perché ha guardato l'umiltà della sua serva.
D'ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.
49Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente
e Santo è il suo nome:
50di generazione in generazione la sua misericordia
si stende su quelli che lo temono.
51Ha spiegato la potenza del suo braccio,
ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;
52ha rovesciato i potenti dai troni,
ha innalzato gli umili;
53ha ricolmato di beni gli affamati,
ha rimandato a mani vuote i ricchi.
54Ha soccorso Israele, suo servo,
ricordandosi della sua misericordia,
55come aveva promesso ai nostri padri,
ad Abramo e alla sua discendenza,
per sempre".

56Maria rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua.

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Nei passi seguenti vediamo la nacità di Gesù, e come Maria e Giuseppe, osservano la legge del Signore.

Luca 2: 1-40

2-1In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra.

2Questo primo censimento fu fatto quando era governatore della Siria Quirinio. 3Andavano tutti a farsi registrare, ciascuno nella sua città.

4Anche Giuseppe, che era della casa e della famiglia di Davide, dalla città di Nàzaret e dalla Galilea salì in Giudea alla città di Davide,

chiamata Betlemme, 5per farsi registrare insieme con Maria sua sposa, che era incinta. 6Ora, mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto.

7Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia, perché non c'era posto per loro nell'albergo.

8C'erano in quella regione alcuni pastori che vegliavano di notte facendo la guardia al loro gregge. 9Un angelo del Signore si presentò davanti a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce.

Essi furono presi da grande spavento, 10ma l'angelo disse loro: "Non temete, ecco vi annunzio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo:

11oggi vi è nato nella città di Davide un salvatore, che è il Cristo Signore. 12Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, che giace in una mangiatoia".

13E subito apparve con l'angelo una moltitudine dell'esercito celeste che lodava Dio e diceva:

14"Gloria a Dio nel più alto dei cieli
e pace in terra agli uomini che egli ama".

15Appena gli angeli si furono allontanati per tornare al cielo, i pastori dicevano fra loro: "Andiamo fino a Betlemme, vediamo questo avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere".

16Andarono dunque senz'indugio e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, che giaceva nella mangiatoia. 17E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro.

18Tutti quelli che udirono, si stupirono delle cose che i pastori dicevano. 19Maria, da parte sua, serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore.

20I pastori poi se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com'era stato detto loro.

21Quando furon passati gli otto giorni prescritti per la circoncisione, gli fu messo nome Gesù, come era stato chiamato dall'angelo prima di essere concepito nel grembo della madre.

22Quando venne il tempo della loro purificazione secondo la Legge di Mosè, portarono il bambino a Gerusalemme per offrirlo al Signore, 23come è scritto nella Legge del Signore: ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore; 24e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o di giovani colombi, come prescrive la Legge del Signore.

25Ora a Gerusalemme c'era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e timorato di Dio, che aspettava il conforto d'Israele;

26lo Spirito Santo che era sopra di lui, gli aveva preannunziato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Messia del Signore.

27Mosso dunque dallo Spirito, si recò al tempio; e mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per adempiere la Legge, 28lo prese tra le braccia e benedisse Dio:

29"Ora lascia, o Signore, che il tuo servo
vada in pace secondo la tua parola;
30perché i miei occhi han visto la tua salvezza,
31preparata da te davanti a tutti i popoli,
32luce per illuminare le genti
e gloria del tuo popolo Israele".

33Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. 34Simeone li benedisse e parlò a Maria, sua madre:

"Egli è qui per la rovina e la risurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione 35perché siano svelati i pensieri di molti cuori. E anche a te una spada trafiggerà l'anima".

36C'era anche una profetessa, Anna, figlia di Fanuèle, della tribù di Aser. Era molto avanzata in età, aveva vissuto col marito sette anni dal tempo in cui era ragazza,

37era poi rimasta vedova e ora aveva ottantaquattro anni. Non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere.

38Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme.

39Quando ebbero tutto compiuto secondo la legge del Signore, fecero ritorno in Galilea, alla loro città di Nàzaret.

40Il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era sopra di lui.

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Passano gli anni, Maria e Giuseppe crescono Gesù, ed essendo molto osservanti si recano ogni anno a Gerusalemme per la Pasqua.

Luca 2: 41-52

2-41I suoi genitori si recavano tutti gli anni a Gerusalemme per la festa di Pasqua. 42Quando egli ebbe dodici anni, vi salirono di nuovo secondo l'usanza;

43ma trascorsi i giorni della festa, mentre riprendevano la via del ritorno, il fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero.

44Credendolo nella carovana, fecero una giornata di viaggio, e poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti; 45non avendolo trovato, tornarono in cerca di lui a Gerusalemme.

46Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai dottori, mentre li ascoltava e li interrogava. 47E tutti quelli che l'udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte.

48Al vederlo restarono stupiti e sua madre gli disse: "Figlio, perché ci hai fatto così? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo".

49Ed egli rispose: "Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?". 50Ma essi non compresero le sue parole.

51Partì dunque con loro e tornò a Nàzaret e stava loro sottomesso. Sua madre serbava tutte queste cose nel suo cuore.

52E Gesù cresceva in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini.

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Dopo il Vangelo dell'infanzia Luca cita Maria solo in due passi.

Luca 8: 19-21

8-19Un giorno andarono a trovarlo la madre e i fratelli, ma non potevano avvicinarlo a causa della folla.

20Gli fu annunziato: "Tua madre e i tuoi fratelli sono qui fuori e desiderano vederti". 21Ma egli rispose:

"Mia madre e miei fratelli sono coloro che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica".

Luca 11: 27-28

11-27Mentre diceva questo, una donna alzò la voce di mezzo alla folla e disse: "Beato il ventre che ti ha portato e il seno da cui hai preso il latte!".

28Ma egli disse: "Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano!".

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Luca torna poi a parlare di Maria nel suo libro Atti degli Apostoli, dove incontriamo Maria non solo ebrea osservante,

ma ormai anche vera cristiana, unita in preghiera con gli Apostoli.

Atti 1: 1-14

1Nel mio primo libro ho già trattato, o Teòfilo, di tutto quello che Gesù fece e insegnò dal principio 2fino al giorno in cui, dopo aver dato istruzioni agli apostoli che si era scelti nello Spirito Santo,

egli fu assunto in cielo.

3Egli si mostrò ad essi vivo, dopo la sua passione, con molte prove, apparendo loro per quaranta giorni e parlando del regno di Dio.

4Mentre si trovava a tavola con essi, ordinò loro di non allontanarsi da Gerusalemme, ma di attendere che si adempisse la promessa del Padre "quella,

disse, che voi avete udito da me: 5Giovanni ha battezzato con acqua, voi invece sarete battezzati in Spirito Santo, fra non molti giorni".

6Così venutisi a trovare insieme gli domandarono: "Signore, è questo il tempo in cui ricostituirai il regno di Israele?". 7Ma egli rispose:

"Non spetta a voi conoscere i tempi e i momenti che il Padre ha riservato alla sua scelta, 8ma avrete forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi e mi sarete testimoni a Gerusalemme,

in tutta la Giudea e la Samarìa e fino agli estremi confini della terra".

9Detto questo, fu elevato in alto sotto i loro occhi e una nube lo sottrasse al loro sguardo. 10E poiché essi stavano fissando il cielo mentre egli se n'andava,

ecco due uomini in bianche vesti si presentarono a loro e dissero: 11"Uomini di Galilea, perché state a guardare il cielo? Questo Gesù, che è stato di tra voi assunto fino al cielo,

tornerà un giorno allo stesso modo in cui l'avete visto andare in cielo".

12Allora ritornarono a Gerusalemme dal monte detto degli Ulivi, che è vicino a Gerusalemme quanto il cammino permesso in un sabato.

13Entrati in città salirono al piano superiore dove abitavano. C'erano Pietro e Giovanni, Giacomo e Andrea, Filippo e Tommaso, Bartolomeo e Matteo,

Giacomo di Alfeo e Simone lo Zelòta e Giuda di Giacomo. 14Tutti questi erano assidui e concordi nella preghiera, insieme con alcune donne e con Maria, la madre di Gesù e con i fratelli di lui.

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Conclusione: Maria madre di Gesù è nata ebrea è poi è diventata cristiana, è vissuta osservando con timore le leggi divine,

in Maria non c'è difetto, ma solo grazia, è la benedetta fra tutte le donne, è stata degna di diventare la madre dell'Unigenito Figlio di Dio,

Gesù nostro Signore e Salvatore.

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Citazioni Bibbia di Gerusalemme

http://www.liberliber.it/biblioteca/b/bibbia/la_sacra_bibbia/html/index.htm

http://groups.google.com/group/studio-biblico?hl=it

IL VATICANO HA APPROVATO IL FILM BLASFEMO " IO SONO CON TE" DELL'ATEO GUIDO CHIESA

IL VATICANO HA APPROVATO IL FILM BLASFEMO " IO SONO CON TE" DELL'ATEO GUIDO CHIESA
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Articolo da radiovaticana:

L'intenso rapporto tra Maria e Gesù nel film "Io sono con te" in concorso al Festival del cinema di Roma

03/11/2010 14.20.29




Il regista italiano, Guido Chiesa, conosciuto per il suo impegno politico dimostrato in precedenti pellicole, ha presentato in concorso al Festival del Film di Roma un’inaspettata, intensa e essenziale ricostruzione cinematografica dei Vangeli dell’infanzia: Maria e Gesù sono al centro di “Io sono con te”, film nel quale l’amore e la fiducia tra una Madre e un Figlio custodiscono il mistero di Dio e del suo piano di salvezza per l’umanità. Il servizio di Luca Pellegrini:

Una madre e un figlio. Giocano, sorridono, si guardano, si abbracciano. Al minimo pericolo, sono vicini. Siamo nella Nazareth di duemila anni fa. Guido Chiesa, dopo una serie, pur breve, di film politicamente e socialmente impegnati, torna al cinema, per raccontare la storia di Maria e del figlio Gesù. Un lavoro intensamente pensato, voluto a tutti i costi. La sensazione è quella che sia frutto di una sua esigenza spirituale vera e incontenibile, nata all’indomani della sua paternità e di un ampio scambio di riflessioni con la moglie, Nicoletta Micheli, che con lui ha partecipato alla stesura della sceneggiatura, rimodellata più volte. Vi ha lavorato all’inizio con un’adesione – confessa – di tipo razionale e materialistico, un percorso intellettuale e soltanto emotivo. Poi è diventato un atto di fede e di adesione a quel Vangelo che andava scoprendo e raccontando al cinema. Siamo fuori dall’iconografia tradizionale, siamo dalle parti di Pasolini per l’essenzialità dell’immagine, del tratteggio dei personaggi, ma l’intensità della ricerca non si ferma alla storia o al fascino esteriore. Penetra l’anima. Maria non è un’umile donna messa in disparte nel nucleo familiare patriarcale. Ha un temperamento docile e forte insieme, si oppone alle violenze e alle imposizioni rituali, stringe col figlio un rapporto di fiducia che ha un sapore soprannaturale, dove invece tutto il trascendente è oscurato, nel film, che si ferma soltanto a quel rapporto e al suo misterioso amore.

E’ ancora Guido Chiesa che spiega perché il Vangelo dell’infanzia lo ha così incuriosito e affascinato – pur se qualche episodio è tratto dagli Apocrifi, forse per dare un sapore originale al racconto: “Ho cercato di rivolgermi a tutti, senza distinzione di cultura, di fede, privilegiando una prospettiva femminile e proponendo un modello positivo fondato sull’amore, una parola oggi così vituperata”. Non è mai convenzionale, il regista, che si avvale di volti ignoti colti nella quotidianità della vita in Tunisia – per rappresentare l’ambiente più attendibile in cui è avvenuta la nascita di Gesù – un terreno aspro e policromo dove è stato girato il film che si stende dai giorni dell’Annunciazione a quelli del ritrovamento di Gesù dodicenne tra i dottori del Tempio. Guido Chiesa lo ha ribadito più volte: non vuole scandalizzare, anche se non ci sono angeli e pastori, non c’è la cometa e non ci sono i Magi. La Madre e il Figlio sono al centro del suo interesse d’artista e di uomo: la prima si mette totalmente nelle mani di Dio, affronta il mistero e il dolore, il secondo si affida alla Madre fino a quando capisce che la sua libertà non può più essere limitata, la sua missione nel mondo è un’altra. “Racconto la storia di una donna che ha cambiato per sempre il volto dell’umanità” – precisa ancora il regista. “Io sono con te” è, per questo, un titolo ben scelto: Maria con il Figlio, Gesù con ciascuno di Noi.



http://www.oecumene.radiovaticana.org/it1/Articolo.asp?c=435987